A Presicce-Acquarica il Tamburredhu per Sant’Andrea gira in macchina causa Covid, ma i “puristi” non hanno gradito

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La novena per Sant’Andrea negli anni scorsi (foto Roberto Micoccio)

Presicce-Acquarica – In macchina con l’altoparlante invece che per strada con il tradizionale Tamburreddhu: questa la soluzione adottata da Tonino Tamborrini e Francesco Bello, del comitato festa Sant’Andrea, da sempre organizzatori del Tamburreddhu, per ovviare alle restrizioni per il Covid e mantenere viva la tradizione.

Questa mattina, dopo le 5, con casse e altoparlanti in auto, sono andati in giro per le strade di Presicce cercando (nei limiti del possibile) di dare vita alla novena che precede la festa del Patrono, visto che quest’anno (per la prima volta), a causa del virus, non potranno esserci i due gruppi di dieci musicisti ciascuno che, dividendosi tra zona nord e sud di Presicce, attraversano le strade della località per i nove giorni prima della festa del santo. E piuttosto che annullare e rinunciare del tutto alla magia di svegliarsi con le tipiche canzoni, i due del comitato hanno deciso di fare un “regalo” sorprendendo i concittadini. C’è chi ha sentito e riconosciuto le musiche e si è emozionato, ma non sono mancati quanti hanno protestato sui social.

“Non mi andava di mollare tutto”

«Dopo 35 anni non me la sono sentita di lasciare il paese senza musica, il mio è stato un atto di generosità – afferma Tamborrini – ho investito dei soldi per procurarmi l’attrezzatura e stamattina mi sono svegliato con tutte le buone intenzioni, quest’anno è andata così. Non mi andava di annullare tutto».

I “puristi” però non hanno gradito puntando l’indice sulle musiche registrate, alcuni dei musicisti temendo magari di poter essere sostituito in futuro (ognuno di loro viene giustamente retribuito), ma c’è anche chi pensa che sarebbe stato meglio non fare nulla oppure che, “con una buona organizzazione”, si sarebbe potuto rispettare la tradizione.

Ma i promotori non se la sono sentita di puntare sul buonsenso dei cittadini nell’evitare ogni forma di assembramento, ammesso che  i musicisti fossero stati in grado di rispettare le distanze. Anche per questo motivo l’Amministrazione comunale ha negato la possibilità di dare seguito alla tradizione. «Certi commenti mi sono sembrati proprio ingrati io per amore del paese ho deciso di svegliarmi presto e portare la musica. Avrei potuto rimanere a letto e girarmi dall’altra parte», conclude Tamborrini. Sempre per  rispettare la normativa anti contagio, quest’anno anche la tradizione della Focareddha andrà in streaming, senza pubblico in piazza.