Un Boulevard, da torre a torre

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LUOGHI DI CONVIVIALITA’ Il recupero e la valorizzazione del litorale passa dall’arretramento dei parcheggi nei pressi dei principali ingressi perpendicolari dalla Statale 274 (svincoli); nella zona industriale attigua lo smistamento da automezzi classici a quelli “dolci”. La riorganizzazione della mobilità comporta la pedonalizzazione del lungomare, percorsi ciclabili e fruizione lenta del paesaggio.

Gallipoli. «Così non si può più andare avanti!»: in quanti lo hanno ridetto durante il periodo torrido di metà e fine agosto scorso? Di fronte ad una fiumana incontrollata e incontrollabile fin dentro le pieghe più delicate della città, la sopportazione ha toccato, di nuovo, altissimi picchi. C’è chi teme che il futuro prossimo non riserbi cure radicali contro un profondo e diffuso malessere; al massimo ci sarà, dicono sfiduciati, qualche palliativo, tamponi qua e là pur di passare anche la prossima estate. Invece la città ed il suo comprensorio si accinge a vivere un passaggio storico, senza esagerazioni.

Si scrive piano comunale delle coste, si legge rinascita e riqualificazione del territorio. Non è una opzione, è un obbligo che proviene dritto dritto dalla legge regionale in materia di litorali del 2006. Chinque l’avesse sottovalutata, farebbe bene a ricredersi.

Cancellazione di tratti di strade troppi vicini al mare, da sostituire con percorsi per piedi o biciclette; creazione di nuove arterie più all’interno, con – finalmente – parcheggi adeguati;    verifica e ritiro di alcune delle concessioni attualmente vigenti per attività balneari perchè si trovano in luoghi su cui vige l’assoluto divieto; realizzazione di una “costa profonda”, per integrare attività ed attrattive a portata di mano e spalmare così le “invasioni barbariche” su di una porzione più capace di contenerle e assorbirle senza danni:  se non è una rivoluzione questa, che cos’è?

Per ora la netta sterzata è sulle carte e le carte sono sul sito del Comune e nel chiostro dell’ex convento dei Domenicani nel centro storico: aspettano – secondo una nuova prassi, si spera fruttuosa – occhi attenti al particolare e all’insieme, agli interessi delle categorie che animano un comprensorio turistico ed al futuro concreto e sostenibile di un capoluogo lasciato crescere e modificato troppo in fretta, con incongruenze e criticità, con costi insopportabili per i cittadini e gli operatori economici. Si veda “Padula bianca”, dove un piano di rigenerazione urbana è in atto (bandi con fondi europei in corso, capofila il Comune di Sannicola); si farà lì ciò che adesso si ipotizza per il litorale sud: una vera strada a ridosso dell’abitato e, dentro il reticolo urbano, mobilità dolce, come dicono i tecnici.

Se non si salva la propria identità, perchè qualcuno dovrebbe venire fin qui da ogni parte del mondo? Per vedere cosa? Il degrado, le violenze sull’ambiente, l’incuria  hanno mai attirato qualcuno? Una città-parco forse sì.  E per più stagioni.

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