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Regione Puglia

Poggiardo – I rifiuti umidi non devono più arrivare all’impianto di biostabilizzazione di Poggiardo. In località Pastorizze era stato realizzato un impianto complesso per il trattamento esclusivo del rifiuto secco. La violazione per cui qui è arrivato anche altro scarto delle attività domestiche, tipo resti di alimenti, deve cessare. Come e quando si vedrà domani, 25 settembre, giornata in cui è stata fissata l’assemblea generale dei 46 Comuni afferenti, della società Progetto Ambiente Lecce 2, della Regione con la sua agenzia per la gestione dei rifiuti (Ages), principali protagonisti di questa storia sempre più complicata.

L’appuntamento è per le 11,30 al Palazzo della Cultura in piazza Umberto I. Arrivano agguerriti a questo incontro gli amministratori comunali locali, col Sindaco Giuseppe Colafati in testa: “Adesso basta”, è il loro grido dopo gli ennesimi miasmi piombati in paese, nella frazione Vaste, nel vicino Giuggianello. “Faremo di tutto per salvaguardare la salute ed il benessere dei cittadini”, ha dichiarato il Sindaco, autore, nel giro di tre settimane di due diffide ai Comuni, alla Regione, al gestore, con la chiamata in causa anche di Arpa e Noe dei carabinieri. Il colpevole accertato è proprio il rifiuto umido che non deve e non può essere trattato in questa struttura.

Alla Progetto Ambiente Lecce 2 sentono di aver fatto la loro parte. “Da dove crede che siano partite le segnalazioni alla Regione e all’Arpa (l’agenzia regionale per l’ambiente, ndr)?”, risponde con un filo di sarcasmo un operatore. “Noi abbiamo fatto il nostro dovere. Da quando? Ehm da due-tre anni, forse più”, aggiunge mentre gli autocompattatori vanno e vengono con sosta per attendere il proprio turno. E la mente corre ad un altro settembre, quello del 2014 quando, il 30 precisamente, un provvedimento di sequestro dell’impianto a firma di un magistrato della Procura della Repubblica di Lecce e dal giudice per le indagini preliminari. Motivo: emissioni nauseabonde e pericolose, con effetti quali “emicrania, irritazioni congiunturali, mal di stomaco, difficoltà respiratorie, inappetenza, disagi anche del sonno”, come si legge nel provvedimento consegnato ai gestori l’1 ottobre. I magistrati davano 15 giorni di tempo per risolvere il problema.

Di 15 giorni in 15 giorni, sono trascorsi quattro anni. Non sono bastati neanche per far sorgere anche in provincia di Lecce – così come avvenuto in quelle di Taranto e Brindisi – un impianto per il trattamenti appunto dei residui umidi. La Regione ci è andata vicina, con un avviso pubblico per raccogliere le disponibilità degli Enti locali. Nardò e soprattutto Soleto avevano dato la propria disponibilità, poi una dopo l’altra le avevano ritirate. E si riparte così da zero.

Intanto, che cosa si può fare? La Regione, col commissario Grandaliano dell’Ager, ha chiesto da ultimo ai Comuni di quantificare esattamente la percentuale di umido prodotta. Il dato servirebbe per individuare il punto di arrivo tra Brindisi e Taranto. Proprio nel Tarantino, esattamente a Lizzano, potrebbe essere il loro punto di approdo. Sul tavolo odierno ci sarà quindi anche il problema del costo del trasporto fuori provincia dello scarto domestico. Che in un modo o nell’altro va comunque con urgenza risolto.

 

Il commissario Grandaliano al centro col Sindaco Colafati e l’assessore Pappadà

Poggiardo – Seconda diffida del Sindaco di Poggiardo alla Regione, alla sua Agenzia per la gestione dei rifiuti ed al gestore Progetto Ambiente Lecce 2 nel giro di meno di tre settimane ed assemblea generale convocata dal commissario di Ager per martedì alle 11,30 al Palazzo della Cultura di piazza Umberto I a Poggiardo, per reclamare provvedimenti ed uscire da una sorta di autodenuncia collettiva.

Gli amministratori dei Comuni di Alezio, Andrano, Aradeo, Bagnolo del Salento, Botrugno, Cannole, Carpignano Salentino, Castrignano dei Greci, Castro, Collepasso, Corigliano D’Otranto, Cursi, Cutrofiano, Diso, Galatina, Galatone, Gallipoli, Giuggianello, Giurdignano, Maglie, Martano, Melpignano, Minervino di Lecce, Muro Leccese, Nardò, Neviano, Nociglia, Ortelle, Otranto, Palmariggi, San Cassiano di Lecce, Sanarica, Sannicola, Santa Cesarea Terme, Scorrano, Seclì, Sogliano, Cavour, Soleto, Spongano, Sternatia, Supersano, Surano, Tuglie, Uggiano la Chiesa, Zollino. 46 con lo stesso Poggiardo, sono infatti chiamati a rispondere in sostanza della grave violazione delle prescrizioni Aia (Autorizzazione integrata ambientale) circa il rifiuto da conferire all’impianto di località Pastorizze.

La denuncia e l'”autodenuncia” dei Comuni A quel biostabilizzatore deve finire il rifiuto indifferenziato secco, non anche i resti dei pranzi domestici o del giardinaggio casalingo e simili con conseguente percolato che spesso finisce per strada. La violazione, secondo alcuni, avrebbe aspetti penali perché non rispetta l’Aia, ma le proteste dei cittadini di Poggiardo e della vicina Giuggianello non sono di carattere legale, bensì di disagi olfattivi ripetuti e ricorrenti, insomma non più sopportabili.

Dopo la prima diffida del Comune di Poggiardo datata 30 agosto, erano partite dal commissario Ager lettere di avvertimento a tutti gli Enti che fanno parte di questo bacino; il Comune di Poggiardo si era impegnato anche a creare un servizio ad hoc per controllare i camion compattatori in arrivo e verificare le perdite di percolato durante il loro tragitto. Il commissario si era anche detto disposto a collaborare con i Comuni per trovare la struttura più conveniente, in termini di distanze, per lo smaltimento della parte umida dei rifiuti solidi urbani.

Prima delle auspicate risposte ha fatto notizia l’ennesima ondata di cattivi odori che ha investito la zona. Con la nuova protesta ufficiale e la minaccia di interrompere il trasporto degli automezzi verso Pastorizze, il Sindaco Giuseppe Colafati oltre alla formale diffida ha richiamato il commissario Gianfranco Grandaliano che ha piuttosto velocemente reagito, convocando i responsabili di quanto accade, cioè i Sindaci dei 46 Comuni (Poggiardo compreso, altro paradosso), che non differenziano come dovrebbero. “Noi abbiamo già chiesto all’Ager informazioni circa l’impianto a cui portare il nostro rifiuto umido – ha dichiarato ai media l’assessore all’Ambiente di Poggiardo, Antonella Pappadà – ed appena avremo la risposta procederemo mettendo da parte la frazione umida dall’indifferenziata”.

Il punto dolente è proprio questo: dove portare il rifiuto umido di Gallipoli, Nardò (fascia jonica), Maglie, Otranto, Andrano (fascia adriatica)? In tutta la provincia di Lecce un impianto idoneo ancora non c’è. C’è la volontà della Regione di realizzarlo ma ancora non si sa dove farlo. Pochi mesi fa ad un avviso pubblico avevano risposto positivamente alcuni Comuni tra cui Melpignano, Nardò, Soleto. La scelta era caduta su quest’ultimo Comune che però poco dopo, temendo ricadute negative sul proprio territorio, vi ha rinunciato, costituendo così un ulteriore paradosso in questa in credibile vicenda in cui, per fare un altro esempio, neanche la società che gestisce il biostabilizzatore per i rifiuti residui secchi può fare molto se non chiudere i cancelli a quegli utenti visibilmente non in regola.

Costringerò tutti i Comuni a conferire solo la frazione secca”, ha assicurato Grandaliano in vista della riunione plenaria di martedì. Ha aggiunto che ci sono impianti adeguati in provincia di Taranto e di Brindisi. “Ma per predisporre il flusso di camion dal Salento fin là ho bisogno di sapere da ogni singolo Comune a quanto ammonta l’umido”, afferma il commissario sottolineando l’urgenza imposta dalla situazione.

Chi pagherà i costi del trasporto fuori provincia?  Mentre il commissario rimane in trepida attesa di una urgente risposta, anzi di 46 risposte, gli amministratori locali si pongono o tornano a porsi un’altra domanda dalla risposta difficile ed anche questa in attesa di risposta; quanto costerà il servizio di trasporto fuori provincia, probabilmente nel Tarantino? E chi lo pagherà?

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Casarano – Eccellenze della Puglia e del Salento protagoniste a Milano: succederà dal 22 al 24 settembre, per la quarta edizione di Mad Mood, nell’ambito della Milano Fashion Week. L’evento è una vetrina internazionale per designer e creativi della moda, che faranno sfilare le loro creazioni a Palazzo Turati. Madrina dell’evento sarà la nota conduttrice televisiva Patrizia Pellegrino.

La Puglia si racconta oltre il turismo – Il progetto, nato da un’idea di Marianna Miceli, ha l’obiettivo di valorizzare il made in Italy e in particolare l’estro, la cura sartoriale e l’artigianalità che caratterizzano il settore moda pugliese. Non a caso, la Regione Puglia è partner del progetto, considerato un’opportunità per far conoscere il territorio puntando su risorse diverse dal turismo vacanziero. Inoltre, con Mad Mood si avvia il protocollo d’intesa tra Regione Puglia e Regione Lombardia per una cooperazione finalizzata a muovere flussi turistici variegati, anche di tipo professionale.

Si rinnova la partnership con Confindustria Lecce, che per bocca del presidente Giancarlo Negro dichiara: “Mad Mood Milano rappresenta una vetrina importante per il territorio e per gli stilisti, poiché in sole quattro edizioni ha raggiunto una visibilità notevole sia in Italia, sia all’estero, contribuendo a promuovere le eccellenze della moda nel mondo. Oggi più che mai la partita della competitività si gioca fra territori e sulla capacità di attivare circuiti virtuosi”.

