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Vini salento

Il nuovo presidente dell'Unione Agricola Rocco Milone

MELISSANO. C’è fermento, sia dentro le botti, sia negli animi, per il primo atto della vendemmia 2013: la degustazione del vino più giovane e frizzante, il primo dei frutti di un’annata di lavoro intenso e sfiancante. E, si spera, proficuo. Novembre, san Martino, tempo di vino novello. L’Unione agricola di Melissano è pronta a questa nuova avventura, come succede dal lontano 1959.

Quest’anno, come previsto dagli esperti dell’azienda di via Palermo, ci sono tutte le condizioni per far sì che la stagione produttiva sia di quelle da segnare in rosso negli annali. Negli stabilimenti dell’Unione agricola si sono lavorati ben undicimila e passa quintali di uve, con un incremento di oltre tremila e cinquecento quintali rispetto all’annata precedente.

Un risultato che ha piacevolmente “spiazzato” anche i dirigenti della cantina: «Non ci aspettavamo che i nostri soci ci confermassero la fiducia in un modo così evidente – confessa, soddisfatto, il presidente della cooperativa Rocco Milone – e cercheremo di ripagarli con un ottimo vino, come quello prodotto quest’anno, che è il risultato di un’annata perfetta dal punto di vista climatico e dall’assoluta assenza di malattie parassitarie per i nostri vigneti. Sarà un’annata da ricordare». Il vino nuovo, il “San Martino”, si potrà degustare nei locali dell’Unione per tutto il mese di novembre, accompagnato da prodotti tipici dell’agricoltura locale.

Da qualche giorno è entrato in funzione anche il frantoio per la produzione dell’olio, che, come il vino, si prevede essere di alta qualità. «Il “San Martino” – spiega il capo cantiniere, Luigi Spennato – è un vino fresco, giovane e profumato, dal sapore fruttato con retrogusto dolciastro, ideale per accompagnare le caldarroste nelle serate fresche e umide d’autunno, e non solo. Il riscontro delle vendite è già stato eccellente, così come per il primitivo». E se queste sono le premesse, citando il film che vede protagonista Russell Crowe, quella di quest’anno sarà proprio “Un’ottima annata”.

topwinedestination

A Roma e a Milano, ottobre si tinge di quelle stesse varietà cromatiche, di quei colori accesi e brillanti, che caratterizzano i vini di Puglia e del Salento. Lunedì 7, parte l’evento “Puglia top wine destination”: per un intero mese, la migliore produzione vinicola nostrana sarà protagonista assoluta di degustazioni, laboratori e vetrine di 32 enoteche romane e milanesi.

L’iniziativa, organizzata dal “Movimento turismo del vino Puglia”, è stata resa possibile grazie al contributo della Regione Puglia. Soddisfatto, l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari Fabrizio Nardoni, afferma: «Nel triennio 2009-2012, la filiera vitivinicola pugliese è stata in grado di passare dai 78 ai 121 milioni di euro con vini venduti in Germania, Austria, Olanda e Danimarca. Ma non possiamo accontentarci». Perché i vini di Puglia hanno una marcia in più, e lo sa anche il presidente del movimento organizzatore, Sebastiano de Corato: «Per un intero mese, avremo la possibilità di promuovere e valorizzare non solo i nostri vini ma anche la genuinità, l’eccellenza, la qualità e la storia che essi rappresentano per il nostro territorio».

E allora via ad aperitivi e a degustazioni guidate da giornalisti del settore, in modo da poter apprezzare al meglio le virtù del Negramaro, del Primitivo e delle altre note varietà.

 

li cuti alezio

GALLIPOLI. Il vino negroamaro “Li Cuti Alezio Doc 2011”, della cantina Coppola, si è aggiudicato il premio Douja d’Or 2013 nell’ambito di un prestigioso concorso enologico che, da quasi cinquant’anni, si svolge ad Asti (Piemonte). “Douja” è il termine dialettale che indica un antico boccale da vino, simbolo dello storico Premio.

“Questo premio – commenta l’enologo Giuseppe Pizzolante Leuzzi – indica che siamo sulla strada giusta. Per il negroamaro, così come per gli altri nostri vini, mi piace evidenziare due particolarità: le vinificazioni avvengono a pochi metri dallo Ionio, l’affinamento in una cantina scavata nella roccia”. Aggiunge Giuseppe Coppola: “Ricevere questi premi dà grande soddisfazione. La qualità del vino è data  da molti fattori, in primis dall’andamento della stagione metereologica e dall’impegno del produttore: le annate sono sempre diverse, la passione della nostra famiglia è sempre la stessa!”.

