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lido marini, bambino gioca nella strada allagataLIDO MARINI. «Il fatto è che qui, il Comune di Ugento non raccoglie voti, ecco perché trascura da sempre questa marina. Però le tasse le paghiamo lo stesso». È questa la spiegazione che va per la maggiore a Lido Marini, per dare un senso all’abbandono in cui versa. Spiaggia sporca, strade sconnesse, raccolta della spazzatura che lascia a desiderare. Ogni anno chi villeggia nella marina divisa tra il Comune di Ugento e quello di Salve (a questo appartiene una parte minore) si ritrova davanti ai soliti problemi.

«Siamo in spiaggia da qualche settimana  – afferma un gruppo di ragazzi che per far sentire la propria voce verso il Comune di Ugento ha creato un gruppo su Fb – e nonostante le nostre richieste di pulizia nessuno è mai intervenuto. Dobbiamo stare attenti a dove mettere l’asciugamano, per non incappare in qualche spiacevole sorpresa: non di rado si trovano anche siringhe». E c’è chi pensa ad organizzare una giornata ecologica come protesta.
I problemi in spiaggia non sono gli unici. Anche le strade lasciano a desiderare. «Abito da anni in una strada sterrata – racconta una signora – i nostri appelli per asfaltarla non sono mai stati accolti. Quest’anno abbiamo visto che stavano facendo dei lavori e ci siamo rallegrati. Ma che delusione vedere che sono stati asfaltati solo 20 metri. E ora, quando piove, l’acqua forma un lago».
La Pro loco ha fatto protocollare presso il Comune di Ugento un elenco di ciò che serve: un servizio di raccolta differenziata dei rifiuti; il calendario per la disinfestazione; la fornitura di servizi igienici (provvisori); l’installazione in spiaggia e sul corso principale dei cestini; la pulizia della villetta. Nessuna risposta. A breve il direttivo si riunirà per decidere quale azione intraprendere.

protesta edilizia ugento comune 2UGENTO. È stata una protesta pacifica, ma non per questo poco significativa, quella che si è svolta nei girni scorsi vicino al municipio di Ugento. Le aziende edili e i tecnici del paese si sono radunati per chiedere la nomina della Commissione locale per il paesaggio (condivisa con Taurisano, Acquarica e Presicce) e lo sblocco delle attività degli uffici tecnici del Comune, dove, in attesa di esame, giacciono numerose pratiche edilizie.

La manifestazione è stata organizzata dai consiglieri di opposizione Angelo Minenna, Carlo Scarcia, Giulio Lisi, Pasquale Molle e Gianfranco Coppola. Una delegazione di imprenditori, composta da Luigi Casciaro e Luigi Carangelo, nella stessa mattinata ha raggiunto la prefettura di Lecce per illustrare la situazione dell’edilizia ugentina al capo di gabinetto Guido Aprea. Con loro c’erano i consiglieri Minenna, Scarcia e Lisi, il presidente di Assogeometri Fernando Alessandrelli e il componente dell’assemblea nazionale di Confartigianato, Corrado Brigante. In una relazione, la delegazione ha illustrato quelle che, secondo imprenditori e politici di opposizione, sono le difficoltà degli uffici comunali: assenza di figure a tempo pieno di categoria D e presenza di un dirigente “a comando” e non in pianta stabile; mancanza, fino a pochi giorni fa, di un Responsabile unico del procedimento per il paesaggio; mancato rinnovo della Commissione locale per il paesaggio, con la conseguenza che le pratiche che richiedono autorizzazioni paesaggistiche devono essere analizzate in Regione, con un allungamento dei tempi. Negli uffici, al momento, ci sarebbero 297 pratiche paesaggistiche in giacenza.

Dopo l’incontro in prefettura, la delegazione è tornata a Ugento e ha illustrato ai manifestanti i contenuti del colloquio con il dottor Aprea. In tarda mattinata, poi, tutti si sono spostati in aula consiliare per incontrare il sindaco Massimo Lecci.
Il primo cittadino, dopo aver illustrato con dati alla mano il lavoro dell’Amministrazione e dell’ufficio tecnico, ha ribadito il suo impegno per il rinnovo della Commissione paesaggistica (la procedura di selezione è stata annullata dalla responsabile del settore Urbanistica Simona Bramato a causa di alcune irregolarità). Ma ha anche spiegato che molte delle pratiche ferme negli uffici sono carenti delle integrazioni che i progettisti, nonostante le richieste degli uffici, non avrebbero mai prodotto.

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rifiuti sciopero casarano (2)

CASARANO. Ritorna lo stato di agitazione dei netturbini di Casarano che domani (sabato) non garantiranno il normale servizio di raccolta. Protestano, come accade ormai quasi ogni mese, per poter avere lo stipendio alle scadenze contrattuali previste. In ritardo è ora la mensilità di settembre “per la quale non ci è stata data dall’azienda alcuna indicazione se non un generico rinvio addirittura a novembre”, fanno sapere gli operai.

santa chiara

GALLIPOLI. Da baluardo dell’istruzione per intere generazioni e punto di riferimento anche per paesi limitrofi, lo storico plesso di Santa Chiara (nella foto) sede di  primaria, secondaria e scuola dell’infanzia sembra avere il destino segnato. La scuola del  centro antico di Gallipoli è infatti soggetta  da un po’ di anni a un  graduale spopolamento.

