Turisti in calo: Gallipoli si preoccupa? I paesi vicini pure. Fino a Leuca

Rizieri Siciliano

Gallipoli – Se Gallipoli si preoccupa per un inconsueto calo di presenze, per quanto è dato di sapere finora, piuttosto contenuto, cosa accade e quanto ne risente il circondario in cui il settore turistico in questi ultimi  ha maggiormente preso piede e vigore? Andando a vedere da vicino gli effetti, si scopre che le onde lunghe arrivano anche a Leuca, oltre che a Mancaversa o Alezio.

In attesa dei primi dati su un buon agosto, il campanello d’allarme suonato sul finire di giugno e per una buona parte di luglio ha avuto subito ripercussioni sui diversi settori del turismo anche delle zone limitrofe, sia pure in maniera differente. Ostelli della gioventù, B&b, case vacanze, minicrociere su barche di lusso: il segno meno è di casa ed anche marcato in alcuni casi, per una stagione non delle migliori.

A Tuglie si è lavorato comunque, ma molto meno rispetto ad anni recenti –  afferma la proprietaria di un B&b e di diverse case per vacanze che preferisce restare anonima – quest’anno poi si nota che la fascia dei giovani manca proprio. Si è lavorato bene con famiglie (molte preferiscono i tranquilli paesi dell’entroterra rispetto a Gallipoli) e le giovani coppie. Agosto si è mantenuto stabile, ma non ci sono state in generale le richieste degli altri anni. Il target pare cambiato molto: non esiste più economicamente la fascia medio-alta, presente fino a cinque anni fa; o c’è la fascia alta o c’è la fascia con un potere di acquisto minimo. Infine, c’è troppa offerta, troppa concorrenza anche a causa di chi affitta in nero: spesso accade che i villeggianti chiamino per fare loro il prezzo, volendo tutti i comfort ma proponendo il loro budget”.

“La crisi? Certo, l’abbiamo sentita anche noi a Lido Conchiglie, anche se noi ci siamo sempre rivolti ad una clientela di famiglie – afferma Alfredo Monteduro, uno dei gestori della nota struttura “Mesciu Peppe” – e quindi le nostre serate di musica sono sempre state molto frequentate. Se chi di dovere non prende in mano la situazione in maniera seria, anche dal punto di vista politico, Gallipoli andrà decadendo. Non possono lasciare soli noi imprenditori e poi provare persino ad addossarci le colpe”.

Locali chiusi? Sfumati 150 ragazzi israeliani a settimana ad Alezio Anche secondo Quintino Esposito di Gallipoli, proprietario dell’Ostello della gioventù di Alezio (in paese gli ostelli sono due, sorti da pochi anni), il colpo c’è stato ed è stato notevole: “Per la prima volta abbiamo avuto un calo del 30%; il nostro ostello ospita i giovani dai 18 ai 25 anni. La causa della diminuzione di giovani fruitori è soprattutto dovuta alla chiusura di locali come il Parco Gondar, che faceva degli eventi a livello internazionale, attirando tantissime persone. Io in particolare ho avuto un danno non indifferente, perché a novembre 2017 ero stato contattato da un tour operator israeliano che voleva offrire dei soggiorni a dei giovani israeliani qui da noi in Salento. Io avevo concluso un contratto per questa stagione di 150 ragazzi israeliani a settimana dal 1 luglio al 30 agosto, che volevano venire per vivere la movida. Quando hanno sentito dei locali chiusi, hanno disdetto tutto”.

Anche le barche di lusso piangono Il calo è nettissimo anche per il settore delle barche di lusso: sono mancati molti gruppi di giovani dai 28 ai 40 anni, quelli che in genere portano più soldi rispetto alle famiglie, che vogliono divertirsi ed hanno un budget maggiore da spendere in divertimenti. Rizieri Siciliano, presidente dell’Associazione commercianti e imprenditori di Santa Maria di Leuca con interessi nella ricettività, ristorazione e turismo nautico, afferma: “E’ fuori ogni dubbio il fatto che il calo di presenze giovanili di Gallipoli si sia riversato anche negli altri paesi. A Leuca sicuramente, perché grazie alle autolinee come Salentoinbus c’era un interscambio. Per quanto riguarda le escursioni sulla mia barca di lusso “Alexander”, io posso tranquillamente dire che ho più problemi a gestire le famiglie con i bambini piccoli, che hanno specifiche esigenze, piuttosto che i ragazzi ventenni. Strano che i ragazzi quest’anno sembra siano stati demonizzati”.

Il termometro di Mancaversa Secondo Andrea Trianni, che gestisce il locale Bubba a Mancaversa, marina di Taviano, insieme al fratello Edoardo, il calo è stato anche di quattro volte rispetto agli altri anni. “Noi abbiamo un’attività che lavora 24 ore al giorno in una zona prettamente turistica ed è quindi un termometro evidente del fenomeno. I giovani sono stati molti di meno e si è abbassata l’età del turista medio sotto i 20 anni. Mancaversa, negli anni precedenti, era caratterizzata sempre da questi gruppi di centinaia di giovani da metà luglio a metà agosto: quest’anno tutto questo è solo un lontano ricordo”.

La concorrenza di Egitto e Oriente “Indubbiamente si sono avute ripercussioni anche nei centri vicini a Gallipoli nel segmento dei giovani under 30, mentre a Mancaversa per quanto riguarda la prenotazione di famiglie c’è il pieno fino al 10 settembre – conclude Marco Briganti di TravelMinds – oltre alla chiusura dei locali di Gallipoli, quest’anno il calo del turismo in generale nel Salento è comunque da addebitarsi anche alla scelta di altre mete che stanno ritornando ad essere richieste dagli italiani, come l’Oriente e l’Egitto”.

Commenta la notizia!