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Regione Puglia

Spongano – Dal 6 all’8 luglio nell’ipogeo Bacile si svolgerà la seconda edizione del Festival internazionale di Musica da camera “Classiche forme” per la direzione artistica di Beatrice Rana (foto), la   venticinquenne salentina, originaria di Copertino,  indiscusso genio del pianoforte riconosciuto nel mondo, nominata Cavaliere delle Repubblica italiana dal Presidente Sergio Mattarella. Il Festival presenterà una serie di artisti, interpreti di consolidata fama e giovani virtuosi da tutto il mondo, che nel Salento si ritroveranno in una “residenza artistica”, negli ambienti adiacenti all’ipogeo: Enrico Fagone contrabbassista (Svizzera), Solenne Païdassi violinista (Francia), Aylen Pritchin violinista (Russia), Eivind Holtsmark Ringstad violista (Norvegia) e Ludovica Rana, sorella di Beatrice,  violoncellista, ventiduenne vincitrice di numerosi concorsi e selezionata nel prestigioso Festival Kronberg Academy.

Un tema per ogni serata   Il Festival per ogni serata ruoterà intorno a un tema: quella del  6 luglio nell’ipogeo Bacile sarà dedicata a Brahms; il 7 luglio avrà come tema L’America  con due eventi: alle ore 19 ci sarà la proiezione del film “Virtuosity”, di Christopher Wilkinson sulla 14edizione del Concorso Internazionale Pianistico Van Cliburn in collaborazione con The Cliburn Foundation e Università del Salento. Seguirà una conversazione di Beatrice Rana con Luca Bandirali. Alle ore 21  ci sarà un  omaggio a Leonard Bernstein, nel centenario dalla nascita. Il tema dell’8 luglio è l’acqua e si articolerà in tre appuntamenti: il primo, nell’ipogeo,  alle ore 19, “Le ombre dell’acqua”, una lettura teatralizzata a cura degli attori Marco Fragnelli e Caterina Filograno dell’Accademia dei Filodrammatici di Milano con la partecipazione solistica di Beatrice Rana, Ludovica Rana, Solenne Païdassi, Eivind Holtsmark Ringstad. Alle ore 21, nell’atrio del Palazzo, all’aperto, sarà eseguito il Forellen Trio di Marcello Panni, Commissione di ClassicheForme 2018, e di Franz Schubert il Quintetto per pianoforte e archi “Forellen” D 667 in la maggiore, uno dei lavori cameristici più esaltati e popolari del musicista austriaco.Interpreti Aylen Pritchin, Eivind Holtsmark Ringstad, Ludovica Rana, il contrabbassista Enrico Fagone e Beatrice Rana. Alle ore 22,30, sempre nell’atrio, la Festa del Festival con i Giovani del Locomotive Jazz Festival di Raffaele Casarano.

Partner prestigiosi Il Festival, che è organizzato dall’associazione musicale “Opera Prima” vuole essere “l’occasione per ascoltare i grandi nomi del panorama musicale internazionale e i talentuosi giovani che ne rappresentano l’avvenire” dice la giovane direttrice artistica  Beatrice Rana . L’edizione 2018 è realizzata anche grazie ai fondi della Regione Puglia – Assessorato all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia. Da quest’anno c’è la collaborazione anche dell’Università del Salento e del Conservatorio Tito Schipa di Lecce. Tra gli sponsor anche Fondazione Puglia. Media partner di grande rilievo è RaiRadio3 che già nella scorsa edizione ha trasmesso le 3 serate del Festival in un’apposita rubrica dedicata ai più rappresentativi Festival italiani.

Giuseppe Mellone

Nardò – Ancora sospetti, polemiche e forse un’altra querela in arrivo intorno all’impianto di compostaggio che dovrebbe nascere in provincia di Lecce, con nuovo botta e risposta a Nardò tra l’opposizione e l’ex sindaco Marcello Risi da una parte e il sindaco Giuseppe Mellone dall’altra (quest’ultimo ha anche dichiarato che querelerà l’ex primo cittadino).

Il dietro front di Soleto riaccende la polemica La questione è tornata alla ribalta quando il sindaco di Soleto, Graziano Vantaggiato, nei giorni scorsi ha comunicato – un po’ a sorpresa avendo partecipato al bando regionale – alla Regione Puglia la propria indisponibilità a ospitare nella sua città un impianto di compostaggio della portata di ben 50mila tonnellate. Avendo anche il Comune di Nardò inizialmente “manifestato interesse” a ospitare un tale impianto, i cinque consiglieri di minoranza (Carlo Falangone, Giancarlo Marinaci, Roberto My, Daniele Piccione e Lorenzo Siciliano, ai quali si aggiungono “Città Nuova”, Centro Studi “Salento Nuovo”, Nardò Bene Comune, Riprendiamoci Nardò e Udc) hanno subito chiesto a Mellone di “fare chiarezza e dichiarare pubblicamente il diniego facendo seguire i dovuti atti amministrativi e adottando da subito tutte le iniziative necessarie a fronteggiare questa sciagurata ipotesi”.

Mellone: “Pure Risi lo voleva”. “Era tutt’altra cosa” la precisazione Il Sindaco nella scorsa settimana aveva fatto sapere che Nardò era ormai orientata ad ospitare un impianto per il trattamento della plastica ma non un impianto di compostaggio; in più aveva rilevato polemicamente che nel 2015 era stata la precedente Giunta comunale, oggi sulle barricate contro il compostaggio, ad approvare un sistema di compostaggio in territorio neretino, nella marina di Santa Maria al Bagno. Chiamato in causa direttamente, ha subito replicato l’ex sindaco Risi. «Il bando al quale l’amministrazione comunale da me guidata aderì con una delibera di giunta nel giugno 2015, non riguardava un impianto di compostaggio a servizio di comuni o società di smaltimento di rifiuti – precisa l’ex sindaco – ma una semplice “compostiera di comunità”, per il cosiddetto autocompostaggio, a esclusivo beneficio di una località del territorio e dei suoi cittadini per la valorizzazione in loco del compost. Il sindaco Mellone va in questi giorni dichiarando che poiché l’amministrazione Risi nel 2015 aderì ad un bando regionale per iniziative di “autocompostaggio collettivo”, oggi l’attuale amministrazione non deve essere assolutamente disturbata se decide di far sorgere sul territorio di Nardò un grande impianto per il trattamento di rifiuti (si voleva il trattamento del rifiuto umido, sarà probabilmente la plastica) in località Pendinello». Da qui, le accuse di Risi all’attuale sindaco di “puntare tutto sull’imbroglio” e di “continuare a raccontare falsità nascondendo le proprie malefatte”.

Il Sindaco non demorde e tira fuori un altro documento del 2012 È di ieri la replica di Mellone, che dopo aver annunciato che querelerà Marcello Risi “per avermi improvvidamente dato dell’imbroglione e del bugiardo”, torna sul tema rifiuti. «Ribadisco che a Nardò – scrive Mellone – sorgerà un impianto per la plastica, che non avrà alcuna ripercussione sul nostro territorio, aiuterà l’ambiente e contribuirà a ridurre la bolletta. Questo ovviamente esclude del tutto la possibilità che nasca contestualmente un impianto pubblico per il compostaggio, per il quale avevamo dato la nostra manifestazione di interesse. Lo abbiamo già formalmente comunicato alla Regione Puglia e al commissario Grandaliano». Dopodiché Mellone tira fuori dal cilindro un’altra delibera del 2012 “targata” Risi relativa alla realizzazione in località Pendinello (nei pressi di Sant’Isidoro) di un impianto di compostaggio pubblico-privato “per il trattamento delle frazioni organiche al servizio dei Comuni del bacino e di quelli vicini situati in bacini limitrofi”. «La delibera non fu approvata”, ricorda lo stesso Mellone per il quale però “la volontà politica è chiara che più non si può. Quindi se lo fa lui (peraltro, pubblico-privato) è provvidenziale per Nardò, se lo facciamo noi (pubblico) è una sciagura».