Salento al centro, fra creatività e cultura – A far sfilare le proprie collezioni al Mad Mood ci sarà anche Jenny Monsellato (in foto), fashion designer di Casarano in passerella con le sue creazioni lunedì 24 alle ore 15. Accanto a lei, altri 11 designer salentini e pugliesi: Isabella di Matteo, Dali’ Couture, Fedra Couture, Vanè, Carmen Clemente, Istituto Cordella, Accademia Calcagnile, Rosso Rame, juliankee, Damaè gioielli e Salvatore Caputo Shoes. Fra loro, lunedì 24 una commissione presieduta dal presidente onorario della Camera della moda Mario Boselli e composta da Patrizia Pellegrino e Stefania Arnaldi (direttore de La mia Boutique) sceglierà un vincitore, premiato con un riconoscimento al talento. Inoltre, durante le sfilate l’Accademia Calcagnile di Lecce presenterà una collezione interamente dedicata al drammaturgo di origini salentine Carmelo Bene, nell’ottica di raccontare la Puglia attraverso il binomio fra moda e radici culturali.

Presicce – Continua il percorso propedeutico alla fusione dei Comuni di Presicce e Acquarica del Capo. Domani alle 10, presso la sede della Regione Puglia, sala Guaccero, si riunisce la VII commissione che avrà il compito di discutere sul disegno di legge sulla fusione ed avviare il processo. “Con la discussione nella commissione presieduta dal consigliere Erio Congedo di Lecce – si legge nella nota della Regione – si avvia l’iter tecnico-normativo che, passando dal referendum consultivo, potrebbe portare alla fusione dei due comuni del Sud Salento”. Ai lavori della commissione è prevista la presenza del governatore Michele Emiliano e dei Sindaci dei due Comuni, Francesco Ferraro e Riccardo Monsellato. (nella foto una riunione della commissione)

Per la Regione è la seconda volta La Regione si appresta a discutere per la seconda volta di una risoluzione così importante per due comunità; la precedente di diversi anni fa ha riguardato due paesi del Foggiano che hanno dato vita ad Adelfia. Acquisto il parere della commissione, la proposta arriverà in Giunta e successivamente verrà fissata la data per il referendum consultivo, che voci dicono si farà nella prima metà di dicembre.

Discussioni sempre più accese e una sorpresa Tuttavia, soprattutto sui social, continuano le accese discussioni tra i sostenitori delle due posizioni. E tiene ancora banco la notizia del passaggio all’opposizione della presidente del Consiglio Paola Ponzo, che comunque ha firmato la convocazione del prossimo Consiglio comunale, venerdì alle ore 18,30. Tra i vari punti all’ordine del giorno vi è anche la proposta di “Sospensione del processo di fusione dei due Comuni” avanzata dai consiglieri di minoranza Gianluigi Del Sole, Anacleto Tamborrini, Antonio Raone e Alberto Sbarro.

Botta e risposta Ponzo-Monsellato La non condivisione del processo di fusione è stato il motivo per il quale la Ponzo ha deciso di passare tra i contestatori del processo.  “Presicce rischia di perdere la propria identità in cambio di vantaggi economici scritti solo sulla carta”, uno dei passaggi della sua lunga nota scritta sul suo profilo Facebook. ma subito il Sindaco Monsellato le ha ricordato che “Il progetto di fusione era riportato nel programma della lista presentata alle elezioni, inoltre, lei ha votato a favore nelle prime delibere di Consiglio – rimarca il primo cittadino – lei ha affermato nelle ultime riunioni di Consiglio comunale che avrebbe voluto impedire ai cittadini di esprimersi se questo significava rischiare di non avere la fusione. Bel concetto di democrazia!”.

 

 

Giorgio Toma

Matino – Fino a 1.500 euro per i cittadini di Matino che intendono smaltire l’amianto avvalendosi di ditte specializzate. Il Comune ha ottenuto un finanziamento dalla Regione di 35mila euro; l’Amministrazione comunale a sua volta ha integrato questi fondi con una quota di partecipazione di 8.750 euro, da destinare a titolo di rimborso a fondo perduto per tutti coloro che effettueranno interventi di rimozione e bonifica dell’amianto, materiale notoriamente cancerogeno, seguendo le procedure previste dal Comune e dalle norme e nel pieno rispetto dell’ambiente.

Il contributo, nel dettaglio, può essere chiesto per lo smaltimento di lastre o pannelli piani e ondulati contenenti amianto, tubi per acquedotti o fognature, tegole, canne fumarie e di esalazione, serbatoi per contenere acqua, e coprirà il 90% della spesa sostenuta e documentata da ogni cittadino che per lo smaltimento si è avvalso o intende avvalersi di ditte specializzate e convenzionate con il Comune.

Il limite massimo di finanziamento è di 1500 € per ogni singolo intervento e non è cumulabile con altri benefici dello stesso genere. “La tutela dell’ambiente – sottolinea il Sindaco di Matino, Giorgio Salvatore Toma – è un obiettivo prioritario della nostra Amministrazione. Siamo felici di poter sfruttare questa importante opportunità che viene concessa ai Comuni per salvaguardare la salute dei cittadini ed incrementare la cultura del rispetto dell’ambiente”. Le domande di rimborso possono essere presentate entro il 30 settembre.

Stefano Minerva

Gallipoli – C’è ancora tempo per manifestare il proprio interesse a far parte della neonata associazione del Distretto urbano del commercio di Gallipoli. L’avviso pubblico è stato reso noto sul sito del Comune il 20 agosto e in via Pavia sono arrivate le prime adesioni. Nell’ottica dello strumento varato da Regione, Confcommercio e Confesercenti, di una rete innovativa e attiva tra commercio, turismo e artigianato, vi possono partecipare associazioni imprenditoriali, organizzazioni sindacali, associazioni di tutela dei consumatori, associazioni di volontariato, associazioni culturali, ricreative, sportive, del tempo libero “che saranno impegnate con risorse ed idee a sostenere la nascita e lo sviluppo di questa nuova modalità di organizzazione del commercio urbano, riconoscendone il forte grado di innovazione nella prospettiva di una valorizzazione dell’offerta urbana come azione collettiva di sistema in risposta alla crescente affermazione competitiva dei poli commerciali extraurbani”, come si legge nella nota del Comune a firma del Sindaco Stefano Minerva, che nella distribuzione delle deleghe ai nuovi assessori ha tenuto per sé quella del Commercio oltre alla Cultura.

Un fondo di 55mila euro Il progetto di distretto di Gallipoli è stato finanziato dalla Regione con 55mila euro. Questi soldi dovranno servire a realizzare, coinvolgendo tutti i soggetti portatori di interessi collettivi e finalizzati allo sviluppo economico e sociale del territorio, una politica organica di valorizzazione del commercio nel centro urbano; la promozione dell’aggregazione degli operatori per la realizzazione di politiche e di servizi comuni; una più intensa collaborazione tra l’Amministrazione comunale, le associazioni di categoria, gli operatori commerciali e dei servizi; la valorizzare le specificità cittadine e l’aumento del livello di servizio commerciale presente attualmente: Infine tra gli obiettivi figura anche quello di “favorire l’interrelazione tra commercio, artigianato e turismo, ai fini della valorizzazione dei prodotti locali”.

La prima riunione generale dell’associazione e di quanti avranno prodotto la “manifestazione d’interesse” compilando il modulo presente sul sito del Comune o andando direttamente s prenderlo dalla responsabile del settore Attività produttive, dottoressa Teresa De lorenzis, si dovrebbe tenere, salvo modifiche nei prossimi giorni, il 25 settembre preso la Biblioteca Sant’Angelo nel centro storico. la manifestazione d’interesse equivale quale “dichiarazione di disponibilità ad un successivo incontro promosso dall’Amministrazione comunale”.

 

Gallipoli – Si riunisce il 30 agosto alle ore 10 nella sala delle riunioni del Comune in via Pavia, la conferenza dei servizi  per l’ok definitivo al piano sociale di zona 2018-20 dell’Ambito territoriale sociale di Gallipoli, di cui fanno parte anche Alezio, Alliste, Melissano, Racale, Sannicola, Taviano, Tuglie. Il passaggio tecnico amministrativo, con il più che certo via libera, renderà il piano immediatamente esecutivo in tutte le sue parti e libererà risorse per gli interventi pari, per la prima annualità, a 5 milioni 490.126 euro di cui 1 milione 330.364 euro rivenienti dal precedente piano di zona come residui.

Questo Piano ha però alcune caratteristiche innovative tali da farsi apprezzare anche oltre lo stretto ambito del distretto gallipolino; le stesse organizzazioni sindacali del settore lo hanno giudicato “storico”. Sembra destinato infatti a fare scuola l’accordo tra l’Ambito sociale territoriale e la direzione generale dell’Asl di Lecce che ha partecipato con i suoi referenti alla stesura della nuova programmazione per il triennio appena cominciato. Insieme all’Ambito ed all’Asl si sono trovate le modalità per coinvolgere anche – oltre agli Enti locali direttamente interessati – gli organi periferici delle amministrazioni scolastica, giudiziaria e penitenziaria con l’obiettivo primario di rendere più incalzante ed efficace la lotta al disagio, sia esso manifestato in sede scolastica o tra le mura di casa, con un lavoro intrecciato di educatori, operatori e personale sociosanitario.

Silvia Coronese

L’impronta su cui si muoverà la fase che sta aprirsi è quella del’ex assessore (fino a metà agosto) Silvia Coronese. Il risultato finale del lavoro corale è la messa in rilievo dei servizi Adi (assistenza domiciliare integrata), Sad (case con anziani e disabili) e integrazione scolastica (disturbi comportamentali). “Abbiamo fatto un lavoro comune di grande rilievo, coordinato dalla responsabile dell’Ufficio di Piano, Maria Caiffa – commenta oggi la dottoressa Coronese, dopo aver passato il testimone al nuovo assessore Angelo Mita – anche sul versante della comunicazione, fondamentale per ottenere buoni risultati. Abbiamo chiamato in campo i parroci, spesso destinatari di richieste di aiuto, il centro ascolto, Cittadinanzattiva con la dottoressa Agata Coppola, il centro antiviolenza di Sannicola: la platea dei comunicatori diventa così più ampia e capillare, per raggiungere prima i destinatari finali”. La conseguente Carta dei servizi (con specificata nei dettagli tutta la “rosa” degli interventi possibili, dovrebbe essere pronta per dicembre. “E’ necessario – si legge infatti nell’accordo stretto con l’Asl – abbattere gli ostacoli che gli utenti incontrano lungo i percorsi burocratici”.

