Torna la tradizione del notaio donna

NOTAIO---manuela-rossi---tuglieTuglie. «Di questa attività mi entusiasmano l’indipendenza e l’imparzialità, le tematiche che si affrontano, l’alto livello di approfondimento delle questioni e le vicende umane con cui si viene a contatto». Con queste parole, il giovane notaio leccese Manuela Rossi (nella foto tra il sindaco Daniele Ria, a sinistra,  il compagno Daniele Mangione e il presidente della Provincia Antonio Gabellone) parla della propria professione che l’ha portata, nelle scorse settimane, ad inaugurare il suo studio a Tuglie, nella splendida cornice di Palazzo Provenzano, in via Aldo Moro.

Succede a tre nobili figure professionali del notariato di Tuglie, quali Anna Maria Lipari, Anna Guglielmi e Annibale Arnò, si è laureata con lode all’università Luiss Guido Carli di Roma e proviene da una decennale esperienza professionale consolidata presso lo studio del padre Domenico.

«Sono cresciuta nell’ambiente notarile – continua la dottoressa Rossi – dato che da bambina mio padre mi portava spesso con sé ed ero affascinata da quello che potevo percepire dell’attività; la decisione è venuta naturale durante gli studi universitari rendendomi conto della propensione per il Diritto Civile e sentendomi caratterialmente portata per l’assunzione di una posizione imparziale. Consiglio questo percorso  a chi si senta portato verso un’attività con le caratteristiche indicate, con l’avvertenza che occorrono parecchi anni di studio molto duro, che è richiesto avere, al contempo, rigore mentale e flessibilità nella risoluzione dei casi, che non ci sono certezze perché la componente fortuna è molto rilevante: è, in definitiva, un’attività per persone tenaci e coraggiose».

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