Già presente nell’ex convento delle Clarisse, adiacente la chiesa di san Giuseppe, l’istituto è stato poi ricostruito, così come oggi appare, negli anni 60.  Nell’80 erano 35 le classi presenti, oggi si contano due classi di scuola dell’infanzia, quattro di scuola primaria e due di secondaria, quest’anno infatti i numeri non sono stati sufficienti a formare la prima media. «Negli anni Sessanta e Settanta – raccontano alcune insegnanti che hanno frequentato questa scuola – c’erano persino studenti che da Sannicola e Alezio venivano qui in bicicletta poiché nei loro paesi non esisteva la scuola media».

Ex Primo Circolo, come ancora si legge nell’insegna all’esterno, poi Primo Polo con l’istituzione dei poli scolastici nel 2000, ora fa parte dell’Istituto comprensivo Secondo Polo guidato dal dirigente Antonio Maglio.

Le cause di questa progressiva diminuzione degli utenti è da ricercare in un complesso eterogeneo di fattori, primo fra tutti sicuramente l’esodo di numerose giovani famiglie verso le zone nuove della città, dovuto in parte alla vocazione sempre più turistica della città vecchia e alla mancanza di molti servizi.  «Alcune delle famiglie presenti poi, sostiene il dirigente – preferiscono inspiegabilmente iscrivere i propri figli in altre scuole, forse anche per questione di mode, penalizzando chi invece vorrebbe frequentare qui.   Ma – ci tiene a precisare, e gli fanno eco le insegnanti, – noi cerchiamo di tutelare la scuola promuovendo un’attività didattica curriculare ed extra curriculare dinamica e articolata, con programmi completi e diverse uscite».

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vespucci vela scuola (1)

GALLIPOLI. Si è concluso nei giorni scorsi il progetto “Vela a scuola” promosso dalla Federazione italiana vela e svoltosi presso l’Istituto “Vespucci” di Gallipoli, a cura in particolare dei docenti di educazione fisica e sostegno. Il corso si è concluso in piazza Tellini dove gli studenti del “Vespucci” hanno anche lanciato il loro appello affinché l’indirizzo di studi “Nautico” dell’istituto torni “nel cuore di Gallipoli e del Salento”, nella vecchia sede di via Gramsci ormai chiusa da anni e su cui si affacciano periodicamente volontà di vendita a privati (l’immobile è della Provincia).

Con una lettera indirizzata al Sindaco e agli amministratori della città, il comitato omonimo paventa “la chiusura o il più probabile trasferimento in qualche altro Comune entro pochi mesi” per varie e concrete ragioni. Intanto perché la vecchia sede non è fruibile da anni; quella provvisoria presso gli ex Salesiani potrebbe non essere più disponibile perché il Comune si è orientato alla vendita di quell’immobile. Il comitato fa presente che per l’indirizzo Trasporti e logistica (ex Nautico) servono 18 aule, 16 laboratori, un ricovero per piccole imbarcazioni, la vicinanza ad uno scalo di alaggio. Per questo ed altro “è necessario reperire i locali adeguati “che in realtà già esistono e si trovano abbandonati in via Gramsci”.

 

 

 

Cave-AcquaricaACQUARICA DEL CAPO. Ma che fine ha fatto il progetto per la “riqualificazione e recupero delle cave di Acquarica? È quanto si domandano tutti coloro che pensavano che una vasta area di cave (foto), che tra Acquarica e Taurisano abbraccia una superficie di 300 ettari, sarebbe stata strappata all’incoscienza di chi per anni l’aveva utilizzata per smaltire rifiuti di ogni genere per essere riqualificata e recuperata degnamente. L’idea di un “programma unitario” tra Acquarica e Taurisano per la tutela e valorizzazione delle cave venne alla luce ufficialmente il 29 novembre 2001, quando il Consiglio comunale di Acquarica approvò all’unanimità un protocollo d’intesa col comune di Taurisano che affidava ad un team di grandi esperti il compito di redigere uno studio di prefattibilità. Coordinato dall’architetto Corrado Cazzato, che era stato il promotore dell’idea, e Alberto Torsello, il gruppo composto da Bruno Dolcetta (direttore del dipartimento di Urbanistica Università di Venzezia), Roberto Masiero, Paolo Torsello, Slyano Vecchi e Vincenzo Verardi, predispose uno studio di fattibilità che prevedeva un intervento a 360 gradi.

