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Protezione civile

Nardò. Allagamenti dopo la pioggia e Protezione civile assente, nuova interrogazione del consigliere comunale Giancarlo Marinaci. Il vicepresidente dell’assise cittadina, esponente della minoranza di Palazzo Personè, il 5 ottobre ha scritto al Sindaco per avere chiarimenti su modalità e tempi con cui si è affrontata l’emergenza pioggia dello scorso 27 settembre. C’è chi infatti ha accusato l’Amministrazione comunale di aver operato in ritardo e di non aver predisposto interventi della Protezione civile poiché Palazzo Personè avrebbe stipulato una convenzione con un gruppo di Galatina, che ad oggi non prevede l’intervento durante le emergenze. La Protezione civile diventa così l’argomento dell’interrogazione di Marinaci, che chiede a Mellone di sapere «se Nardò in caso di piogge e allagamenti si trovi quindi scoperta e senza l’ausilio della Protezione Civile; se il contratto sottoscritto con un’associazione di Galatina non preveda interventi d’emergenza; a quanto ammonta la convenzione stipulata dall’Ente comunale con associazioni e/o sodalizi e quali già operano per conto del Comune; se vi siano associazioni radiate dall’Albo Regionale della Protezione Civile che ancora occupano i locali dell’ex Istituto Agrario e usano mezzi pubblici di proprietà del Comune; se vi siano associazioni che si sono rifiutate di intervenire in occasione, ad esempio, di incendi e/o altre situazioni di emergenza; se il ruolo di coordinamento riguardo alla Protezione Civile richiede particolari competenze o è sufficiente, ad esempio, essere un semplice geometra e/o comune vigile del fuoco. Si chiede, infine, di sapere – conclude Marinaci – se i ringraziamenti del sindaco al personale della Bianco Igiene Ambientale sono connessi ad attività di volontariato ovvero ad impegni lavorativi regolarmente retribuiti, come già verificatosi, per alcune aziende private locali, in occasione dell’emergenza neve del gennaio 2017».

MATINO. Fine settimana “green” a Matino in occasione della prima edizione della “Giornata ecologica” in programma sabato 2 settembre. L’iniziativa è organizzata dal Comune di Matino, in collaborazione con il “Centro Protezione civile ambientale”, l’associazione “Novass” e con il supporto delle associazioni di volontariato locali e prevede la pulizia di diverse aree della città. Si partirà alle ore 8 in piazza Giorgio Primiceri, dove sarà distribuita l’attrezzatura per la raccolta.

ALLISTE. Un atto incivile si è consumato nella notte ad Alliste dove ignoti hanno rubato il defibrillatore della Protezione civile, custodito nell’apposita casetta sul muro esterno della sede, in via Roma 11. Attualmente sono in corso le indagini per risalire ai responsabili, anche con l’ausilio di eventuali immagini dagli apparecchi di video sorveglianza della zona. La notizia del furto ha indignato amministratori e cittadini, che hanno fatto sentire la propria voce di sdegno anche sui social. Dal presidente della Protezione civile, Tonino Renna, l’appello rivolto direttamente all’ignoto autore del gesto: «Carissimo, ti parlo con tanta amarezza nel cuore e di totale sfiducia nei confronti di tutti coloro che agiscono come te, che a primo impatto mi porta ad eliminare il costante impegno per i più deboli mettendoci al servizio della comunità. L’insano gesto di rubare il defibrillatore, dono di una persona di Alliste,dimostra quanto ti vuoi bene e quanto ne vuoi alla collettività. Ora dimmi con sincerità e serenità, quanto ti frutterà questa apparecchiatura? chi sarà lo sciagurato che te la comprerà? Il grammo di rame vale una vita di una persona o della tua stessa vita? Forse durante il gesto non hai pensato, hai visto quel miserabile guadagno (forse ti daranno 100 miserabili euro). Ebbene ripensaci se ancora non lo hai venduto, rimettilo nella bacheca, facciamo finta che hai voluto provare il funzionamento (se lo usi muori), ti assicuriamo che se malauguratamente tu ne abbia bisogno, malgrado tutto, verremo a defibrillarti. Sappi che dietro a qualunque oggetto o mezzo di comunicazione e di quant’altro in possesso alla nostra associazione c’è un lavoro e pazienza di tutti gli operatori che ne fanno parte e che impegnano il loro tempo gratuitamente».

 

 

 

UGENTO. La protezione civile si esercita per essere in grado di affrontare le situazioni di emergenza. Dal 16 al 18 settembre i volontari dell’associazione «La Forestal 1» si sono dati appuntamento nel campeggio «Riva di Ugento» per un fine settimana dedicato all’aggiornamento sulle tecniche di intervento e di soccorso. «Abbiamo simulato diversi scenari – spiega il presidente Tiziano Esposito (nella foto) – e come ogni anno l’iniziativa è stata molto positiva. C’è stata la partecipazione di circa venti volontari». Nella zona dei bacini ci si è esercitati sulle operazioni da compiere durante situazioni di rischio idrico, lavorando sullo spostamento di grandi quantità di acqua con le attrezzature in dotazione. Tra gli alberi del «Lido Pineta», poi, è stata simulata la ricerca di una persona scomparsa. A Torre Mozza, vicino alla punta del Mocolone, si è lavorato sulle pratiche di rimozione di idrocarburi dal mare.

