A Gallipoli c’è l’antica chiesetta di San Pietro dei Samari da salvare: appello di “Italia nostra”

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Gallipoli – «Si intervenga subito per salvare la chiesa di San Pietro dei Samari»: a lanciare l’appello è la sezione Sud Salento di Italia nostra, che lo scorso 31 ottobre inviato una lettera agli enti preposti alla salvaguardia del bene architettonico da anni in stato di abbandono.

La chiesetta, ormai diroccata, risale al secolo XII (almeno nella sua attuale configurazione) e si trova all’interno del Parco regionale Litorale di Punta Pizzo – Isola di Sant’Andrea (a ridosso della statale 274 per Leuca). Visto il degrado, “Italia nostra” pone in evidenza l’assoluta necessità di intervenire presto per salvare il salvabile “in considerazione che le strutture di protezione (impalcatura di protezione, copertura del solaio e puntelli collocate nel 2008) fino ad oggi non hanno subito alcuna manutenzione e che, con il passare del tempo, risultano particolarmente compromesse, tanto da non poter più  garantire alcuna funzione protettiva”.

Degrado da fermare

Una lettera in tal senso è stata inviata lo scorso 31 ottobre al sindaco di Gallipoli Stefano Minerva, al presidente del Parco naturale regionale “ Litorale Punta Pizzo-Isola di S. Andrea” Gianluigi Barone, alla soprintendente archeologica Maria Piccarreta e al Comando del Nucleo tutela beni culturali di Bari.

Alla Soprintendenza e al Nucleo tutela dei beni culturali si chiede un “tempestivo sopralluogo” per verificare la gravità della situazione e per effettuare “quegli interventi di somma urgenza che risultano necessari per evitare ulteriori crolli che, con le precipitazioni incombenti, potrebbero risultare decisivi per trasformare la chiesa in un ammasso di pietre”. Al sindaco Minerva e al presidente dell’Ente Parco si chiede, invece, “di mettere in atto con estrema urgenza tutte le necessarie azioni volte al perseguimento delle finalità stabilite dalla Legge regionale n. 20/2006 con cui è stato istituito il Parco di Gallipoli ed anche quelle finalizzate all’acquisizione del monumento al patrimonio comunale”. «Ciò in ragione che la proprietà ad oggi non ha effettuato alcun intervento volto al recupero del bene ed anche in considerazione del recente inserimento di Gallipoli nell’itinerario culturale “La Via Petrina: il Viaggio di San Pietro dalla Puglia a Roma”».

La nota di “Italia nostra”(presidente Marcello Seclì di Parabita) è stata indirizzata per conoscenza anche al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, al Prefetto di Lecce Maria Rosaria Trio e al vescovo di Nardò-Gallipoli Fernando Filograna, con la richiesta di  adoperarsi verso le istituzioni competenti “per ogni iniziativa utile per salvare, recuperare e valorizzare questa importante testimonianza della storia e della cultura del medioevo di Gallipoli e del Salento”.