Racale – “Si dà atto, quindi, del raggiungimento dell’obiettivo di cui al comma 6, art. 22, L.R. 8/2018, e quindi dell’applicabilità, ai sensi della previsione legislativa, della sottoindicata aliquota di tributo speciale per il conferimento in discarica (ecotassa) per l’anno 2018, ai sensi della L.r. 8/18, pari all’ammontare minimo fissato dal comma 29, articolo 3 della legge n. 549 del 1995, e dal comma 1 – 3-bis- art. 32 della legge 28 dicembre 2015, n. 221, per i Comuni indicati nella seguente tabella riassuntiva: Ecotassa 2018 (euro/tonnellata)   5,17″: in queste righe di stampo burocratico vi è il riconoscimento della vittoria conseguita da sette Comuni (su 97) della provincia di Lecce. Racale, unico de Sud Salento, Campi, Lequile, Novoli, Squinzano, Trepuzzi Veglie hanno raggiunto – certifica la Regione con i suoi controllori – quota 65% dei rifiuti solidi domestici differenziati. Da qui il crollo dell’ecotassa dal 25,82 euro a tonnellata di rifiuti conferiti in discarica a 5,17. 

Il taglio sulle cartelle esattoriali dei cittadini per il 2018 non è di poco conto. E il successo conseguito, proprio con l’apporto fondamentale degli utenti, non viene sminuito dal fatto che in altre sedi, quelle giudiziarie alcuni Comuni con l’avvocato Pietro Quinto hanno impugnato e vinto il primo round di una battaglia legale che, per l’anno in corso, porta a 5,17 euro/tonnellata l’importo a carico di tutti i Comuni. La ragione sta in un vizio contenuto nella legge regionale relativa che, una volta superato in aula a Bari, porterà i buoni tra i buoni e i cattivi a lavorare sodo per risalire la china. “Siamo strafelici – commenta intanto la consigliera con delega all’Ambiente, Anna Toma – e questo ci incentiva a fare sempre di più. Tolleranza zero per chi non conferisce correttamente e impegno massimo per la tutela dell’ambiente”. (Anna Toma con Donato Metallo)

Un centro di analisi e ricerca sui rifiuti  Il “Faremo sempre di più” lo spiega il Sindaco Donato Metallo. “Adesso siamo già a 75% – premette – con un ulteriore balzo negli ultimi tre mesi in cui abbiamo iniziato a differenziare anche l’organico”. Prima di questo passaggio, i racalini erano attestati al 37%. Nei programmi dell’Amministrazione comunale, proprio per andare oltre, ci sono un nuovo ecocentro anche nella marina di Torre Suda ((finanziato con 300mila euro dalla Regione); altri 30mila euro di fondi comunali sono destinati – il bando pubblico sta per partire; un solo precedente in Italia – alla creazione di un centro di ricerca sui rifiuti con analisi dei flussi, del contesto ambientale, degli eventuali errori. Tra l’altro, 50mila euro di finanziamento regionale saranno spesi per smantellare e smaltire amianto; 11mila euro dalla Provincia dal progetto “Una campagna per le campagne” alimenteranno un laboratorio didattico e una bonifica di discariche abusive. “Certo, noi abbiamo fatto la nostra parte – conclude Metallo – ma senza il coinvolgimento e la partecipazione dei cittadini non avremmo avuto questo risultato”.

Va detto infine che altri Comuni hanno sfiorato il traguardo. Si tratta di Melpignano, Bagnolo del Salento, Minervino di Lecce, Monteroni, Salice, Lecce, Carmiano. Fuori anche Surbo per documentazione incompleta.

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Taviano – A valorizzare le sale cinematografiche storiche nei centri urbani pugliesi ci ha pensato la Regione Puglia con un progetto ad hoc. Tra i beneficiari anche il Multiplex Fasano di Taviano, con un contributo di 461mila 861 euro. Il progetto “Multiplex Fasano srl – Ats” è l’unico caso, fra tutti quelli presentati, che vede come soggetto promotore un’Ats, cioè un’associazione temporanea di scopo, composta da due Enti pubblici, il Comune di Taviano e l’Istituto comprensivo e da imprese private, il Multiplex Fasano e la società Radio Diffusione.  La missione del progetto è la valorizzazione della sala storica Fasano, attrattore culturale attivo a Taviano sin dagli anni ’50, attraverso la creazione di nuovi servizi, modelli economici e contenuti culturali. Innovazioni, queste, che andranno a consolidare la programmazione cinematografica e aiuteranno a diversificare e ampliare la qualità dell’offerta culturale proposta.

«Gli interventi progettuali – dichiara il direttore della sala cinematografica, Antonio Mosticchio – prevedono il miglioramento della fruizione del Multiplex con la dotazione di nuove tecnologie di proiezione, di diffusione del suono e del clima nelle sale. Particolare attenzione è dedicata al miglioramento dell’accessibilità fisica, per i diversamente abili, e digitale: biglietteria on line, approfondimenti e guida alla fruizione sul sito web, promozione radiofonica e streaming degli eventi». Il sindaco di Taviano, Giuseppe Tanisi esprime la sua soddisfazione per il risultato raggiunto: «Con questo progetto la nostra comunità si arricchirà di servizi innovativi come l’attivazione di “Cinema in Comune”, il servizio di bus navetta intercomunale di connessione con Ugento, Alliste e Racale (città dove non sono presenti sale cinematografiche) e di servizi complementari ad impatto sociale quali, l’iniziativa “Famiglie al cinema” che prevede la concessione di ingressi gratuiti per le famiglie in condizioni di disagio e “Natale al cinema”, con l’offerta di ingressi per gli studenti e i loro familiari per la fruizione guidata di un film in prima visione». Infine l’Istituto comprensivo co-realizzerà il laboratorio di audience development per formare gli studenti alla fruizione dei film e il concorso “Dai un colore al tuo cinema” con il quale gli alunni parteciperanno al restyling della facciata esterna del Multiplex.

Maglie Melpignano – L’orientamento resta quello di sei anni fa, nonostante polemiche e tensioni e uno studio fatto rifare dal presidente Emiliano e concluso con le stesse indicazioni del precedente. La collocazione pure, quasi un prolungamento della zona artigianale di Maglie che ha il grande vantaggio di essere già infrastrutturata di tutto punto (solo per infrastrutture l’ospedale da costruire tra Monopoli e Fasano assorbirà 30 milioni dal bilancio della Regione). Anche l’obiettivo resta quello indicato dall’allora assessore alla Sanità Ettore Attolini (Giunta Vendola), quello di un ospedale per il Sud Salento adriatico di primo livello, in pratica l’alter ego di Gallipoli per la fascia jonica.

Il grande progetto comincia a camminare Di nuovo oggi c’è che la direzione generale dell’Asl ha firmato e consegnato in Regione lo studio di prefattibilità, in pratica l’analisi e valutazione delle caratteristiche, dei costi e dei possibili risultati sulla base di una preliminare idea di massima. “E’ il primo importante passo” annuncia col suo ufficio stampa l’Asl di Lecce e poiché “”ogni grande marcia comincia con un passo”, l’ospedale nell’area tra Maglie e Melpigiano questo passo l’ha finalmente compiuto. Beninteso, non si tratta di qualcosa che sta dietro l’angolo, neanche adesso che ha cominciato a camminare. Il cronoprogramma scandisce un susseguirsi di mesi lunghissimo, in tutto 89; in anni, ce ne vorranno sette e cinque mesi, compresi i 40 mesi per la consegna del cantiere e i lavori veri e propri in un’area di 120mila metri quadri.

 I dettagli del nuovo nosocomio Il progetto elaborato dall’ingegnere Antonio Leo e firmato dal dg Ottavio Narracci, prevede 350 posti letto, di cui 317 per acuti e i restanti dedicati a Day Hospital/Day Surgery, distribuiti su tre piani oltre il seminterrato, per una superficie coperta di circa 44mila metri quadri, 201 stanze di degenza (con uno o due posti e bagno interno), un’area a parcheggio da circa 1200 posti auto. In coerenza con il Piano di riordino della rete ospedaliera, il nuovo ospedale disporrà di tutti i reparti previsti per un nosocomio di primo livello, come quello di Gallipoli; avrà un gruppo operatorio dotato di sei sale chirurgiche e tre sale parto/travaglio. Saranno presenti o disponibili in rete 24 ore su 24 i servizi di Radiologia, Laboratorio, Servizio Immunotrasfusionale. Per le patologie complesse (traumi, cardiovascolari, ictus) saranno previste forme di consultazione, di trasferimento delle immagini e protocolli concordati di trasferimento dei pazienti presso il Centro di II livello. La struttura sarà anche dotata di letti di “Osservazione Breve Intensiva” e di letti per la Terapia Subintensiva (anche a carattere multidisciplinare).