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Tiziano-EspositoLa protezione civile di Ugento si prepara ad affrontare la stagione degli incendi. Di recente 14 volontari hanno superato un corso riconosciuto dalla Regione come essenziale per la qualifica di operatori “aibˮ (antincendio boschivo). Sono state organizzate anche diverse simulazioni, durante le quali i volontari si sono esercitati per lo spegnimento, la guida dei mezzi, la gestione del soccorso e il lavoro di squadra. Prima del 15 giugno, inoltre, si svolgerà un’esercitazione itinerante sul vasto territorio comunale. Per l’estate saranno 25 i volontari impegnati, divisi in due turni per coprire tutto l’arco della giornata. «Il mio ringraziamento – afferma il presidente dell’associazione, Tiziano Esposito (foto) – va a tutti i volontari, perché nonostante i loro impegni personali si mettono a disposizione rischiando anche la loro incolumità. Quest’anno siamo attrezzati a dovere con un pick-up da 400 litri e un’aps da 2500 litri. Insieme ai Vigili del fuoco volontari di Ugento garantiamo un presidio di tutto rispetto per la salvaguardia del nostro territorio. Invitiamo i cittadini a segnalare le situazioni di pericolo e, in caso di incendio, a chiamare subito il 115».

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f0d6d0c6f8_esercitazione-protezione-civileScuole da evacuare, sbarco di profughi, recupero di dispersi, sversamento in mare di idrocarburi: sono alcune delle situazioni d’emergenza, per fortuna solo simulata, che verranno affrontate dall’esercitazione regionale di Protezione civile “Salento 2016” dal 22 al 24 aprile. Le simulazioni verranno svolte in apposite aree dei comuni di Lecce, Diso, Cutrofiano, Maglie, Melendugno (Torre dell’orso), Muro Leccese e Gallipoli. Per rendere più verosimili le varie attività, non sono neppure state rese pubbliche le modalità e la cronologia di svolgimento delle fasi previste. L’esercitazione è organizzata dalla Protezione civile regionale e  dal Coordinamento delle associazioni di Protezione civile della provincia di Lecce in collaborazione con i coordinamenti delle altre provincie, la Prefettura di Lecce ed il Dipartimento nazionale. Diversi gli scenari di rischio previsti mentre il campo base verrà allestito presso l’ex discarica in località Santa Maria di Miggiano a Muro Leccese. All’esercitazione parteciperanno varie associazioni della regione con circa 500 volontari e sarà presente anche la Colonna mobile regionale. Coinvolti anche Vigili del fuoco, Corpo forestale dello Stato, Guardia costiera, servizio 118, Croce Rossa e Forze armate. La cerimonia di inaugurazione dell’esercitazione è prevista venerdì 22, alle 16, presso il campo base di Muro Leccese. La chiusura domenica 24, alle 11, presso il santuario di Montevergine a Palmariggi.           

 

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Uno degli interventi della Protezione civile; nel riquadro Sandro Noira

Uno degli interventi della Protezione civile; nel riquadro Sandro Noira

Sandro Noira coordinatore Protezione CivileTAVIANO. È stato molto attivo il gruppo comunale dei volontari della Protezione civile in occasione dell’emergenza maltempo che ha attanagliato il Salento in questo scorcio d’autunno. «Siamo intervenuti – racconta il coordinatore, Sandro Noira – con i nostri mezzi a disposizione a Taviano e a Mancaversa per affrontare le criticità e mettere in sicurezza i luoghi». Alberi caduti in contrada Civo, un grosso cipresso all’interno del cimitero, un muro di tufi caduto in via Leghe contadine, collocazione di transenne e messa in sicurezza delle vie Santacroce e Don Luigi Sturzo, angolo via Santantonio, interessamento organi competenti per un lampione pendente in via Ottaviano nei pressi delle case popolari, rimozione di un palo in legno con interruzione circolazione stradale caduto in via Vittime di Marcinelle e poi a Mancaversa via Apulia, interrotta al traffico, per la caduta di alberi. L’impegno dei volontari è stato tempestivo e molto attivo sul territorio. «Il nostro centro operativo – conclude Noira – ha costantemente pubblicato gli aggiornamenti sulla situazione meteo con foto satellitari, bollettini di vigilanza meteo emessi dal Servizio Protezione civile della Regione Puglia, norme di autoprotezione da assumere. Inoltre molti cittadini hanno inviato le loro segnalazioni con un messaggio di posta, a volte accompagnato da documentazione fotografica, permettendoci di intervenire in modo preciso e capillare scongiurando ogni sorta di pericolo per la popolazione».

Contemporaneamente l’Ufficio tecnico del Comune ha predisposto un piano di risanamento e recupero delle strade a rischio idrogeologico. «Abbiamo deciso –dichiara il sindaco, Carlo Portaccio – di ripristinare al più presto il manto stradale di molte arterie cittadine, per un importo complessivo di 300mila euro, che si aggiungono ai 100mila spesi durante l’estate per ridurre il pericolo delle buche e ripristinare i marciapiedi, a Taviano e a Mancaversa”.

