Ulivi malati: “Ci siamo trasferiti qui da Milano per loro, e ora…”

Federico Manni, della cooperativa Acli di Racale, e Sergio Navone, proprietario dell'azienda in contrada "La Castellana"

Federico Manni, della cooperativa Acli di Racale, e Sergio Navone, proprietario dell’azienda in contrada “La Castellana”

GALLIPOLI – “Siamo venuti qui da Milano circa dieci anni fa, proprio attirati dagli ulivi. Ora vogliamo che venga fuori qualcosa che blocchi questo flagello”: parla così Sergio Navone, già manager del gruppo Rizzoli-Corsera, mentre esperti, nazionali e stranieri, giornalisti e telecamere sciamano nel suo ormai ex uliveto, alla presenza dei ricercatori del Cnr e del prof. Rodrigo Almeida, studioso dell’Università di Berkeley e venuto appositamente fin qui chiamato dalla Regione Puglia.

L’azienda di Navone, in contrada “La Castellana” tra Alezio-Gallipoli-Matino, è stata scelta per un sopralluogo anche perchè nei dieci ettari ci sono anche agrumi: nessun pericolo per loro, tanti e ben visibili per gli ulivi ridotti nel giro do pochi mesi ormai a degli scheletri. “Che cosa devo fare adesso? – si chiede il dottor Navone – La produzione è crollata: dalle 1.200 piante raccoglievamo e vendevamo 1000-1500 litri di ottimo olio; quest’anno siamo a un quarto…”.

Ma più che l’oggi, a preoccupare il coltivatore e tutti gli altri suoi colleghi è l’immediato futuro: “E pensare che quando ci siamo trasferiti qui ed abbiamo costruito una casa, abbiamo rinunciato a 15 mq previsti nel progetto approvato perchè avremmo dovuto abbattare ul ulivo secolare; non ce la siamo sentita, Adesso, sta morendo”.

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