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zona peep gallipoli

Gallipoli. zona Peep p. La quasi totalità dei firmatari dell’ istanza ha espresso la volontà di dedicare il quartiere a San Gabriele. La zona, che oggi è abitata da oltre 5mila cittadini, va da via Giorgio da Gallipoli fino a via Pasolini-Santa Venardia,  inclusi via Carlo Massa e parco Stanislao Senape de Pace.

È dal 1999 (ma si iniziò a costruire nel 1993 con la realizzazione di oltre 700 alloggi), che la nuova zona viene conosciuta ed identificata come zona Peep, ovvero, il nuovo e popoloso quartiere costruito secondo il “Piano di edilizia economica e popolare” situato nella periferia dela città.

Ma oggi questa zona non può più essere considerata periferia.

«Sin dalla sua costituzione, questa associazione – si legge nella lettera – si è prefisso il compito di dare al nostro quartiere un nome appropriato». L’associazione, pertanto,  si dichiara sin da subito disponibile “alla collaborazione con l’Amministrazione comunale, per il raggiungimento dell’obiettivo prefisso”. Alla petizione sono state allegate le circa 200 firme.

Il sodalizio presieduto da Nicola Ripa chiede anche la riapertura della strada che congiunge via Grazia Deledda con la provinciale per Alezio e che collega l’ospedale di Gallipoli. Questa volta saranno i residenti della zona a chiederlo al Sindaco, con un’altra petizione.

zona Peep

GALLIPOLI. Certamente non è un bel nome che possa definire un quartiere: Peep 2 e Peep 3, Piani di edilizia economica e popolare, sarà anche breve da pronunciare e facile da localizzare, ma ormai chi ci abita, e non solo, è stanco di sentir definire il popoloso quartiere residenziale alle spalle dell’ospedale  con una semplice sigla.  Così l’associazione “Città Nuova” che opera prevalemtemente in quella zona, si è dato un obiettivo preciso, trovare un nome al quartiere.  Per due domeniche successive, 20 e 27 ottobre alcuni componenti del direttivo nel piazzale antistante la chiesa di S. Gabriele dell’Addolorata, dalle 10 alle 12, sono a disposizione per raccogliere firme di quanti vorranno sostenere l’associazione in questa iniziativa.

Le firme raccolte saranno poi inoltrate all’Amministrazione comunale perché possano essere iniziate le procedure di ridenominazione della zona. «Poi sarà diffusa ai residenti del quartiere – conclude il presidente dell’associazione “Città Nuova”, Nicola Ripa – una scheda nella quale potrà essere indicato il nome da dare al quartiere stesso». Spazio alla fantasia, ma non ci vuole molto per dotare il quartiere di un nome meno anonimo e più accattivante dell’attuale.

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