GALATONE. Pneumatici ovunque e così il Comitato permanente per la salvaguardia della salute, dell’ambiente e del territorio, in collaborazione con il Reparto vigilanza ambientale della Protezione civile, i gruppi scout Agesci Galatone 1 e 2, e con il patrocinio del Comune, ha promosso una raccolta straordinaria di copertoni abbandonati lungo le strade, sentieri e zone di campagna.
Già da tempo la pagina Facebook “L’ha minata – Spazzatura a Galatone” denuncia il sempre più frequente abbandono di pneumatici di vario genere e dimensioni, ma anche di altri rifiuti. Il 18 ottobre diversi cittadini si sono “sporcati le mani” attivandosi concretamente nella pulizia e salvaguardia del territorio.
Alla “bonifica partecipata” hanno preso parte famiglie, associazioni e cittadini in una sorta di “caccia al tesoro” alla rovescia. I copertoni sono poi stati trasportati nell’area mercatale di piazza San Pio da Pietrelcina e depositati all’interno di un container posizionato da “Cave Marra ecologia srl” per la raccolta e per il successivo smaltimento.
Alla fine della mattinata, il container brulicava di pneumatici. C’è chi spera, ora, che la recente domenica ecologica possa essere presto un appuntamento fisso, se non settimanale almeno mensile.

L'area di Lido Pineta

L’area di Lido Pineta

TIZIANO ESPOSITO UGENTOUGENTO. La Protezione civile si esercita nella pineta. Sabato 12 e domenica 13 settembre i volontari della “Forestal 1” si sono dati appuntamento a Torre San Giovanni, nell’area del Lido Pineta, per un fine settimana dedicato all’aggiornamento e alle esercitazioni sul campo. Dopo aver allestito il campo, con due tende, la cucina, la mensa e la segreteria, hanno dato il via alle attività. L’esercitazione antincendio è stata sostituita da due interventi “veri”: lo spegnimento di roghi scoppiati a Pescoluse e a Ugento, sulla strada per Casarano. Le simulazioni, invece, hanno riguardato le tecniche di svuotamento di locali allagati (la prova è stata effettuata a ridosso del bacino di bonifica) e la ricerca notturna di persone scomparse (all’interno della pineta di Rottacapozza). Proprio durante l’ultima simulazione i volontari hanno dovuto fare i conti con due spiacevoli episodi: il furto di attrezzature e il danneggiamento delle ruote del mezzo di soccorso. «Purtroppo – commenta il presidente Tiziano Esposito (foto) – non siamo ancora riusciti a comprendere le motivazioni di questi gesti. Nonostante il danno subìto, l’esercitazione è stata molto utile e apprezzata».

daniele marcuccio protezione civile alezioALEZIO. Il nucleo antincendio della “Nuova Fenice” è pronto e sarà operativo fino al 15 settembre. La Protezione civile aletina, ad estate appena iniziata conta già decina di interventi antincendio tra Alezio e paesi limitrofi: l’ultimo qualche giorno fa, in un terreno nel territorio di Neviano, dove tre ettari di terreno e circa 30 alberi d’ulivo sono andati letteralmente in fumo. Insieme al Corpo forestale dello Stato ed ai Vigili del fuoco, la “Nuova fenice” è intervenuta di recente anche a Sannicola, nei pressi della chiesetta di San Mauro, dove 12 ettari di terreno erano stati dati alle fiamme.

«Purtroppo ogni anno molti incendi, soprattutto di natura dolosa, devastano il nostro territorio, causando ingenti danni. Consigliamo sempre di tenere le campagne ben pulite e di rimuovere il secco, proprio per evitare queste situazioni. Personalmente – afferma Daniele Marcuccio (foto) , presidente dell’associazione aletina – ringrazio tutti gli operatori, che spesso e in qualsiasi momento della giornata lasciano le proprie famiglie e il proprio lavoro per accorrere volontariamente in aiuto». La “Nuova Fenice” è pure intervenuta per provare ad arginare l’incedio del campo di grano gestito dal Gruppo delle famiglie dell’oratorio Santa Maria della Lizza.

UGENTO. Pulizia dei terreni, rispetto delle regole regionali sulla bruciatura delle stoppie, rispetto dell’area protetta. È il vademecum della Protezione civile di Ugento per limitare gli incendi nel parco naturale e, più in generale, negli uliveti e nelle campagne del territorio cittadino. All’inizio di una stagione estiva che si preannuncia molto calda, l’associazione di volontariato è già intervenuta insieme ai vigili del fuoco per spegnere alcuni roghi scoppiati in area protetta, a ridosso dei villaggi turistici di località “Fontanelle”.

«Vorremmo che la stagione estiva – afferma il presidente della protezione civile, Tiziano Esposito – fosse diversa da quella passata, che è stata caratterizzata da numerosi incendi e centinaia di ettari di area protetta andati in fumo. Per questo sollecitiamo i proprietari dei terreni a tenere pulite le aree e a rispettare la legge regionale, che vieta la bruciatura delle stoppie dal 15 giugno al 15 settembre. Inoltre sollecitiamo maggiore attenzione da parte di tutte le istituzioni».

«Gli incendi in area parco – continua Esposito – spesso sono dolosi. Manca la consapevolezza dell’utilità di un’area protetta per la crescita economica del territorio. Spesso chi appicca il fuoco lo fa per creare nuove aree di pascolo o per tenere lontani gli animali dalle proprie abitazioni o, peggio ancora, per creare spazi da sfruttare a fini edilizi, per parcheggi o per ottenere incentivi per le nuove piantumazioni. Ma forse non tutti sanno che l’area del parco è protetta dal vincolo di inedificabilità assoluta delle aree percorse dal fuoco». Si tratta di uno strumento che prevede che le aree boschive interessate da incendi non possano essere utilizzate con destinazioni diverse da quelle preesistenti per 15 anni. Per 10 anni, invece, è vietata la costruzione di edifici al loro interno, per cinque anni non si può effettuare il rimboschimento e per sette anni non possono essere usate per caccia e pascolo.
«Chiediamo ai cittadini – chiude Esposito – di segnalare qualsiasi incendio ai vigili del fuoco o alla forestale. È più efficace una telefonata fatta subito agli organi competenti di una foto dell’incendio pubblicata su Facebook».

