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simu salentini

Patience Gray e Norman Mommens a Spigolizzi

Patience Gray e Norman Mommens a Spigolizzi

SIMU SALENTINI. Nell’anniversario dei cento anni della nascita di Patience Gray, è uscita la biografia di questa donna straordinaria: “Fasting e feasting, the Life of visionary food writer Patience Gray”, scritta dal giornalista statunitense Adam Federman. Il volume, pubblicato dalla Chelsea green publishing, è stato presentato a Londra il 3 luglio. All’inizio degli anni settanta, Patience Gray, scrittrice, giornalista e artista inglese, e il suo compagno, lo scultore di origine fiamminga Norman Mommens, si stabilirono sulla serra di Spigolizzi, nelle campagne di Salve, in una masseria del XVIII secolo, in stato di abbandono da diversi anni. La resero abitabile, ma non vollero mai la corrente elettrica. L’illuminazione era fornita dalle lampade Aladdin a petrolio o dalle candele. Solo anni dopo, un amico tedesco installò sul tetto due pannelli solari, che fornivano sufficiente energia per due lampadine a basso consumo, una nello studio di Patience e una nella cantina, dove conservavano un vino glorioso che producevano con l’aiuto di un gruppo di amici. A Spigolizzi, per oltre trent’anni, i giorni furono scanditi dal ticchettio della Olivetti Lettera 22 di Patience e dal tintinnio del martello e dello scalpello di Norman, ma anche dai ritmi imposti dal lavoro nel campo antistante la masseria, dominato dalla statua del “Gran pazzo” eretta sul perimetro dell’antica aia circolare. Qui, Patience ha portato a compimento Honey from a Weed, Fasting and Feasting in Tuscany, Catalonia, The Cyclades and Apulia (Prospect Books, Londra 1986), un libro di cucina e cultura culinaria mediterranea unico nel suo genere. L’opera, che ebbe un notevole successo e lusinghiere recensioni, e che continua a essere ristampata, ha avuto una gestazione di quasi vent’anni. Nel corso di lunghe peregrinazioni tra Carrara, la Catalogna e la Grecia, al seguito della “insaziabile fame di pietra” del compagno scultore, Patience aveva raccolto un numero impressionante di ricette, dalla viva voce di massaie, contadini e cuochi delle locali trattorie, confluite in quello che è universalmente considerato un capolavoro. Norman morì l’8 febbraio del 2000, Patience lo seguì cinque anni dopo, il 10 marzo 2005. Ambedue riposano nel cimitero di Salve. Adam Federman ha trascorso due mesi a Spigolizzi, ospite di Nicolas Gray, figlio di Patience, e di sua moglie Maggie Armstrong, che dopo la morte di Norman e Patience si sono stabiliti a loro volta alla masseria. Ha avuto la possibilità di consultare anche il copioso carteggio lasciato dalla scrittrice, centinaia di lettere scambiate con amici, famigliari, editori, scrittori, giornalisti e artisti di mezzo mondo. Recensendo il volume, William Boyd, autore di “Una dolce carezza” e “Ogni cuore umano”, parla di “un libro illuminante su una donna straordinaria, cuoca e scrittrice. La vita intensa Patience Gray sembra aderire perfettamente alle sue idee visionarie e rivoluzionarie sul cibo, la cucina e il mangiare. Dovrebbe essere considerata una figura totemica dell’arte culinaria del nostro tempo.” Federman ha anche intervistato molti di coloro che l’hanno conosciuta, qui nel Salento e altrove, delineando il ritratto di una donna affascinante, intelligente e versatile.

luigi mariano con neri marcoreSIMU SALENTINI. A quasi un anno dalla sua pubblicazione e dopo il “Premio Lunezia doc” 2016 ritirato a luglio a Marina di Carrara, “Canzoni all’angolo” (Esordisco/Audioglobe), il secondo cd del cantautore di Galatone Luigi Mariano, riceve un secondo, inaspettato, riconoscimento: il Premio Civilia “Zingari felici”, giunto quest’anno alla sua seconda edizione. Di fatto, il premio conferito al miglior album di un artista salentino 2016. Nella prima edizione la targa era andata a Carolina Bubbico con il suo “Una donna”. L’associazione Civilia, molto attiva nel valorizzare la canzone d’autore a partire dagli artisti del territorio, ha ideato da un po’ di tempo il Premio Civilia, all’interno del quale nasce (l’anno scorso, appunto), il Premio “Zingari felici” riservato ai dischi.

