Xylella, ecco la mappa del contagio. Domenica assemblea a Racale

Nell’ultima mappa ufficiale della Regione Puglia, contornata di rosso è la zona infetta; subito a nord la fascia cuscinetto profonda due chilometri; infine in verde il cordone fitosanitario, anche questo largo due chilometri (clicca sull'immagine per ingrandire).

Nell’ultima mappa ufficiale della Regione Puglia, contornata di rosso è la zona infetta; subito a nord la fascia cuscinetto profonda due chilometri; infine in verde il cordone fitosanitario, anche questo largo due chilometri (clicca sull’immagine per ingrandire).

RACALE. Domenica 8 febbraio nella sede della cooperativa agricola Acli assemblea generale degli olivicoltori: l’ha promossa il comitato spontaneo “Voce dell’ulivo”, nato per accelerare pratiche e interventi a salvaguardia di quella che è una delle primaria produzioni agricole del Salento dall’attacco Xylella e dagli insetti vettori che ne propagano il contagio. Dalle parole ai fatti è, in buona sostanza, l’appello del comitato che da un lato vuole contribuire all’operazione di informazione sull’emergenza del disseccamento degli ulivi, dall’altro spinge affinché le azioni di difesa preannunciate da ultimo col decreto ministeriale di metà ottobre scorso siano finalmente avviate. I contestatori non escludono azioni eclatanti, da una manifestazione a Lecce alla occupazione della sala del Consiglio regionale a Bari.

Mentre si guarda con attenzione alla mattinata di domenica (ore 9,30), si attende da Roma il “via” tanto auspicato alle operazioni, tra cui un asse dovrebbe portare sollievo ai produttori ed ai vivaisti colpiti dall’embargo a causa proprio della Xylella, un batterio classificato tra i più pericolosi.
La Regione ha pubblicato il 29 gennaio scorso l’ultima mappatura utile, documento fondamentale per procedere alla dichiarazione dello stato di calamità da parte del Consiglio dei ministri e subito dopo alla nomina di un commissario di Protezione civile cui affidare la regia delle operazioni che potranno essere svolte anche forzatamente, su quei terreni cioè i cui proprietari latitano.

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