Concorso nazionale sul vino rosato

L’unica rassegna nazionale del vino rosato finora si teneva a Monìga del Garda

Alezio. Portare il vino rosato, che come patria ha il Salento, in una dimensione nazionale: è lo scopo della recente e prima iniziativa in assoluto della Regione Puglia in questo specifico campo, che ha ufficializzato a Roma il primo Concorso enologico nazionale dei vini rosati. Qualcosa di serio e di concreto si muove, quindi, a sostegno di una produzione tipica e di qualità che qui nel lontano 1943 vide la luce per mano delle cantine De Castris di Salice. Da allora molta strada è stata fatta soprattutto per migliorare il prodotto e per lanciarlo con tutto il suo carico di vino di prima grandezza.

«Volendo aiutare l’agricoltura a vivere e non a sopravvivere – ha affermato il presidente della Regione, Nichi Vendola –  investiamo ancora una volta sull’innovazione, offrendo migliori opportunità a chi voglia e sia capace di crescere ». Per coloro che hanno seguito, su queste pagine nei mesi scorsi, il racconto incredulo e rammaricato su di una manifestazione sul Garda dal titolo “Italia in rosa” e con sottotitolo “ primo e unico evento nazionale dedicato ai vini rosati”, si apre una realistica e più vicina occasione: c’è chi vuole valorizzare al meglio (e lo fa) i prodotti ideati e “firmati” nei decenni dalla passione dei vitivinicoltori salentini.

Ha dichiarato a “Piazzasalento” l’assessore Dario Stefano, titolare delle Risorse agricole: «Vogliamo promuovere con questo concorso di altissimo profilo  e che non ha precedenti nella storia dei concorsi nazionali dedicati all’enologia di qualità, i nostri rosati, su di uno scenario nazionale. Non una sagra di paese o di paesi – precisa l’assessore pugliese, ricordando le sollecitazioni giuntegli da alcuni centri doc come Matino e Leverano – ma una spinta poderosa per far crescere la conoscenza e le vendite di questo vino». Dal 2003 al 2007 il consumo di questo vino è cresciuto del 20% e si prevede un incremento del 18% nei prossimi anni. La Puglia produce da sola oltre il 50% dei rosati nazionali.

A sovrintendere alla competizione, fissata per il 20 e 21 aprile in un grande albergo di Bari per le selezioni, sarà l’Associazione nazionale degli enologi ed enotecnici, l’Accademia italiana della vite e del vino, il ministero delle Politiche agricole e l’Unioncamere con il coordinamento dell’assessore Stefano. Le scelte dei vincitori saranno  presentate a Otranto il 5 maggio successivo. Sei commissioni di degustazione formate da quattro enologi e un giornalista specializzato, premieranno i primi tre vini delle sei categorie previste, quattro per i rosati tranquilli e frizzanti Dop e Igp e due per i rosati spumanti Dop. Sul sito www.concorsorosatiditalia.it ci sono moduli di partecipazione e regolamento.

A chiedere una maggiore attenzione verso il vino rosato salentino (in Italia si contano poche altre zone di livello: il Chiaretto del Garda e del Veneto, l’Abruzzo con il Montepulciano cerasuolo, una piccola zona del Trentino col Lagrein) erano stati, sotto lo stimolo di questo giornale, produttori e amministratori locali, tra cui i sindaci di Sannicola e Tuglie, la cantina “Rosa del Golfo” di Alezio con Damiano Calò, la cantina “Michele Calò e figli” di Tuglie con Giovanni e Fernando Calò e Giorgio Provenzano della cantina cooperativa di Matino. Persino dal Garda erano arrivate ampie disponibilità ad organizzare un adeguato evento insieme, qui, nella patria del Rosato.

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