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Il museo civico di Alezio

Il museo civico di Alezio

SIMU SALENTINI. Tarallini per tutti i gusti: all’olio d’oliva, al peperoncino, al pepe, al finocchio. Sono diventati, dopo le friselle, il prodotto da forno più radicato nei gusti dei salentini esportati nel mondo. Raccontano una storia antichissima e poco conosciuta: negli scavi archeologici del santuario messapico di Demetra a Oria, risalenti al VI sec. a.C., sono stati trovati tarallini bruciati offerti alla dea. Un elemento in più per conoscere i Messapi di cui troviamo traccia, tra gli altri centri, anche a Nardò, Alezio, Ugento, Vereto. Ma i tarallini costituiscono solo una parte del menu della “Tavola dei Messapi, itinerari di archeologia, cultura e sapori nel Salento” una guida pubblicata dall’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili con la consulenza scientifica dell’Università del Salento in collaborazione con gli Istituti alberghieri per il Turismo e agrari della provincia di Lecce.

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SIMU SALENTINI. Un tavolo, con tanto di caffè e pasticcini, non riuscirebbe a contenerle tutte le associazioni di Alezio. L’ultimo – affollato – “caffè” itinerante, ospitato nella sede della Pro loco lo scorso 19 maggio, ne è stata la prova. Se poi il tavolo è “tecnico”, per cercare di far dialogare i diversi volti della comunità e costruire un ventaglio di iniziative per tutti, omogeneo e armonico, le difficoltà non mancano. Ma ciò che prevale è la voglia di esserci, scambiare un poco del proprio “saper fare”, per se stessi e per gli altri. È un po’ lo spirito “aggregatore” della Pro loco, sempre a ricalcare un percorso di tradizioni, lasciando spazio però anche alla “contaminazione”: «Ma la promozione del territorio – spiega la presidente Tina Levantaci – passa anche da integrazione e accoglienza. Con questo spirito ci prepariamo alla nostra se- rata “Itaca”, il prossimo 25 giugno. Seguirà poi la rievocazione storica del corteo murattiano, il 23 luglio e la serata Alixias con il premio Luci d’autore il 20 agosto».

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bluesalentoSIMU SALENTINI. Se da un lato il progetto Bluesalento si contrappone agli stilemi anglosassoni producendo musica contemporanea non allineata alle suggestioni mediterranee, dall’altro sembra non tradire il senso che si evince già dal nome. L’adozione della lingua salentina come dimensione unica della parola e del verso e l’utilizzo di sonorità al confine fra Mediterraneo orientale e suggestioni euro-folk possono essere infatti considerati un gesto di riappropriazione identitaria che nulla ha da invidiare alla nascita e diffusione del blues nella Cotton Belt.

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SIMU SALENTINI. Non si poteva non parlare di turisti, vacanze e soldi nel “Caffè in redazione” del 5 maggio a Gallipoli. Di andamento stagionale (in calo? Costante?), di attività clandestine (in nero, in tutto o in parte), di periodi da allungare e con quali richiami, delle vicende giudiziarie collegate al Parco Gondar e dei rischi per l’economia indotta dal parco dell’intrattenimento soprattutto in agosto. E del centro storico che chiude praticamente per lunghi mesi dall’autunno ad inizio primavera, nonostante le occasioni anche di carattere religioso (i riti della Passione).