Quirino Marsano

Quirino Marsano

MATINO. Il “Centro protezione civile ambientale” di Matino ha preso parte al raduno regionale delle associazioni del settore svoltosi presso l’area mercatale di Manfredonia, in provincia di Foggia, dal 24 al 26 aprile.
Otto rappresentanti del Cpca sono partiti per vivere quest’esperienza di formazione e addestramento dedicata soprattutto ad emergenze di carattere idrogeologico. Alla tre giorni hanno preso parte sei coordinamenti provinciali tra cui quello di Lecce a cui appartiene, con la carica di tesoriere, anche il presidente dell’associazione matinese Quirino Marsano.

«È stata una formazione molto positiva – conferma Marsano – che ci ha permesso di entrare direttamente in contatto con le apparecchiature impiegate nell’ambito delle emergenze idrogeologiche e le procedure da eseguire. Per tutti i ragazzi è una qualifica in più da aggiungere alle esperienze già acquisite». La città di Manfredonia, non è stata, infatti, scelta a caso visto che i volontari si sono esercitati simulando le operazioni di soccorso e di emergenza messe in atto nell’alluvione del 1972.
In questi giorni, inoltre, è stata testata la colonna mobile regionale, di recente potenziata grazie ai fondi europei che metterà in comunicazione, anche per le emergenze regionali, tutte le protezioni civili del territorio.

Gallipoli. “Sono stato qui già altre volte. Abbiamo effettuato un sopralluogo, della situazione conosciamo un po’ tutto; abbiamo visitato alcuni impianti di ulivi, da quelli ormai morti a quelli infettati a diversi livelli. Sono qui e voglio parlare con la gente perché si capisca bene cosa è successo e cosa bisogna fare”: queste le prime parole del commissario di Protezione civile, Giuseppe Silletti, comandante del Corpo forestale dello Stato di Puglia, accompagnato da due ufficiali dela Forestale e da Donato Boscia, direttore dell’Istituto di virologia vegetale del Centro nazionale delle ricerche di Bari.

Di domenica mattina, Silletti e Boscia sono andati in giro nella zona che è il cuore della malattia che si è abbattuta sugli ulivi, sulle cui origini sono in corso ancora indagini. In località “Li Sauli”, tra Gallipoli e Taviano, si è incontrato con i giornalisti in un uliveto che porta da tempo evidenti segni del contagio: “E’ stato scoperto nel 2013 ma probabilmente esisteva già da qualche anno – ha detto il commissario – qui si è concentrato ma anche a nord di Lecce.

Da dove si comincia. Dopo aver affermato che la Regione ha fatto tanto sulla vicenda, il commissario afferma che “ora si deve accelerare”: lo impongono i cicli climatici. Per mettere in sicurezza le fasce di protezione (la zona cuscinetto che cinge l’area infetta, cioè tutta la provincia di Lecce, e il cordone fitosanitario, più a nord, in territorio brindisino) bisogna che parta al più presto il piano contro le larve dell’insetto vettore della Xylella, la “sputacchina”, e poi a maggio-giugno l’azione di contrasto all’insetto vero e proprio. Non c’è molto tempo: “Farò il piano prima dei venti giorni che mi sono stati dati – dice Silletti – martedì sarò a Roma dal Comitato scientifico (presso il Ministero delle Politiche agricole, ndr). Il piano prevederà l’impiego delle risorse finanziarie al momento  disponibili, 13 milioni 610mila euro”. Si useranno i fitofarmaci che già si utilizzano contro la mosca olearia, la tignola e simili aggressori.

L’estensione della malattia degli ulivi. Il dottor Boscia conferma l’aumento delle superfici con la presenza di Xylella e di essiccamento degli alberi anche in quella che era stata definita zona rossa: “Alcune piante asintomatiche alcuni mesi fa, oggi denotano la malattia”, dice rivolto proprio al Gallipolino e alle aree più a sud. La sua stima è che sui 96mila ettari di uliveti della provincia, circa 25mila siano quelli interessati dall’infezione e ad alto rischio infezione, con tendenza ad aumentare.

Il secondo passo: l’eradicamento. Su questo passaggio, su cui sono puntati gli occhi dell’Ue almeno da luglio scorso, il commissario è netto: “Si dovrà procedere, non ci sobo dubbi. Cominceremo dalle zone più periferiche rispetto a questa zona, da Trepuzzi, Surbo, Nord Lecce e dalle aree lungo la Statale per Leuca. E per il resto? Gli alberi morti sono il segno che anche il batterio è morto, per cui sradicarli obbligatoriamente non sembra avere molto senso.
Ma è sicuro che è la Xylella? Appena sette giorni fa, nell’affollatissimi assemblea presso la coop Acli, qualcuno ha ancora messo in dubbio che il nemico si chiami Xylella. Risponde il commissario: “Io sto all’ufficialità degli studi fatti da istituzioni universitarie che godono di fama mondiale circa la patologia vegetale”.

