Un caso nazionale, anzi già europeo

ulivi malati lungo la strada Alezio-Taviano

ulivi malati lungo la strada Alezio-Taviano

ULIVI MALATI – Era prevista una sola mattinata, quella di martedì, da dedicare agli ulivi malati di questa parte del Salento: massimo anche il pomeriggio si sarebbe potuto continuare, per ultimare i lavori giungendo a quelle conclusioni tanto attese. Invece in via XX Settembre a Roma sono rimasti a lavorare anche il mercoledì, i componenti del Comitato nazionale fitosanitario, e i dirigenti dell’omologo organismo regionale, professore Antonio Guario, e dell’Isituto di Virologia vegetale del Cnr di Bari, professore Donato Boscia.

Basterebbe questo particolare per capire che si è di fronte, ai livelli più alti, ad un problema davvero “importante”. Non è stata sufficiente una intera giornata di lavori per determinare le azioni che andranno intraprese per contrastare la diffusione della malattia causata – a quanto è dato sapere al momento – dal batterio della Xylella fastidiosa. Anche se le normative comunitarie stabiliscono già le iniziative da intraprendere in caso di parassita da quarantena, com’è classificato appunto questi batterio comparso per la prima volta in tutta Europa. Studiosi e ricercatori si muovono al buio, come esploratori nella terra di nessuno. L’Ue dice che, primo, si dovrà definire esattamente l’area colpita; poi intorno ad essa va creata una zona-tampone a cui saranno dedicate le maggiori cure: una intensa vigilanza per vedere l’eventuale comparsa di sintomi, per identificare più precisamente i vettori del batterio e per esaminare gli effetti di eventuali interventi.

«E’ un caso unico nel suo genere, il primo in Europa – ribadisce il professor Guario – per cui vanno prese decisioni ben precise e ponderate. Vanno fatti ulteriori accertamenti su specie che possono essere sotto attacco». Al momento però si esclude che possano essere coinvolte specie come la vite e gli agrumi.

E’ invece certissimo che le olive non corrono alcun rischio: la raccolta è salva, come la qualità dell’olio salentino. Altrettanto sicuro – visto che si parla da un po’ di quarantena, quindi di isolamento delle aree colpite – che i rami seccati eventualmente tagliati, non devono essere trasportati altrove, per non “aiutare” il batterio e i suoi vettori corresponsabili come la Zeuzera pyrina, ad avvicinarsi ad altre prede. Si procederà però con i piedi di piombo, ma sembra garantito l’impegno a fare presto e bene.

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