Una megastruttura per un bacino di 209mila abitanti L’ospedale che verrà riguarda un territorio comprendente 43 Comuni e un bacino d’utenza di 209mila abitanti, connesso con le altre strutture ospedaliere presenti a breve distanza (i Presidi di Scorrano e Galatina) e con i quattro distretti socio sanitari di riferimento, Poggiardo, Maglie, Martano e Galatina. La scelta del sito ha considerato tutto questo, prima di respingere le proposte per il nuovo insediamento provenienti da Maglie stessa, Muro Lecce, Scorrano, Poggiardo, Palmariggi. L’individuazione ufficiale è avvenuta durante la riunione della conferenza dei servizi tenutasi il 28 marzo scorso presso il Dipartimento regionale Promozione della Salute, che aveva ricevuto l’input dal presidente del governo regionale di attivare le procedure amministrative nello scorso dicembre.
Perché conviene costruire piuttosto che ristrutturare ospedali esistenti Fa parte dello studio di prefattibilità anche il conto economico, ovviamente, e le giustificazioni per cui – nonostante immobili esistenti e funzionanti – l’analisi puntuale dei costi e dei benefici indica altre strade. Memorie di precedenti polemiche e scontri anche furibondi tra Sindaci – Toma e Stomeo – e Regione), l’Asl mette le mani avanti, “a partire dalla considerazione che gli edifici ospedalieri esistenti sono obsoleti e non a norma dal punto di vista strutturale e impiantistico, per cui qualunque intervento di manutenzione e di adeguamento alle nuove normative vigenti comporterebbe un elevato costo, senza un reale giovamento in termini organizzativi e di efficienza”. Per fare un esempio pratico: l’adeguamento degli Ospedali di Scorrano (207 posti letto) e di Galatina (143), di cui pure qualche consigliere regionale si è fatto promotore fino a pochissimo tempo fa, per le norme di prevenzione antincendio costerebbe 12,6 milioni; altri 50 milioni circa servirebbero per l’adeguamento strutturale alle norme antisismiche; infine sono stimati altri 10 milioni per i costi indiretti necessari allo svuotamento e trasferimento prima e dopo gli interventi di adeguamento. In totale, se ne andrebbero 76,2 milioni di euro per mettere a norma vecchie strutture ospedaliere; con 142 il territorio ne avrà una d’avanguardia, fornita persino di una linea ferroviaria che attraversa la zona.

Gallipoli – Sia pure in due tornate ma con un prezioso lavorio di limature e affermazioni, la Regione Puglia ha finalmente trovato il modo per dire, con un documento ufficiale unitario, cosa vuole che si faccia per frenare il contagio degli ulivi ed anche per il futuro agricolo delle zone più colpite, come la provincia di Lecce, a partire dalla zona di Gallipoli e della fascia jonica, e ricreare un paesaggio ed una economia in ginocchio. Il Consiglio regionale ha infatti approvato all’unanimità poche ore fa l’ordine del giorno sulla Xylella che impegna la Giunta regionale ad attivare in particolare una tavolo tecnico-scientifico permanente sulla Xylella, con la partecipazione di rappresentanti dell’Osservatorio fitosanitario, dell’Arif (agenzia regionale irrigazione e foreste), del Consiglio nazionale delle ricerche, delle Università di Bari Lecce e Foggia, degli Ordini professionali e delle associazioni di categoria.

Un Piano sostenibile per la rigenerazione agricola, paesaggistica e di sviluppo delle zone colpite Punto secondo: predisporre, d’intesa con il Ministero delle politiche agricole, un Piano di sviluppo agricolo, paesaggistico e di rigenerazione dei territori colpiti “coerente con i principi della sostenibilità economica, ambientale e sociale”. Il piano deve prevedere “misure compensative per i danni subiti dalle aziende olivicole, dai frantoi, dal sistema vivaistico e vitivivaistico sia direttamente, attraverso la perdita del potenziale produttivo, sia indirettamente, per la necessità di implementare le misure fitosanitarie obbligatorie per il controllo dei vettori”. Questo strumento particolare “deve dedicare particolare attenzione ai piccoli agricoltori che costituiscono buona parte delle aziende agricole del territorio pugliese”.

“Nessun controllo sulle importazioni di materiali vegetali nella Ue” Il documento finale votato da tutti i gruppi consiliari inoltre “impegna anche la Giunta regionale ed il suo presidente, Michele Emiliano, a chiedere al Governo nazionale e, per suo tramite, all’Unione europea le risorse finanziarie necessarie per la tutela del paesaggio e dell’ambiente e per garantire la sostenibilità delle azioni di contenimento e di eradicazione”. In maniera chiara ed esplicita, si richiama l’Ue alle proprie responsabilità per non aver attivato alcun tipo di controllo sulle importazioni di materiale vegetale, in particolare nello scalo di Rotterdam (Olanda) su cui molti indizi convergono relativamente alle importazioni di piante ornamentali dal Centro America: la stessa sottospecie di Xylella fastidiosa è stata individuata nelle piante da caffè del Costa Rica. Solo da poco e dopo lo scoppio del caso Xylella (con casi di piante importate ma malate rintracciati in Olanda e Spagna, tra gli altri), le autorità europee hanno attività un centro di controllo su questo tipo di importazioni.

“Le eradicazioni delle piante infette, con le norme in vigore, è praticamente impossibile” La Regione si è assunto il compito anche di attivarsi presso il Governo nazionale “per ottenere interventi normativi speciali che consentano di fronteggiare tempestivamente una situazione di emergenza nazionale grave come quella causata dalla Xylella f., agevolando l’applicazione immediata delle misure fitosanitarie e, in particolare, la rimozione delle piante infette”, cioè le eradicazioni, insieme a misure di sostegno per l’economia pugliese. In questo caso si invoca un decreto legge per consentire gli eradicamenti nella “zona di contenimento” della malattia. Problemi di varia natura normativa, hanno portato finora a magri risultati: su oltre 3.800 piante risultate infette, finora quelle divelte e portate via sono state mille circa. Problemi di natura catastale (in un caso limite su di una particella insistevano undici proprietari), di catasti non aggiornati, di notifiche assai laboriose (soprattutto nel caso di eredi) e di norme urbanistico-paesaggistiche hanno messo in ginocchio la gran parte dei tentativi di rimuovere gli ulivi malati e fonte di propagazione. Il decreto invocato dovrebbe consentire l’eradicazione degli alberi individuati

“Bloccare lo spostamento dei confini delle aree infette ancora più a nord” Il Governo nazionale, infine, su richiesta dell’intera Puglia, è chiamato ad opporsi “in ogni sede” alla modifica dei confini delle aree infette approvata il 23 maggio scorso dal Comitato fitosanitario europeo. Come si ricorderà, proprio a causa del’alto numero di ulivi sotto attacco nella “zona di contenimento” (passati da 700 ad oltre 3mila, censimento del marzo scorso) e dello scarso numero di focolai bloccati sul nascere (quelli estirpati, dopo un anno non presentavano più casi di Xylella), è scaturita l’indicazione di far diventare “di contenimento” l’attuale fascia cuscinetto larga 20 km e che va dallo Jonio all’Adriatico, e sposta i 20 km ancora più a nord, fin nel Barese.

Gallipoli – “Si potrà andare al mare col treno di domenica?”. Come ogni anno, con l’estate ormai alle porte, il problema dei mezzi pubblici, dei treni in particolare, è al centro delle aspirazioni dei villeggianti e delle cronache giornalistiche, con rimpalli di responsabilità tra Regione e Provincia (per potenziare “Salentoinbus”, per esempio) le proposte avanzate da privati nel tentativo di dare qualche certezza in più all’ondata dei vacanzieri in arrivo. Un copione scontato che peraltro dovrebbe puntare non solo al trasporto pubblico collegato ai flussi turistici di punta, ma anche alla destagionalizzazione ed alla mobilità dei cittadini per tutto il corso dell’anno. Se così fosse, con servizi efficienti e con l’affermazione della cultura dei trasferimenti senza l’auto al seguito, sarebbe più semplice affrontare l’”emergenza” annunciata. Invece si corre ai ripari in piena estate e dopo mille proteste: due anni fa ad agosto furono utilizzate di domenica le vecchie e gloriose littorine; l’anno scorso, sempre ad agosto, niente treni ma collegamenti su gomma. Quest’anno ancora nessuna certezza, si aspetta l’incontro tra l’azienda che ha assorbito la Sud Est, cioè le Ferrovie dello Stato, e la Regione Puglia il prossimo 28 maggio.

