Ulivi, arriva l’ordine da Bruxelles: sradicati e bruciati gli alberi malati

Ulivo malato in contrada Mazzì - Gallipoli

Ulivo malato in contrada Mazzì – Gallipoli

GALLIPOLI. Gli ulivi malati vanno sradicati e bruciati. Il succo, molto amaro, della “decisione di esecuzione” della Commissione europea, è in queste indicazioni contenute nell’allegato II, sezione I e soprattutto sezione 2 dell’atto pubblicato il 23 scorso e quindi efficace a tutti gli effetti. Si devono delimitare le zone; quella infetta, quella cuscinetto larga non meno di 2 mila metri. Quest’ultima può essere ridotto a mille metri a certe condizioni molto restrittive: che in essa il livello di presenza della Xylella fastidiosa sia inferiore allo 0,1%. La decisione non rilguarda solo gli ulivi, ma anche altre piante, alcune vaso (Catharantus, Vinca, Malva, Portaluca), querce, oleandri, una graminacea (Sorghum) e il Prunus.

Qualsiasi Stato membro dell’Unione “rimuove al più presto tutte le piante contagiate dall’organismo specificato (la Xylella, ndr) unitamente a tutte le piante che presentano sintomi tali da indicare la possibile infezione”. La rimozione va fatta “in modo tale da impedire che rimanga materiale appartenente alle piante rimosse e prendendo tutte le precauzioni necessarie per evitare la diffusione dell’organismo specificato durante e dopo la rimozione”. Va effettuato il campionamento e l’analisi  delle piante indicate prima e “di tutte le altre piante che presentino sintomi” riconducibili al batterio trasportato da alcuni insetti.  Altro ordine preciso: le piante “vanno distrutte in situ o in luogo vicino situato all’interno della zona infetta”: L’operazione deve essere effettuata “in modo adeguato a prevenire la diffusione dell’organismo”. Stesso trattamento per “qualsiasi materiale vegetale derivante dalla potatura delle piante specificate e delle piante allo stesso genere e contagiate”.

Quindi, si deve procedere agli opportuni trattamenti fitosanitari presso quelle piante che possono ospitare i vettori della Xylella e individuare l’origine dell’infezione. Vietato ovviamente introdurre nella zona infetta e in quella cuscinetto piante della stessa specie di quelle da eradicare. Si indica come necessaria anche una operazione di sensibilizzazione dell’opinione pubblica circa le misure adottate allo scopo di bloccare la diffusione del contagio in altri Paesi dell’Unione europea. Da ultimo, lo Stato interessato da questa infezione “se necessario, prende misure specifiche per affrontare qualsiasi specificità o complicazione che possano ragionevolmente impedire ostacolare o ritardare l’eradicazione delle piante contagiate o sospetto di esserlo”. In allegato il documento ufficiale della Commissione europea:Decisione di esecuzione della Commissione del 23 luglio 2014

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