55mila piantine resistenti alla Xylella donate e messe a dimora nel Salento: “Una spinta alla ripartenza” dicono da Unaprol

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Gallipoli – Donate 55mila piantine di ulivo, varietà Leccino e Favolosa scientificamente resistenti alla Xylella, e sono state subito messe a dimora nel Salento dove il batterio da quaranetena ha compresso gravemente la produzione olivicola con effetti pesanti su redditi agricoli, occupazione, paesaggio.

Il dono, destinato ad un’area come la provincia di Lecce, che contava circa 10 milioni di piante, vuole essere una spinta “alla ripartenza della più grande fabbrica green italiana che produce oltre il 50% dell’olio made in Italy”, come hanno sottolineato i donatori di Unaprol – Consorzio olivicolo italiano, la principale organizzazione di aziende olivicole, durante la recente assemblea regionale.

Crollo del 73% della produzione di olio

“E’ un segnale tangibile di grande attenzione verso un territorio gravemente ferito, con atti e interventi concreti a sostegno degli agricoltori. A causa della Xyella la produzione di olio ha subito un trend negativo in provincia di Lecce con il crollo del 73% della produzione di olio di oliva. L’espianto degli ulivi malati e il reimpianto sono l’unica possibilità reale per agricoltori e frantoiani di poter ricominciare a lavorare e a produrre”, ha affermato Savino Muraglia di Coldiretti Puglia, che ha sottolineato come il contagio sia arrivato a Locorotondo in provincia di Bari.

Per rilanciare il settore Coldiretti ha elaborato un piano salva ulivi con un pacchetto di misure straordinarie a sostegno delle imprese agricole e frantoi che operano in filiera corta, quelle oggi maggiormente a rischio, con lo sblocco immediato delle risorse già stanziate per l’ammodernamento della filiera olivicola, anche attraverso la semplificazione delle procedure.

Semplificare le procedure

“Servono poi – continuano da Coldiretti – meccanismi di flessibilità per la certificazione delle produzioni di qualità a partire da Dop (Denominazione di origine protetta), Igp (Indicazione di origine protetta), biologiche e Sqnpi (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata), anche attraverso finanzianti specifici. Una misura importante per l’Uliveto Italia – continua Coldiretti – ma anche per la salute dei cittadini l’acquisto di extravergine italiano al 100% da destinare alle famiglie piu’ bisognose”.

Nell’immediato, secondo le associazioni olivicole, “vanno poi assicurati sostegno a fondo perduto – conclude Coldiretti –  per le imprese produttrici di olio 100% tricolore per compensare la riduzione delle vendite e un aiuto integrativo per gli oli certificati Dop e Igp in giacenza, sfusi o confezionati non venduti alla data del Dpcm dell’11 marzo”.