I treni “vietati” per assenza e per lentezza Lo spostamento in treno è praticamente impossibile di domenica, non solo perché rimangono in deposito (e questo tutto l’anno) ma anche per il tempo che impiegano a coprire le varie tratte, visto che sono costretti a non superare  i 50 km orari secondo le prescrizioni  dell’Agenzia nazionale sicurezza ferroviaria (Ansf), limite che potrà essere superato quando sarà installato il sistema di sicurezza Scmt (Sistema di controllo marcia treno).  I viaggiatori (che ci sono e in buon numero anche nelle corse non usate fra un po’  dagli studenti) sono ormai rassegnati, anche due ore e mezza da Lecce a Gagliano del Capo o Gallipoli. Se si scorrono le recensioni dei turisti sui trasporti salentini ci si rende conto che sole, mare, vento e accoglienza ospitale possono consolare ma non per sempre: sono sempre più numerosi quanti dicono che non metteranno più piede nel Salento. Anche quest’anno quindi, per mancanza di personale i collegamenti con le località marine sembra che non saranno potenziati e continueranno a essere assenti la domenica: «A nulla purtroppo è servito l’ingresso delle Ferrovie del Sud Est nel gruppo Ferrovie dello Stato, la mancanza di corse ferroviarie la domenica costituisce un grave vulnus nel sistema del trasporto locale. Non si può sempre sperare che il turista abbia pazienza perché “il mare è bello e il cibo è buono”» dice il consigliere regionale pentastellato Antonio Trevisi.

Una mano da Freccia link ma solo per i viaggiatori del Roma-Lecce Dal 10 giugno al 16 settembre ci sarà il servizio  di Trenitalia Freccia link che quest’anno interesserà oltre Gallipoli, anche Otranto e Marina di Ugento. Si tratta di un servizio bus in connessione con i Frecciargento  in arrivo e partenza sulla tratta Lecce/Roma.  Ogni sabato e domenica, quindi, ci saranno due corse (andata e ritorno) Lecce/Otranto e Lecce – Torre San Giovanni, marina di Ugento; quattro corse per Gallipoli. I biglietti si possono prenotare direttamente sul sito.

L’intervento dei privati  Se il servizio pubblico è carente, intervengono i privati o almeno ci provano.  Il Capo di Leuca si dà una mossa per far giungere a destinazione quanti arrivano alla stazione di Arigliano-Gagliano e non possono raggiungere le località marine. L’associazione dei commercianti di Castrignano del Capo e l’Amministrazione comunale stanno lavorando a un progetto di mobilità estiva: un bus navetta da 56 posti “Bus Viva Leuca” che dalla stazione di Gagliano toccherà  il camping S. Maria di Leuca, spiazzo Messapia Hotel, basilica di S. Maria di Leuca, Hotel Approdo, Hotel Terminal e porto turistico, piazzetta in paese, Torre dell’Omomorto, Punta Ristola, spiazzo Tatanka, Marina di Felloniche e San Gregorio (Marine di Patù), Patù Giuliano, Castrignano, stazione ferroviaria. La navetta  potrebbe effettuare quattro corse in collegamento con gli orari ferroviari e sei nei mesi di luglio e agosto, alleggerendo i problemi di traffico e di parcheggio per i visitatori.

Una passata edizione del Premio 

Alezio – Mentre s’avvicina la settima edizione del Premio giornalistico intitolato ad Antonio Maglio, professionista “locale e globale” di solida cultura, fondatore del “18° Meridiano” di Alezio (primi anni Sessanta), della Tribuna del Salento e infine del “Quotidiano di Lecce Brindisi e Taranto”, l’assemblea dei soci fondatori si riunirà domani, venerdì 18 maggio alle ore 17 – presso l’Hotel President a Lecce. Diversi gli argomenti su cui decidere: approvazione del conto consuntivo 2017, bilancio preventivo del 2018; programmazione annuale e stato delle attività, rinnovo delle cariche sociali ed eventuali altri temi. Il presidente on. Giacinto Urso condurrà i lavori.

A gestire il premio giornalistico omonimo è infatti l’associazione che ne porta il nome. I termini per partecipare al Premio 2018 scadono il 30 giugno. Con  la “Antonio Maglio” collabora il Comune di Alezio, paese natale di Maglio; hanno concesso il patrocinio l’Ordine nazionale dei Giornalisti, la Federazione nazionale della Stampa, Assostampa di Puglia, Regione Puglia, Provincia di Lecce, Comune di Lecce (città in cui risiedeva), Università del Salento. Il premio è promosso d’intesa con la famiglia Maglio ed è finalizzato a ricordare e rilanciare, attraverso la promozione del lavoro giornalistico, la figura e le qualità umane e professionali del giornalista salentino. Maestro per una intera generazione di giornalisti (tra i quali il direttore di Piazzasalento, Fernando D’Aprile), di Maglio si ricordano gli insegnamenti alla verifica scrupolosa delle notizie, alla “legge” di ascoltare sempre le due campane su di un determinato argomento, sul sacro rispetto dei lettori in primo luogo, da informare con assoluta onestà intellettuale, sul distacco netto tra notizie ed opinioni, da non spacciare mai per informazioni. Famoso, tra i suoi tanti discepoli, la sua indicazione: “Davanti ad un giornalista gli uomini pubblici devono rivoltare le loro tasche”.

Al concorso sono ammessi articoli e inchieste pubblicati su giornali e testate giornalistiche cartacei e on line. Si possono segnalare anche elaborati da parte di lettori o altri soggetti interessati. I temi degli articoli devono essere legati all’attualità ed avere una rilevanza sociale. La partecipazione è gratuita. I premi in denaro sono di mille euro il primo, di 500 euro per i due secondi. Fuori concorso, la giuria assegnerà poi nella manifestazione che si terrà ad Alezio i primi di agosto, un Premio alla carriera. Tutte le altre informazioni si trovano sulla pagina Facebook AssociazioneAntonioMaglio. (nella foto il pubblico di una passata edizione)

 

 

 

Nardò – La biblioteca comunale “Achille Vergari” diventa più “smart”. Così l’innovazione fa il suo ingresso nell’antico edificio – realizzato nel 1895 – che sorge nel cuore del centro storico neretino, grazie all’avviso pubblico della Regione Puglia “Smart In Community Library”. “Il Giardino dei lettori. Biblioteca diffusa di comunità ed innovazione” – questo il nome del progetto presentato e ammesso ad un finanziamento di 950mila euro – prevede lavori di recupero infrastrutturale della biblioteca e del giardino, secondo la proposta presentata dall’ingegnere Alberto Antico e dall’architetto Egidio Muci, come il ripristino dei prospetti esterni, il risanamento delle murature interne e la sistemazione ai fini della fruibilità del giardino interno, con la creazione di nuovi spazi aggregativi, fulcro della “community”, della biblioteca di comunità, orientata a diventare un presidio di partecipazione e coesione culturale. Si procederà anche all’adeguamento funzionale degli spazi con nuovi arredi e dotazioni tecnologiche, abbattendo le attuali barriere alla fruizione (tavoli interattivi, totem multimediali, sistema di digital signage, postazioni informatiche e wi-fi, cuffie wireless, ecc.). Un secondo tipo di interventi porterà alla creazione, all’ampliamento e al rafforzamento di alcune sezioni tematiche della biblioteca, con un’attenzione particolare al rinnovamento della sezione dedicata ai bambini e di quella degli young-adult (13-19 anni). Cambieranno le modalità di fruizione al patrimonio librario della struttura, che attualmente ospita oltre 75 mila volumi, grazie alla digitalizzazione dei volumi. Tante poi le attività rivolte a target di pubblico diversi, con l’obiettivo di rendere maggiormente attrattiva l’offerta, con particolare riferimento al patrimonio storico locale (servizi di gamification, letture animate, laboratorio di graphic novel, letture in piazza, corso di alfabetizzazione informatica e assistenza pratiche e-government, consegna e ritiro di libri a domicilio). A tal proposito la biblioteca avrà una nuova identità, smart e friendly, con l’acquisizione di un logo e di un’identità grafica unitaria, la creazione di un sito web e di un app che facilitino l’interazione con gli utenti.

“In un colpo solo – commenta il Sindaco Giuseppe Mellone – regaliamo una seconda vita alla nostra gloriosa biblioteca, con la “chicca” del giardino mai utilizzato sino ad oggi, e alimentiamo un circuito virtuoso fatto di libri, di cultura, di comprensione della storia della nostra città. Ancora una volta viene premiata la nostra capacità progettuale, ormai punto di riferimento e modello per le altre amministrazioni locali”. Per supportare il coinvolgimento delle fasce giovanili, è stata stipulata una convenzione con l’Istituto “Vanoni” di Nardò, che prevede il coinvolgimento delle sezioni del Settore Economico e Turistico e del Liceo Artistico nelle attività proposte. Il progetto prevede poi la costituzione di un sistema bibliotecario diffuso attraverso cui due importanti presidi culturali del Comune di Nardò, il Museo della Preistoria ed il Centro Servizi Culturali e Bibliotecari, supporteranno la biblioteca “Vergari” nelle attività di promozione della lettura e della conoscenza del patrimonio culturale del territorio.

