A Leuca l’ordinazione sacerdotale di don Andrea D’Oria. Fa festa la frazione di Arigliano

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Arigliano (Gagliano del Capo) – È avvenuta sabato scorso 5 settembre, sul sagrato del santuario di Leuca, l’ordinazione sacerdotale di don Andrea D’Oria. A fare festa la comunità di Arigliano, frazione di Gagliano del Capo, che dopo diversi decenni vede un suo concittadino seguire la vocazione e diventare sacerdote. Nel corso della suggestiva funziona religiosa c’è stato il rito dell’imposizione delle mani e della preghiera consacratoria da parte di monsignor Vito Angiuli, vescovo della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca.

La sua prima messa il 26enne don Andrea l’ha poi celebrata il giorno seguente alle 10.30 sempre presso il santuario “De finibus terrae” ed in serata per la prima volta nella sua Arigliano, presso la parrocchia di San Vincenzo, che lo ha visto nascere e crescere. Questa sera, martedì 8 settembre, celebrerà messa alle ore 19 nei pressi della cripta della “Madonna del Passo” a Specchia, in occasione della omonima festa religiosa.

La formazione

Dopo le prime esperienze da “ministrante” presso la sua parrocchia, don Andrea è entrato nel seminario di Ugento, dove ha frequentato le scuole medie, e a seguire, sempre restando in seminario, il liceo classico a Casarano. Conseguita la maturità, il vescovo Angiuli gli ha fatto proseguire gli studi a Roma presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore, a San Giovanni in Laterano, dove il 9 aprile 2016 è stato ammesso agli ordini sacri, l’anno successivo ha conseguito il ministero del lettorato e nel 2018 l’accolitato.

Il 18 maggio 2019 è stato ordinato diacono a Roma, presso la basilica di San Giovanni in Laterano, dal cardinale Vicario di Roma, Angelo De Donatis (di Casarano). Subito dopo l’ordinazione sacerdotale, don Andrea proseguirà (sempre a Roma) gli studi in diritto canonico e presterà servizio come sacerdote collaboratore presso la parrocchia Santa Croce in Gerusalemme.

«La vocazione non mi ha tolto nulla a livello di esperienze, anzi, mi ha dato la grazia di gustare di Dio in tante cose buone della vita», afferma il giovane sacerdote.