Diciassette assistenti sociali in più L’altra novità è rappresentata dai finanziamenti ottenuti partecipando al bando Pon Inclusione 2014-20, ottenendo nuovo risorse umane da impiegare da subito e fino al dicembre del 2019. Si tratta di un responsabile amministrativo e di ben 17 assistenti sociali prelevati da una graduatoria compilata dalla Regione (circa due anni sono durate le procedure). Il Programma operativo nazionale ha come obiettivo esplicito quello di sostenere “l’implementazione del sostegno all’inclusione attiva, quale politica di prevenzione e contrasto alle povertà”. Alla riunione di dopodomani sono attesi i componenti del coordinamento istituzionale Comuni ed altri Enti) e della cabina di regia territoriale (sindacati ed associazioni del Terzo settore); l’Asl di Lecce; la Provincia di Lecce, la Regione Puglia. Presidente della conferenza è il Sindaco Stefano Minerva.

 

 

 

 

Diso Ortelle Poggiardo Spongano – Da domani, 3 agosto,  al 28 nel cuore del Sud Salento prende il via un nuovo progetto teatrale ideato e curato da Alessandra Crocco e Alessandro Miele, attori e registi, con incursioni musicali di Cristiana Verardo. Si tratta di  Ultimi Fuochi Festival “nuovo Festival teatrale che vuole mettere in contatto la creazione teatrale contemporanea con l’anima più ancestrale e autentica del Salento”. Se i giorni in cui si terrà e i protagonisti sono noti, non così i luoghi che rimarranno segreti fino alla fine. Ci saranno otto appuntamenti in luoghi top secret che saranno raggiunti solo con le navette del Festival. Il segreto, insomma, farà parte dello spettacolo. Bisogna cercare la fermata del Bus navetta: la partenza è alle 19, il ritorno alle 21.

I punti di raccolta Gli aspiranti spettatori si ritroveranno nei punti di raccolta a Diso, Ortelle, Poggiardo e Spongano da dove saranno trasferiti in un luogo segreto ad alto impatto naturalistico, in grado di suscitare emozioni particolari. In ogni appuntamento sono previsti uno spettacolo teatrale, un momento musicale a cura di Cristiana Verardo e una degustazione di vini offerta da Vini e Olio Rizzello.Via quindi dalla pazza folla, dai festival, dai mercatini e dalle sagre in cui la gente si spintona per poter respirare,  e spazio, invece alla dolcezza dei tramonti salentini che offriranno l’atmosfera giusta per le rappresentazioni teatrali.  Per gli spettatori stranieri sarà disponibile un servizio di traduzione simultanea in inglese.

Il programma Dal 3 al 28 agosto, ogni settimana, due repliche di spettacoli di compagnie di rilievo nazionale nell’ambito del teatro contemporaneo.  ll 3 e il 4 agosto i Menoventi presenteranno “InvisibilMente”, un gioco serio e inquietante al confine tra il teatro e la realtà con Alessandro Miele e Consuelo Battiston, regia di Gianni Farina; il 10 e 11 agosto da Roma arriveranno nel Salento Tamara Bartolini e Michele Baronio con “La storia di Carmen”, una narrazione site-specific tratta dal loro spettacolo “Carmen che non vede l’ora.  Il 17 e 26 agosto sarà la volta del Progetto Demoni con due lavori diretti e interpretati da Alessandra Crocco e Alessandro Miele: “L’ultimo valzer di Zelda”  è un viaggio nell’America degli anni ’20 attraverso la storia dello scrittore Francis Scott Fitzgerald e di sua moglie Zelda (17 agosto) ; “Come va a pezzi il tempo _ sunset edition” (18 agosto) in cui Alessandra Crocco e Alessandro Miele conducono lo spettatore nella vita di una coppia, evocando momenti diversi di una storia ridotta a pezzi. La chiusura del Festival  è affidata ad Andrea Cosentino che il 28 agosto  presenterà “Telemomò live”, sulla povertà del linguaggio televisivo.

Per tutti gli spettacoli la prenotazione è obbligatoria (3881271999). Ultimi Fuochi Festival è un progetto vincitore del bando Pin – Pugliesi Innovativi, iniziativa promossa dalle Politiche giovanili della Regione Puglia e da Arti e finanziata con risorse del Fondo sociale europeo – Pon Puglia 2014/2020 Azione 8.4 e del Fondo per lo sviluppo e la coesione. (nella foto Alessandra Crocco, Cristiana Verardo e Alessandro Miele)

Gallipoli –  Nell’assestamento e nelle variazioni del bilancio della Regione Puglia, approvato ieri un emendamento che ha introdotto fondi per studiare ancora più da vicino le piante di ulivo che, pur trovandosi nella zona infetta, non presentano alcun sintomo della malattia portata dal batterio Xylella. La proposta approvata dalla maggioranza è partita dai banchi della minoranza pentastellata, precisamente dal consigliere regionale Cristian Casili di Nardò, capogruppo. (nella foto di Giovanni Melcarne un ulivo scheletrico e un semenzale senza ombra di disseccamento; sotto, Casili)

Nei prossimi mesi – afferma Casili – potremo avere ulteriori elementi per sviluppare nuove strategie di controllo e gestione dei disseccamenti dei nostri ulivi. Tutto ciò grazie ad un mio emendamento approvato nell’ultima manovra finanziaria, un emendamento che tentavo di far approvare da oltre un anno e mezzo”. Si tratta di 200mila euro per la “promozione di attività di studio e monitoraggio del germoplasma locale nella zona colpita dalla xylella, per l’individuazione di piante di ulivo tolleranti al disseccamento”. Previsto il coinvolgimento delle Università e degli enti di ricerca, in particolare dell’UniSalento territorialmente interessata, e degli operatori agricoli locali, la Regione avvierà un monitoraggio e un censimento con l’esatta collocazione geografica delle piante coltivate e dei semenzali resistenti per poi promuovere “attività di studio e ricerca sul germoplasma locale”.

Casili, che fa di professione l’agronomo, spiega: “Il germoplasma locale rappresenta una risorsa genetica fondamentale per la salvaguardia delle caratteristiche peculiari delle produzioni locali, costituita da una serie successiva di incroci avvenuti in natura, che hanno arricchito la biodiversità olivicola locale a partire da varietà da sempre esistenti sul nostro territorio, tanto da fornire soluzioni concrete per la gestione della malattia. Si tratta di soluzioni alternative all’introduzione di cultivar alloctone – continua il consigliere regionale – che, essendo estranee ai nostri ambienti, richiederebbero tecniche colturali e condizioni pedoclimatiche non coincidenti con quelle del territorio salentino. Sono frequenti le segnalazioni provenienti dai produttori olivicoli leccesi di piante di ulivo afferenti a varietà sia spontanee che coltivate che non presentano alcun sintomo della malattia, per queste ragioni ritengo opportuna un’attività di censimento per ottenere informazioni volte ad individuare le caratteristiche di queste piante”.

Secondo queste indicazioni fatte proprie dal governo pugliese, il Salento diventerebbe un vero e proprio laboratorio a cielo aperto (di cui già oggi ci sono dei prodromi come i campi sperimentali di Presicce), poiché “lo stesso costituisce un semenzale diffuso nonché un importante bacino di informazioni relative alla variabilità genetica e, al contempo, si favorirebbe la promozione di studi sul germoplasma locale di piante che ad oggi non manifestano alcun sintomo pur trovandosi nei focolai dove la recrudescenza della malattia è molto forte. È ora – conclude Casili – che si monitori questa parte del nostro territorio (la zona rossa, con nucleo originario tra Gallipoli e Taviano, ndr) da tempo abbandonata a se stessa perché considerata infetta ma che, invece, conserva importantissime informazioni utili per tutta la nostra regione”.

Alessandra Bray

Gallipoli – “A chi ha scelto la Puglia per il suo mare, vogliamo raccontare anche la sua terra. Cibi saporiti e valori culturali, tradizioni, mestieri e riti capaci di affascinare in autunno, in primavera e in inverno: la Puglia è bella tutto l’anno”: nasce con questo scopo “Puglia Golosa”, l’evento che si terrà a Gallipoli da sabato 28 a lunedì 30 luglio. Una festa per il palato e per gli occhi, un percorso di tre giorni tra sapori e profumi dove esposizioni gourmet, laboratori, convegni, incontri culturali, seminari ma anche musica e installazioni d’arte riprodurranno lo scenario tipico di questa terra “aperta tutto l’anno”, dove il buon cibo è inteso come componente quotidiana ed essenziale. Il tutto dentro una rete di produttori e consumatori, per i quali l’evento “estivo” sia il culmine del lavoro di un intero anno, contribuendo anche così ad incentivare il turismo destagionalizzato e lo sviluppo delle attività economiche.

L’evento – dopo un anno di stasi di Strade golose per motivi tecnici – torna sempre a cura di Mediamorfosi e dell’associazione Puglia e Mare ma torna rinnovato. “Era tempo di cambiare, di allinearci ad una nuova visione – afferma la titolare dell’agenzia promozionale, Alessandra Bray (foto) – il mercato cambia, così come cambiano lo scenario turistico e le aspettative di enti e turisti, cittadini residenti e temporanei. Non solo quindi di chi vive la Puglia nella sua vacanza estiva, ma di chi la vive tutto l’anno: il turista dell’ultimo miglio, il residente pugliese che ama spostarsi sul territorio regionale e fare sempre nuove esperienze. Ma non solo: oggi mangiar bene non è sufficiente. Bisogna mangiar sano, prevenire le patologie che il cibo smodato e incontrollato favorisce, incoraggiare un’alimentazione di qualità a km 0”.

Sostengono questa manifestazione col proprio patrocinio Comune di Gallipoli, Regione, Puglia Promozione, Camera di commercio di Lecce, Confindustria, Confcommercio, Ais (sommeliers), del Distretto Puglia creativa, Imprese di Puglia, Accademia di Belle arti di Lecce. Main Sponsor sono Granoro e Martinucci. Alla manifestazione “Puglia Golosa” verrà associato anche “Apulian lifestyle”, il progetto della Regione Puglia coordinato dal dottor Felice Ungaro, in collaborazione con il “Centre international de hautes etudes agronomiques méditerranéennes” di Bari (Ciheam), l’Aress (Agenzia regionale per la salute e il sociale) e l’Arti (Agenzia regionale per la tecnologia e l’innovazione), Dipartimento interdisciplinare di medicina – sezione di scienze e tecnologie di medicina di laboratorio dell’ Università degli studi “Aldo Moro” di Bari), che punta a valorizzazione lo stile di vita pugliese, il suo impatto positivo sugli aspetti salutistici, ambientali e socio-economici del territorio regionale ed il valore della dieta Mediterranea, che giunge a Gallipoli dopo gli esordi di Fasano e  Taranto.

