Giudice di pace di Maglie, l’Ufficio chiude il 13 prossimo. Il problema costi non risolto dai Comuni. Ed è polemica

1911

Maglie – Giorni contati per l’Ufficio del Giudice di pace di Maglie che cesserà di funzionare il prossimo 13 giugno, data di entrata in vigore del decreto del Ministero della Giustizia del 4 maggio scorso, che esclude quella  di Maglie dall’elenco delle sedi mantenute in funzione. Il Ministero prende atto della nota del Sindaco della città, Ernesto Toma (foto), che il 16 aprile scorso  aveva presentato “formale istanza di esclusione del rispettivo ufficio del Giudice di pace dall’elenco delle sedi mantenute… evidenziando l’impossibilità di sostenere gli oneri economici derivanti dal relativo funzionamento”. Il rispetto degli oneri di funzionamento era infatti il requisito essenziale del mantenimento dell’Ufficio a Maglie. Inevitabili delusione e polemiche a cui il sindaco risponde precisando i termini della questione che risale a qualche anno fa.

La soppressione dell’Ufficio, che si trova in via Scorrano, fu evitata quattro anni fa da un consorzio tra i Comuni promosso dall’allora sindaco di Maglie Antonio Fitto.  Ne facevano parte i Comuni di Botrugno, Cannole, Giurdignano, Minervino, Nociglia, Ortelle, Otranto, Poggiardo, San Cassiano, Sanarica, Scorrano, Surano, Uggiano la Chiesa  che dovevano ripartisi le spese per il funzionamento dell’Ufficio (circa 124mila euro). A poco a poco quasi tutti i Comuni si sono “sfilati” revocando la loro adesione, prima Botrugno, poi tutti gli altri. Il Sindaco Toma ha invitato il 4 giugno i rappresentanti dei Comuni aderenti al consorzio, i capigruppo consiliari di Maglie, consiglieri dell’Ordine degli avvocati di Lecce Ancora, Corvaglia e Fiorenza, il Presidente della Camera Forense di Maglie con la speranza che ci fosse “una nuova manifestazione di interesse alla conservazione dell’ ufficio” che non c’è stata:  «Tutti i Sindaci – ammette Ernesto Toma – hanno confermato il loro disinteresse…»  mentre  gli avvocati «pur dimostrando interesse per il problema, hanno preso atto dell’impossibilità per il Comune di Maglie di sostenere i costi di funzionamento del Ufficio, adducendo anche che nulla è ancora deciso per il futuro dei Giudici di pace».

Diversa la posizione dei partiti all’opposizione. Francesco Chirilli del gruppo misto afferma: “Mai ci saremmo atteso di leggere sul provvedimento di chiusura che ciò avviene su istanza del Sindaco di Maglie; vengono disattese le attese della città che intravedeva nel 2010 una struttura pubblica con le maggiori competenze previste per legge e mortificati gli sforzi finanziaridei cittadini e degli amministratori del passato di tenere maglie al passo con le sue tradizioni di civiltà sociale e giuridica»”. Sulla medesima lunghezza d’onda il capogruppo del Pd Mario Andreano che ritiene quantomeno  “intempestivo  l’intervento del Sindaco Toma che avrebbe potuto attendere  l’evoluzione degli eventi”. “Si perde – conclude – il Giudice di pace e un servizio che la città di Maglie faceva anche al territorio.  Si tratta di una scelta politica che non è stata approfondita a sufficienza. Di fatto Maglie ha perso il suo appeal nei confronti dei centri vicini».

Sembra comunque che non tutte le speranze siano perse, almeno così si legge tra le righe del comunicato del Sindaco Toma. «Poiché però ritengo – conclude –  che sia mio dovere tentare di assicurare quantomeno ai cittadini la permanenza di un presidio di giustizia, che dal 2021 potrebbe vedersi assegnare maggiori competenze, rinnovo l’invito ai colleghi Sindaci interessati affinché rivedano la posizione, dimostrando un fattivo interessamento alla permanenza dell’ Ufficio. Ove ciò non accadesse, chiederò al Ministero la conservazione dell’Ufficio, a beneficio dei soli cittadini del Comune di Maglie e degli altri comuni disposti ad assumersene i costi»