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SIMU SALENTINI. Un “Caffè in redazione” pieno di amici e conoscenti di provenienza diversa ma con tante cose da dire quello svolto a Taviano il 21 aprile, nella sede dell’associazione Vittorio Bachelet” in odore di festeggiamenti per il 25mo compleanno. A cominciare da chi è stato chiamato subito in causa per caso o per notorietà o per chiara curiosità: capire il senso di questi incontri e magari dire la propria. Il Salento eletto a patria adottiva dopo anni di palazzetti dello sport tra Casarano, Alessano, Squinzano, Presicce, ora Taviano: il “Caffè” è partito infatti da Andrea Battilotti e Marco Lotito, giallorossi della Pag Edilcentro Volley. Incuriositi anche loro dalla lunga galleria di manifesti e ritagli che testimoniano 25 anni di attività culturale e ricreativa ad ampio raggio a cura della “Bachelet”, i due atleti hanno parlato del bel presente al profumo di promozione ed anche del loro personale futuro prossimo (ne riferiamo sopra). Con il vicepresidente della società sportiva Donato Bruno, il passo è stato breve verso il tema che preoccupa chi fa sport competitivo ad un certo livello: gli impianti. Riferendosi alla precedente storica esperienza, Bruno ha ricordato che si andava a Lecce per giocare gli incontri di Coppa Italia della serie A. Facile prevedere che potrebbe riproporsi il problema della capienza del Palasport e delle altrettanto probabili deroghe da parte della federazione pallavolistica, non si sa fino a quando. Riprendere e rilanciare le strutture, magari riconvertire un impianto preparandolo per più discipline. Partendo da qui il pensiero è andato al campo sportivo e alla tristemente famosa pista di atletica. la cui storia (finora triste) è stata ripercorsa da Francesco Longo, ex Sindaco e tecnico comunale a Casarano. Nonchè responsabile dell’associazione regionale di categoria. «Riconvertendo vecchie strutture e rendendole multidisciplinari, realizzeremmo anche risparmio di suolo”, ha detto Bruno, che da imprenditore ha volto lo sguardo anche ad altre lacune strutturali, come centri per congressi, contenitori per concerti al coperto. Quindi il tema dei temi: come arrivare qui e come muoversi.

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Icaffe tavianol “Caffè in redazione” venerdì 21 sarà ospitato a Taviano. Dopo gli appuntamenti a Melissano, Parabita, Galatone, Casarano e Racale, venerdì ci troveremo in via Immacolata 16 presso l’Associazione “Vittorio Bachelet”. Appuntamento dalle 15.30 in poi con chi voglia parlare da vicino del giornale, dell’informazione, dei rischi e delle bufale, dei problemi e delle soluzioni. E di qualsiasi altra cosa si voglia. Proprio come in un caffè.

 

SIMU SALENTINI. Il periodo pasquale ci richiama alcune immagini che ne sintetizzano l’essenza: uovo, agnello, colomba, i più frequenti. Diventano oggetto di desiderio nelle ricche vetrine delle pasticcerie e nei menù tradizionali, solo che ai più risulta sempre più difficile risalire al significato di questa “foresta di simboli” da cui siamo circondati proprio in questo periodo. Sempre più arduo, infatti, non solo cogliere le segrete corrispondenze del simbolo, ma anche semplicemente il sottile filo che lega il contenuto e la sua rappresentazione visiva. I simboli, come i segni, sono “qualcosa che sta per qualcos’altro”, che risulta, però, ampliato e polisemico. Colpisce l’immaginario prima dei bambini, la figura dell’uovo, con la sorpresa più o meno importante a seconda della grandezza, che catalizza l’attenzione più del gusto della cioccolata. Quando c’erano poche risorse e più fantasia, i bambini dipingevano con colori brillanti le uova sode che disponevano nei cestini e che venivano usate come segnaposto nel pranzo di Pasqua. L’uovo è un chiaro riferimento alla fertilità non legato immediatamente (e secondo alcuni in nessun modo) all’evento della Resurrezione di Cristo. Alla base di numerose cosmogonie, lo troviamo nell’antico Egitto, è ritenuto dappertutto il simbolo della primavera; col cristianesimo diventò la figura della tomba di pietra da cui Cristo resuscitò. Nessuna presenza di uova nella Pasqua ebraica né nella festa degli Azzimi. Troviamo le uova sode nella tradizionale cuddura salentina, nelle pupe e nei cadduzzi. Nella cuddura il numero delle uova doveva essere dispari (ritenuto portafortuna); veniva regalata dal fidanzato alla promessa sposa o alla suocera.

