A Salignano fede, musica e la tradizionale fiera per la festa di San Giuseppe

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Salignano (Castrignano del Capo) – Si rinnova l’appuntamento con la festa di San Giuseppe, il 18 e 19 marzo. Un appuntamento con la tradizione, che segna anche l’apertura simbolica della primavera: in paese, infatti, l’avvento della bella stagione è salutato con la fiera che martedì 19 si tiene fin dalle prime ore del mattino, sulla strada di San Giuseppe. Una fiera che ha origini molto antiche, risalenti al 1682, quando fu indetta per la prima volta da Francesco Lacca di Salignano.

Il programma religioso. Dopo la processione di lunedì 18 e la messa celebrata nella cappella di San Giuseppe dal vescovo della diocesi Ugento-Santa Maria di Leuca monsignor Vito Angiuli, martedì 19 il programma religioso prosegue con le messe delle ore 7.30, 9.30 e 11.30 nella cappella di San Giuseppe, e delle 18 nella chiesa madre di Salignano.

Il programma civile. Due le serate di festa in programma della frazione di Castrignano del Capo. Lunedì 18, la tribute band “Queenuenland” si esibirà alle 20.30 in piazza Sant’Andrea. Martedì 19 marzo a dar spettacolo sarà invece “Radio party tour”, una produzione di Radio Venere e Radio Peterpan che ripropone i grandi successi italiani e internazionali dagli anni ’60 ad oggi; a seguire, alle 23.30, spettacolo pirotecnico a cura della ditta Fireworks Salento. Le due serate sono organizzate dal Comitato feste di Salignano.

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La leggenda. La festa di San Giuseppe è tra le più attese del Capo di Leuca e le sue origini si perdono nella notte dei tempi. La leggenda narra che la statua di San Giuseppe, oggi custodita in una chiesa della frazione di Salignano, appartenesse in origine a Castrignano e ogni anno, in occasione delle celebrazioni per il santo, venisse portata per le strade del paese. Un anno, però, un terribile acquazzone interruppe la processione e, nel fuggi fuggi generale, la pesante statua venne abbandonata per strada. Dopo il temporale, dimenticandosi del santo, i castrignanesi andarono nei campi a raccogliere “cuzziddhi” (piccole lumache dal guscio bianco), così furono gli abitanti di Salignano a prendere la statua, conquistando l’incarico di organizzare la festa negli anni successivi. Da allora gli abitanti di Castrignano del Capo vengono chiamati “cuzziddhi” dai vicini della frazione.

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