Apulian Lifestyle affronterà il rapporto tra consumatori e aziende, in workshop di geografia, di salute, di identità e di biodiversità. Lo Slow Food curerà invece i laboratori didattici promuovendo gli aspetti salutistici e la qualità dei tanti prodotti, buoni e sani. L’evento si svolgerà tra corso Roma (dove saranno esposti degli stand di prodotti tipici pugliesi), piazza Aldo Moro (dove ci saranno gli stand presidiati dall’Ais, con la degustazione dei migliori vini di Puglia), la Galleria dei due Mari (dove si svolgeranno workshop e seminari con degustazioni, installazioni e spazi multimediali dedicati ad artigiani e artisti), via della Cala e il fossato del Castello. Inoltre, ci sarà un’apposita area con street food e birre artigianali accompagnati da intrattenimento musicale, che renderanno l’esperienza invitante per tutti. Che la festa del gusto abbia dunque inizio.

 

 

Spongano – Dal 6 all’8 luglio nell’ipogeo Bacile si svolgerà la seconda edizione del Festival internazionale di Musica da camera “Classiche forme” per la direzione artistica di Beatrice Rana (foto), la   venticinquenne salentina, originaria di Copertino,  indiscusso genio del pianoforte riconosciuto nel mondo, nominata Cavaliere delle Repubblica italiana dal Presidente Sergio Mattarella. Il Festival presenterà una serie di artisti, interpreti di consolidata fama e giovani virtuosi da tutto il mondo, che nel Salento si ritroveranno in una “residenza artistica”, negli ambienti adiacenti all’ipogeo: Enrico Fagone contrabbassista (Svizzera), Solenne Païdassi violinista (Francia), Aylen Pritchin violinista (Russia), Eivind Holtsmark Ringstad violista (Norvegia) e Ludovica Rana, sorella di Beatrice,  violoncellista, ventiduenne vincitrice di numerosi concorsi e selezionata nel prestigioso Festival Kronberg Academy.

Un tema per ogni serata   Il Festival per ogni serata ruoterà intorno a un tema: quella del  6 luglio nell’ipogeo Bacile sarà dedicata a Brahms; il 7 luglio avrà come tema L’America  con due eventi: alle ore 19 ci sarà la proiezione del film “Virtuosity”, di Christopher Wilkinson sulla 14edizione del Concorso Internazionale Pianistico Van Cliburn in collaborazione con The Cliburn Foundation e Università del Salento. Seguirà una conversazione di Beatrice Rana con Luca Bandirali. Alle ore 21  ci sarà un  omaggio a Leonard Bernstein, nel centenario dalla nascita. Il tema dell’8 luglio è l’acqua e si articolerà in tre appuntamenti: il primo, nell’ipogeo,  alle ore 19, “Le ombre dell’acqua”, una lettura teatralizzata a cura degli attori Marco Fragnelli e Caterina Filograno dell’Accademia dei Filodrammatici di Milano con la partecipazione solistica di Beatrice Rana, Ludovica Rana, Solenne Païdassi, Eivind Holtsmark Ringstad. Alle ore 21, nell’atrio del Palazzo, all’aperto, sarà eseguito il Forellen Trio di Marcello Panni, Commissione di ClassicheForme 2018, e di Franz Schubert il Quintetto per pianoforte e archi “Forellen” D 667 in la maggiore, uno dei lavori cameristici più esaltati e popolari del musicista austriaco.Interpreti Aylen Pritchin, Eivind Holtsmark Ringstad, Ludovica Rana, il contrabbassista Enrico Fagone e Beatrice Rana. Alle ore 22,30, sempre nell’atrio, la Festa del Festival con i Giovani del Locomotive Jazz Festival di Raffaele Casarano.

Partner prestigiosi Il Festival, che è organizzato dall’associazione musicale “Opera Prima” vuole essere “l’occasione per ascoltare i grandi nomi del panorama musicale internazionale e i talentuosi giovani che ne rappresentano l’avvenire” dice la giovane direttrice artistica  Beatrice Rana . L’edizione 2018 è realizzata anche grazie ai fondi della Regione Puglia – Assessorato all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia. Da quest’anno c’è la collaborazione anche dell’Università del Salento e del Conservatorio Tito Schipa di Lecce. Tra gli sponsor anche Fondazione Puglia. Media partner di grande rilievo è RaiRadio3 che già nella scorsa edizione ha trasmesso le 3 serate del Festival in un’apposita rubrica dedicata ai più rappresentativi Festival italiani.

Giuseppe Mellone

Nardò – Ancora sospetti, polemiche e forse un’altra querela in arrivo intorno all’impianto di compostaggio che dovrebbe nascere in provincia di Lecce, con nuovo botta e risposta a Nardò tra l’opposizione e l’ex sindaco Marcello Risi da una parte e il sindaco Giuseppe Mellone dall’altra (quest’ultimo ha anche dichiarato che querelerà l’ex primo cittadino).

Il dietro front di Soleto riaccende la polemica La questione è tornata alla ribalta quando il sindaco di Soleto, Graziano Vantaggiato, nei giorni scorsi ha comunicato – un po’ a sorpresa avendo partecipato al bando regionale – alla Regione Puglia la propria indisponibilità a ospitare nella sua città un impianto di compostaggio della portata di ben 50mila tonnellate. Avendo anche il Comune di Nardò inizialmente “manifestato interesse” a ospitare un tale impianto, i cinque consiglieri di minoranza (Carlo Falangone, Giancarlo Marinaci, Roberto My, Daniele Piccione e Lorenzo Siciliano, ai quali si aggiungono “Città Nuova”, Centro Studi “Salento Nuovo”, Nardò Bene Comune, Riprendiamoci Nardò e Udc) hanno subito chiesto a Mellone di “fare chiarezza e dichiarare pubblicamente il diniego facendo seguire i dovuti atti amministrativi e adottando da subito tutte le iniziative necessarie a fronteggiare questa sciagurata ipotesi”.

Mellone: “Pure Risi lo voleva”. “Era tutt’altra cosa” la precisazione Il Sindaco nella scorsa settimana aveva fatto sapere che Nardò era ormai orientata ad ospitare un impianto per il trattamento della plastica ma non un impianto di compostaggio; in più aveva rilevato polemicamente che nel 2015 era stata la precedente Giunta comunale, oggi sulle barricate contro il compostaggio, ad approvare un sistema di compostaggio in territorio neretino, nella marina di Santa Maria al Bagno. Chiamato in causa direttamente, ha subito replicato l’ex sindaco Risi. «Il bando al quale l’amministrazione comunale da me guidata aderì con una delibera di giunta nel giugno 2015, non riguardava un impianto di compostaggio a servizio di comuni o società di smaltimento di rifiuti – precisa l’ex sindaco – ma una semplice “compostiera di comunità”, per il cosiddetto autocompostaggio, a esclusivo beneficio di una località del territorio e dei suoi cittadini per la valorizzazione in loco del compost. Il sindaco Mellone va in questi giorni dichiarando che poiché l’amministrazione Risi nel 2015 aderì ad un bando regionale per iniziative di “autocompostaggio collettivo”, oggi l’attuale amministrazione non deve essere assolutamente disturbata se decide di far sorgere sul territorio di Nardò un grande impianto per il trattamento di rifiuti (si voleva il trattamento del rifiuto umido, sarà probabilmente la plastica) in località Pendinello». Da qui, le accuse di Risi all’attuale sindaco di “puntare tutto sull’imbroglio” e di “continuare a raccontare falsità nascondendo le proprie malefatte”.

Il Sindaco non demorde e tira fuori un altro documento del 2012 È di ieri la replica di Mellone, che dopo aver annunciato che querelerà Marcello Risi “per avermi improvvidamente dato dell’imbroglione e del bugiardo”, torna sul tema rifiuti. «Ribadisco che a Nardò – scrive Mellone – sorgerà un impianto per la plastica, che non avrà alcuna ripercussione sul nostro territorio, aiuterà l’ambiente e contribuirà a ridurre la bolletta. Questo ovviamente esclude del tutto la possibilità che nasca contestualmente un impianto pubblico per il compostaggio, per il quale avevamo dato la nostra manifestazione di interesse. Lo abbiamo già formalmente comunicato alla Regione Puglia e al commissario Grandaliano». Dopodiché Mellone tira fuori dal cilindro un’altra delibera del 2012 “targata” Risi relativa alla realizzazione in località Pendinello (nei pressi di Sant’Isidoro) di un impianto di compostaggio pubblico-privato “per il trattamento delle frazioni organiche al servizio dei Comuni del bacino e di quelli vicini situati in bacini limitrofi”. «La delibera non fu approvata”, ricorda lo stesso Mellone per il quale però “la volontà politica è chiara che più non si può. Quindi se lo fa lui (peraltro, pubblico-privato) è provvidenziale per Nardò, se lo facciamo noi (pubblico) è una sciagura».

Racale – “Si dà atto, quindi, del raggiungimento dell’obiettivo di cui al comma 6, art. 22, L.R. 8/2018, e quindi dell’applicabilità, ai sensi della previsione legislativa, della sottoindicata aliquota di tributo speciale per il conferimento in discarica (ecotassa) per l’anno 2018, ai sensi della L.r. 8/18, pari all’ammontare minimo fissato dal comma 29, articolo 3 della legge n. 549 del 1995, e dal comma 1 – 3-bis- art. 32 della legge 28 dicembre 2015, n. 221, per i Comuni indicati nella seguente tabella riassuntiva: Ecotassa 2018 (euro/tonnellata)   5,17″: in queste righe di stampo burocratico vi è il riconoscimento della vittoria conseguita da sette Comuni (su 97) della provincia di Lecce. Racale, unico de Sud Salento, Campi, Lequile, Novoli, Squinzano, Trepuzzi Veglie hanno raggiunto – certifica la Regione con i suoi controllori – quota 65% dei rifiuti solidi domestici differenziati. Da qui il crollo dell’ecotassa dal 25,82 euro a tonnellata di rifiuti conferiti in discarica a 5,17. 