L’obiettivo principale. “Il cordone fitosanitario non deve essere assolutamente sfondato dal contagio”: sottolinea quell’avverbio (“assolutamente”) il commissario e le ragioni sono intuibili. “L’Unione europea spainge su questo rischio Xylella, batterio da quarantena. Ci sono alcuni Paesi – come Spagna, Francia, Portogallo – che si sentono in pericolo e vogliono vedere i fatti”. Il Governo italiano è atteso ad un altro severo momento di verifica il 26 e 27 prossimi; a Bruxelles bisogna portare le prove dei primi interventi pratici prima che scatti la proceduta per infrazione, essendo venuta meno l’Italia a due Decisioni della Commissione Ue, datate febbraio e luglio 2014.

I compiti della ricerca, il divieto di reimpianto. Silletti ha ribadito che mentre per sconfiggere il batterio non si possono fissare date e scadenze, la ricerca deve puntare anche sull’individuazione delle cultivar di ulivo che resistono meglio all’attacco. Solo così si svuoterebbe di drammatiticità il divieto, non aggirabile, imposto dall’Europa di reimpiantare ulivi nelle aree sotto attacco. Sarebbe come dare nuovo alimento al batterio.

La centrale operativa. A chi segnalava l’ipotesi di insediare a Gallipoli, al centro dell’area infestata dalla Xylella, la sede operativa, il commissario Silletti ha risposto: “Prevediamo due centri operativi, uno a Bari, in stretta collaborazione con la Regione, e uno a Lecce”. Non lo dice, ma la nuova frontiera della “guerra” è lì adesso; da lì il nemico non deve passare.

Comitati spontanei e consultivi, cabine di regia… possono avere un ruolo? Nei giorni scorsi, proprio quando la questione Ulivi malati ha registrato un rapido susseguirsi di decisioni fondamentali (la dichiarazione dello stato di calamità e due giorni dopo la nomina del commissario), si sono fatti notare il comitato “Voce degli ulivi” e una “cabina di regia” promossa dalla Provincia: che ruolo potranno svolgere? “Non ne sono a conoscenza – è la risposta – e comunque qui il problema è procedere con cognizione di causa. Io parlerò con tutti, scrivetelo per favore, mi avvarrò delle strutture della Regione. Abbiamo le idee chiare”. E poi c’è il decreto ministeriale di fine settembre che comunque indica le linee d’intervento nel dettaglio. Stesso discorso per la protesta annunciata a Lecce fra qualche giorno: “Stiamo tranquilli, dialoghiamo, voglio parlare con gli olivicoltori, con i cittadini: la loro collaborazione è fondamentale, dobbiamo agire insieme.

La conta dei danni e gli impegni degli olivicoltori. La conta dei danni per i risarcimenti viene data per certa da Silletti, sia per i coltivatori che per i vivaisti. Per questi ultimi si stimerà il valore dei lotti bloccati a suo tempo. Quel che ciascun olivicoltorie dovrà fare sul proprio terreno lo si ricaverà dalla rete: la Regione ha predisposto le mappe e cliccando sulla propria particella verranno fuori le operazioni da effettuare.

Cosa è il comitato di monitoraggio? Nel decreto di nomina del commissario straordinario, è previsto un gruppo di monitoraggio di sette componenti: tre di nomina ministeriale, due della Regione e due della Protezione civile; avranno sede a Roma, dal Ministero. Per fare cosa? “Per controllare me”, ribatte sorridendo il dottor Silletti.

Silletti-GiuseppeGALLIPOLI. “Si tratta di un inedito: è la prima volta infatti che la Protezione civile interviene su un’emergenza fitosanitaria e questo riempie ulteriormente di significato la decisione presa dal Governo”: lo ha dichiarato il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, subito dopo la nomina avvenuta oggi del Commissario delegato per far fronte all’emergenza olivicola nel Salento. E’ il comandante della Puglia del Corpo forestale dello Stato Giuseppe Silletti (foto), il Commissario che tutti attendevano ed al quale vengono affidate le redini del piano di interventi per far fronte all’emergenza. La decisione è stata presa – a due giorni dalla dichiarazione di stato di calamità da parte del Governo – presso la sede del ministero delle Politiche agricole, alla presenza del ministro, del capo delle Protezione civile Franco Gabrielli e del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.

Il Commissario con le stellette, che si avvarrà come soggetto attuatore dell’Istituto per le attività irrigue e forestali della Regione Puglia e potrà avvalersi anche delle strutture della stessa Regione, come il Servizio fitosanitario regionale, e dei soggetti territoriali interessati (associazioni di produttori e di trasformatori, Enti e Istituzioni), dovrà tenere costantemente informato il Ministero, la Regione e il Dipartimento. Primo impegno: un cronoprogramma a 180 giorni per definire il piano; un comitato di monitoraggio di sette persone: tre nominati dal Ministero, tra cui uno che farà da presidente; due della Regione Puglia e due del Dipartimento di Protezione civile. Naturalmente il piano seguirà le indicazioni del decreto ministeriale pubblicato ai primi di ottobre dello scorso anno, frutto in gran parte della concertazione con la Commissione europea. “Da oggi – ha precisato Gabrielli – il commissario – aprirà una contabilità speciale per gestire una emergenza che non è all’anno zero, ma che è iniziata nell’ottobre 2013 (data in cui è stato individuato il batterio Xylella fastidiosa, ndr). Le risorse stanziate per 13 milioni 610mila euro serviranno per la localizzazione, il cronoprogramma e i costi d’intervento. Per un eventuale indennizzo dei danni servirà, se e quando verrà definito dal Comitato, un successivo decreto del Consiglio dei ministri”. Per questa emergenza fitosanitaria “replichiamo lo schema dell’emergenza Concordia”, ha aggiunto Gabrielli.