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Cesario Picca

Cesario Picca

SIMU SALENTINI. Rosario “Saru” Santacroce è un giornalista salentino che lavora a Bologna da vent’anni. Tornato nella sua terra per concedersi un anno sabbatico si imbatte in un delitto che nel breve giro gli fa perdere i buoni propositi di un periodo di quiete. Questa in estrema sintesi la trama de “Il dio danzante”, il terzo romanzo di Cesario Picca (foto), nel quale lo scrittore, prendendo spunto da un reale fatto di cronaca – la fuga di un pericoloso ergastolano dall’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce – narra delle indagini di un cronista d’assalto, Saru, appunto. Il tutto nello scenario di un Salento magico, ma anche violento, colorato, odoroso, intrigante e trasgressivo.

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SIMU SALENTINI. Dopo Melissano e Parabita, ecco il “Caffè in redazione” itinerante, con tappa a Galatone. Centro storico, locale storico, nei secoli tribunale, ospedale, asilo e fabbrica di bibite gasate più di recente. è la culla di “Open yuor mind”, un’associazione che predica menti aperte e pratica idee, intuizioni, attività varie. Il sodalizio di Federica Pano di Nardò, Donato Manisco e Giovanni Cuppone spazia dalle visite guidate all’organizzazione del concerto di beneficienza della festa del Crocifisso (su delega del parroco don Angelo Corvo, ultima raccolta 5.800 euro), dal turismo religioso da maggio a tutta l’estate con mete il famoso Santuario e la chiesa della madonna della Grazia alla partecipazione a fiere turistiche come quella di San Gallo (Svizzera, con titolari di b&b e produttori di vino). Senza tralasciare il proprio contributo alla Banca della solidarietà ed all’assistenza dei randagi.

SIMU SALENTINI. Dopo l’esordio a Melissano e la successiva tappa a Parabita (nella foto), il “Caffè in redazione”, versione itinerante, sarà a Galatone venerdì 10 marzo, alle ore 15, nella sede dell’associazione “Open your mind” di piazza San Demetrio e successivamente a Casarano, venerdi 24 marzo, per l’incontro organizzato da “La soffitta senza tetto” (in via delle Industrie 52) e dal comitato “Casarano Libera”

Lu Titoru gallipolino nel corteo dedicatogli in occasione della tradizionale sfilata nella "Città bella"

Lu Titoru gallipolino nel corteo dedicatogli in occasione della tradizionale sfilata nella “Città bella”

SIMU SALENTINI. Anche le maschere hanno le loro stagioni e obbediscono e si adeguano alle mode del tempo. Ci si continua a mascherare, ma l’oggetto che la maschera vorrebbe emulare o deridere cambia con gli anni obbedendo a suggerimenti di costume e di cronaca. A partire dal mondo e dalla fantasia dei bambini. Basta dare una sbirciatina alle feste che si organizzano nella scuola dell’infanzia, ai veglioncini per la gioia dei piccoli: che fine hanno fatto Arlecchino e Pulcinella, Colombina e Pantalone? Al loro posto Gattoboy, Gufetta e Geco dei PJ Masks SuperPigiamini, personaggi tratti dalla collana popolare di libri “Les Pyjamasques”; oppure Elsa e Anna di Frozen, Masha e Orso, Peppa Pig, e gli intramontabili personaggi di Disneylandia. Il gusto di mascherarsi, di liberarsi dai panni quotidiani e di assumere per qualche ora una personalità diversa in grado di far dimenticare o esorcizzare i problemi, non conosce crisi.

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SIMU SALENTINI. «Come si amministra un Comune in stato di dissesto? In questa prima fase, in attesa dell’arrivo dei commissari, dobbiamo capirlo bene anche noi. Di certo le difficoltà sono in aumento e ci sono meno spazi gestionali. Occorre comprendere cosa si potrà fare e con quali risorse. Ma la decisione assunta è stata inevitabile, come credo d’aver ben spiegato in Consiglio comunale, ed i cittadini hanno compreso. Salvo poi, magari, continuare a chiederti sempre le stesse cose. Ma ora a cambiare sono, purtroppo, le risposte, e non certo per colpa nostra». È il Sindaco di Melissano Alessandro Conte, avvocato 46enne dallo scorso giugno alla guida dell’Amministrazione comunale, l’ospite al centro del “Caffè in redazione” di Piazzasalento, appuntamento per l’occasione divenuto itinerante (il 24 febbraio, alle ore 16, a Parabita presso la biblioteca Ennio Bonea a Palazzo Ferrari).