Il taglio sulle cartelle esattoriali dei cittadini per il 2018 non è di poco conto. E il successo conseguito, proprio con l’apporto fondamentale degli utenti, non viene sminuito dal fatto che in altre sedi, quelle giudiziarie alcuni Comuni con l’avvocato Pietro Quinto hanno impugnato e vinto il primo round di una battaglia legale che, per l’anno in corso, porta a 5,17 euro/tonnellata l’importo a carico di tutti i Comuni. La ragione sta in un vizio contenuto nella legge regionale relativa che, una volta superato in aula a Bari, porterà i buoni tra i buoni e i cattivi a lavorare sodo per risalire la china. “Siamo strafelici – commenta intanto la consigliera con delega all’Ambiente, Anna Toma – e questo ci incentiva a fare sempre di più. Tolleranza zero per chi non conferisce correttamente e impegno massimo per la tutela dell’ambiente”. (Anna Toma con Donato Metallo)

Un centro di analisi e ricerca sui rifiuti  Il “Faremo sempre di più” lo spiega il Sindaco Donato Metallo. “Adesso siamo già a 75% – premette – con un ulteriore balzo negli ultimi tre mesi in cui abbiamo iniziato a differenziare anche l’organico”. Prima di questo passaggio, i racalini erano attestati al 37%. Nei programmi dell’Amministrazione comunale, proprio per andare oltre, ci sono un nuovo ecocentro anche nella marina di Torre Suda ((finanziato con 300mila euro dalla Regione); altri 30mila euro di fondi comunali sono destinati – il bando pubblico sta per partire; un solo precedente in Italia – alla creazione di un centro di ricerca sui rifiuti con analisi dei flussi, del contesto ambientale, degli eventuali errori. Tra l’altro, 50mila euro di finanziamento regionale saranno spesi per smantellare e smaltire amianto; 11mila euro dalla Provincia dal progetto “Una campagna per le campagne” alimenteranno un laboratorio didattico e una bonifica di discariche abusive. “Certo, noi abbiamo fatto la nostra parte – conclude Metallo – ma senza il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini non avremmo avuto questo risultato”.

Va detto infine che altri Comuni hanno sfiorato il traguardo. Si tratta di Melpignano, Bagnolo del Salento, Minervino di Lecce, Monteroni, Salice, Lecce, Carmiano. Fuori anche Surbo per documentazione incompleta.

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Taviano – A valorizzare le sale cinematografiche storiche nei centri urbani pugliesi ci ha pensato la Regione Puglia con un progetto ad hoc. Tra i beneficiari anche il Multiplex Fasano di Taviano, con un contributo di 461mila 861 euro. Il progetto “Multiplex Fasano srl – Ats” è l’unico caso, fra tutti quelli presentati, che vede come soggetto promotore un’Ats, cioè un’associazione temporanea di scopo, composta da due Enti pubblici, il Comune di Taviano e l’Istituto comprensivo e da imprese private, il Multiplex Fasano e la società Radio Diffusione.  La missione del progetto è la valorizzazione della sala storica Fasano, attrattore culturale attivo a Taviano sin dagli anni ’50, attraverso la creazione di nuovi servizi, modelli economici e contenuti culturali. Innovazioni, queste, che andranno a consolidare la programmazione cinematografica e aiuteranno a diversificare e ampliare la qualità dell’offerta culturale proposta.

«Gli interventi progettuali – dichiara il direttore della sala cinematografica, Antonio Mosticchio – prevedono il miglioramento della fruizione del Multiplex con la dotazione di nuove tecnologie di proiezione, di diffusione del suono e del clima nelle sale. Particolare attenzione è dedicata al miglioramento dell’accessibilità fisica, per i diversamente abili, e digitale: biglietteria on line, approfondimenti e guida alla fruizione sul sito web, promozione radiofonica e streaming degli eventi». Il sindaco di Taviano, Giuseppe Tanisi esprime la sua soddisfazione per il risultato raggiunto: «Con questo progetto la nostra comunità si arricchirà di servizi innovativi come l’attivazione di “Cinema in Comune”, il servizio di bus navetta intercomunale di connessione con Ugento, Alliste e Racale (città dove non sono presenti sale cinematografiche) e di servizi complementari ad impatto sociale quali, l’iniziativa “Famiglie al cinema” che prevede la concessione di ingressi gratuiti per le famiglie in condizioni di disagio e “Natale al cinema”, con l’offerta di ingressi per gli studenti e i loro familiari per la fruizione guidata di un film in prima visione». Infine l’Istituto comprensivo co-realizzerà il laboratorio di audience development per formare gli studenti alla fruizione dei film e il concorso “Dai un colore al tuo cinema” con il quale gli alunni parteciperanno al restyling della facciata esterna del Multiplex.

Maglie Melpignano – L’orientamento resta quello di sei anni fa, nonostante polemiche e tensioni e uno studio fatto rifare dal presidente Emiliano e concluso con le stesse indicazioni del precedente. La collocazione pure, quasi un prolungamento della zona artigianale di Maglie che ha il grande vantaggio di essere già infrastrutturata di tutto punto (solo per infrastrutture l’ospedale da costruire tra Monopoli e Fasano assorbirà 30 milioni dal bilancio della Regione). Anche l’obiettivo resta quello indicato dall’allora assessore alla Sanità Ettore Attolini (Giunta Vendola), quello di un ospedale per il Sud Salento adriatico di primo livello, in pratica l’alter ego di Gallipoli per la fascia jonica.

Il grande progetto comincia a camminare Di nuovo oggi c’è che la direzione generale dell’Asl ha firmato e consegnato in Regione lo studio di prefattibilità, in pratica l’analisi e valutazione delle caratteristiche, dei costi e dei possibili risultati sulla base di una preliminare idea di massima. “E’ il primo importante passo” annuncia col suo ufficio stampa l’Asl di Lecce e poiché “”ogni grande marcia comincia con un passo”, l’ospedale nell’area tra Maglie e Melpigiano questo passo l’ha finalmente compiuto. Beninteso, non si tratta di qualcosa che sta dietro l’angolo, neanche adesso che ha cominciato a camminare. Il cronoprogramma scandisce un susseguirsi di mesi lunghissimo, in tutto 89; in anni, ce ne vorranno sette e cinque mesi, compresi i 40 mesi per la consegna del cantiere e i lavori veri e propri in un’area di 120mila metri quadri.

 I dettagli del nuovo nosocomio Il progetto elaborato dall’ingegnere Antonio Leo e firmato dal dg Ottavio Narracci, prevede 350 posti letto, di cui 317 per acuti e i restanti dedicati a Day Hospital/Day Surgery, distribuiti su tre piani oltre il seminterrato, per una superficie coperta di circa 44mila metri quadri, 201 stanze di degenza (con uno o due posti e bagno interno), un’area a parcheggio da circa 1200 posti auto. In coerenza con il Piano di riordino della rete ospedaliera, il nuovo ospedale disporrà di tutti i reparti previsti per un nosocomio di primo livello, come quello di Gallipoli; avrà un gruppo operatorio dotato di sei sale chirurgiche e tre sale parto/travaglio. Saranno presenti o disponibili in rete 24 ore su 24 i servizi di Radiologia, Laboratorio, Servizio Immunotrasfusionale. Per le patologie complesse (traumi, cardiovascolari, ictus) saranno previste forme di consultazione, di trasferimento delle immagini e protocolli concordati di trasferimento dei pazienti presso il Centro di II livello. La struttura sarà anche dotata di letti di “Osservazione Breve Intensiva” e di letti per la Terapia Subintensiva (anche a carattere multidisciplinare).

Una megastruttura per un bacino di 209mila abitanti L’ospedale che verrà riguarda un territorio comprendente 43 Comuni e un bacino d’utenza di 209mila abitanti, connesso con le altre strutture ospedaliere presenti a breve distanza (i Presidi di Scorrano e Galatina) e con i quattro distretti socio sanitari di riferimento, Poggiardo, Maglie, Martano e Galatina. La scelta del sito ha considerato tutto questo, prima di respingere le proposte per il nuovo insediamento provenienti da Maglie stessa, Muro Lecce, Scorrano, Poggiardo, Palmariggi. L’individuazione ufficiale è avvenuta durante la riunione della conferenza dei servizi tenutasi il 28 marzo scorso presso il Dipartimento regionale Promozione della Salute, che aveva ricevuto l’input dal presidente del governo regionale di attivare le procedure amministrative nello scorso dicembre.
Perché conviene costruire piuttosto che ristrutturare ospedali esistenti Fa parte dello studio di prefattibilità anche il conto economico, ovviamente, e le giustificazioni per cui – nonostante immobili esistenti e funzionanti – l’analisi puntuale dei costi e dei benefici indica altre strade. Memorie di precedenti polemiche e scontri anche furibondi tra Sindaci – Toma e Stomeo – e Regione), l’Asl mette le mani avanti, “a partire dalla considerazione che gli edifici ospedalieri esistenti sono obsoleti e non a norma dal punto di vista strutturale e impiantistico, per cui qualunque intervento di manutenzione e di adeguamento alle nuove normative vigenti comporterebbe un elevato costo, senza un reale giovamento in termini organizzativi e di efficienza”. Per fare un esempio pratico: l’adeguamento degli Ospedali di Scorrano (207 posti letto) e di Galatina (143), di cui pure qualche consigliere regionale si è fatto promotore fino a pochissimo tempo fa, per le norme di prevenzione antincendio costerebbe 12,6 milioni; altri 50 milioni circa servirebbero per l’adeguamento strutturale alle norme antisismiche; infine sono stimati altri 10 milioni per i costi indiretti necessari allo svuotamento e trasferimento prima e dopo gli interventi di adeguamento. In totale, se ne andrebbero 76,2 milioni di euro per mettere a norma vecchie strutture ospedaliere; con 142 il territorio ne avrà una d’avanguardia, fornita persino di una linea ferroviaria che attraversa la zona.

Gallipoli – Sia pure in due tornate ma con un prezioso lavorio di limature e affermazioni, la Regione Puglia ha finalmente trovato il modo per dire, con un documento ufficiale unitario, cosa vuole che si faccia per frenare il contagio degli ulivi ed anche per il futuro agricolo delle zone più colpite, come la provincia di Lecce, a partire dalla zona di Gallipoli e della fascia jonica, e ricreare un paesaggio ed una economia in ginocchio. Il Consiglio regionale ha infatti approvato all’unanimità poche ore fa l’ordine del giorno sulla Xylella che impegna la Giunta regionale ad attivare in particolare una tavolo tecnico-scientifico permanente sulla Xylella, con la partecipazione di rappresentanti dell’Osservatorio fitosanitario, dell’Arif (agenzia regionale irrigazione e foreste), del Consiglio nazionale delle ricerche, delle Università di Bari Lecce e Foggia, degli Ordini professionali e delle associazioni di categoria.