Partendo dalla produzione di energia da fonti alternative, il progetto puntava al recupero dell’area attraverso una serie di interventi che andavano dalla realizzazione di un museo che conservasse la memoria storica di questa zona fino alla realizzazione di spazi per festival musicali e spettacoli. Il tutto coinvolgendo università e centri di ricerca affidando la gestione ad una società mista a maggioranza pubblica in cui i numerosissimi piccoli proprietari del terreno fossero soci. Il 14 settembre 2005 il Comune di Taurisano dava dei suggerimenti per la redazione del lavoro degli esperti e a dicembre lo studio di prefattibilità veniva presentato ufficialmente a Taurisano con un convegno al quale partecipò l’assessore regionale Angela Barbanente. Da allora del progetto non se n’è più parlato ed oggi sono in molti a chiedere all’Amministrazione comunale di riprendere un discorso interrotto.

PARABITA. “Questa è la situazione che siamo costretti a vivere noi alunni dell’istituto d’arte “Enrico Giannelli” di Parabita!”. La segnalazione viene dagli studenti dell’istituto ed è rivolta alle istituzioni competenti, in questo caso la Provincia che deve badare alla manutenzione del suo edificio. I ragazzi chiedono garanzie sulla sicurezza del luogo in cui studiano. In evidenza, nelle immagini, infiltrazioni di acqua dovute alle piogge di queste ore.

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rugby aradeo finale Magna Grecia beach rugby cup 2013 aradeo

ARADEO. Si chiama “Salento rugby” ed è la nuova scommessa del mondo della palla ovale nel Salento. Ad Aradeo, in via Tripoli, è allestita una club house di tutto rispetto, un piccolo ma accogliente locale in cui si svolgono le riunioni, si guardano le partite della nazionale e si espongono maglie storiche e trofei. E, soprattutto, si fanno progetti. Tra le iniziative previste anche un corso di allenatore regionale di rugby, da tenersi proprio in quella sede.

«È la nostra prima esperienza in serie C. Siamo una squadra appena nata e stiamo cercando di farci strada», spiega il presidente, Fabio Manta, che è pure delegato provinciale della Federazione italiana rugby e responsabile per il sud Italia della Lega italiana beach rugby.

«Il rugby è un po’ una pratica sportiva di nicchia, non sono in tanti ad avvicinarsi. Andiamo avanti con le nostre risorse, non abbiamo neppure uno sponsor ma piuttosto degli amici che ci aiutano», continua Manta, presidente dal 2005, l’anno in cui è stata fondata l’associazione. La squadra è composta anche da ragazzi delle province di Taranto e Brindisi e ci sono pure due toscani mentre l’allenatore, inglese ma di origini italiane, Paul Luggeri, aggiunge un tocco di internazionalità.

«I primi anni sono stati dedicati esclusivamente all’organizzazione di eventi per richiamare l’attenzione del pubblico, ad esempio giocando in spiaggia», continua il presidente. Nel 2006 c’è infatti il beach rugby, poi diventato il campionato “Magna Grecia beach rugby cup”, creatura della “Salento rugby”. Fino a giungere al debutto in C di quest’anno con l’esordio in casa il 6 ottobre contro il Taranto. Ma  l’esperienza non manca. «Veniamo dalla storia del Cus Lecce, poi a un certo punto ci siamo detti che forse dovevamo camminare con le nostre gambe», dice Manta. Tanti anche i contatti con il settore scolastico: ad Aradeo l’interesse per tale sport è, infatti, diffuso da molti anni tra i ragazzi.

Per il futuro l’associazione non chiede nulla tranne “un campo che sia nostro”, quindi un’infrastruttura adeguata allo scopo. La Federazione prevede, infatti, contributi alle società sportive che facciano avviamento, collaborando con le scuole, e che abbiano in gestione  un impianto. La “Salento rugby” gioca solitamente nella struttura comunale di contrada Spina e anche quest’anno ci sono già stati contatti con l’assessore allo Sport Giuseppe Menallo, “che sta dando una mano cercando di fare il possibile”. Ma c’è l’eventualità che la prima partita si debba giocare altrove se il campo comunale non dovesse essere pronto. E se qualcun altro, ad esempio una squadra di calcio locale, dovesse richiederne la disponibilità, la Salento Rugby si dice pronta a cercare un compromesso. Parola di presidente: «Il nostro spirito è quello di fare network, già collaboriamo con la squadra di calcio a 5 non vedenti campione d’Italia e con l’associazione sportiva Lupiae Salento che fa basket in carrozzina. Il rugby è uno sport povero ma dai principi sani».

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ingresso della zona industriale

ingresso della zona industriale

GALLIPOLI. «Il consiglio comunale di Gallipoli chieda con forza alla Regione Puglia il finanziamento delle opere necessarie al completamento delle reti infrastrutturali nella zona Pip quali acqua e fogna indispensabili per il mantenimento delle aziende insediate»: lo afferma il consigliere comunale Giuseppe Coppola (“La Puglia prima di tutto”) in una nota diretta al presidente del Consiglio comunale.

«Facciamo sentire la vicinanza del consiglio comunale – è l’esortazione di Coppola – a quei coraggiosi imprenditori che, nonostante le evidenti carenze delle basilari infrastrutture continuano a garantire occupazione in un periodo delicato dal punto di vista economico». Il consigliere ha così consegnato al Comune una mozione che il Consiglio dovrebbe fare sua come sollecito alla risoluzione di un problema annoso.