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SIMU SALENTINI. Luogo di culto di una salentinità verace: questo è stato nei suoi 29 anni di attività la trattoria “da Santino”. L’uomo che ha dato il nome e l’anima al locale che nel cuore del centro storico di Galatone, (in via Diaz, a due passi dai principali monumenti della città) ha accolto dal 1988 cercatori genuini di vino e “pezzetti”, è Santino Congedo. Proverbiali, quei pezzetti di Santino, apprezzati e conosciuti – insieme al clima della locanda – in tutta la provincia, ma non solo. Preparati con arte e tradizione dalla signora Teresa, la moglie dell’oste galateo, sempre al suo fianco insieme ai figli. Dopo quasi trent’anni Santino cede il passo, tra lo sconcerto e l’incredulità di una cittadina intera. «Mi trasferii in Germania all’età di 17 anni, andando a lavorare per vent’anni in fabbrica” – racconta l’inconfondibile baffo galateo, oggi 65enne – e lì la sera portavo avanti un circolo che gli immigrati italiani avevano messo in piedi: «Un lavoro che mi è sempre piaciuto svolgere, certo faticoso, che mi ha portato a stare una vita qui dentro, insieme alla mia famiglia che mi ha sempre dato una grande mano». Una volta di ritorno dalle terre d’oltralpe, Santino acquistò il locale dalle volte a stella che oggi porta il suo nome, che in passato fu una cantinetta. «Quando ho cominciato – afferma – non pensavo che la trattoria diventasse quello che è stato: ricorderò soprattutto i rapporti d’amicizia coltivati con persone presenti tutte le sere, tra una briscola e un bicchiere di vino.

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antonio maglio foto

Antonio Maglio

SIMU SALENTINI. Un tema libero di attualità sul Mezzogiorno d’Italia è l’argomento scelto per la sesta edizione del premio “Antonio Maglio”. Nel decimo anniversario della scomparsa del giornalista scomparso il 13 gennaio del 2007 a Newcastle e nato ad Alezio nel 1941, collaboratore di importanti testate locali e nazionali nonché tra i fondatori di Quotidiano, l’“Associazione Antonio Maglio”, presieduta dall’onorevole Giacinto Urso, ha voluto “rafforzare il ricordo di questo straordinario uomo del Sud” con una tematica a lui quanto mai cara, quella del Salento e del Mezzogiorno. Il termine per la presentazione degli elaborati (articoli e inchieste pubblicati su quotidiani, periodici, testate online) scadrà il prossimo 31 maggio.

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Cosimo Mudoni

Cosimo Mudoni

SIMU SALENTINI. C’è un piccolo angolo di storia e di cultura in via Duca d’Aosta 16 a Matino: testi, citazioni, immagini, poesie della città e dei matinesi che nel tempo hanno lasciato tracce a volte silenziose, a volte no. E c’è l’associazione “Autori Matinesi” che si cura di custodire con orgoglio questo patrimonio culturale arricchendolo attraverso un’importante attività di ricerca e di produzione. Senza sosta dal 2007 (quest’anno ricorre il decennale), i soci lavorano al recupero di materiale nel quale si menziona la città o alcuni concittadini. Tra le ultime attività seguite dal presidente Cosimo Mudoni (foto), da Tonio Ingrosso, Donato Stifani e altri appassionati, la redazione del calendario annuale tematico quest’anno dedicato al censimento di “fontanine”, “caseddhi” o “scritte latine”.