Nella lotta alla Xylella fastidiosa ”dimostriamo oggi un caso di collaborazione esemplare tra differenti istituzioni”, ha sottolineato Vendola, che ha espresso ”gratitudine” al ministro Martina e al prefetto Gabrielli ”per i consistenti sforzi in campo su un problema, la Xylella, che colpisce un simbolo della cultura pugliese: l’olivo. Abbiamo già fatto un lavoro immane – ha proseguito il presidente della Puglia – per capire innanzitutto chi fosse il nemico in questa guerra, lavorando poi per individuare il batterio fitopatogeno e poi delimitando l’area con un doppio catenaccio con l’impiego delle più moderne tecnologie. Per delineare così il bisogno di una deroga dai poteri ordinari. Penso che sia inedito il modello di Commissariamento e che la Protezione Civile abbia saputo cogliere la portata di questa sfida”.

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Sandro Noira coordinatore Protezione CivileTAVIANO. La Protezione civile di Taviano, coordinata dal responsabile Sandro Noira (foto),  avrà finalmente, quanto prima, una sede operativa presso il Mercato floricolo “Salvatore Fitto”. Lo stabilisce una delibera della Giunta comunale che destina, all’importante associazione, i locali situati nel lato Nord est del complesso mercatale. La delibera stabilisce che appena possibile saranno eseguiti interventi di ristrutturazione edilizia per rendere questo lato del Mercato fruibile agli operatori della Protezione civile. «Da tempo eravamo in attesa – dichiara Sandro Noira – di reperire un’idonea sede operativa per la Protezione civile comunale in quanto disponiamo di automezzi ed attrezzature per le attività e le emergenze che risultano custoditi e ricoverati in locali sparsi presso immobili di proprietà privata. Avere tutto a portata di mano, in un’unica sede, è per noi motivo di grande soddisfazione». Contento anche il sindaco, Carlo Portaccio, di aver esaudito le richieste della Protezione civile. «Abbiamo capito la necessità di dotare di una sede operativa il nostro gruppo della Protezione civile – ha dichiarato il primo cittadino – ed abbiamo optato per il Mercato floricolo dotato di servizi di custodia e guardania, totalmente sorvegliato e recintato».

XYLEFA_24fabrizio nardoniGALLIPOLI. Finalmente la decisione – tanto attesa perché alla base dell’avvio delle operazioni decise lo scorso settembre da Ministero e Regione Puglia – è arrivata. Lo con una nota il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, presso la cui sede si è svolto l’odierno incontro. Vi hanno partecipato  oltre al ministro Maurizio Martina, il capo dipartimento della Protezione civile Franco Gabrielli, il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, l’assessore all’Agricoltura della Regione, Fabrizio Nardoni (foto) e i rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nel corso dell’incontro si è fatto il punto sulle azioni già intraprese (in gran parte riguardanti il monitoraggio della situazione nell’area colpita dall’infezione) e su quelle da realizzare in attuazione dei provvedimenti di lotta obbligatoria già emanati dall’Unione europea, dal Governo italiano e dalla Regione.

Tra un commissario “ad acta” di nomina governativa ed uno di Protezione civile, che ha poteri straordinari poiché deve affrontare calamità eccezionali, si è scelta questa seconda via. “Così si renderà ancora più incisiva l’attività a tutela del territorio colpito dalla Xylella e del patrimonio nazionale olivicolo”, si legge nella nota ministeriale. Si informa infine che nei prossimi giorni si darà avvio alle procedure per la nomina di un commissario di Protezione civile. Ma prima ancora serve la dichiarazione dello stato di calamità, che spetta alla Regione e che va comunicata al Governo.

“I risultati della riunione odierna presso il Ministero delle Politiche agricole sull’emergenza xyella fastidiosa confermano finalmente quanto da lungo tempo auspicato: la nomina di un Commissario straordinario con il coinvolgimento della Protezione civile e la conferma dell’equiparazione a calamità naturale della terribile epidemia”: lo afferma in una nota di commento alla riunione l’on. Salvatore Capone, deputato di San Cesario. “è un importantissimo passo in avanti che permette la velocizzazione del piano condiviso dal Ministero e dalla Regione Puglia; anche per le imprese agricole significa un risultato importantissimo”, aggiunge Capone, per il quale “l’esito odierno  sembra andare incontro anche a chi, nuovamente in questi giorni, ha sottolineato come non fosse possibile rispondere ad una emergenza straordinaria con l’ordinaria amministrazione”.

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protezione ciivile al centro il pres.ALLISTE. È stato un 2014 impegnativo per i volontari di Protezione civile ad Alliste e Felline. L’associazione presieduta da Antonio Renna (foto) ha svolto un continuo monitoraggio della costa, soprattutto nel periodo estivo, e dell’intero territorio a causa dell’alto rischio idrogeologico in occasione di piogge intense. Sotto il controllo della sala operativa di Bari, gli operatori hanno domato numerosi incendi di sterpaglie; in collaborazione con la polizia municipale, hanno dato il loro aiuto durante manifestazioni pubbliche e incidenti stradali.
«Ogni occasione – ha rimarcato Renna – è stata utile per diffondere tra i cittadini la cultura del volontariato, della solidarietà, della prevenzione e del rispetto per l’ambiente e la salute. Spero che arrivino nuovi tesseramenti da parte di persone volenterose di formarsi per aiutare al meglio gli altri».
Intanto, collaborativi e pieni di buone intenzioni si sono dimostrati gli studenti del Comprensivo “Calvino” di Alliste, in occasione del primo incontro del progetto “La protezione civile va a scuola”. Il ciclo di lezioni e dimostrazioni pratiche è cominciato lo scorso 10 dicembre, coinvolgendo i ragazzi sui temi più vari: prevenzione, conoscenza del territorio, primo soccorso, e si parlerà anche di bullismo.