“Con queste importantissime risorse – spiega l’assessore alla Cultura Ettore Tollemeto – la biblioteca “Vergari” diventa un modello evoluto di biblioteca che offre servizi innovativi per la promozione della lettura e della cultura. Questa è l’occasione anche per migliorare e potenziare la fruizione del sistema bibliotecario neretino e assicurare l’accesso a contenuti divulgativi e scientifici riguardanti il territorio e, in particolare, l’archeologia preistorica, attraverso la condivisione di informazioni e argomenti con soggetti operanti nello stesso settore, la diffusione di saperi legati all’ambito preistorico anche tra i bambini, il coinvolgimento di scolaresche nella fruizione e nella produzione di conoscenza. Siamo orgogliosi di questo risultato straordinario e non vediamo l’ora di dare forma e vita al progetto, che legheremo anche a “Città che legge”, altro bellissimo successo di questa amministrazione”.

 

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TAVIANO. Primo step raggiunto per il “Premio nazionale teatrale”, progetto triennale presentato dall’associazione Teatrale Calandra in Ats (associazione temporanea di scopo) con il Comune di Taviano, Comune di Tuglie e Istituto di Culture Mediterranee. La proposta risulta tra le iniziative progettuali riguardanti lo Spettacolo dal vivo, Residenze artistiche e le Attività culturali selezionate dalla Regione Puglia, nell’ambito dell’avviso pubblico a sostegno di imprese creative e progetti a carattere triennale con l’obiettivo di favorire il rapporto fra tradizione e innovazione nella valorizzazione delle identità e del patrimonio culturale, storico e artistico. “Una prima tappa raggiunta – sottolinea il Sindaco di Taviano Giuseppe Tanisi – per concretizzare un programma che prevede fra l’altro la presenza, col ruolo di presidente di giuria, del giornalista e critico Vincenzo Mollica, che a Taviano terrà una masterclass di critica dello spettacolo e una mostra temporanea di arte visiva”. Nel frattempo, in attesa di conoscere gli esiti definitivi del sostegno finanziario da parte della Regione nell’ambito del “Patto per la Puglia”, è partita una parte del progetto “Sipari di periferia”, laboratori espressivo-teatrali per più piccoli a cura della Compagnia “La Busacca”.

Secondo quanto emerge dalla determinazione dirigenziale della Sezione Economia della Cultura pubblicato lo scorso 7 novembre, Taviano risulta in buona compagnia: tra i soggetti candidati le cui proposte di attività culturali sono risultate ammesse figura, infatti, anche il Comune di Aradeo con il suo “Carnevale aradeino e delle Serre Salentine – In maschera 365”, il Comune di Matino con il progetto “Amiamo la Cultura – Il villaggio creativo dell’arte”, Patù con “La luna dei Borboni”, Ugento con il “Premio internazionale di archologia Zeus”, il Comune di Racale, che lo scorso 21 luglio aveva annunciato tramite il suo Sindaco Donato Metallo la presentazione del progetto “Città della follia”, finalizzato al racconto e alla valorizzazione della particolare creatività e intraprendenza di comunità attraverso una serie di concerti, spettacoli, laboratori. In quell’occasione come direttore artistico era stato scelto Roberto Vecchioni, il quale aveva accolto con entusiasmo la proposta avanzata dal primo cittadino. Ora bisognerà attendere che il progetto venga finanziato per tre anni con il bando cultura.

L’avviso pubblico ha infatti una dotazione finanziaria complessiva pari a 18 milioni di euro e prevede un contributo tra un valore minimo annuo (per i tre anni) di 10mila euro e un massimo di 500mila per lo spettacolo dal vivo e le residenze artistiche (teatro, musica, danza, cinema e audiovisivo, spettacolo viaggiante e circense); tra un valore minimo annuo di 6mila euro e un massimo di 80mila per le attività culturali (manifestazioni espositive, progetti editoriali e iniziative per la promozione della lettura, convegni, seminari, workshop, eventi e rassegne, ricerche e studi, premi).

 

 

Gallipoli – Il monitoraggio nella zona a nord di quella infetta ripresi a ritmo intenso (prima della sosta ferragostana, in quattro mesi e mezzo ne erano stati effettuati 190mila); la Regione Puglia che vara una nuova legge per il contrasto del batterio da quarantena noto come “Xylella fastidiosa”, chiarendo il senso di tre articoli – 5, 6 e 8 – della precedente legge del 29 marzo ’17; alle cultivar di ulivo Leccino e Fantastica, che hanno superato già alcuni test di resistenza al contagio, si potrebbero presto aggiungere altre varietà come il Frantoio ed alcuni ulivi selvatici della zona a sud di Gallipoli, dieci dei quali (su 19)  hanno superato cinque prove di verifica: le principali  novità concrete – ben tenendo presente i tempi della ricerca che per dire la parola finale necessità di anni, non di mesi –  si possono riassumere così e riguardano la provincia di Lecce definita “zona rossa”, e quella cuscinetto che la delimita verso il Brindisino e il Tarantino dove sono ripresi i controlli massicci, da Ostuni a Crispiano, da Brindisi a Fasano, Grottaglie, Martina Franca e Taranto.

Le legge regionale è stata approvata dal Consiglio regionale della Puglia ha approvato il 7 scorso a maggioranza – no del M5S, astensioni da Fi, Ap e Direzione Italia. La Puglia si adegua alle ben note norme europee  per la gestione della batteriosi come quella da Xylella fastidiosa. Si è provato in questi ultimi anni – l’infezione è stata individuata nel 2013 – a svicolare ma alla fine i risultati sono stati deprimenti, basta guardarsi intorno, e i rischi in aumento anche per via di una procedura d’infrazione aperta nei confronti dell’Italia per non aver affrontato in sostanza il grave problema della diffusione della epidemia in tutto il continente.

Per quanto riguarda le misure di eradicazione del patogeno, ecco la nota testuale della Regione: “Si prevede la rimozione immediata della pianta infetta, di tutte le piante notoriamente infette e delle piante che presentano sintomi della possibile infezione o sospettate di essere infette nel raggio di 100 metri, oltre all’abbattimento delle piante ospiti presenti, a prescindere dal loro stato di salute. Vengono inoltre specificati i siti, nel cui raggio di 200 metri il servizio fitosanitario regionale ha disposto la rimozione immediata di tutte le piante risultate infette. In riferimento all’accesso al fondo di solidarietà nazionale per la compensazione del mancato reddito a causa della batteriosi, la legge prevede che si applichi anche alle aziende vivaistiche non agricole, che producono cioè in substrati diversi dal suolo agrario. Per quanto riguarda invece la tutela degli ulivi monumentali, che secondo la legge non vanno rimossi ma isolati, si specifica che la norma vale per le piante non infette ricadenti nel raggio di 100 metri di distanza dalla pianta infetta nella zona delimitata soggetta a misure di eradicazione. Al fine di sostenere la vitalità degli ulivi monumentali infetti, la sperimentazione scientifica è consentita nella zona infetta ad esclusione della zona di 20 km nella quale si applicano le misure di contenimento”.

Sono le stesse regole che aveva recepito il commissario straordinario tanto invocato ed alla fine arrivato nel febbraio 2015, il comandante della Forestale Giuseppe Silletti; solo che a queste severe  misure la Puglia e il governo si allineano dopo quasi due anni, con il commissario andato via; con la Regione che ha avocato a sé la gestione dell’affaire Xylella; con una ininfluente task force di tecnici e scienziati nominata dal presidente Emiliano, che ha rappresentato solo la frantumazione dei saperi davanti ad un nemico mai conosciuto prima.

Si vedrà se adesso ci sarà la forza di procedere nella direzione indicata e sostenuta dai ricercatori dei Pasi che col batterio hanno dovuto fare i conti, dagli Usa al Brasile, a Taiwan. Alternative non pare ce ne siano o almeno non sono emerse né sono state sperimentate e certificate con un qualche successo dal fronte degli oppositori agli eradicamenti.

