«A Pasqua tre uova cotte su un fornello»

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Il sit in dei disoccupati

Ugento. «Per il pranzo di Pasqua abbiamo mangiato uova cotte su un fornellino da campo. Non avevamo nulla, nemmeno i soldi per la bombola del gas. Provate solo ad immaginare cosa sente un padre di famiglia in queste condizioni». A parlare è Luciano Russo, 59 anni, muratore disoccupato da due anni. È lui uno dei dodici firmatari della lettera che nei giorni scorsi è stata inviata al sindaco di Ugento e al prefetto di Lecce per segnalare lo stato di disperazione di famiglie che, oltre che per la mancanza di lavoro, soffrono perché vedono le istituzioni lontane dai loro problemi. «Chiedo lavoro – continua Russo – e chiedo dignità. Quella dignità che avevo ma che ora ho perso. L’amministrazione comunale e i rappresentanti delle istituzioni rimangono distanti da noi, scaldano le poltrone e non si occupano dei veri problemi del paese».

Tra i firmatari della lettera c’è anche Giovanni Bruno, intonacatore di 63 anni, disoccupato dal 2012. «Mi mancano quattro anni per la pensione, cosa dovrei fare? Chi mi assume a questa età? Le istituzioni sono lontane, il governo centrale non si rende conto dei problemi della gente. Perché non si abbassa l’età della pensione, in modo da favorire l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro?». Della stessa idea Cosimo Pizzolante, 59enne, anche lui intonacatore, e Salvatore Pizzi, muratore di 53 anni. Insieme a Enzo Spennato, Mattia Russo, Claudio Mergola, Paolo Spata, Luca Pizzi, Biagio Russo, Omar Russo e Cristian Spiri, da qualche giorno questi uomini si ritrovano in piazza Porta San Nicola per discutere dei loro problemi e per chiedere dignità. Ora sono tutti in attesa di incontrare il Prefetto, che ha risposto alla loro lettera e li ha convocati.

«Ugento ha un territorio così grande – dice, con parole cariche di rabbia, Russo – e proprio per questo non dovremmo trovarci in queste condizioni. Ci sarebbe tanto da fare. Perché, per esempio, non si favorisce la nascita di una cooperativa di disoccupati alla quale affidare i lavori di manutenzione del Comune?».

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Sono interrogativi ai quali questi disoccupati vorrebbero ricevere risposte da parte delle istituzioni e che ricordano tanti altri casi di disperazione e di sconforto, come quello di Danila Caracciolo, la casalinga ugentina rimasta incatenata per settimane all’ingresso del municipio per chiedere un lavoro per il marito, precario del servizio raccolta dei rifiuti.

Pierangelo Tempesta

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