TAURISANO. Grande festa per la protezione civile “Taurus” di Taurisano, che domenica 14 dicembre ha inaugurato il nuovo automezzo di soccorso e la nuova sala del Centro operativo comunale e ha festeggiato il ventesimo anniversario dell’associazione.
Dopo la benedizione del parroco di Maria SS. Ausiliatrice, don Leonardo Salerno, hanno preso la parola i rappresentanti delle istituzioni. Erano presenti il sindaco Lucio Di Seclì, l’assessore alla protezione civile Francesco Damiano, l’assessore regionale Loredana Capone, la dirigente regionale della Protezione civile Lucia Di Lauro, il responsabile provinciale Giulio Mele, il presidente del coordinamento provinciale Salvatore Bisanti e il presidente dell’associazione cittadina Luigi Vanini.
Accorsi all’inaugurazione anche numerosi volontari delle associazioni di protezione civile dei paesi del Sud Salento. Il nuovo automezzo attrezzato e le attrezzature della sala operative sono stati acquistati grazie ai finanziamenti della Regione Puglia.

ALEZIO. La “Nuova Fenice” si rinforza per far fronte alle emergenze  invernali. Pochi giorni fa, infatti, la Protezione civile aletina, grazie ai fondi provenienti dal 5×1000, ha acquistato un nuovo mezzo che a breve sarà utilizzato per la campagna “Rischio idrogeologico”. Il mezzo in questione, un furgone “Fiat Scudo” (foto) dovrà essere allestito a “mezzo speciale” e munito di alcune pompe idrovore che serviranno alla rimozione dell’acqua da eventuali zone allagate. «Il nuovo mezzo sarà pronto per il prossimo febbraio e sarà senz’altro una marcia in più al nostro lavoro. Già in questo mese, in occasione delle prime piogge siamo intervenuti con dei monitoraggi notturni per il controllo e pulizia delle griglie dei canali di scolo dell’acqua piovana, che in alcuni casi ostruiti da foglie e carte, non permettevano il regolare deflusso delle acque», afferma il coordinatore Daniele Marcuccio (foto).
La protezione civile aletina, che ha sede all’interno del parco “Don Tonino Bello”, oltre ad offrire il proprio servizio di volontariato ad Alezio e dintroni, previa richiesta da parte delle Forze dell’ordine e autorizzazione della sede operativa centrale di Bari, potrà intervenire in qualsiasi territorio e paese ricadente nel raggio di 50 chilometri dal proprio paese così come previsto dai protocolli operativi.

NARDÒ. “Se sei consapevole dei possibili rischi presenti sul territorio dove vivi, se sai come e dove informarti, se sai come organizzarti per affrontare eventuali momenti di crisi, tu vivi molto più sicuro”. L’opera di sensibilizzazione portata avanti dalla Protezione civile mira al cuore e alla testa di ogni singolo cittadino: dal bambino al nonno, nessuno escluso, tutti devono sapere come comportarsi in una ipotetica situazione di emergenza.
Lo scorso 8 novembre, in piazza “Cesare Battisti”, arricchita dalla presenza dei ragazzi delle scuole, la Protezione civile ha dedicato un’intera mattinata all’informazione per gestire al meglio eventuali situazioni di pericolo. Inoltre, il pubblico ha potuto ammirare da vicino una simulazione di soccorso verticale sulla facciata di Palazzo di Città e gli automezzi utilizzati in caso di incendio e rischio idrogeologico.
«Ci complimentiamo con un organo – ha commentato il sindaco neretino Marcello Risi – che riveste un’importanza assoluta dal 1992, grazie all’opera di splendidi professionisti ma anche volontari. Nella nostra città la Protezione civile è molto attiva e spero nasca nei ragazzi la voglia di far parte di una delle più fulgide strutture d’Italia». A seguire l’intervento dell’assessore Flavio Maglio che ha voluto “ringraziare il nostro braccio destro che sventa le situazioni di pericolo, in particolar modo i frequenti incendi estivi”. Chiosa finale rivolta ai cittadini da parte del presidente dell’organizzazione, Guido Gaetani: «La Protezione civile siamo tutti noi!».

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protezione civile nuova sedeUGENTO. Sarà inaugurata sabato 11 ottobre alle 17.30 la nuova sede dell’associazione di Protezione civile «La Forestal 1» di Ugento. Il sodalizio, presieduto da Tiziano Esposito, avrà sede in via Monsignor De Razza 13, negli uffici che fino a qualche mese fa ospitavano la Asl e il 118. Durante la serata si svolgerà un convegno sul lavoro della protezione civile sul territorio.