Il 12 intanto il comitato olivicolo salentino batte un colpo a Lecce con una nuova manifestazioni con trattori e agricoltori di tutto il Leccese; raduno al Foro Boario e poi il corteo fino all’ufficio provinciale dell’Agricoltura. Niente bandiere e niente sigle di associazioni e di sindacati, hanno deciso gli organizzatori, che hanno eletto come propria sede quella di “Primolio” sulla Casarano-Supersano, portavoce Cosimo  Primiceri di Casarano.  Ed anche questo è un segnale tangibile delle rotture e della crisi di rappresentanza che questo attacco agli ulivi ha prodotto nel mondo agricolo.  Il comitato mette sul banco degli imputati la Regione e l’assessore Leonardo Di Gioia, giudicato senza mezzi termini “inadeguato”. Il tempo perso per decidere oggi ciò che era già chiaro ieri è l’accusa principale, rivolta sia a coloro che non hanno difeso quelle misure contenute nel piano Silletti, sia a quanti lo hanno contrastato in tutti i modi, comprese le denunce alla Procura di Lecce. Lunga comunque la lista delle cose che si dovrebbero fare “con urgenza”, dallo sblocci dei fondi fin qui annunciati e decisi, alla nomina di un commissario al posto dell’assessore Di Gioia; dall’estensione dello stato di calamità anche per il 2018 all’autorizzazione a reimpiantare da subito le varietà risultate fin qui capaci di convivere con la Xylella senza morire.

Dall’associazione  “Agrinsieme”, che riunisce le organizzazioni tradizionali di agricoltori, ed olivicoltori, oltre al rammarico per non essere stata coinvolta nella manifestazione di martedì prossimo, viene la proposta di una assemblea dei Sindaci convocata dalla Provincia, a cui invitare i massimi esponenti di Regione, Governo, Commissione europea.

Gallipoli. Sulla linea Lecce-Gallipoli l’ultima sorpresa in ordine di tempo sono i treni tagliati “a giorni alterni”: non ce ne sono, dice la Sud Est per cui ecco gli autobus per i tragitti di metà mattinata; nel pomeriggio dovrebbe essere tutto come previsto lungo la linea in assoluto più frequentata dagli utenti in questa stagione. “Non ci sono treni a sufficienza – dicono ancora gli addetti – tra guasti e carenze croniche. Ma almeno ci sono gli autobus”, dicono per tentare di giustificare responsabilità non loro.

La conseguenza è che gli orari di partenza ed arrivo saltano uno dopo l’altro: una cosa è percorrere binari altro attraversare centri abitati per raggiungere le stazioni là dove si trovano ubicate. “La lettura quotidiana dei giornali provoca sconcerto e rabbia e un profondo senso di smarrimento per chi ha sempre visto la Puglia come una regione innovativa e all’avanguardia. E ancora più sconcerto e rabbia si prova – scrive in una nota il capogruppo alla Regione di Articolo 1, Ernesto Abaterusso – quando, di fronte a un servizio di trasporto pubblico al collasso, sulle cui disfunzioni da anni gli utenti inveiscono quasi sempre inascoltati, si leggono dichiarazioni come quelle rilasciate dall’assessore Loredana Capone che convoca un incontro strategico (!) per il 2 di agosto, a estate ormai inoltrata e con problemi più che esplosi”.

Al governo nazionale indirizza i suo appello il senatore Dario Stefàno: “Il diritto alla mobilità è garantito costituzionalmente: non deve essere un privilegio per pochi, o peggio ancora, un miraggio per chi, ad esempio, risiede o vuole raggiungere il basso Salento. È necessario che il Ministro Delrio si attivi in iniziative necessarie a garantire collegamenti e trasporti da Lecce verso Gallipoli e Otranto”. L’interrogazione del parlamentare, presidente de “La Puglia in Più” e ricolta al Ministro delle infrastrutture e trasporti, così prosegue: “Lo scorso anno, in ragione di numerose proteste, le Ferrovie del Sud Est, dopo ben 19 anni, avevano provveduto a ripristinare i collegamenti ferroviari della domenica sulla tratta Lecce-Otranto e su quella Lecce-Gallipoli nel periodo estivo. Rappresentava una risposta, seppur nella forma del minimo sindacale. Oggi, con cadenza ormai quasi giornaliera, i social network, e conseguentemente i quotidiani locali e nazionali, sono tornati a riferire di vere e proprie odissee vissute dai turisti che, una volta sbarcati all’aeroporto di Brindisi, si trovano costretti a viaggiare o stipati in carrozze vetuste, prive di aria condizionata, o addirittura, la domenica, a percorrere il tratto verso le località del Basso Salento esclusivamente con mezzi su gomma, senza alcuna comodità, e al limite dei livelli di sicurezza. A fronte di un turismo in crescita – conclude Stefàno – Ferrovie Sud Est continua a fornire un servizio non solo inadeguato e largamente al di sotto degli standard ma, addirittura, in casi come quello qui denunciato, nei fatti inesistente. Occorre che il governo si attivi per cercare, davvero e finalmente, una soluzione immediata e credibile”.

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spiaggia-gallipoliCon l’arrivo dell’estate, ritorna per il secondo anno il numero verde 800894500 per denunciare i reati ambientali in Puglia e per diffondere la legalità sulle spiagge. A gestire le chiamate, che segnaleranno i reati ambientali e del mare, sarà un call center gestito da “I Rangers d’Italia” sezione Puglia, con presidente regionale Stefano Pesce, attivo tutti i giorni fino al 30 settembre dalle 9,30 alle 18,30. I cittadini potranno segnalare abusi, infrazioni, reati ambientali, abbandono di rifiuti o chiedere aiuto per le situazioni di difficoltà sul demanio marittimo rimanendo nell’anonimato. Risponderà al numero verde un gruppo di giovani preparati e formati che avviseranno le guardie ambientali e le autorità competenti. Quindi via libera alle segnalazioni: dalla difficoltà ad accedere al mare, dalla segnalazione a chi sporca o chi accende un falò in spiaggia, o di chi versa materiali inquinanti in acqua. Il progetto è già attivo ed è a cura de “I Rangers” insieme all’associazione FareAmbiente ed è finanziato dall’assessorato al demanio e patrimonio della Regione Puglia. I reati si potranno segnalare anche sul sito www.ecoreatipuglia.it o attraverso un’app apposita dove si potranno mandare fino a tre foto in tempo reale dell’abuso.

Scuola-primaria-Aradeo---Uffici-PresidenzaARADEO. Con un finanziamento ottenuto dalla Regione Puglia verrà riqualificato e messo a norma il plesso scolastico elementare “Alessandro Manzoni” (foto) di via Togliatti. L’intervento prevede anche l’adeguamento ed attivazione della retrostante palestra finora inagibile, permettendo finalmente di utilizzare un ambiente indispensabile per la socializzazione ed il benessere fisico. Il finanziamento è stato ottenuto grazie ad un progetto redatto dall’Area 3 comunale diretta da Salvatore Donadei, nominato anche Responsabile unico del procedimento. L’importo complessivo dei lavori è di 935mila euro e verrà finanziato in due distinte quote, in osservanza a quanto comunicato dalla Regione lo scorso 25 ottobre. Il progetto rientra nelle nuove risorse del Po- Fesr 2014-2020, tramite il quale la Regione ha finanziato le iniziative che non era stato possibile inserire nella precedente programmazione per l’esaurimento dei fondi disponibili. La progettazione esecutiva è dell’ingegner Vincenzo Gigli, tecnico della Visa Engeneering con sede a Lecce.

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xylella_160329ALLISTE. Ricerca dei migliori modi per contenere l’aggressione del batterio da quarantena Xylella e dei suoi insetti vettori: si parte. Nei giorni scorsi la Regione Puglia ha pubblicato gli elenchi delle società ammesse ai bandi per complessivi 2 milioni di euro. I bandi con codice A e B sono riservati a ricerche, sperimentazioni e trasferimento delle innovazioni in prodotti utili allo studio della Xylella; il bando C è per proposte progettuali di carattere dimostrativo e di applicazione pratica delle conoscenza con progetti pilota. Le attività scientifiche devono durare massimo 36 mesi. Ventinove i concorrenti per il codice A, con un milione di dotazione; ammessi in cinque: “Redoxy del Dipartimento di Scienze del suolo, della pianta e degli aliemnti dell’Università di Bari; “Antidote” del Centro euromediterraneo cambiamenti climatici di Lecce; “Xylmap” dei Servizi informazione territoriale Sit di Noci (Bari); “Fata” del Crea Pav di Roma; “Ciso” del Cnr di Portici (Napoli).