L’intestatario della sollecitazione è il governo regionale, più precisamente l’assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone (Pd) che in passato aveva preso anche degli impegni sull’argomento.

Nella zona industriale di Gallipoli operano dieci aziende e altre tre in costruzione.

Marco Cataldo

Marco Cataldo

PARABITA. Parcheggi a pagamento per tutti, ma con tariffe diverse. A far insorgere nuovamente le opposizioni cittadine (nella foto a sinistra Marco Cataldo di “Bene comune”) è stata la recente ordinanza del sindaco Alfredo Cacciapaglia con la quale vengono differenziate le agevolazioni previste per chi, dovendo sostare spesso nelle aree adibite a sosta a pagamento nel centro cittadino, sottoscrive un abbonamento mensile.

Nello specifico, il costo del canone per commercianti e professionisti le cui attività sorgono tra via Vittorio Emanuele II e via Vittorio Emanuele III, via Coltura, via Ferrari e via Impero è di 25 euro. Per residenti e amministratori comunali (Sindaco, assessori e consiglieri) scende, invece, a 15 euro.

«Una logica che vuole venire incontro a quanti, come nel caso di esercenti e operatori di servizi, sono costretti a versare ogni giorno anche decine di euro di ticket e grattini solo per svolgere il proprio lavoro», fanno sapere dagli uffici della Polizia municipale. Il problema, tuttavia, non si pone per quanti risiedono nelle zone indicate, quanto, piuttosto, per gli stessi amministratori, “oltremodo agevolati” secondo le minoranze consiliari che, compatte, hanno chiesto conto del perché quella delibera di Giunta abbia introdotto la differenziazione nel costo del servizio.

«Visto che vi siete aumentati gli stipendi a cifre faraoniche, alla faccia di tutti parabitani che sempre più hanno difficoltà ad arrivare alla fine del mese, perché non avete avuto il buon gusto di dare l’esempio “del buon padre di famiglia” prevedendo per tutti gli amministratori comunali almeno lo stesso importo previsto per i titolari e i dipendenti di esercizi comemrciali e servizi?», è scritto, infatti, su di un manifestao affisso in paese.

«Così facendo – continua l’opposizione –  sarebbero entrati dieci euro in più al mese per ogni consigliere che per dodici mesi fa circa 200 euro. Poca cosa, certo, ma quella somma sarebbe potuta essere destinata ad elleviare il costo per i buoni libro per i ragazzi di famiglie in stato di disagio economico».

 

 

ScuolaElementare

ACQUARICA DEL CAPO. Per le famiglie di Acquarica il nuovo anno scolastico è iniziato all’insegna del disagio. Gli alunni della scuola elementare (foto) saranno ospiti nel plesso della scuola media. Una situazione che ha creato non pochi disagi, dovuta alla indisponibilità provvisoria dell’edificio della scuola elementare, interessato ad un progetto di riqualificazione energetica finanziato complessivamente con una somma che supera il milione e settecento mila euro. Per poter reperire i locali sufficienti ad ospitare le classi delle elementari è stato necessario eliminare tutti i laboratori attrezzati presenti fino a ieri nell’edificio della scuola media. La cosa ha provocato il malumore dei genitori degli alunni della scuola media per il fatto che “l’attività didattica dei propri figli subirà un impoverimento dell’offerta formativa con conseguenze serie sul piano dell’apprendimento”. Da parte loro, invece, i genitori degli alunni che frequentano le elementari accusano i rischi che corrono i propri figli a causa della contiguità con gli alunni delle medie. «Non si può mettere un bambino di prima elementare nello stesso ambiente in cui ci sono ragazzi di 14 anni, che magari spesso assumono atteggiamenti da bulli. Questa promiscuità è altamente pericolosa, specialmente per i più piccoli».

Ma pur comprendendo il disagio in questa situazione non c’erano alternative. «L’intervento di riqualificazione alla scuola elementare andava fatto», ha dichiarato l’assessore ai Lavori pubblici, Adamo Verardo (foto). «I lavori sono stati appaltati ed entro un anno circa ritorneremo in possesso dell’edificio, per cui possiamo affermare che i bambini delle elementari l’anno prossimo torneranno nel loro edificio. C’è stato un solo imprevisto – ha aggiunto l’assessore – la legge antisisma approvata di recente ha reso necessaria una verifica della staticità delle fondamenta. Ma la sicurezza dei nostri bambini vale pure un po’ di disagio».

polo 2  scala antincendio isolato piazza carducci ala segreteria (1)GALLIPOLI. Il nuovo  anno scolastico parte con qualche difficoltà logistica per il Polo 3 e il Polo 2 di Gallipoli.

Il terzo polo che ha registrato un incremento nel numero degli alunni con una prima elementare in  più di 25 elementi, si trova ad affrontare una carenza di banchi e sedie. I 20 banchi forniti dal Comune  non sono evidentemente sufficienti e quindi bisogna trovare un rimedio e con una certa sollecitudine.