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SIMU SALENTINI. È stato un “Caffè in redazione particolarmente affollato quello del 27 gennaio scorso, all’indomani – come di consuetudine ormai – dell’uscita del nuovo numero di “Piazzasalento”. Non solo perché inserito tra gli eventi del primo “Festival dell’informazione giornalistica locale” (Figilo), ma anche per presenze e argomenti. Reduce dalle riprese in Colombia ecco Tony Greco, accompagnato da Cosimo Scialpi e Alessandro Alfarano, di Gallipoli. Un po’ assonnato ma pieno di sensazioni straordinarie dopo la trasferta in Sud America in vista del suo film. Non ha voluto mancare al “Caffè” ed è stato un bene: di cosa è rimasto particolarmente impressionato in cinque settimane di permanenza; quale rapporto ha avuto con la troupe tutta colombiana; che lezioni ha tratto un giovane salentino da quell’altra parte del mondo, a sud di Barranquilla, un milione e mezzo di abitanti. Meraviglia l’emozione trasmessa da Greco: racconta del rispetto verso lo straniero e verso un uomo che vuole fare cinema; ma anche della estrema povertà (un episodio emblematico l’ha raccontato sul numero precedente di “Piazzasalento”, pag. 31) e dell’enorme divario tra poverissimi e ricchissimi. Persone semplici e disponibili le prime, che vedono l’Italia come un sogno. «Tutto il mondo è paese – dice Greco – anche in fatto di criminalità: due miei amici che dovevano accompagnarmi, alla fine si sono tirati indietro per paura». Il film, comunque, racconterà la storia di alcune vittime della malavita che cercano il riscatto. Un Sindaco in palla quello di Gallipoli: è sembrato aver superato in buona parte il gap dell’inesperienza Stefano Minerva, pronto a dialogare su vari argomenti, accompagnato dagli assessori Cosimo Alemanno e Emanuele Piccinno:  dal vecchio progetto di un Palasport in via Pirandello al destino del Ceduc (Centro assistenziale per anziani e minori) sul lungomare Galilei; dal piano regolatore del porto (impegnativo anche per i tempi) al destino dell’immobile ex Salesiani (“da non svendere”), al lungomare Marconi da ristrutturare (la ferrovia si fermerà all’altezza dello Schipa, è confermato). Cosa è cambiato dal momento dell’elezione nella sua vita? Sorpreso da qualche cosa questo trentenne alla guida di un Comune tra i più importanti del Salento? «Sapevo che l’impostazione delle mie giornate sarebbe pesantemente cambiata, fin da quando esci da casa. Mi piace tanto però la sensazione che riviene da quando puoi veramente incidere nella vita quotidiana delle persone che si rivolgono a te – dice Minerva – soddisfazione politica a parte. Certo, alcune questioni richiedono tempo e non sempre la gente lo comprende. Da quando pensiamo di fare una cosa a quando la fai veramente i tempi sono lunghi, per questo ci vuole caparbietà».

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Caroli Caputo e il direttore di "Famiglia Cristiana" don Antonio Rizzolo, premiato nell'ambito di Figilo, il festival dell'informazione locale

Caroli Caputo e il direttore di “Famiglia Cristiana” don Antonio Rizzolo, premiato nell’ambito di Figilo, il festival dell’informazione locale

SIMU SALENTINI. «Parlare del valore dell’informazione locale ai tempi di Internet è come lavorare ad un’operazione di sintesi tra il poco e il tutto, tra qualcosa che si muove dentro precisi limiti e qualcosa che ha una prospettiva tendenzialmente illimitata. Eppure non è difficile individuare precisi elementi di convergenza sinergica»: questo uno dei passaggi più significativi dell’intervento del consigliere nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Adelmo Gaetani, al primo Festival dell’informazione giornalistica locale svoltosi a Gallipoli a fine gennaio. Nato da una idea del direttore di “Piazzasalento”, Fernando D’Aprile, ha trovato sponda culturale e operativa nel direttore dei Caroli Hotels, Attilio Caroli Caputo. Quali sono queste “sinergie” a tratti impensabili tra giornali e Internet? «Ci piace considerare l’informazione locale (e ancor più il ragionamento è valido per quella iperlocale) – ha detto Gaetani – come quella più aderente alla verità sostanziale dei fatti e la più potenzialmente corretta nei confronti dell’opinione pubblica. Il motivo è semplice: il lettore non conosce o può non conoscere il fatto al centro di un servizio giornalistico, ma sa molto sul contesto in cui la storia è nata e si è svolta e questa situazione di favore consente di giudicare con cognizione di causa il contenuto dell’articolo e le sue ricadute. Il lettore di un giornale locale è un utente, ma anche un osservatore interessato, a volte un testimone diretto. Questo prezioso meccanismo di osmosi ha avuto un’imprevedibile accelerazione con Internet e soprattutto con l’irruzione sul mercato di massa del primo Smartphone, presentato il 9 gennaio 2007 da Steve Jobs. Da quel giorno sino ad oggi sono stati dieci anni di fuoco. Una scintilla che ha rivoluzionato il modo di vivere delle persone, le relazioni tra gli individui e gli stessi meccanismi dell’informazione, non più saldamente nelle mani dei giornalisti» (il testo completo dell’intervento del consigliere dell’Ordine a pag. 31, ndr).