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FARMACIANEVIANO. C’è anche la nuova sede di Neviano tra le farmacie alle quali la Regione Puglia ha dato recentemente il via libera. Nell’ambito del “potenziamento del servizio di distribuzione farmaceutica”, in tutti i comuni della Regione sono state individuate 188 sedi di nuova istituzione, 41 delle quali in Provincia di Lecce. Quella di Neviano sarà la seconda in paese e andrà a collocarsi nell’area delimitata  tra le direttrici Neviano-Seclì e Neviano-Tuglie, ricomprendendo anche le nuove zone di espansione abitativa. Il via libera della Regione è giunto malgrado in molti casi vi sono anche dei ricorsi amministrativi pendenti, valutando il “l’interesse pubblico primario verso l’incremento dell’assistenza farmaceutica”.
L’ok è arrivato anche per Acquarica del Capo malgrado un ricorso pendente e malgrado la locale Amministrazione comunale abbia chiesto la soppressione della seconda sede, “stante il calo demografico ed in considerazione del procedimento amministrativo già avviato di fusione con il Comune di Presicce”.
Le altre sedi in zona, tutte di nuova istituzione, sono ad Alezio (la seconda, tra le vie Taranto, Roma e Sannicola), ad Aradeo, Galatone (zona ovest), Gallipoli (zona sud-est), Matino (con una sede in contrada Carizzolo e l’altra nella zona nord), Parabita (nella zona delimitata tra via Pio XXII, S.Eleuterio e la Provinciale per Collepasso), Racale (nella marina di Torre Suda), Taviano (tra le via per Gallipoli e Matino). Con le due nuove sedi previste (una al Villaggio Boncore e l’altra nell’area urbana di sud-est), Nardò sale a dieci farmacie mentre Casarano  giunge a quota sei con il nuovo esercizio previsto nella zona est della città.

Carlo_Falangone (Vice Sindaco - Nardo per Risi-Pd)Nardò. “Restituire quei 100mila euro alla Regione” si doveva. Per cui era inevitabile la determina di pochi giorni fa (12 ottobre, n. 817) degli uffici comunali (servizi tecnici e mobilità, nuove infrastrutture), con cui si è sancito che la somma erogata al Comune nell’agosto del 2007 (per la realizzazione di un centro semiresidenziale a ciclo diurno per donne e minori maltrattati) deve tornare indietro a Bari, visto che il progetto non è stato realizzato. «La cosa è andar avanti in brutte circostanze – spiega l’assessore alle Politiche sociali Carlo Falangone (foto) – visto che in quel periodo non c’era il dirigente comunale, perché deceduto. A ciò, erano seguiti una serie di problemi che non ci hanno permesso di dare seguito al progetto».

Il centro sarebbe dovuto sorgere nell’ex istituto femminile Vernaleone (via San Giovanni): «È un peccato – continua Falangone – perché sarebbe stata una struttura unica in provincia, per cui allora mi spesi molto; sarebbe stato molto utile visti alcuni fatti di cronaca avvenuti nella zona». Ma il progetto, anche se non concretizzato, esiste ancora e l’assessore Falangone spera di avere la possibilità di farlo rivivere: «Speriamo di poterlo ricandidare, magari con altri bandi di altri enti, rendendolo funzionale per l’Ambito sociale di zona. Naturalmente si dovranno apportare delle modifiche. Vedremo anche che tipo di finalità dare all’ex Vernaleone» conclude.

pantaleo-piccinno-presidente-di-coldiretti2È giusto procedere con l’eradicazione degli alberi infetti e con la dispersione mirata di insetticidi? Secondo l’Efsa la riposta è nella ricerca sul campo, da intensificare per ottenere una valutazione più approfondita e per mitigare il rischio di diffusione batterica. Nello specifico l’Autorità europea per la sicurezza alimentare – tirata in ballo da più parti –  in collaborazione con il Centro di ecologia e idrologia (Ceh) del Regno Unito, ha vagliato la possibilità di utilizzare un modello matematico per prevedere la diffusione della Xylella nel territorio leccese; i risultati  saranno pubblicati ad aprile sul sito dell’Efsa. Un altro progetto pilota sviluppato in collaborazione con il Cnr di Bari, sta studiando il campo ospite del batterio; gli esiti a fine 2015.

Ma non sono soltanto questi gli studi e le indagini in corso. Inoculare dei nanovettori nei vasi linfatici degli alberi millenari infetti in grado di contrastare la Xylella fastidiosa e il gioco è fatto. Potrebbe non essere un gioco bensì una soluzione innovativa e vitale per gli ulivi e per il Salento. Si propone questo obiettivo il cluster (gruppo) tecnologico regionale Tapass (acronimo per Tecnologie abilitanti per produzioni agroalimentari sicure e sostenibili) attorno al quale stanno lavorando da qualche tempo sei organismi di ricerca: Università di Bari, Foggia, Salento, il Centro ricerca e sperimentazione in agricoltura “Basile Caramia” di Locorotondo, il Cnr e il distretto agroalimentare regionale “Dare” che ha provveduto a coinvolgere nel progetto alcune delle principali esperienze regionali. Il progetto è stato elaborato in agosto e settembre 2014 ed è stato valutato positivamente – si legge in una nota dell’assessore allo Sviluppo economico della Regione, Loredana Capone (a sinistra nella foto) – dagli esperti regionali tanto da risultare ammesso a finanziamento come 18° in graduatoria su 126, a valere sull’Avviso pubblico emanato dall’Assessorato per finanziare progetti di ricerca e sviluppo promossa da Cluster tecnologici. A conclusione della fase di approvazione degli atti, il gruppo di ricerca che sta già operando, potrà disporre di un budget di 549.036 euro.

In campo c’è pure la Copagri che ha annunciato una sperimentazione a cielo aperto nell’area infetta. «Vogliamo sperimentare azioni concrete con prodotti fitosostenibili che sono stati provati su altre specie vegetali e le hanno salvate», ha dichiarato Fabio Ingrosso (a destra nella foto), presidente di Copagri Lecce e presidente vicario dell’associazione in Puglia. I produttori agricoli con Op “Apulia” e l’Unisalento, daranno vita “ad una nuovo piano di interventi contro il batterio killer”. Coldiretti si dice pronta a varare un progetto sperimentale in un’area di circa 50 ettari a sud di Gallipoli, con il coinvolgimento delle Università di Foggia e Lecce, come annunciato dal presidente Pantaleo Piccinno (al centro nella foto), originario di Alezio. Infine il Codile (consorzio di difesa e valorizzazione delle produzioni intensive) di Lecce ha promosso una raccolta di fondi a favore della ricerca lanciando “Ulivothon”; una prima sperimentazione è partita con i ricercatori dell’ateneo di Bologna.

Nardò. Parte anche quest’anno, sia pure con un po’ di ritardo, “Diritti a scuola”, il progetto portato avanti dalla Regione Puglia, volto a “qualificare il sistema scolastico e prevenire la dispersione, favorendo il successo scolastico, con priorità per i soggetti svantaggiati”. Dati alla mano, la dispersione scolastica è calata in questi anni dal 30 al 19%. Sono stati quindi nominati per ogni scuola rientrante nel bando (da marzo fino a luglio) due docenti di italiano, due di matematica, un elemento del personale amministrativo e uno del personale ausiliario.
Il bando regionale era rivolto a tutte le classi delle scuole elementari (ambiti linguistico e scientifico), delle medie e dei primi due anni delle superiori (ambiti italiano e matematica): a Nardò le scuole selezionate e già operanti sono l’istituto “Vanoni”, il liceo “Galilei” e il Polo 2.

Le nuove “forze” temporaneamente attive in queste sedi stanno già dando una mano con le compresenze in classe, concentrandosi soprattutto (ma non solo) sugli alunni con necessità di recupero didattico. Confermato, in seguito alla buona riuscita dell’esperimento dello scorso anno, lo “sportello di ascolto e orientamento scolastico e socio-lavorativo” per prevenire anche dal punto di vista sociale ed educativo la dispersione scolastica degli appartenenti alle fasce più svantaggiate, oltre che per fornire – qualora ce ne fosse la necessità – sostegno psicologico agli alunni e alle famiglie.