Un Piano sostenibile per la rigenerazione agricola, paesaggistica e di sviluppo delle zone colpite Punto secondo: predisporre, d’intesa con il Ministero delle politiche agricole, un Piano di sviluppo agricolo, paesaggistico e di rigenerazione dei territori colpiti “coerente con i principi della sostenibilità economica, ambientale e sociale”. Il piano deve prevedere “misure compensative per i danni subiti dalle aziende olivicole, dai frantoi, dal sistema vivaistico e vitivivaistico sia direttamente, attraverso la perdita del potenziale produttivo, sia indirettamente, per la necessità di implementare le misure fitosanitarie obbligatorie per il controllo dei vettori”. Questo strumento particolare “deve dedicare particolare attenzione ai piccoli agricoltori che costituiscono buona parte delle aziende agricole del territorio pugliese”.

“Nessun controllo sulle importazioni di materiali vegetali nella Ue” Il documento finale votato da tutti i gruppi consiliari inoltre “impegna anche la Giunta regionale ed il suo presidente, Michele Emiliano, a chiedere al Governo nazionale e, per suo tramite, all’Unione europea le risorse finanziarie necessarie per la tutela del paesaggio e dell’ambiente e per garantire la sostenibilità delle azioni di contenimento e di eradicazione”. In maniera chiara ed esplicita, si richiama l’Ue alle proprie responsabilità per non aver attivato alcun tipo di controllo sulle importazioni di materiale vegetale, in particolare nello scalo di Rotterdam (Olanda) su cui molti indizi convergono relativamente alle importazioni di piante ornamentali dal Centro America: la stessa sottospecie di Xylella fastidiosa è stata individuata nelle piante da caffè del Costa Rica. Solo da poco e dopo lo scoppio del caso Xylella (con casi di piante importate ma malate rintracciati in Olanda e Spagna, tra gli altri), le autorità europee hanno attività un centro di controllo su questo tipo di importazioni.

“Le eradicazioni delle piante infette, con le norme in vigore, è praticamente impossibile” La Regione si è assunto il compito anche di attivarsi presso il Governo nazionale “per ottenere interventi normativi speciali che consentano di fronteggiare tempestivamente una situazione di emergenza nazionale grave come quella causata dalla Xylella f., agevolando l’applicazione immediata delle misure fitosanitarie e, in particolare, la rimozione delle piante infette”, cioè le eradicazioni, insieme a misure di sostegno per l’economia pugliese. In questo caso si invoca un decreto legge per consentire gli eradicamenti nella “zona di contenimento” della malattia. Problemi di varia natura normativa, hanno portato finora a magri risultati: su oltre 3.800 piante risultate infette, finora quelle divelte e portate via sono state mille circa. Problemi di natura catastale (in un caso limite su di una particella insistevano undici proprietari), di catasti non aggiornati, di notifiche assai laboriose (soprattutto nel caso di eredi) e di norme urbanistico-paesaggistiche hanno messo in ginocchio la gran parte dei tentativi di rimuovere gli ulivi malati e fonte di propagazione. Il decreto invocato dovrebbe consentire l’eradicazione degli alberi individuati

“Bloccare lo spostamento dei confini delle aree infette ancora più a nord” Il Governo nazionale, infine, su richiesta dell’intera Puglia, è chiamato ad opporsi “in ogni sede” alla modifica dei confini delle aree infette approvata il 23 maggio scorso dal Comitato fitosanitario europeo. Come si ricorderà, proprio a causa del’alto numero di ulivi sotto attacco nella “zona di contenimento” (passati da 700 ad oltre 3mila, censimento del marzo scorso) e dello scarso numero di focolai bloccati sul nascere (quelli estirpati, dopo un anno non presentavano più casi di Xylella), è scaturita l’indicazione di far diventare “di contenimento” l’attuale fascia cuscinetto larga 20 km e che va dallo Jonio all’Adriatico, e sposta i 20 km ancora più a nord, fin nel Barese.

Gallipoli – “Si potrà andare al mare col treno di domenica?”. Come ogni anno, con l’estate ormai alle porte, il problema dei mezzi pubblici, dei treni in particolare, è al centro delle aspirazioni dei villeggianti e delle cronache giornalistiche, con rimpalli di responsabilità tra Regione e Provincia (per potenziare “Salentoinbus”, per esempio) le proposte avanzate da privati nel tentativo di dare qualche certezza in più all’ondata dei vacanzieri in arrivo. Un copione scontato che peraltro dovrebbe puntare non solo al trasporto pubblico collegato ai flussi turistici di punta, ma anche alla destagionalizzazione ed alla mobilità dei cittadini per tutto il corso dell’anno. Se così fosse, con servizi efficienti e con l’affermazione della cultura dei trasferimenti senza l’auto al seguito, sarebbe più semplice affrontare l’”emergenza” annunciata. Invece si corre ai ripari in piena estate e dopo mille proteste: due anni fa ad agosto furono utilizzate di domenica le vecchie e gloriose littorine; l’anno scorso, sempre ad agosto, niente treni ma collegamenti su gomma. Quest’anno ancora nessuna certezza, si aspetta l’incontro tra l’azienda che ha assorbito la Sud Est, cioè le Ferrovie dello Stato, e la Regione Puglia il prossimo 28 maggio.

I treni “vietati” per assenza e per lentezza Lo spostamento in treno è praticamente impossibile di domenica, non solo perché rimangono in deposito (e questo tutto l’anno) ma anche per il tempo che impiegano a coprire le varie tratte, visto che sono costretti a non superare  i 50 km orari secondo le prescrizioni  dell’Agenzia nazionale sicurezza ferroviaria (Ansf), limite che potrà essere superato quando sarà installato il sistema di sicurezza Scmt (Sistema di controllo marcia treno).  I viaggiatori (che ci sono e in buon numero anche nelle corse non usate fra un po’  dagli studenti) sono ormai rassegnati, anche due ore e mezza da Lecce a Gagliano del Capo o Gallipoli. Se si scorrono le recensioni dei turisti sui trasporti salentini ci si rende conto che sole, mare, vento e accoglienza ospitale possono consolare ma non per sempre: sono sempre più numerosi quanti dicono che non metteranno più piede nel Salento. Anche quest’anno quindi, per mancanza di personale i collegamenti con le località marine sembra che non saranno potenziati e continueranno a essere assenti la domenica: «A nulla purtroppo è servito l’ingresso delle Ferrovie del Sud Est nel gruppo Ferrovie dello Stato, la mancanza di corse ferroviarie la domenica costituisce un grave vulnus nel sistema del trasporto locale. Non si può sempre sperare che il turista abbia pazienza perché “il mare è bello e il cibo è buono”» dice il consigliere regionale pentastellato Antonio Trevisi.

Una mano da Freccia link ma solo per i viaggiatori del Roma-Lecce Dal 10 giugno al 16 settembre ci sarà il servizio  di Trenitalia Freccia link che quest’anno interesserà oltre Gallipoli, anche Otranto e Marina di Ugento. Si tratta di un servizio bus in connessione con i Frecciargento  in arrivo e partenza sulla tratta Lecce/Roma.  Ogni sabato e domenica, quindi, ci saranno due corse (andata e ritorno) Lecce/Otranto e Lecce – Torre San Giovanni, marina di Ugento; quattro corse per Gallipoli. I biglietti si possono prenotare direttamente sul sito.

L’intervento dei privati  Se il servizio pubblico è carente, intervengono i privati o almeno ci provano.  Il Capo di Leuca si dà una mossa per far giungere a destinazione quanti arrivano alla stazione di Arigliano-Gagliano e non possono raggiungere le località marine. L’associazione dei commercianti di Castrignano del Capo e l’Amministrazione comunale stanno lavorando a un progetto di mobilità estiva: un bus navetta da 56 posti “Bus Viva Leuca” che dalla stazione di Gagliano toccherà  il camping S. Maria di Leuca, spiazzo Messapia Hotel, basilica di S. Maria di Leuca, Hotel Approdo, Hotel Terminal e porto turistico, piazzetta in paese, Torre dell’Omomorto, Punta Ristola, spiazzo Tatanka, Marina di Felloniche e San Gregorio (Marine di Patù), Patù Giuliano, Castrignano, stazione ferroviaria. La navetta  potrebbe effettuare quattro corse in collegamento con gli orari ferroviari e sei nei mesi di luglio e agosto, alleggerendo i problemi di traffico e di parcheggio per i visitatori.

Una passata edizione del Premio 

Alezio – Mentre s’avvicina la settima edizione del Premio giornalistico intitolato ad Antonio Maglio, professionista “locale e globale” di solida cultura, fondatore del “18° Meridiano” di Alezio (primi anni Sessanta), della Tribuna del Salento e infine del “Quotidiano di Lecce Brindisi e Taranto”, l’assemblea dei soci fondatori si riunirà domani, venerdì 18 maggio alle ore 17 – presso l’Hotel President a Lecce. Diversi gli argomenti su cui decidere: approvazione del conto consuntivo 2017, bilancio preventivo del 2018; programmazione annuale e stato delle attività, rinnovo delle cariche sociali ed eventuali altri temi. Il presidente on. Giacinto Urso condurrà i lavori.

A gestire il premio giornalistico omonimo è infatti l’associazione che ne porta il nome. I termini per partecipare al Premio 2018 scadono il 30 giugno. Con  la “Antonio Maglio” collabora il Comune di Alezio, paese natale di Maglio; hanno concesso il patrocinio l’Ordine nazionale dei Giornalisti, la Federazione nazionale della Stampa, Assostampa di Puglia, Regione Puglia, Provincia di Lecce, Comune di Lecce (città in cui risiedeva), Università del Salento. Il premio è promosso d’intesa con la famiglia Maglio ed è finalizzato a ricordare e rilanciare, attraverso la promozione del lavoro giornalistico, la figura e le qualità umane e professionali del giornalista salentino. Maestro per una intera generazione di giornalisti (tra i quali il direttore di Piazzasalento, Fernando D’Aprile), di Maglio si ricordano gli insegnamenti alla verifica scrupolosa delle notizie, alla “legge” di ascoltare sempre le due campane su di un determinato argomento, sul sacro rispetto dei lettori in primo luogo, da informare con assoluta onestà intellettuale, sul distacco netto tra notizie ed opinioni, da non spacciare mai per informazioni. Famoso, tra i suoi tanti discepoli, la sua indicazione: “Davanti ad un giornalista gli uomini pubblici devono rivoltare le loro tasche”.

