Interviene contro i maltrattamenti di un cane e finisce in rissa: ferito un turista, piovono denunce

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Nardò – Lascia Nardò dopo una vacanza con un triste “souvenir”: sette punti di sutura in volto rimediati dopo una rissa scaturita per aver difeso un cane da maltrattamenti. E’ accaduto ieri a Giacinto Damiano (foto), turista italiano 26enne, quando prima di andare al mare si reca al supermercato “Posto di blocco”, situato nell’omonima località neretina poco distante da Santa Caterina.

Il racconto del ferito Nel parcheggio adiacente il ragazzo nota un cane pitbull chiuso al sole in un recinto; l’animale si lamenta tra feci, vetri e acqua putrida. Segnala l’episodio alla polizia locale – questo il suo racconto su Facebook – che però non arriva. Viene a sapere che il cane appartiene ai proprietari del supermercato; allora li raggiunge – sono padre e figlio – e il più giovane promette di sistemare la situazione. Il giorno dopo (29 giugno) il ragazzo torna al supermercato per alcuni acquisti ma la scena che si ritrova davanti è la stessa. Chiama nuovamente la polizia locale, risponde la stessa operatrice del giorno prima ed il risultato è uguale: non interviene nessuno. Il giovane allora dal proprietario del cane ma stavolta non c’è spazio per mediazioni. In pochi minuti nasce un alterco e poi una rissa con gestore e figli: il giovane turista viene colpito alla testa dal lancio di una bottiglia. Dopo le medicazioni e i punti di sutura in volto, denuncia l’aggressione alla polizia. E sulla rete sociale ne ha per tutti:  per chi ha assistito alla scena “senza mai prendere le mie difese”; per i vigili urbani “che non hanno assecondato le mie segnalazioni”, per i gestori del supermercato, apostrofati con termini pesanti.

La replica della Polizia locale «Esiste agli atti del Corpo – replicano dalla  la Polizia locale guidata dal comandante Cosimo Tarantino – una prima segnalazione di circa quindici giorni fa da parte di un cittadino e relativa alle condizioni di custodia del cane che ha originato un primo sopralluogo, ma senza in quell’occasione trovare l’animale nel luogo oggetto della segnalazione stessa. Nonostante questo, gli agenti hanno a loro volta trasmesso la segnalazione alle guardie zoofile dell’associazione Agriambiente Onlus, competenti per il territorio comunale, che sono intervenute più volte senza trovare il cane sino a domenica 24 giugno, stavolta riscontrando la presenza dell’animale, ma nessun segno di cattiva custodia o maltrattamento e quindi gli estremi per un approfondimento o per un sequestro preventivo, come da prassi. Peraltro, è risultata regolare l’iscrizione del cane nell’anagrafe canina. La relazione relativa a questo sopralluogo e i riscontri della successiva verifica amministrativa sono anch’essi agli atti del Corpo di Polizia Locale. Nelle giornate del 28 e 29 giugno sono effettivamente giunte al Comando – prosegue la nota – le telefonate della persona coinvolta nell’episodio, che non si è mai qualificata all’agente che ha raccolto le telefonate e che non ha dato seguito all’invito di recarsi al comando di via Crispi a formalizzare la denuncia».

La controreplica del giovane. Gli  animalisti in sua difesa «Io non sono più andato a denunciare – afferma il ragazzo via Facebook – perché quando ho chiuso la chiamata con la vigilessa (che non voleva aiutarmi, qua lo scrivo e qua lo ribadisco), finita con la mia frase “Ah, lei non può fare nulla? Tra dieci minuti vengo a esporre denuncia”, sono stato aggredito. Motivo per il quale non ci sono andato. Ma ci sono andato qualche ora dopo con la testa spaccata». Il ragazzo sottolinea di avere dei video a supporto della sua versione. Intanto il comandante Tarantino ha fatto sapere che “a fronte dei gravi giudizi espressi su Facebook dal protagonista di questa vicenda, il Corpo di Polizia locale si riserva di verificare gli estremi di una denuncia nei suoi confronti a tutela del nome e della onorabilità” dei vigili urbani. La tensione è così salita ancora di più ed ha registrato un aumento della solidarietà da tutta Italia attorno al ragazzo 8la cui storia ha registrato 92mila utenti). Alla polizia locale replica (indirettamente) anche Gabriele Merlo, responsabile nazionale del “Movimento Animalista”. «Se provato – scrive Merlo –, l’operatrice della polizia locale rischierebbe denuncia per il reato di “rifiuto e omissione di atti d’ufficio” (articolo 328 codice penale) e “omessa denuncia di reato da parte di pubblico ufficiale” (articolo 361 codice penale). Ho offerto a Giacinto – conclude Merlo – un eventuale supporto tecnico, ovviamente gratuito, se si dovesse aprire un processo». Toni simili quelli di Enrico Rizzi, presidente nazionale del Nucleo operativo italiano tutela animali onlus, che al Corriere della Sera ha dichiarato che “il giovane ha dimostrato grande sensibilità e coraggio e l’azione indegna di chi lo ha brutalmente aggredito provocandogli delle lesioni, deve essere punita severamente dalla Magistratura. Allo stesso modo però, chiederò la massima punizione per la grave omissione della Polizia locale. Per questo infatti – conclude Rizzi – nelle prossime ore invierò atto di denuncia alla locale Procura ed auspico anche l’immediato intervento del primo cittadino”.

Ironia della sorte, questa notizia arriva proprio nel giorno in cui in città si inaugura in un parco comunale un Dog Park, cioè un’area attrezzata per far divertire i cani in sicurezza.