Ylenia non morì per colpa sua

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Gallipoli. Assolto e colpevole. Questo “l’assurdo giudiziario” che ha portato la Corte d’appello di Lecce a condannare il 64enne di Gallipoli Vittorio Spada al risarcimento del danno in favore del padre e dei due fratelli di Ylenia Attanasio, la 23enne di Alezio travolta nell’estate di cinque anni fa sulla strada provinciale che dal suo paese porta a Gallipoli.

Il recente pronunciamento ha ribaltato la sentenza di primo grado con la quale il Tribunale di Gallipoli mandò assolto (“perché il fatto non sussiste”) l’uomo che l’8 luglio del 2007 alla guida della sua Lancia Kappa, durante una manovra di sorpasso, travolse la ragazza che con il suo scooter 50, all’altezza del distributore Aviolamp (oggi Agip), intendeva svoltare a sinistra verso l’area di servizio per fare benzina prima di raggiungere il mare. Spada è stato però, condannato soltanto al risarcimento del danno, da liquidarsi in sede civile, in favore dei familiari della ragazza ai quali è stata già riconosciuta una provvisionale da 90mila euro. L’uomo rimarrà “assolto” in sede civile perché il Pubblico ministero ritenne di non impungnare la sentenza di primo grado.

«Giustizia finalmente è stata fatta ma non ci fermiamo qui», ha affermato il padre della ragazza. Rosario Attanasio ha espresso tutta la sua indignazione in una lettera consegnata al collegio giudicante manifestando, insieme ai rappresentati del “Comitato vittime della strada”, davanti al tribunale di Lecce. L’uomo era stato  anche denunciato dallo stesso automobilista (venendo poi assolto) definito “assassino” in un manifesto. «Dopo l’incidente aveva addirittura chiesto il risarcimento per i danni subiti dalla sua auto», ha sottolineato su Facebook  il padre di Ylenia.

Ylenia Attanasio

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