Al concorso sono ammessi articoli e inchieste pubblicati su giornali e testate giornalistiche cartacei e on line. Si possono segnalare anche elaborati da parte di lettori o altri soggetti interessati. I temi degli articoli devono essere legati all’attualità ed avere una rilevanza sociale. La partecipazione è gratuita. I premi in denaro sono di mille euro il primo, di 500 euro per i due secondi. Fuori concorso, la giuria assegnerà poi nella manifestazione che si terrà ad Alezio i primi di agosto, un Premio alla carriera. Tutte le altre informazioni si trovano sulla pagina Facebook AssociazioneAntonioMaglio. (nella foto il pubblico di una passata edizione)

 

 

 

Nardò – La biblioteca comunale “Achille Vergari” diventa più “smart”. Così l’innovazione fa il suo ingresso nell’antico edificio – realizzato nel 1895 – che sorge nel cuore del centro storico neretino, grazie all’avviso pubblico della Regione Puglia “Smart In Community Library”. “Il Giardino dei lettori. Biblioteca diffusa di comunità ed innovazione” – questo il nome del progetto presentato e ammesso ad un finanziamento di 950mila euro – prevede lavori di recupero infrastrutturale della biblioteca e del giardino, secondo la proposta presentata dall’ingegnere Alberto Antico e dall’architetto Egidio Muci, come il ripristino dei prospetti esterni, il risanamento delle murature interne e la sistemazione ai fini della fruibilità del giardino interno, con la creazione di nuovi spazi aggregativi, fulcro della “community”, della biblioteca di comunità, orientata a diventare un presidio di partecipazione e coesione culturale. Si procederà anche all’adeguamento funzionale degli spazi con nuovi arredi e dotazioni tecnologiche, abbattendo le attuali barriere alla fruizione (tavoli interattivi, totem multimediali, sistema di digital signage, postazioni informatiche e wi-fi, cuffie wireless, ecc.). Un secondo tipo di interventi porterà alla creazione, all’ampliamento e al rafforzamento di alcune sezioni tematiche della biblioteca, con un’attenzione particolare al rinnovamento della sezione dedicata ai bambini e di quella degli young-adult (13-19 anni). Cambieranno le modalità di fruizione al patrimonio librario della struttura, che attualmente ospita oltre 75 mila volumi, grazie alla digitalizzazione dei volumi. Tante poi le attività rivolte a target di pubblico diversi, con l’obiettivo di rendere maggiormente attrattiva l’offerta, con particolare riferimento al patrimonio storico locale (servizi di gamification, letture animate, laboratorio di graphic novel, letture in piazza, corso di alfabetizzazione informatica e assistenza pratiche e-government, consegna e ritiro di libri a domicilio). A tal proposito la biblioteca avrà una nuova identità, smart e friendly, con l’acquisizione di un logo e di un’identità grafica unitaria, la creazione di un sito web e di un app che facilitino l’interazione con gli utenti.

“In un colpo solo – commenta il Sindaco Giuseppe Mellone – regaliamo una seconda vita alla nostra gloriosa biblioteca, con la “chicca” del giardino mai utilizzato sino ad oggi, e alimentiamo un circuito virtuoso fatto di libri, di cultura, di comprensione della storia della nostra città. Ancora una volta viene premiata la nostra capacità progettuale, ormai punto di riferimento e modello per le altre amministrazioni locali”. Per supportare il coinvolgimento delle fasce giovanili, è stata stipulata una convenzione con l’Istituto “Vanoni” di Nardò, che prevede il coinvolgimento delle sezioni del Settore Economico e Turistico e del Liceo Artistico nelle attività proposte. Il progetto prevede poi la costituzione di un sistema bibliotecario diffuso attraverso cui due importanti presidi culturali del Comune di Nardò, il Museo della Preistoria ed il Centro Servizi Culturali e Bibliotecari, supporteranno la biblioteca “Vergari” nelle attività di promozione della lettura e della conoscenza del patrimonio culturale del territorio.

“Con queste importantissime risorse – spiega l’assessore alla Cultura Ettore Tollemeto – la biblioteca “Vergari” diventa un modello evoluto di biblioteca che offre servizi innovativi per la promozione della lettura e della cultura. Questa è l’occasione anche per migliorare e potenziare la fruizione del sistema bibliotecario neretino e assicurare l’accesso a contenuti divulgativi e scientifici riguardanti il territorio e, in particolare, l’archeologia preistorica, attraverso la condivisione di informazioni e argomenti con soggetti operanti nello stesso settore, la diffusione di saperi legati all’ambito preistorico anche tra i bambini, il coinvolgimento di scolaresche nella fruizione e nella produzione di conoscenza. Siamo orgogliosi di questo risultato straordinario e non vediamo l’ora di dare forma e vita al progetto, che legheremo anche a “Città che legge”, altro bellissimo successo di questa amministrazione”.

 

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TAVIANO. Primo step raggiunto per il “Premio nazionale teatrale”, progetto triennale presentato dall’associazione Teatrale Calandra in Ats (associazione temporanea di scopo) con il Comune di Taviano, Comune di Tuglie e Istituto di Culture Mediterranee. La proposta risulta tra le iniziative progettuali riguardanti lo Spettacolo dal vivo, Residenze artistiche e le Attività culturali selezionate dalla Regione Puglia, nell’ambito dell’avviso pubblico a sostegno di imprese creative e progetti a carattere triennale con l’obiettivo di favorire il rapporto fra tradizione e innovazione nella valorizzazione delle identità e del patrimonio culturale, storico e artistico. “Una prima tappa raggiunta – sottolinea il Sindaco di Taviano Giuseppe Tanisi – per concretizzare un programma che prevede fra l’altro la presenza, col ruolo di presidente di giuria, del giornalista e critico Vincenzo Mollica, che a Taviano terrà una masterclass di critica dello spettacolo e una mostra temporanea di arte visiva”. Nel frattempo, in attesa di conoscere gli esiti definitivi del sostegno finanziario da parte della Regione nell’ambito del “Patto per la Puglia”, è partita una parte del progetto “Sipari di periferia”, laboratori espressivo-teatrali per più piccoli a cura della Compagnia “La Busacca”.

Secondo quanto emerge dalla determinazione dirigenziale della Sezione Economia della Cultura pubblicato lo scorso 7 novembre, Taviano risulta in buona compagnia: tra i soggetti candidati le cui proposte di attività culturali sono risultate ammesse figura, infatti, anche il Comune di Aradeo con il suo “Carnevale aradeino e delle Serre Salentine – In maschera 365”, il Comune di Matino con il progetto “Amiamo la Cultura – Il villaggio creativo dell’arte”, Patù con “La luna dei Borboni”, Ugento con il “Premio internazionale di archologia Zeus”, il Comune di Racale, che lo scorso 21 luglio aveva annunciato tramite il suo Sindaco Donato Metallo la presentazione del progetto “Città della follia”, finalizzato al racconto e alla valorizzazione della particolare creatività e intraprendenza di comunità attraverso una serie di concerti, spettacoli, laboratori. In quell’occasione come direttore artistico era stato scelto Roberto Vecchioni, il quale aveva accolto con entusiasmo la proposta avanzata dal primo cittadino. Ora bisognerà attendere che il progetto venga finanziato per tre anni con il bando cultura.

L’avviso pubblico ha infatti una dotazione finanziaria complessiva pari a 18 milioni di euro e prevede un contributo tra un valore minimo annuo (per i tre anni) di 10mila euro e un massimo di 500mila per lo spettacolo dal vivo e le residenze artistiche (teatro, musica, danza, cinema e audiovisivo, spettacolo viaggiante e circense); tra un valore minimo annuo di 6mila euro e un massimo di 80mila per le attività culturali (manifestazioni espositive, progetti editoriali e iniziative per la promozione della lettura, convegni, seminari, workshop, eventi e rassegne, ricerche e studi, premi).

 

 

Gallipoli – Il monitoraggio nella zona a nord di quella infetta ripresi a ritmo intenso (prima della sosta ferragostana, in quattro mesi e mezzo ne erano stati effettuati 190mila); la Regione Puglia che vara una nuova legge per il contrasto del batterio da quarantena noto come “Xylella fastidiosa”, chiarendo il senso di tre articoli – 5, 6 e 8 – della precedente legge del 29 marzo ’17; alle cultivar di ulivo Leccino e Fantastica, che hanno superato già alcuni test di resistenza al contagio, si potrebbero presto aggiungere altre varietà come il Frantoio ed alcuni ulivi selvatici della zona a sud di Gallipoli, dieci dei quali (su 19)  hanno superato cinque prove di verifica: le principali  novità concrete – ben tenendo presente i tempi della ricerca che per dire la parola finale necessità di anni, non di mesi –  si possono riassumere così e riguardano la provincia di Lecce definita “zona rossa”, e quella cuscinetto che la delimita verso il Brindisino e il Tarantino dove sono ripresi i controlli massicci, da Ostuni a Crispiano, da Brindisi a Fasano, Grottaglie, Martina Franca e Taranto.

Le legge regionale è stata approvata dal Consiglio regionale della Puglia ha approvato il 7 scorso a maggioranza – no del M5S, astensioni da Fi, Ap e Direzione Italia. La Puglia si adegua alle ben note norme europee  per la gestione della batteriosi come quella da Xylella fastidiosa. Si è provato in questi ultimi anni – l’infezione è stata individuata nel 2013 – a svicolare ma alla fine i risultati sono stati deprimenti, basta guardarsi intorno, e i rischi in aumento anche per via di una procedura d’infrazione aperta nei confronti dell’Italia per non aver affrontato in sostanza il grave problema della diffusione della epidemia in tutto il continente.