Il 2013, per la cantina Coppola, è stato un anno ricco di soddisfazioni e premi: ultimo il riconoscimento andato al Doxi Alezio Doc, inserito tra i migliori 100 vini della classifica del Golosario.

imageSono tredici le etichette pugliesi che confermano la loro presenza anche nella guida 2014 del Gambero Rosso, quella dedicata ai migliori vini d’Italia. I “Tre Bicchieri” sono andati al Primitivo di Manduria e al Gioia del Colle Primitivo (tre segnalazioni a testa), al Salice Salentino e al Salento rosso (due segnalazioni per ciascuno), infine al Castel del Monte, al Primitivo Salento e al Susumaniello Salento rosso.

Visitatori a Vinimmagine

Visitatori a Vinimmagine

Melissano. Musica, danze, vino, olio, prodotti tipici a chilometri zero e tanta allegria. Anche questa edizione di “Vinimmagine”, creatura dell’Unione agricola, si è confermata iniziativa di successo.

L’annuale percorso enogastronomico organizzato dalla cantina cooperativa di Melissano, in collaborazione con i rioni Ora, Caulata, Stazione e Campo di Fiori, il comitato S. Antonio e le suore salesiane della scuola materna San Giuseppe, ha attirato centinaia di visitatori ed ha reso giustizia a quanti, nel mondo agricolo, s’impegnano e innovano in qualità e genuinità.

Al ritmo infernale della pizzica salentina, suonata dai “Tammurria”, si sono aperte le danze e formate le classiche “ronde” che hanno coinvolto nel ballo anche i più restii. La sera del 13 agosto è stata, quindi festa grande sia per la comunità melissanese, sia per i tanti turisti, che hanno visitato i locali di via Palermo e degustato i prodotti dell’azienda fondata nel 1959 e che adesso può contare su diverse centinaia di soci conferitori.

I vini più “apprezzati” sono stati i rosati e i bianchi, ma anche i rossi, con il Primitivo su tutti, hanno incontrato il gradimento del pubblico. Grande protagonista è stato anche l’olio, frutto di un’accurata selezione di olive Ogliarola di Lecce e Cellina di Nardò. Alte le aspettative per l’imminente vendemmia: «Nonostante la stagione sia stata secca – spiegano dall’Unione – ci attendiamo una buona raccolta, sia per quantità che per qualità. L’obiettivo fissato è raggiungere i 13mila quintali di uve».

Vinimmagine

MELISSANO. Mentre si definiscono gli ultimi dettagli in vista dell’annuale festa di Vinimmagine, in programma per martedì 13 agosto nei locali aziendali di via Palermo, l’Unione agricola di Melissano aggiunge un altro importante risultato al suo ultracinquantennale curriculum: «Abbiamo concluso un buon affare con i cinesi – racconta il presidente Rocco Milone – che sono venuti a farci visita e hanno apprezzato moltissimo i nostri prodotti, in particolare il Primitivo». L’incontro con la delegazione giunta dall’Estremo Oriente è stato organizzato da un intermediario di Bari. Importante, peraltro, è stato il ruolo dell’ex presidente della cantina, Sergio Macrì. Verso la Cina è partito un container con settemila bottiglie di vino prodotte dall’Unione Agricola, 3.200 di Negroamaro e 3.800 di Primitivo.

L’azienda esporta i suoi prodotti in tutto il territorio nazionale e, all’estero, soprattutto in Belgio, Germania e Svizzera, raccogliendo i contatti dal suo sito ufficiale www.unioneagricola.it. In questo periodo i locali di via Palermo 55 sono invasi da turisti e da salentini residenti lontano dalla propria terra. Data la calura asfissiante, il pubblico opta maggiormente per i vini bianchi (Matisse) e rosati (Salento Igp Rosato e Terre Sante) da consumare freschi. Il rosso (col cavallo di battaglia, il Negroamaro), invece, si adatta meglio a climi più freschi ed è “particolarmente apprezzato dai clienti dell’Italia settentrionale”, come rivela Milone.

vini

GALLIPOLI. Paolo Massobrio e Marco Gatti hanno inserito il Doxi Alezio Doc della cantina di Giuseppe Coppola fra i “Top Hundred” 2013 della classifica del Golosario. Paolo Massobrio, critico enogastronomico, aveva già elogiato il Doxi su La Stampa del 7 febbraio. La premaizione dei Top Hundred avverrà a Milano, il 17 novembre, nella cornice di Golosaria, precisamente nei locali del Superstudiopiù di via Tortona.

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VA AVANTI Michele Calò con i figli Giovanni e Fernando e i vini prpdotti in una recente foto. Dopo aver fatto il minatore in Francia, una volta tornato nel suo paese si è sposato e si è trasferito a Milano per diventare commerciante di vini. Con gli anni, la sua azienda è cresciuta fino ad affermarsi in un difficile settore

Tuglie. Michele Calò, uno dei più importanti protagonisti della viticoltura tugliese e salentina, è scomparso nei giorni scorsi lasciando un grande vuoto nei famigliari, ma anche nella “sua” Tuglie e nel mondo vinicolo italiano.