«Già l’anno precedente – afferma la dirigente Marcella Fiorini – avevamo utilizzato materiale di risulta per una prima media; quest’anno tra i 25 di prima e  qualche trasferimento da altre sedi, siamo stati costretti ad attingere dal laboratorio di scienze». Peraltro, con i fondi del ministero ancora bloccati, l’istituto non può effettuare acquisti autonomamente.

Anche per il Polo 2 di piazza Carducci non sono mancati problemi e allarmismi iniziali. A causarli  i lavori per la  messa in sicurezza dell’edificio e, in particolare,  per la costruzione di due scale antincendio, iniziati circa una settimana prima dell’apertura scolastica.  Attualmente le zone interessate dal cantiere sono state isolate (foto sopra) e non rappresentano un rischio per alunni e operatori. I lavori infatti saranno sospesi e riprenderanno durante la sosta dell’attività didattica per evitare interferenze. In sostanza dopo  il disagio iniziale la scuola  si presenta a grandi linee come era stata lasciata a giugno.

via tonelli palo rotto e erbacce gallipoli (4)

GALLIPOLI. Via Tonelli e le strade vicine, in particolare la zona verde comunale  che doveva essere il fiore all’occhiello dell’area, con arredo urbano elegante come  documentato dal progetto, ormai da anni è oggetto di numerose lamentele dei residenti. Si tratta di una zona verde di proprietà comunale che permette il passaggio dalla via Carlo Massa alla zona Peep 3 e che viene usata dai residenti, e non solo, per raggiungere il vicino ospedale. Quell’area che doveva nelle intenzioni e sulla carta essere resa gradevole anche agli occhi con arredo urbano ben curato, ora si presenta, per la scarsa manutenzione, selvaggia e pericolosa.  E non si tratta di un problema recente: da anni (le cronache giornalistiche risalgono quasi a 10 anni fa) si evidenziano  presenza di erbacce, scarsa illminazione, animali non certo domestici.

Più volte anche l’associazione “Città nuova” ha sottolineato i problemi non solo di via Tonelli e dintorni ma di tutta la zona Peep 3 che, a distanza di anni della sua realizzazione, non ha peraltro ancora  un nome.  

sporting sannicola

SANNICOLA. Muore lo Sporting, la squadra di calcio guidata da Nunziatina Fachechi che per due anni ha fatto battere il cuore dei sannicolesi. Fondata nel 2011, dopo che per sei anni il pallone locale era rimasto sgonfio (almeno a livello dei campionati maggiori), la squadra ha finora militato in Terza categoria.

«L’Amministrazione comunale non ci aiuta per l’iscrizione al campionato, come ha fatto la precedente», fa sapere il direttore sportivo Armandino Scorrano il quale aggiunge: «Per raccogliere i ragazzi sparsi nelle squadre della provincia e per dare a tutti i giovani, anche a  quelli che non possono permettersi  di pagare una retta, la possibilità di giocare gratuitamente, veniamo posti di fronte ad un “aut-aut”: o ci iscriviamo da soli, e costa 5.000 euro, oltre ad accollarci, come abbiamo sempre fatto,  tutta la manutenzione del campo, ovvero altri 2.000 euro l’anno, o paghiamo anche noi l’affitto, cosa che non possiamo fare senza discriminare i  ragazzi. Ma il campo è pubblico, cioè di tutti quelli che amano il calcio e non solo di quelli che hanno soldi. Per le altre spese già fatte, tra elettrodomesti e impianti, a metà con la Scuola calcio, quando abbiamo chiesto che le pagassero o le restituissero, ci siamo sentiti minacciati di querela. Visto che il campo è stato già affittato al Casarano, non c’è altro da dire» conclude Armandino Scorrano. Che le posizioni siano distanti lo conferma anche il presidente del Consiglio comunale, con delega allo sport, Graziano Scorrano: «Non c’è spazio di trattativa perché abbiamo offerto il massimo: dei 5.000 euro necessari per l’iscrizione al campionato e le spese aggiuntive, tra uno sponsor privato, che pure ci sarebbe e garantirebbe circa 1.000 euro, ed un contributo diretto del Comune pari a circa 500 euro, si può arrivare a 1.500 euro. Gli altri anni c’erano più sponsor privati ma, per noi, gli sport sono tutti uguali e non possiamo fare discriminazioni ovvero dare troppo al calcio e troppo poco a pallamano, bocce, ciclismo o podistica».

In vista, per tutte le associazioni che utilizzano impianti comunali, una convenzione da firmare con la previsione del relativo canone d’affitto, come anticipato da Graziano Scorrano.

