A Nardò case colorate dalla street art, ma è polemica: “Qui anche Picasso sarebbe criticato”

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Nardò – I palazzi delle case popolari in zona 167 si accendono di colori, grazie a un “attacco d’arte”, o meglio di street art che sta cambiando volto alla città, suscitando non solo ammirazione ma anche polemiche.

Una poesia di Franco Arminio diventa street art

In questi giorni è stato completato il terzo dei murales finora realizzati: a eseguirlo la mano di Marta Lagna, artista che opera nel campo della calligrafia e fa della scrittura un’opera d’arte. Soggetto del murales è una poesia di Franco Arminio, scritta in caratteri rossi e seguita da un gigantesco cuore verde: “Arrotolate le strade,/le macchine, le case/chiudete in un sacco/ tutta questa architettura./Rimettiamo al loro posto gli alberi,/ gli animali, la poesia”, si legge sulla facciata di un palazzo in piazza Primo maggio (zona 167).

Con un post su Facebook, Lagna esprime l’entusiasmo e la soddisfazione per aver portato il messaggio di Arminio e il suo appello a tornare alla natura “sulla facciata di un palazzo i cui inquilini – scrive l’artista – mi hanno accolta ed aiutata dal primo momento, felici per il colore e la novità che gli è arrivata in casa”.

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Difficile descrivere la bellezza della relazione – aggiunge Lagna – che è nata con Mimmo, il capo cantiere, un signore di eleganza e gentilezza rara, dalle mani abili e dal cuore grande, che a guardarlo usare il pennello hai solo da imparare. Con Antonio ed i suoi ottimi caffè americani alle 7 del mattino e con la gente al bar, donne e uomini entusiasti e impazienti di vedere la fine di quella frase. Rimettiamo al loro posto gli alberi, gli animali e la poesia. Così finisce il testo di Arminio, e le prime lacrime sono le mie”.

Gli altri murales

Promossa dal Comune, l’iniziativa era partita lo scorso anno con il primo murales realizzato dall’artista Stefano Bergamo sul tema dell’amore per gli animali: in quel caso, a fare da “tela” per l’opera non era stata però la facciata dei palazzi di proprietà di Arca Sud, bensì il muro davanti alla scuola elementare di via Bellini.

Sempre in zona 167, sulla facciata di un palazzo in via Marinai d’Italia, si trova invece il secondo murales, realizzato dal neretino Tommaso Chiffi. Anche qui il tema è l’appello a tornare alla natura, con le figure di Adamo ed Eva che rinascono dalle ceneri del capitalismo.

La polemica

Lorenzo Siciliano
Lorenzo Siciliano

Proprio sul murales di Chiffi si è accesa la polemica che ha visto il consigliere del Pd Lorenzo Siciliano criticare l’iniziativa, dopo aver già votato contro il regolamento della street art in Consiglio comunale. “Farei mai fare un murales di questo genere su una parete di casa mia? La risposta credo sia scontata”, esordisce Siciliano in un post su Facebook.

E prosegue: “Non sarebbe forse stato più giusto dare sfogo alla vena artistica sui muri di fabbricati non oggetto di recentissime ristrutturazioni? Tra l’altro non mi trova d’accordo l’idea di realizzare queste opere nella zona 167 per un’altra ragione: in tante città, specie nel Mezzogiorno, i murales hanno lungamente rappresentato il ‘simbolo’ dei quartieri popolari, un tratto distintivo per identificare la periferia della città. E molti Sindaci hanno fatto effettuare lavori di pulizia e imbiancatura delle pareti individuando altri immobili utili a questo tipo di arte”.

“Per quel poco che ciò può rappresentare nell’ottica di una possibile città senza confini e distinzioni tra quartieri, credo che questo sia un passo indietro, non certamente in avanti”, conclude.

La replica di “Andare oltre”: “A Nardò anche Picasso sarebbe criticato”

Luigi Maritati

La replica a Siciliano arriva da Luigi Maritati, segretario cittadino di “Andare oltre”, che ritiene i detrattori dei murales “spinti solo dalla frustrazione di non essere loro a poter vantare meriti su tutto ciò che di bello e popolare in città si sta realizzando”.

“In questa affannosa e delirante corsa al massacro – continua Maritati – gli unici veri ‘martiri’ non sono i nostri amministratori che hanno spalle larghe, ma sono gli artisti neretini che ogni giorno devono subire agghiaccianti attacchi solo perché stanno dimostrando di essere capaci, colpevoli di aver aderito alle proposte messe in campo dal Sindaco per migliorare l’immagine di città”.

“State ben tranquilli che se Mellone risvegliasse Picasso per disegnare il suo famoso toro stilizzato questi geni certamente gli riserverebbero lo stesso trattamento”, conclude.

 

 

 

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