Vicini e nemici però non è vero

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 Matino visto dalla strada di Taviano

 

Matino contro Parabita o Parabita contro Matino, dipende dai punti di vista. Una rivalità che dura secoli e che ha il suo massimo exploit, a cadenza annuale, in occasione delle due feste patronali: San Giorgio da una parte e la Madonna della Coltura dall’altra.

Ogni anno i parabitani pregano gli dei che nei quattro giorni di festa matinesi venga giù il diluvio universale e, viceversa, nei giorni della Madonna della Coltura i matinesi girano per le vie di Parabita con ombrelli pronti a essere aperti a ogni minima goccia dell’auspicata precipitazione. Il tutto con molta ironia, ovviamente. Gli ultimi dati Istat ci confermano però che l’appeal tra le due comunità è più forte di quanto si pensi.

Fermo restando il trend negativo per Parabita, che dai 10.039 abitanti del 1991 passa ai 9.557 nel 2001 e ai 9.334 nel 2011, e il trend positivo della vicina Matino che a oggi ha 11.717 abitanti a fronte degli 11.615 nel 2001 e degli 11.370 nel 1991, tra i due paesi risulta esserci una vivace osmosi: se è vero, infatti, che negli ultimi venti anni 275 persone, di cui 122 uomini e 153 donne, si sono trasferite da Parabita a Matino è anche vero che 241, di cui 95 uomini e 146 donne, hanno fatto il contrario, lasciando Matino per Parabita.

Il fatto che, sia in un caso che nell’altro, siano in maggioranza le donne a migrare, fa pensare che il trasferimento sia avvenuto in seguito a un matrimonio, con la scelta di residenza nel comune di appartenenza del marito. Considerando che questo fenomeno non è nuovo, c’è da chiedersi: esistono matinesi che non siano anche un po’ parabitani e viceversa?

In questa attività di “scambio” sono coinvolti anche altri paesi: 143 parabitani se ne sono andati a Gallipoli, ma 110 sono venuti dallo Jonio; 95 hanno trasferito la propria residenza a Tuglie, ma 102 l’hanno trasferita da lì a Parabita; 83 persone si sono trasferite a Casarano e 74 sono andate a vivere a Parabita da Casarano. Diverse sono state anche le emigrazioni verso le grandi città, 39 verso Milano, 47 verso Roma in questo caso però, non si è verificato alcun fenomeno inverso.

Sofia Marsano