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bici spiagge gallipoli

Legambiente Gallipoli scrive a Piazzasalento. “Sono state tante le biciclette in circolazione a Gallipoli che in alcune ore sembrava Amsterdam”, commentano i volontari del cigno verde, attenti osservatori di fenomeni che vanno incontro all’ambiente, diminuiscono l’inquinamento da idrocarburi e rendono più vivibile la città. Centinaia, forse migliaia di bici, in gran parte utilizzate da giovani, arrivati in treno o in pullman e comunque da chi ha preferito una via più lenta ma sicura davanti a rischi reali di alcol test. Imprenditori privati, da almeno un paio di anni, hanno fiutato l’affare e c’hanno azzeccato. Ma questa tendenza come sarà valorizzata dall’Amministrazione pubblica? Piste ciclabili, rastrelliere, le prime cose che vengono in mente. Per fortuna, col Sac “Salento di mare e di pietre” è previsto anche un attrezzato sistema di bike-sharing

ALEZIO.  Dalle segnalazioni di un lettore, alcuni punti critici e alcune negligenze che si chiede siano risolte al più presto all’interno, e all’esterno, del parco Don Tonino Bello in via Mariana Albina. Discariche a cielo aperto, cancelli aperti tutta la notte, uno stato di pericolo e di abbandono diffuso: questi i soggetti fissati dall’obiettivo di chi esige delle risposte concrete a una situazione che si trascinerebbe tale da anni ormai.

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Dopo il reportage “Guida al Salento, la nuova riviera romagnola”, diffuso dal magazine “Vice” circa tre settimane fa, il blogger Quit the Doner (che intanto ha vinto un premio per il miglior articolo sul web, nell’ambito del “Blogfest” a Rimini) è tornato con un servizio dedicato, stavolta, alla cittadina in cui il turismo è letteralmente esploso nella stagione appena conclusa: Gallipoli.

Nel suo reportage corredato da numerose fotografie, il blogger traccia una sorta di fenomenologia dei beach party a Baia Verde, sul litorale sud della “Città Bella”. Quello delle feste in spiaggia sarebbe un vero e proprio “sistema pensato per stupire – scrive Quit the Doner, intrufolatosi in uno dei tanti happy hours – eppure nulla sorprende veramente. Si tratta di una macchina ben oliata che in cambio di denaro e adesione promette di fornire un certo piacere immediatamente condivisibile su Facebook”. Poi l'”imbucato” passa a fornire un ritratto dettagliato dei principali attori del sistema, che definisce “leader”: lo speaker, il dj, gli uomini con gli occhiali a specchio e le donne immagine sul tetto dello stabilimento. A tal proposito, a didascalia di alcune foto, si legge: “Il fisico è l’unico passaporto con valore legale nella repubblica del Beach Party, dove la prima cosa che si nota è che tutti sono diversi e tutti perfettamente uguali agli altri”.

Ovviamente, il blogger non manca di riservare un capitolo al tema dell’ordine pubblico, riportando le affermazioni di un dottore della guardia medica, e conclude: “È un vero peccato vedere come questo Paese non sia mai in grado di valorizzare le proprie eccellenze”.

Il testo integrale del reportage può essere scaricato e consultato in formato pdf: reportage da Gallipoli. La fonte è Linkiesta.it, anche per le foto a seguire.

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Francesco Pacella

Francesco Pacella

GALLIPOLI. Stagione nuova, problemi vecchi. Nonostante i risultati straordinari ottenuti nell’annata scorsa, con la partecipazione alle fasi nazionali del campionato Csi, sembra non esserci pace per l’Asd Basket Gallipoli, che rischia di restare senza un posto dove poter lavorare. «Stiamo lottando contro le istituzioni – spiega il coach Francesco Pacella (foto)- per capire dove e se potremo allenarci, dal momento che ci è stata negata la possibilità di utilizzare la palestra dell’Istituto commerciale di Gallipoli. A scanso di equivoci, io capisco bene come la palestra sia un bene della scuola, che ha tante esigenze da coniugare, ma noi non abbiamo nessuna pretesa e con un po’ di buon senso si potrebbe trovare una soluzione valida per tutti, considerato che comunque svolgiamo un’attività sportiva e formativa dando risalto al nome di Gallipoli».

A fronte di qualche problema organizzativo, potrebbero esserci anche delle interessanti novità: «Sto valutando la possibilità – prosegue il trainer – di iscrivere la squadra al campionato regionale di Serie D; qualora non ci riuscissi, andremo avanti con l’Under 17. Naturalmente un nostro punto cardine sarà sempre il Mini-basket». L’inizio dei corsi per la nuova stagione è previsto per giovedì 1 ottobre e la partecipazione sembra in costante crescita: «Ricevo ogni giorno – conclude Pacella – numerose chiamate da genitori che chiedono informazioni per iscrivere i propri figli. È un dato importante, si prospetta una stagione gratificante e di grande livello».

tribunale casarano

CASARANO. Tribunale di Casarano “sospeso” sino al prossimo gennaio. Lo ha stabilito il Tar di Lecce concedendo, per l’appunto, la sospensiva al provvedimento che ha disposto la chiusura della sezione distaccata degli uffici giudiziari. Resta, dunque, l’incertezza sul destino degli uffici di viale Stazione destinati alla chiusura secondo la riforma del ministero della Giustizia che non ha concesso neppure la proroga di due anni accordata, invece, a Maglie e Nardò. Il ricorso amministrativo era stato avanzato dalla locale Camera forense e sottoscritto dagli avvocati Giovanni Bellisario e Massimo Fasano. Del merito del ricorso stesso si discuterà, dunque, nella prima udienza utile del nuovo anno.

manifestazioni estive

PRESICCE. La stagione estiva presiccese, come tutte le altre, è ormai chiusa e già si cominciano a tirare le somme. Ma se negli ambienti dell’Amministrazione comunale si respira aria di soddisfazione per i risultati conseguiti, non manca chi, come il gruppo consiliare di opposizione guidato dall’ex-sindaco Antonio Luca, cerca di analizzare la cosa a 360 gradi, sottolineando dubbi e criticità.