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SIMU SALENTINI. Voci, note e volti salentini (anche d’adozione) che si intrecciano per la 67esima edizione del Festival della canzone italiana. Sono quelli di Sergio Sylvestre, Elodie Di Patrizi, Emma, Alessandro Monteduro, Nicco e Carlo Verrienti. Dai beach party del Samsara al palco dell’Ariston di Sanremo il passo è stato breve per Sergio Sylvestre ed Elodie Di Patrizi. Entrambi reduci dai recenti successi nel talent “Amici”, hanno stretti legami con le spiagge gallipoline. Lui, 25enne nato a Los Angeles, è stato per anni il vocalist del Samsara Beach, dove spesso si è esibito proprio accanto a Elodie, talento di 26 anni nata a Roma ma da anni residente a Lecce. «Ho conosciuto la Puglia online, navigando su molte pagine. Si parlava bene della regione e quando ho visto le foto di Gallipoli e Otranto mi è piaciuta un sacco. E allora mi sono detto: perché non andarci?», fa sapere “Big boy” Sergio, dall’alto dei suoi due metri e dieci, convinto poi proprio dai suoi amici del Samsara a provare l’avventura (rilevatasi vincente) al talent di Maria De Filippi. “Con te” è il titolo del brano con il quale è in gara, ovviamente tra i “big” al festival della canzone italiana in programma dal 7 all’11 febbraio. A Sanremo si incrocerà con l’amica Elodie, la quale presenta “Tutta colpa mia”, brano scritto dall’aradeina Emma Marrone che, a sua volta, ha già prodotto il suo primo, fortunatissimo, album dal titolo “Un’altra vita”.

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Da sinistra Enrico Muscetra e Gino Vallone

Da sinistra Enrico Muscetra e Gino Vallone

SIMU SALENTINI. La scomparsa di Gino Vallone, uomo gentile, sempre attento alle cose fatte bene, sensibile e partecipe al valore della cultura e dell’arte, mi rattrista e mi sconsola: se ne va, assieme alle serene e piacevoli serate che organizzavamo periodicamente nella mia casa, un’amicizia piacevole, discreta, insostituibile. Ho brindato per un ventennio con quei vini che amava creare e che con costanza generosa offriva in tutte le occasioni di mie mostre d’arte (spesso spedendoli anche all’estero). Cosa che faceva con la sensibilità e l’interesse disinteressato per il mio lavoro e con la gioia di donare una sua creazione allo scopo di rallegrare un’altra creazione. Il mio amico Gigi De Luca che ha diretto l’Istituto di culture mediterranee, in un suo scritto ha messo in luce il partecipe e continuo sostegno di don Gino Vallone indirizzato al valore della cultura e dell’arte, un sostegno a detrimento di qualsiasi interesse personale e nell’assenza totale di ogni spirito di sponsor. «Così fu – scrive De Luca – in occasione del lungo coinvolgimento nella rassegna Salento Negroamaro sin dalla sua fondazione nel 2001» D’altro canto è significativo, oltre ad essere raro, che i Vallone in passato si siano sbarazzati di alcuni istituti bancari per dedicarsi ai vitigni e alla nobile arte del vino.

Di Enrico Muscetra

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Alberto Nutricati

Alberto Nutricati

SIMU SALENTINI. Semplice parlare di fiabe? Solo apparentemente e per chi non sospetta che cosa ci sia dietro il racconto di una fiaba. Cose da bambini? No cose da adulti e per diventarlo in modo consapevole. Se ne ha la prova con la la lettura del bel saggio di Alberto Nutricati (foto) “L’enigma delle fiabe. Oltre i simboli e le parole” edito qualche settimana fa da Ghetonia, l’associazione storica di Calimera che ha avuto e ha un ruolo importantissimo nello studio e nella divulgazione della tradizione culturale grika. Partendo dalla caratteristica ormai accertata dell’oralità della fiaba e dalla sua origine “popolare”, Nutricati (di Casarano) fa un’analisi comparata tra due fiabe, una proveniente dall’isola di Creta “Teodora” e l’altra “Il re Portogallo” dalla Grecìa, contenuta nella raccolta di Vito Domenico Palumbo. La comparazione tra le due fiabe è in chiave psicologico-analitica, secondo cui esse sarebbero un importante strumento perché l’uomo raggiunga la piena conoscenza di sé e delle sue potenzialità.

