Terremoto in Albania, le Caritas salentine e albanesi pronte ad aiutare i primi centri di sfollati. Sul campo i volontari della Protezione civile

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Otranto – Dalle 3.54 del 26 novembre la terra in Albania non ha smesso di tremare. A quella prima scossa avvertita in tutta la Puglia e in particolare nel Salento (magnitudo 6.5) sono seguite altre più lievi, mentre si cominciavano a contare le vittime tra Durazzo e Tirana. Ancora oggi si continua a scavare, mentre arrivano aiuti e volontari dal Salento.

Sono partiti volontari della Protezione civile da Aradeo, Ugento-Gemini, San Donato, Leverano, Taurisano, Matino, Taviano e Castro.

Appelli e solidarietà si incrociano sul mare che divide e unisce Albania e Puglia. Richieste di aiuto che sono state subito accolte dalla Protezione civile e dai vigili del fuoco pugliesi che sono già in Albania a portare il loro contributo. Padre Antonio Leuci, originario di Guagnano e direttore della Caritas albanese, sui social racconta la situazione e i primi interventi.

«Abbiamo  scritto a tutti i direttori delle Caritas diocesane, ai religiosi e alle parrocchie per sapere la situazione e chiedere di dare disponibilità ad accogliere le persone in difficoltà nelle proprie strutture, visto che moltissimi e per le prossime ore non potranno rientrare nelle loro case… Dalle immagini, la situazione sembra grave. Già ci troviamo in una Nazione provata, povera, con gravi difficoltà economiche e di lavoro, e il terremoto è ancora un’altra prova per questo Paese. Siamo però fiduciosi che gli albanesi sapranno rialzarsi in piedi come abbiamo sempre fatto».

La Caritas idruntina di Otranto ha accolto l’appello che arriva dal Paese delle Aquile. Sulla  sua pagina fb si legge “Vicini al popolo albanese” ed è una vicinanza che ha una storia lunga trent’anni dal primo sbarco avvenuto sulle coste otrantine a marzo del 1992, una vicinanza che non ha bisogno di parole considerato il livello di amicizia e di collaborazione che la caratterizzano.

Il direttore della Caritas idruntina, don Maurizio Tarantino, in queste ore si sta collegando con le altre Caritas pugliesi per un intervento unitario, regionale:«Interverremo congiuntamente – dice – dopo aver  sentito tutte le delegazioni regionali e decideremo come venire in aiuto in modo concreto».

Operativamente, dal Ministero degli Interni albanese “ci è stato chiesto un aiuto – continua padre Antonio Leuci – espressamente è per assicurare il supporto alimentare nei centri di raccolta sfollati che stanno per aprire a Shijak – Durazzo, 3 centri a Tirana, 1 a Helms-Kavaje ed 1 a Lezhe”.

L’unica cosa che possiamo fare subito è raccogliere fondi – afferma don Lucio Ciardo, della diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca – per evitare di creare confusione. Successivamente anche la nostra Caritas organizzerà qualcosa, così come ha fatto in passato, per aiutare il popolo delle aquile”.

Ha collaborato Ilaria Lia