Foto di gruppo per i volontari

Foto di gruppo per i volontari

SECLÌ. Lo scorso sabato 20 settembre il Comune di Seclì ha partecipato a Pugnochiuso (Foggia), al raduno nazionale della Protezione civile. Nell’incontro si sono stabilite le linee di intervento nel caso di emergenze, soprattutto di carattere idrogeologico e metereologico.
Per Seclì erano presenti il sindaco Antonio Casarano, il nuovo presidente della Protezione civile Cristo Stavru, il suo vice Salvatore Malerba e il volontario Giuseppe Musardo. Grazie ad un finanziamento regionale di 78mila euro, quest’anno la Protezione civile del paese è stata dotata di un PK Ford per affrontare al meglio eventuali emergenze sul suo territorio o violente perturbazioni metereologiche, che potrebbero provocare allagamenti localizzati. Il mezzo è attrezzato con un’idrovora, preziosa sia per lo svuotamento di scantinati dall’acqua o altre situazioni di emergenza, sia per spegnere gli incendi, grazie ad un serbatoio di acqua di cui è dotata. L’Amministrazione comunale ha fornito all’associazione un’automobile, vestiario ed una serie di attrezzature software per rendere il servizio sempre più efficiente. La Protezione civile, da parte sua,  vanta un grande impegno da parte di tutti gli iscritti, che svolgono il loro impegno a favore dei concittadini in modo del tutto volontario.

mezzo protezione civile

ALLISTE. Sotto il sole della solidarietà, l’8 dicembre scorso, si è svolta la cerimonia d’inaugurazione del nuovo mezzo antincendio in dotazione all’associazione di Protezione civile di Alliste.

Alla presentazione del pick-up, acquistato dall’Amministrazione comunale grazie a un prezioso finanziamento regionale, hanno preso parte proprio tutti. C’erano le autorità e le associazioni del posto e i volontari di Protezione civile in rappresentanza di vari paesi del Salento: Matino, Racale, Taurisano, Melissano, Aradeo, Taviano, Gallipoli, Ugento, Alezio e di molti altri. Presenti anche le Misericordie di Racale e il gruppo di volontari cinofili “Le volpi rosse” di Seclì.

Ha colpito proprio questo, vedere le associazioni di volontariato dei diversi Comuni far rete tra di loro e condividere un importante traguardo raggiunto, in questo caso da Alliste. Un risultato che andrà a vantaggio dei cittadini che, in ogni momento, possono far riferimento agli operatori coordinati dal presidente Antonio Renna, semplicemente contattandoli al 389/6815612.

ARADEO. Nuove attrezzature a disposizione della Protezione civile di Aradeo per fronteggiare le emergenze idrogeologiche. Sono state presentate lo scorso 21 novembre dal presidente dell’associazione Franco Mighali (foto)  alla presenza del sindaco Daniele Perulli, di alcuni consiglieri comunali e del funzionario della Regione Lello Cafaro.

Si tratta di dieci idrocostumi, che consentono agli operatori di rimanere asciutti anche in un metro d’acqua, oltre ad un salvagente e ad una piccola imbarcazione. L’acquisto è stato fatto grazie ad un finanziamento di 27mila euro, ottenuto dal Dipartimento della Protezione civile di Roma (con un cofinanziamento del 25% a carico dell’associazione).
Per il migliore utilizzo di questi equipaggiamenti sono stati già contattati istruttori del Trentino, che effettueranno corsi specifici di salvataggio già all’inizio del nuovo anno.

Questo permetterà di rafforzare ulteriormente le strutture di protezione civile a favore dei cittadini, essendo Aradeo un paese a forte rischio di allagamento  perchè, nel tempo, alcuni canali naturali del paese sono stati convogliati sotto il livello stradale in condutture che si sono poi dimostrate del tutto inadeguate alla portata naturale dell’acqua. Le conseguenze sono ora davanti agli occhi di tutti.

In parte inutile anche il Piano di Assetto idrogeologico, recentemente approvato dall’Autorità di Bacino, perchè molti danni sono stati già fatti. Specialmente in questi ultimi giorni molto piovosi, intere zone del paese sono state allagate: è accaduto anche il 7 ottobre quando  via Aldo Moro, via Cutrofiano e via Paolo VI sono diventate dei canali. La Protezione civile opera nel paese da circa 20 anni e in questo lungo periodo sono stati numerosissimi gli interventi per risolvere emergenze di scantinati allagati, auto in panne, persone impossibilitate ad uscire da casa.

protezione civile taviano

il presidio operativo allestito dai volontari della Protezione civile di Taviano tra sabato 30 novembre e domenica 1 dicembre

Ora dopo ora, ci hanno tenuti informati sulle condizioni meteo, diffondendo i bollettini emanati dalla Protezione civile regionale. Hanno monitorato le zone più a rischio dei vari paesi, in modo da programmare ed eseguire interventi mirati. Hanno dispensato consigli ai cittadini, sui comportamenti da evitare per non correre pericoli. Hanno ricordato, minuto per minuto, i numeri da chiamare in caso d’emergenza. Sono rimasti svegli e operativi per tutta la notte, nel presidio attivato presso le rispettive sedi, per non perdere nemmeno una nostra chiamata d’aiuto. In poche parole: ci hanno rassicurato, facendoci sentire meno soli contro le condizioni meteorologiche avverse.

Insomma, se Nettuno ha fatto il “cattivo”, tra sabato 30 e domenica 1 dicembre, i volontari della Protezione civile hanno fatto il bel tempo: a Taviano (foto), ad Alliste, ad Ugento, a Gallipoli, ad Aradeo e in altri paesi colpiti dalla pioggia incessante.

Onore e merito a tutti loro, dunque, anche se ci teniamo a sottolineare una cosa: il volontario di Protezione civile, come tutte le altre categorie di volontari, va formato. Perché a volte il cuore non basta. Serve sviluppare abilità, servono i corsi di formazione specifici. Ci auguriamo, allora, che quest’appello venga raccolto da chi di competenza.

Voce al Direttore

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...