«Intanto gli uffici comunali non sono ancora in grado di stabilire la somma che grava sulle casse comunali per organizzare una stagione estiva che ha visto nel nostro piccolo comune 60 eventi serali in un periodo di circa due mesi e mezzo. Vogliamo sapere con esattezza quanto ha investito il Comune di suo per questa stagione. I cittadini hanno diritto di conoscere con esattezza come vengono utilizzati i soldi che l’Amministrazione sta prelevando dalle loro tasche aumentando al massimo tutte le tasse e in base a questi dati giudicheranno l’operato di chi li sta amministrando».

Ma secondo Luca questo non è l’unico aspetto criticabile. «A parte qualche flop che pure si è registrato nelle manifestazioni organizzate durante l’estate, ha aggiunto l’ex-sindaco, sicuramente abbiamo avuto il risultato di avere un flusso considerevole di persone che hanno visitato il nostro paese. Ma ciò non giustifica il fatto che siamo diventati il paese delle feste.  Non abbiamo dati da mettere a confronto ma sfido chiunque a trovare un altro comune, compresi quelli che hanno l’affaccio al mare, che abbia previsto nel corso dell’estate tante feste quante ne ha programmate il nostro». Presicce, paese delle feste, quindi.

«Sembriamo un paese dove non esiste nessun problema- conclude Luca – ma la verità è che i nostri problemi per colpa dell’Amministrazione comunale si aggravano sempre di più, dal problema della disoccupazione giovanile a quello della zona industriale, a quello della raccolta differenziata dei rifiuti che ancora a Presicce non parte, per cui subiamo ancora la vergogna dei cassonetti stracolmi di rifiuti puzzolenti. E noi pensiamo ad organizzare feste ed eventi!».

Ma con le dimissioni del sindaco il clima di festa si è interrotto.

strada Presicce-Alessano1

PRESICCE. Le difficoltà finanziarie dei Comuni sono sotto gli occhi di tutti. Le mancate entrate provenienti dalla riscossione dell’Imu hanno finito con l’aggravare ulteriormente una situazione già pesante. Ma il cittadino che chiede un servizio essenziale, per il quale peraltro paga, non può restare inascoltato. È questo in sintesi lo sfogo di un pensionato presiccese che da qualche anno abita nella periferia del paese, sulla strada che da Presicce porta ad Alessano (foto). Una zona dove diverse famiglie hanno la dimora, condividendo problemi che si trascinano da anni. «Sono un presiccese che per una serie di motivi ha vissuto gran parte della sua vita lontano dal suo paese d’origine» ha raccontato Andrea Morciano. «Dopo essere andato in pensione sono tornato al mio paese, realizzando un sogno che avevo avuto sempre. Ma oggi sono amaramente pentito della mia scelta e la cosa mi addolora moltissimo».

Circa un paio di anni fa il pensionato presiccese aveva trovato una casa nella periferia cittadina. «Accettai di buon grado di venire a vivere qui perché a me piace la campagna, il contatto con la natura. Da buon cittadino mi recai al comune ed espletai tutte le pratiche per regolarizzare la mia situazione dal punto di vista tributario. Ma mi accorsi dopo poco tempo che il comune mi faceva pagare la tassa sulla raccolta dei rifiuti senza darmi alcun servizio, dato che nella mia zona non c’era neanche un cassonetto e la ditta per la raccolta dei rifiuti non passava». Siccome neanche la posta veniva consegnata si recò dal sindaco La Puma che  andò di persona a verificare lo stato delle cose sul posto, promettendo che entro breve giro di tempo le cose sarebbero state risolte. Ma in conclusione pare che a nulla sono  serviti i solleciti al comandante dei vigili e ad altri impiegati comunali. «Io continuo a pagare la tassa sui rifiuti -conclude Morciano –  anche se in misura ridotta, ma il servizio di raccolta non copre la mia zona e il postino non ci consegna la posta perché ancora non sono state fissate le cassette».

Plesso 25 aprile scuola galatone

GALATONE. Ritorna, ad un anno esatto di distanza, il problema della coabitazione forzata tra gli alunni delle elementari del plesso scolastico “XXV Aprile” (foto) del Polo 2 di Largo Itria e gli studenti del professionale. I piccoli alunni sono, infatti, costretti ancora a studiare presso le aule dell’istituto superiore di via Corsieri, succursale del “Falcone e Borsellino” di Galatina, per l’inagibilità del proprio edificio ristrutturato solo sei anni fa. Ad oggi, alle famiglie degli alunni di ben cinque classi è stato comunicato che anche quest’anno ai loro figli non sarà restituita la scuola. E i genitori lamentano il disagio.