Per quanto riguarda le misure di eradicazione del patogeno, ecco la nota testuale della Regione: “Si prevede la rimozione immediata della pianta infetta, di tutte le piante notoriamente infette e delle piante che presentano sintomi della possibile infezione o sospettate di essere infette nel raggio di 100 metri, oltre all’abbattimento delle piante ospiti presenti, a prescindere dal loro stato di salute. Vengono inoltre specificati i siti, nel cui raggio di 200 metri il servizio fitosanitario regionale ha disposto la rimozione immediata di tutte le piante risultate infette. In riferimento all’accesso al fondo di solidarietà nazionale per la compensazione del mancato reddito a causa della batteriosi, la legge prevede che si applichi anche alle aziende vivaistiche non agricole, che producono cioè in substrati diversi dal suolo agrario. Per quanto riguarda invece la tutela degli ulivi monumentali, che secondo la legge non vanno rimossi ma isolati, si specifica che la norma vale per le piante non infette ricadenti nel raggio di 100 metri di distanza dalla pianta infetta nella zona delimitata soggetta a misure di eradicazione. Al fine di sostenere la vitalità degli ulivi monumentali infetti, la sperimentazione scientifica è consentita nella zona infetta ad esclusione della zona di 20 km nella quale si applicano le misure di contenimento”.

Sono le stesse regole che aveva recepito il commissario straordinario tanto invocato ed alla fine arrivato nel febbraio 2015, il comandante della Forestale Giuseppe Silletti; solo che a queste severe  misure la Puglia e il governo si allineano dopo quasi due anni, con il commissario andato via; con la Regione che ha avocato a sé la gestione dell’affaire Xylella; con una ininfluente task force di tecnici e scienziati nominata dal presidente Emiliano, che ha rappresentato solo la frantumazione dei saperi davanti ad un nemico mai conosciuto prima.

Si vedrà se adesso ci sarà la forza di procedere nella direzione indicata e sostenuta dai ricercatori dei Pasi che col batterio hanno dovuto fare i conti, dagli Usa al Brasile, a Taiwan. Alternative non pare ce ne siano o almeno non sono emerse né sono state sperimentate e certificate con un qualche successo dal fronte degli oppositori agli eradicamenti.

Il 12 intanto il comitato olivicolo salentino batte un colpo a Lecce con una nuova manifestazioni con trattori e agricoltori di tutto il Leccese; raduno al Foro Boario e poi il corteo fino all’ufficio provinciale dell’Agricoltura. Niente bandiere e niente sigle di associazioni e di sindacati, hanno deciso gli organizzatori, che hanno eletto come propria sede quella di “Primolio” sulla Casarano-Supersano, portavoce Cosimo  Primiceri di Casarano.  Ed anche questo è un segnale tangibile delle rotture e della crisi di rappresentanza che questo attacco agli ulivi ha prodotto nel mondo agricolo.  Il comitato mette sul banco degli imputati la Regione e l’assessore Leonardo Di Gioia, giudicato senza mezzi termini “inadeguato”. Il tempo perso per decidere oggi ciò che era già chiaro ieri è l’accusa principale, rivolta sia a coloro che non hanno difeso quelle misure contenute nel piano Silletti, sia a quanti lo hanno contrastato in tutti i modi, comprese le denunce alla Procura di Lecce. Lunga comunque la lista delle cose che si dovrebbero fare “con urgenza”, dallo sblocci dei fondi fin qui annunciati e decisi, alla nomina di un commissario al posto dell’assessore Di Gioia; dall’estensione dello stato di calamità anche per il 2018 all’autorizzazione a reimpiantare da subito le varietà risultate fin qui capaci di convivere con la Xylella senza morire.

Dall’associazione  “Agrinsieme”, che riunisce le organizzazioni tradizionali di agricoltori, ed olivicoltori, oltre al rammarico per non essere stata coinvolta nella manifestazione di martedì prossimo, viene la proposta di una assemblea dei Sindaci convocata dalla Provincia, a cui invitare i massimi esponenti di Regione, Governo, Commissione europea.

Gallipoli. Sulla linea Lecce-Gallipoli l’ultima sorpresa in ordine di tempo sono i treni tagliati “a giorni alterni”: non ce ne sono, dice la Sud Est per cui ecco gli autobus per i tragitti di metà mattinata; nel pomeriggio dovrebbe essere tutto come previsto lungo la linea in assoluto più frequentata dagli utenti in questa stagione. “Non ci sono treni a sufficienza – dicono ancora gli addetti – tra guasti e carenze croniche. Ma almeno ci sono gli autobus”, dicono per tentare di giustificare responsabilità non loro.

La conseguenza è che gli orari di partenza ed arrivo saltano uno dopo l’altro: una cosa è percorrere binari altro attraversare centri abitati per raggiungere le stazioni là dove si trovano ubicate. “La lettura quotidiana dei giornali provoca sconcerto e rabbia e un profondo senso di smarrimento per chi ha sempre visto la Puglia come una regione innovativa e all’avanguardia. E ancora più sconcerto e rabbia si prova – scrive in una nota il capogruppo alla Regione di Articolo 1, Ernesto Abaterusso – quando, di fronte a un servizio di trasporto pubblico al collasso, sulle cui disfunzioni da anni gli utenti inveiscono quasi sempre inascoltati, si leggono dichiarazioni come quelle rilasciate dall’assessore Loredana Capone che convoca un incontro strategico (!) per il 2 di agosto, a estate ormai inoltrata e con problemi più che esplosi”.

Al governo nazionale indirizza i suo appello il senatore Dario Stefàno: “Il diritto alla mobilità è garantito costituzionalmente: non deve essere un privilegio per pochi, o peggio ancora, un miraggio per chi, ad esempio, risiede o vuole raggiungere il basso Salento. È necessario che il Ministro Delrio si attivi in iniziative necessarie a garantire collegamenti e trasporti da Lecce verso Gallipoli e Otranto”. L’interrogazione del parlamentare, presidente de “La Puglia in Più” e ricolta al Ministro delle infrastrutture e trasporti, così prosegue: “Lo scorso anno, in ragione di numerose proteste, le Ferrovie del Sud Est, dopo ben 19 anni, avevano provveduto a ripristinare i collegamenti ferroviari della domenica sulla tratta Lecce-Otranto e su quella Lecce-Gallipoli nel periodo estivo. Rappresentava una risposta, seppur nella forma del minimo sindacale. Oggi, con cadenza ormai quasi giornaliera, i social network, e conseguentemente i quotidiani locali e nazionali, sono tornati a riferire di vere e proprie odissee vissute dai turisti che, una volta sbarcati all’aeroporto di Brindisi, si trovano costretti a viaggiare o stipati in carrozze vetuste, prive di aria condizionata, o addirittura, la domenica, a percorrere il tratto verso le località del Basso Salento esclusivamente con mezzi su gomma, senza alcuna comodità, e al limite dei livelli di sicurezza. A fronte di un turismo in crescita – conclude Stefàno – Ferrovie Sud Est continua a fornire un servizio non solo inadeguato e largamente al di sotto degli standard ma, addirittura, in casi come quello qui denunciato, nei fatti inesistente. Occorre che il governo si attivi per cercare, davvero e finalmente, una soluzione immediata e credibile”.

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spiaggia-gallipoliCon l’arrivo dell’estate, ritorna per il secondo anno il numero verde 800894500 per denunciare i reati ambientali in Puglia e per diffondere la legalità sulle spiagge. A gestire le chiamate, che segnaleranno i reati ambientali e del mare, sarà un call center gestito da “I Rangers d’Italia” sezione Puglia, con presidente regionale Stefano Pesce, attivo tutti i giorni fino al 30 settembre dalle 9,30 alle 18,30. I cittadini potranno segnalare abusi, infrazioni, reati ambientali, abbandono di rifiuti o chiedere aiuto per le situazioni di difficoltà sul demanio marittimo rimanendo nell’anonimato. Risponderà al numero verde un gruppo di giovani preparati e formati che avviseranno le guardie ambientali e le autorità competenti. Quindi via libera alle segnalazioni: dalla difficoltà ad accedere al mare, dalla segnalazione a chi sporca o chi accende un falò in spiaggia, o di chi versa materiali inquinanti in acqua. Il progetto è già attivo ed è a cura de “I Rangers” insieme all’associazione FareAmbiente ed è finanziato dall’assessorato al demanio e patrimonio della Regione Puglia. I reati si potranno segnalare anche sul sito www.ecoreatipuglia.it o attraverso un’app apposita dove si potranno mandare fino a tre foto in tempo reale dell’abuso.

Scuola-primaria-Aradeo---Uffici-PresidenzaARADEO. Con un finanziamento ottenuto dalla Regione Puglia verrà riqualificato e messo a norma il plesso scolastico elementare “Alessandro Manzoni” (foto) di via Togliatti. L’intervento prevede anche l’adeguamento ed attivazione della retrostante palestra finora inagibile, permettendo finalmente di utilizzare un ambiente indispensabile per la socializzazione ed il benessere fisico. Il finanziamento è stato ottenuto grazie ad un progetto redatto dall’Area 3 comunale diretta da Salvatore Donadei, nominato anche Responsabile unico del procedimento. L’importo complessivo dei lavori è di 935mila euro e verrà finanziato in due distinte quote, in osservanza a quanto comunicato dalla Regione lo scorso 25 ottobre. Il progetto rientra nelle nuove risorse del Po- Fesr 2014-2020, tramite il quale la Regione ha finanziato le iniziative che non era stato possibile inserire nella precedente programmazione per l’esaurimento dei fondi disponibili. La progettazione esecutiva è dell’ingegner Vincenzo Gigli, tecnico della Visa Engeneering con sede a Lecce.

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xylella_160329ALLISTE. Ricerca dei migliori modi per contenere l’aggressione del batterio da quarantena Xylella e dei suoi insetti vettori: si parte. Nei giorni scorsi la Regione Puglia ha pubblicato gli elenchi delle società ammesse ai bandi per complessivi 2 milioni di euro. I bandi con codice A e B sono riservati a ricerche, sperimentazioni e trasferimento delle innovazioni in prodotti utili allo studio della Xylella; il bando C è per proposte progettuali di carattere dimostrativo e di applicazione pratica delle conoscenza con progetti pilota. Le attività scientifiche devono durare massimo 36 mesi. Ventinove i concorrenti per il codice A, con un milione di dotazione; ammessi in cinque: “Redoxy del Dipartimento di Scienze del suolo, della pianta e degli aliemnti dell’Università di Bari; “Antidote” del Centro euromediterraneo cambiamenti climatici di Lecce; “Xylmap” dei Servizi informazione territoriale Sit di Noci (Bari); “Fata” del Crea Pav di Roma; “Ciso” del Cnr di Portici (Napoli).

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Una buona fetta dell'impegnativa torta chiamata turismi (balneare, religioso, culturale, giovanile, ambientale, crocieristico...) è stata riservata l'altra sera a Gallipoli, durante un'assemblea plenaria, al...