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Tra le iniziative per il “Giorno della Memoria” anche una mostra di disegni dei ragazzi nella sala consiliare. Nei riquadri: da sinistra l’assessore alla Cultura Claudio Scordella; Sofia Schito, di Alliste, il cui libro è stato approfondito dai ragazzi, e l’attore e regista Fabrizio Saccomanno

PzzSlnt_32_01.inddTAURISANO. Un mese dedicato al ricordo delle vittime della Shoah. A Taurisano il 27 gennaio, il “Giorno della Memoria”, sarà solo la conclusione di una serie di attività che vede coinvolte le scuole elementari e l’istituto di istruzione superiore “Filippo Bottazzi”.
Letture, dibattiti, laboratori artistici e teatrali per riflettere con consapevolezza su quello che è avvenuto poco più di 70 anni fa. I ragazzi della scuola superiore stanno lavorando sul testo “Finalmente salvo”, che raccoglie le memorie dell’ebreo polacco Ariel Yahalomi, sopravvissuto a 11 lager nazisti. E insieme ai loro insegnanti stanno realizzando alcune rappresentazioni teatrali. I bambini delle quinte elementari, invece, hanno iniziato la lettura del libro “La B capovolta”, della scrittrice salentina Sofia Schito, che accompagneranno con i loro disegni.

Tutti gli elaborati saranno esposti nella sala consiliare il 27 gennaio, durante le manifestazioni organizzate dall’Amministrazione comunale per il “Giorno della Memoria”. La mattinata sarà dedicata ai bambini, che incontreranno l’autrice Sofia Schito. Nel pomeriggio, invece, l’attore e regista Fabrizio Saccomanno sarà il protagonista di un monologo sulla Shoah, alla presenza dei ragazzi dell’istituto superiore e dei loro genitori. Seguirà la rappresentazione che gli studenti hanno preparato in collaborazione con l’associazione “Nuvole”. In questa settimana il “Bottazzi” ospiterà anche Augusto Fonseca, che per le edizioni DeltaEdit ha tradotto in italiano il testo “Finalmente salvo”.
Più che un “Giorno”, dunque, quello che da qualche anno si svolge a Taurisano è un “Mese della Memoria”. Le iniziative riscuotono di anno in anno il favore di alunni, genitori e insegnanti, come afferma l’assessore alla Cultura Claudio Scordella: «Si tratta di un progetto strutturato e organico grazie al quale gli alunni hanno la possibilità di interrogarsi per capire quello che è accaduto. La celebrazione del 27 gennaio rischia di diventare un rito che si svuota di significato: prepararsi a quella giornata con un progetto più ampio, invece, aiuta a viverla in modo più consapevole».

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