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SIMU SALENTINI. Prende il via venerdì 27 gennaio, alle 18 presso l’8+ Hotel di Lecce, con la prima lezione dal titolo “Storia messapica e Salento” dello storico Aldo D’Antico, il primo Master di Storia e Cultura salentina. I successivi appuntamenti ogni venerdì sino al 17 marzo. Il master è promosso e organizzato dall’Ics (Istituto di cultura salentina) in collaborazione con Lion club “Codacci – Pisanelli” di Lecce, l’associazione Amici dell’ulivo secolare di Maglie, Laica di Lecce, l’associazione Ionia di Sannicola, Caffè letterario di Nardò, comitato “Un cordone per la vita”  e  Movimento culturale “Valori e rinnovamento” di Lecce, Fidapa di Gallipoli,  Donne insieme “Mina Venuti” e Giullari a corte di Collepasso. Hanno concesso il patrocinio all’iniziativa l’Ordine degli Agronomi di Lecce e la casa editrice ArgoMENTI. L’Istituto di cultura salentina è nato nello scorso anno con l’obiettivo di “mettere in rete le eccellenze e le risorse del bacino del grande Salento, troppo spesso non adeguatamente valorizzate, e di esportarle oltre i confini regionali e nazionali per una positiva ricaduta  in termini di  crescita e sviluppo locale” come  dichiarato dalla presidente Annalaura Giannelli.

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Da sinistra Lorenzo Corchia, Rita de Bernart, Emanuele Frisenna, Alberto Greco, Rocco Pasca e, di spalle, il direttore Fernando D'Aprile

Da sinistra Lorenzo Corchia, Rita de Bernart, Emanuele Frisenna, Alberto Greco, Rocco Pasca e, di spalle, il direttore Fernando D’Aprile

SIMU SALENTINI. Dall’autunno scorso ha riaperto le sue porte il “Caffè in redazione”, un altro modo di questo giornale per tenere i contatti con lettori, critici, suggeritori, curiosi ed amici. Chi ha qualcosa da dire e qualcosa da far sapere si appunta le uscite del giornale (il giovedì ogni due settimane) e di conseguenza i “Caffè” aperti, il venerdì successivo. Male che vada si scambiano quattro chiacchiere e si prende il caffè (redazione aperta dalle 15,30 in poi). I prossimi saranno il 27 gennaio e il 10 febbraio. In occasione del “Caffè” del 13 gennaio scorso sono venuti in via Castromediano (piazza Carducci, corso Roma) Emanuele Frisenna e Alberto Greco, uno dei principali animatori culturali della città, già direttore artistico del rinato Carnevale e tra i fondatori del gruppo teatrale “I Ragazzi di via Malinconico” di Gallipoli, che compie in questi giorni i venti anni, Si è parlato della situazione ancora critica del centro storico semichiuso  d’inverno, come è successo anche da ultimo nonostante gli sforzi. «Se funziona il centro storico, funziona anche il borgo: per arrivarci bisogna attraversarlo. è mancata la partecipazione, presepi poco pubblicizzati e pure sono stati di più dell’anno scorso», Il segnale: i b&b nella città vecchia chiusi, quelli nel resto del territorio sono andati meglio.

palazzo ferrari parabitaIl “Caffè in redazione” venerdì 24 sarà ospitato a Parabita. Dopo l’inaugurazione del tour di incontri ravvicinati a Melissano l’altro venerdì (sul giornale in uscita il resoconto con aneddoti e storie), dopodomani ci troviamo alla sede del “Laboratorio” di Aldo D’Antico a Palazzo Ferrari. Appuntamento dalle 16 in poi con chi voglia parlare da vicino del giornale, dell’informazione, dei rischi e delle bufale, dei problemi e delle soluzioni. E di qualsiasi altra cosa si voglia. Proprio come in un caffè.

Voce al Direttore

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