Matteo-Gianpiero la coppia ironia

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Alezio. Con lui Gianpiero Della Torre ha rivelato su facebook di avere “una relazione complicata”, subito ricambiato sul profilo dell’”antagonista” Matteo William Tornesello. Che spiega sorridendo: «E’ perchè stiamo sempre insieme, come fossimo fidanzati, chiusi nel nostro studiolo a fare canzoni».

Lo “studiolo” che fa da levatrice ai loro fortunati motivi è in casa di Matteo (s’intravede nella foto). «Cominciamo da alcuni spunti, poi lui abbozza i testi, ne facciamo dei provini e li mandiamo a Milano – racconta il padrone di casa – se ai produttori piacciono si parte con la pre-produzione a cura di Davide Maggioni, il nostro produttore artistico».

Il “piatto” a quel punto è sostanzialmente già pronto. Sembra facile… Ma è di sicuro facile immaginare le battute e le risate tra i due in quella stanza, prima che escano fuori brani come l’ultimo singolo, dissacrante l’amore in tempi in cui per andare al cinema con la ragazza bisogna aspettare i giorni con lo sconto…

Sempre su facebook Matteo Tornesello si è però lasciato andare, confessando la propria incredula soddisfazione quando ha visto la sua band inserita tra i protagonisti del Rinascimento pugliese e salentino, in un articolo apparso sulle pagine culturali della “Gazzetta del Mezzogiorno”, sulla scia di Sud Sound System, Caparezza, Dolcenera, Apres la classe, Nicola Conte, Alessandra Amoroso, Emma Marrone…

Sì, ora ci sono anche loro per giudizio unanime della critica che ha notato il loro stile particolare, l’attenzione all’attualità, la cura dei testi, l’ironia e l’autoironia verso lo “star system” appunto. «Io però voglio ringraziare – non si smentisce Matteo – quel sindaco e chi ha lavorato con lui che più di dieci anni fa creò la sala prove. Ricordo la prima band formata là sotto (seminterrato della Materna, ndr), non avevo ancora 18 anni. Non sapevamo suonare ma avevamo un entusiasmo ed una voglia fuori dal comune. Mi ricordo che c’era anche Ivan Margari che s’impegnava; io, da autodidatta, aiutavo i più piccoli che volevano imparare la chitarra; la sala prove era per noi un luogo eccezionale».

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