Gallipoli – Verbali “irregolari” avrebbero accertato violazioni “infondate”, poste però alla base dell’ordinanza di chiusura, e il Samsara passa al contrattacco. Per conto della società Sabbia d’oro srl, amministrata da Rocco Greco, l’avvocato Maria Grazia Petrucci ha analizzato nel dettaglio i verbali di accertamento redatti dalla Capitaneria di porto (rilevando anche una successione numerica errata) e ora propone “querela di falso” chiedendo al tribunale di Lecce di verificare. La premessa è che, “da oltre 10 anni”, l’attività di intrattenimento musicale viene svolta “dalle 16 alle 20” solo in particolari giornate. Nello specifico, i titolari del Samsara sostengono che dall’elenco dei controlli effettuati (check list) dai militari il 9 luglio del 2017 non emergessero anomalie se non quella della presenza di alcuni lettini a 2,20 metri dalla battigia rispetto ai 5 imposti dall’ordinanza balneare. Per firmare il relativo verbale l’amministratore Rocco Greco sarebbe stato convocato dalla Capitaneria di porto l’11 luglio ma già il giorno dopo riceve un’altra convocazione per la firma di un altro verbale (non sottoscritto da Greco) che contestava l’uso difforme del suolo marittimo (il punto chiave dell’intera vicenda, che ha poi portato alla chiusura del Samsara), “in chiara contrapposizione con il contenuto della check list precedente”.

Il video Altre irregolarità vi sarebbero nell’acquisizione del video dal quale emergerebbe  la presenza di “numerose persone intente a ballare”. Il video non sarebbe del 15 agosto ed inoltre ” i filmati riprodotti non sono stati fatti per mano degli operatori della capitaneria di porto ma appartengono alle riprese video realizzate dal personale del Samsara e pubblicati sui social”. Video e verbale di accertamento recherebbero anche date “incompatibili tra loro”, nel senso che il verbale del 9 luglio richiamerebbe un video con data successiva.

Le firme dei verbali e la perizia La querela di falso presentata da Sabbia d’oro srl nei confronti del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti – Capitaneria di porto di Gallipoli punta molte delle sue chance di successo nella perizia calligrafica di parte, ad opera della dottoressa Rosa Martino, secondo le cui conclusioni “le persone che hanno sottoscritto i documenti sono complessivamente quattro e non tre come risulta esaminando il numero degli accertamenti indicati nei verbali. Ne consegue che almeno un gruppo di sottoscrizioni risulterebbe apocrifo”. Per la società Sabbia d’oro srl, titolare del Samasara beach, vi sono dunque “gravi irregolarità ed anomalie” nei provvedimenti che hanno poi portato alla decadenza della concessione demaniale nei confronti dello stabilimento.

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La revoca della concessione In seguito agli accertamenti della Capitaneria di porto, il noto stabilimento balneare gallipolino fu destinatario, nel novembre del 2017, di un’ordinanza di sgombero a firma del dirigente del settore patrimonio e demanio del Comune in seguito alla decadenza della concessione. Lo scorso 11 settembre il Consiglio di Stato ha rigettato definitivamente il ricorso presentato dai titolari sulla base del mutamento sostanziale dello scopo della concessione, avendo rilevato i militari come l’attività da discoteca fosse divenuta prevalente. Ma ora sono proprio tali rilievi ad essere contestati.

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