L’apprezzato vitivinicoltore  ha avuto una storia meravigliosa. Nel lontano 1954 fondò a Tuglie l’azienda vinicola che porta ancora oggi il suo nome. Ma il suo ingresso nel mondo lavorativo era avvenuto in Francia, poco più che ventenne, a fare come tanti altri il duro e massacrante lavoro di minatore, in quel periodo l’unico che permetteva però un buon salario. Dopo aver messo da parte il massimo che poteva, Michele Calò tornò a Tuglie, dove ad attenderlo c’era la sua fidanzata che sposò e portò con sé a Milano per diventare commerciante di vini.

Dopo la prima vendemmia del 1954 con la sua cantina, iniziò finalmente a vendere il vino prodotto dai vitigni della sua terra. Così la sua vita cambiò: quella che era una idea imprenditoriale, diventò un’attività redditizia ma anche molto impegnativa, caratterizzata da frenquentissimi tra il Settentrione ed il Meridione d’Italia.

Seguendo il suo spirito innovativo, intuitivo e appassionato,  decise che i prodotti della sua terra avevano bisogno di essere conosciuti come tali anche al di fuori di Tuglie, del Salento e della Puglia. Fu così che ad Arluno città lombarda dove la famiglia risiedeva da anni, iniziò la commercializzazione dei suoi prodotti riscuotendo subito un buon  successo per l’estrema qualità del prodotto. Con il passare degli anni i figli Fernando e Giovanni lo hanno affiancato nel lavoro aziendale, dividendosi i compiti e lanciando definitivamente il marchio “Michele Calò e Figli”. Con la sua scomparsa, l’apprezzato e stimato imprenditore ha lasciato un grande vuoto ma anche un forte   esempio di intuizione e determinazione, per i giovani ma non solo, nel raggiungere gli obiettivi più avanzati tenendo fermo l’attaccamento alla propria terra ed alle sue risorse.

Ora Michele Calò ha lasciato in buone mani la sua azienda di cui, come si legge nel sito internet www.michelecalo.it, Tuglie è stata e sarà il cuore: “A Tuglie piccolo centro agricolo adagiato ai piedi delle ultime propaggini delle Murge e patria di vini nobili e antichi, l’azienda vinicola ‘Michele Calò e figli’ ha il suo cuore produttivo. I loro vigneti, situati nelle posizioni più favorevoli, danno uve pregiate che vengono selezionate con cura e pressate ‘sofficemente’ per riceverne solo la parta migliore, così la qualità del vino risulta impagabile. E’ immensa la passione dedicata, l’amore profuso in questo mestiere così antico e pur così moderno”. E dell’amore profuso da Michele Calò il paese non se ne dimenticherà facilmente.

Giampiero Pisanello

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Matino. Si tratta di una delle più antiche cantine del Salento e d’Italia. Nei primi anni di attività la vocazione agricola e in particolare vitivinicola di Matino e dei paesi limitrofi da cui proveniva l’uva, ha permesso di raggiungere i 100mila quintali annui. Oggi, invece, nelle migliori annate i 475 soci della cooperativa di Matino conferiscono dagli 8mila ai 10mila quintali.

Negli anni l’economia e il mercato hanno subito dei cambiamenti, imponendo alle aziende di questo tipo, di adattare la produzione. Di questo ne è da sempre stato consapevole l’ingegnere Ettore De Luca, da 12 anni alla presidenza delle Cantine del Matino: «Il mercato ti porta alla conversione, non essendoci più la richiesta di un tempo, dalla quantità per forza si è dovuto puntare sulla qualità».

Con questa politica le Cantine del Matino, a differenza di molte altre nel Salento che oggi non esistono più, sono state in grado di seguire il mercato e rimanerci sino ad oggi, imponendosi  anche all’estero. I loro rapporti commerciali, infatti, si estendono  anche in Germania, Svizzera, Shangay e fino a poco tempo fa si spingevano oltre oceano, sino a New York.

La meritata conquista del marchio doc, allora come oggi, è stata determinante per lo sviluppo dell’azienda, ma non l’ha risparmiata dalla crisi recente che ha colpito tutto il settore agricolo. Anche in questo la politica delle cantine e del presidente risulta essere semplice, ma vincente «L’importante è sapere che si parte sempre da un prezzo d’acquisto e di vendita, conoscendo la differenza, ci si può regolare facilmente evitando rischi economici per la stessa cooperativa».                      

MAQ

Voce al Direttore

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...