Nardò. «No, assolutamente: non abbiamo lavorato invano nel fare il piano comunale delle coste. Che intanto va avanti a ritmi accelerati lungo il uso percorso che non è certo breve: E poi stiamo esaminando le istanze pervenute in Comune, una quarantina. per nuovi stabilimenti balneari, secondo criteri temporali e in base anche alle diffide arrivate dal Tar. Rimane il fatto, lo dico con rammarico, che la Regione Puglia (che sta preparando un altro disegno di legge in materia…) ha dimostrato una straordinaria contradditorietà nelle decisioni, elemento che sconcerta e crea difficoltà ai Comuni»: Marcello Risi, Sindaco di Nardò, non la manda a dire al Consiglio regionale che ha varato una legge (ottobre 2011) non solo con cinque anni di ritardo da quando la stessa Regione aveva bloccato tutte le concessionidopo in attesa del piano regionale delle coste (la n. 17 del 2006), ma anche tanto farraginosa da creare più problemi di quanti ne risolva. E il disegno di legge sull’uso e la tutela della costa, in questi giorni all’esame delle commissioni consiliari a Bari, ne sta suscitando altrettanti. Per non parlare della capriola in sede giurisprudenziale compiuta dal Tribunale amministrativo di Lecce a partire dal giugno 2013, quando ha cominciato a diffidare i Comuni che non rispondevano alle istanze di privati in vena di investimenti.

Il richiamo giunto dai funzionari di Bari al Comune neretino (l’unico piano da tenere presente attualmente nell’esame delle richieste pervenute è quello regionale) però ha suscitato polemici commenti nell’ambito politico. Per l’ex assessore con questa delega Pierpaolo Losavio (Udc) “la deliberazione della Giunta non ha alcun valore e nessuna immediata operatività così come non hanno nessuna valenza le norme tecniche di attuazione”. Sulla stessa lunghezza d’inda gli esponenti dell’opposizione Pippi Mellone e Graziano De Tuglie: «Lo avevamo detto subito che il Sindaco non poteva dare per approvato un piano solo adottato. Infatti la Regione lo boccia».

Nardò. La Regione Puglia finanzia con 800 mila euro il completamento del Laboratorio e del Museo del Mare di Nardò e il Comune completa la gara per aggiudicare i lavori. Il corposo intervento sarà effettuato dalla ditta Pantaleo De Pascali di Nardò, che l’ha spuntata sulla Muci srl di Nardò, sulla Edilia restauri di Magliano (Carmiano) e Gravili srl di Galatone. I lavori sono stati definitivamente aggiudicati alla ditta De Pascali per l’importo netto di € 205.382,43 compresi oneri di sicurezza, oltre l’iva al 22%.
Si va concretizzando quindi l’idea del Museo del Mare nata oltre vent’anni fa, che concorrerà adesso a delineare i contorni di un vero Polo Museale d’eccellenza che punta sulla conoscenza, la valorizzazione e la fruizione del patrimonio archeologico del territorio, della fascia costiera e delle acque di Nardò, attraverso un sistema didattico, interattivo e dialettico con le evidenze archeologiche conservate “in situ”.

Il progetto del Museo del Mare a Nardò nacque a seguito della scoperta, nel 1982, a Santa Caterina, del relitto di una nave oneraria romana datata al II sec. a.C., affondata contro la scogliera di Punta dell’Aspide, a 300 metri dalla costa (foto).
Il rinvenimento suscitò all’epoca grande clamore e si susseguirono varie vicende che portarono al recupero di alcune anfore e alla realizzazione del Laboratorio di restauro necessario al recupero del relitto.

Piazza San Nicola - Aradeo

In piazza San Nicola tornerà il basolato

ARADEO. Entro agosto piazza San Nicola avrà una sistemazione definitiva grazie al finanziamento di 260mila euro ottenuto dalla Regione Puglia. Lo scorso 10 novembre da Bari era stato reso noto che quei Comuni che avessero ultimato per il 90% i finanziamenti già stanziati per la “Rigenerazione urbana” avrebbero potuto produrre domanda per un secondo finanziamento per “opere connesse e funzionali agli interventi già finanziati”. Aradeo, che aveva da tempo ultimato i lavori per la villa comunale e piazzale Droso, ha colto al balzo la nuova opportunità di finanziamento con il progetto di riqualificazione della piazza principale. Su 58 candidature pervenute in Regione, solo dieci sono state ammesse ed Aradeo si è classificato al settimo posto. Il 26 gennaio scorso il sindaco Daniele Perulli ha sottoscritto il disciplinare del finanziamento ottenuto. Entro febbraio verrà bandita la gara e successivamente i lavori saranno assegnati alla ditta vincitrice. L’intervento prevede l’eliminazione dell’asfalto e la pavimentazione in basolato di pietra calcarea di Soleto, l’interramento dei cavi elettrici, la nuova pavimentazione dei marciapiedi in pietra di Apricena e la posa in opera di cestini portarifiuti e panchine.

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L’immobile regalato dai coniugi Fasano in memoria dei due loro figli, Luigi e Roberto scomparsi prematuramente

TAVIANO. Si accorciano i tempi per il  “Centro polivalente e Centro diurno per anziani” da realizzarsi con la ristrutturazione dell’immobile donato, al comune di Taviano, dalla famiglia Fasano, dopo la morte dei due figli, Luigi e Roberto. Per la ristrutturazione dell’immobile, che si trova alle spalle del Mercato ortofrutticolo, sulla strada provinciale Taviano-Casarano, l’Amministrazione tavianese , nel novembre 2013, era stata ammessa al finanziamento di ben 1milione820mila euro. Successivamente, il 28 luglio dell’anno scorso, la Regione Puglia ha comunicato al primo cittadino, Carlo Portaccio, che il progetto, di grande valenza sociale, era stato inserito nel Fondo Sviluppo e Coesione 2007-2013 e che, quindi, poteva contare su un ulteriore finanziamento fino a 26 milioni 178mila euro. In questi giorni, infine, la Regione Puglia ha autorizzato il Comune a predisporre gli atti di gara di appalto, in attesa di superare i vincoli legati al rispetto del patto di stabilità.

«È per noi una notizia fantastica –  dichiara soddisfatto il sindaco Carlo Portaccio – avevamo lavorato tanto nei mesi scorsi e siamo compiaciuti che la nostra Regione sia venuta incontro alle richieste di questo, per noi strategico, Centro socio-educativo e socio-sanitario. Ringraziamo ancora una volta la famiglia Fasano che, dopo la morte repentina dei due figli, Luigi e Roberto, decideva di regalare al nostro Comune la vasta struttura attaccata quasi al Mercato ortofrutticolo».
In questi giorni il Sindaco ha dato atto di indirizzo agli uffici competenti per la predisposizione degli atti di gara d’appalto per preparare tutta la procedura onde iniziare, quanto prima, i lavori di ristrutturazione.

Grande soddisfazione anche nella famiglia Fasano: gli anziani coniugi, Rosilde ed Emilio, hanno manifestato il loro assenso per un rapido avvio dei lavori che perpetuerà il ricordo degli amati figli. «Ormai anziani e senza alcuna aspettativa del futuro – dichiara la mamma di Luigi e Roberto – seguiamo con trepidazione tutto ciò che avviene per l’immobile che abbiamo donato al Comune. L’idea di farne un centro polifunzionale, sociale e sanitario, è molto bella e speriamo che presto possa essere realizzata proprio per poter venire incontro alle aspettative dei nostri concittadini».

GALLIPOLI. Sono partite le “carte” prima di Natale, spedite alla Regione Puglia dal Comune di Gallipoli, capofila di un progetto che lo stesso governo regionale e l’assessore Angela Barbanente hanno giudicato d’eccellenza.
Si tratta del progetto ideato, valutato e redatto in via preliminare da quattro Comuni – Gallipoli, Taviano, Racale, Alliste – relativo alla ristrutturazione della litoranea in un modo omogeno e tutto rivolto alla “mobilità dolce”, un modo per trasferirsi certo, ma anche per godere passeggiando o in bici, dell’ambiente naturale.

Così, da Lido San Giovanni di Gallipoli andando verso sud, non comincerà più l’inferno estivo agostano (traffico, pedoni, ciclisati, camioncini…) ma un percorso che probabilmente riconcilierà con la vita e il paesaggio, curando almeno in parte le ferite arrecate negli anni allo stesso contesto costiero.
Non è più infrequente la collaborazione fra enti per progetti sovracomunali; la stessa Unione europea ha “obbligato” gli enti locali a fare gruppo per avere maggiori chances di finanziamento. Non è prorio abitudinario invece che quattro Comuni scelgano una comune modalità di riqualificazione, convergendo su di una idea che allinea questo pezzo di Salento jonico agli standard europei.

Come si ricorderà, la Regione ha assegnato a questa progettazione, coordinata dall’ingenere Luisella Guerrieri del Comune di Alliste, un milione di euro. Adesso si entra nel vivo della progettazione attraverso un concorso internazionale di tecnici. L’obiettivo finale è quella di realizzare una sede stradale per veicoli a motore, una pista per biciclette e una per pedoni.

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...