A Nardò Mellone rigioca la carta, il Pd cerca di trovarne una come il centrodestra ufficiale e il M5S. In campo pure Cozza

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Nardò – Scalda i motori – se mai si fossero raffreddati – la politica neretina in vista della tornata elettorale della prossima primavera/estate, che chiamerà i cittadini di Nardò a scegliere i nuovi amministratori, al termine del primo mandato di Giuseppe Mellone, eletto nel 2016 superando sul filo del rasoio al ballottaggio Marcello Risi.

Tra scontri sempre accesi  sull’attività amministrativa e schieramenti non ancora ben definiti e alleanze che risentono del clima regionale e nazionale, si cerca di capire chi saranno i nomi che sfideranno l’uscente, che ha già confermato di presentarsi alla corsa insieme alla squadra che lo sostiene in Consiglio comunale.

Nove liste pro Sindaco uscente

Il leader di “Andare Oltre” ha infatti ufficializzato il proprio futuro già a settembre del 2020, con protagonisti della vita sociale della città e della sua coalizione che in queste ore confermano di essere della partita: sono già nove – al momento – le liste che potrebbero affiancare l’uscente.

“Una decisione che ho preso con maggiore entusiasmo dopo lo tsunami d’affetto delle ultime Regionali” ha scritto il primo cittadino che con la sua assessora Giulia Puglia, ha raccolto consistenti consensi per il rieletto presidente Michele Emiliano, alleato del Sindaco neretino sin dall’inizio della sua avventura politica.

I dilemmi dei dem e non solo

Sarà interessante, ancora una volta, capire quale sarà il comportamento del Pd locale (commissariato), che a Nardò osteggia con vigore Mellone, mentre lo stesso partito a livello provinciale e regionale ne è alleato.

I democratici avevano sottoscritto a dicembre la candidatura a Sindaco dell’avvocato Tony Falangone, avanzata da Nardò Bene Comune, con il 44enne – che sarebbe stato sostenuto anche da Popolari, Nardò Progressista e gruppo Cavallo-My-Leuzzi – che ha però ritirato la propria disponibilità “per motivi strettamente personali” a soli tre giorni dall’annuncio.

A Risi un compito difficile

Il centrosinistra è dunque al momento ancora senza portabandiera: la ampissima geografia politica di liste, gruppi e associazioni che lo compongono prova già da un anno a trovare la quadra intorno a un percorso comune, ma con scarsi risultati.

L’ex Sindaco Risi conferma di aver ricevuto l’incarico “di individuare candidature che siano espressione di competenza, esperienza, trasparenza e lungimiranza di governo”: si batte il territorio per un “candidato unitario” che con un’ampia coalizione vada a sfidare Mellone con qualche probabilità di vittoria.

Pentastellati al varco

Ancora da sciogliere anche il nodo Movimento Cinque Stelle: il neretino Cristian Casili, neovicepresidente del Consiglio regionale, a Bari è un alleato di Emiliano, ma non è ancora chiaro quale riflesso avrà sulle Amministrative l’alleanza regionale (e nazionale) tra Dem e pentastellati.

Maggioranza uscente a parte, ad oggi c’è solo un’altra la certezza: la presenza in campo del nome dell’avvocato Giuseppe Cozza, presidente di Officine cittadine, che ha annunciato a dicembre la propria sfida all’attuale numero uno di piazza Cesare Battisti.

Il centrodestra ufficiale 

Non è ancora chiaro se le liste del centrodestra ufficiale con Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia convergeranno su questa candidatura o cercheranno altre soluzioni. ma il giurista respinge al mittente l’ipotesi di eventuali intese più ampie che lo coinvolgano: “Cozza è già candidato alla carica di sindaco – dicono dallo staff di Officine cittadine – ed è in una fase avanzata del lavoro che lo ha già visto confrontarsi con alcuni partiti e movimenti civici”.