Ma qualcosa si muove: l’ultimo Consiglio d’istituto del Polo 2, cui hanno partecipato anche il sindaco Nisi e l’assessore alla Pubblica istruzione Giovanna Rizzo, ha trattato, infatti, della situazione edilizia degli edifici scolastici. «Erano originariamente previsti tre finanziamenti da 192mila euro ciascuno – spiega Livio Nisi – per la scuola “Don Milani”, che appartiene comunque al Polo 1, “XXV Aprile” e per la media di via S. Luca. Inoltre era stato ottenuto un finanziamento da “Area vasta” da 720mila euro proprio per la “XXV Aprile”. Risultando eccessivo il milione di euro per quest’ultimo edificio, siamo già riusciti a dirottare questi fondi sulla media di via S.Luca, per dare spazio a parte delle Elementari. Si interverrà, tra le altre cose, sulla palestra e sul solaio mentre il Polo 2 vedrà dunque razionalizzata la sua attività e gli edifici di Largo Itria diventeranno, probabilmente, uffici comunali».

tribunale casarano

CASARANO. Mentre tutti gli uffici giudiziari della provincia si trasferiscono a Lecce, Casarano si mobilita. L’obiettivo non è solo quello di ottenere una proroga simile a quella concessa a Maglie e Nardò (di due anni per smaltire l’arretrato civile), ma anche di ottenere la sede di un futuro tribunale del Sud Salento. “Sussistono tutti i requisiti perché ciò possa accadere”, ha affermato il sindaco Gianni Stefàno nell’incontro di lunedì scorso con i sindaci di Taviano Carlo Portaccio, di Taurisano Lucio Di Seclì ed il vicesindaco di Ruffano Maria Rosaria Orlando, alla presenza dei referenti della locale Camera forense. La Giunta comunale ha già deliberato in tal senso e nei prossimi giorni lo stesso faranno i Comuni del circondario pronti a sostenere la difficile battaglia.

randagismo

TORRE SAN GIOVANNI (UGENTO). Lotta al randagismo in località “Fontanelle”: nei giorni scorsi le forze dell’ordine (i vigili urbani di Ugento, insieme al personale del Corpo forestale di Gallipoli, ai carabinieri di Ugento e agli operatori della Asl di Scorrano) hanno accalappiato due cani di grossa taglia che da diversi mesi seminavano il panico nella zona della pineta comunale, del campeggio e dei villaggi.

Per poter bloccare i due animali, le forze dell’ordine hanno dovuto presidiare la zona, pattugliandola a tappeto e riuscendo tra non poche difficoltà ad avvicinare i cani e a sedarli, per poi portarli in canile. Fondamentale, come spiegano dal comando dei vigili urbani, è stata la conoscenza del territorio da parte del personale del campeggio “Riva di Ugento”.

I due cani avevano aggredito diverse persone durante il corso dell’estate. Almeno in quattro avevano presentato denuncia ai carabinieri. Una donna di Casarano si è vista costretta a ricorrere alle cure del pronto soccorso del “Francesco Ferrari” per le ferite riportate ad una gamba.

È un problema molto sentito, quello del randagismo, a Ugento e nelle sue marine. Il disagio è avvertito dai residenti e dai numerosi turisti ed è stato più volte segnalato anche dal “Comitato per Torre San Giovanni”, che proprio nel suo ultimo manifesto, quello dello scorso marzo, lo aveva inserito tra i quindici grandi problemi della principale marina di Ugento. Dopo le esternazioni dell’associazione, i consiglieri di opposizione avevano chiesto la convocazione di un Consiglio comunale monotematico. La seduta, fissata per il prossimo 4 ottobre, potrebbe essere il momento opportuno per confrontarsi anche sul problema dei randagi e sulle sue possibili soluzioni.

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lido marini (3)

PRESICCE. Le elezioni per il rinnovo delle cariche sociali alla Pro-loco fissate per il 25 agosto scorso sono state rinviate all’anno prossimo. L’assemblea degli iscritti ha rilevato che la situazione di sfilacciamento che aveva portato i dirigenti del sodalizio a rinunciare a qualunque iniziativa per protestare contro il disinteresse totale del comune di Ugento, responsabile territtorialmente di Lido Marini, di fatto aveva impedito di procedere ad un regolare tesseramento dei soci. Per regolarizzare questo aspetto della vita dell’associazione si è stabilito di rinviare le elezioni, riconoscendo il diritto di voto ad una platea adeguatamente più vasta, cioè a chi rinnoverà la tessera quest’anno e nel 2014.

Intanto però il risentimento e la rabbia della gente contro il comune di Ugento non accenna a diminuire e, accantonata la prassi del manifesto affisso abusivamente, sceglie anche il sito di Piazzasalento in cui si legge tra l’altro che  “se il problema per il sindaco di Ugento sono i manifesti, per noi invece è la mancanza di controllo sulla cessione di pezzi di spiaggia ai privati. Ogni anno si notano le spiagge private che si allargano e si allungano sempre di più a danno di chi non può pagare 25 euro al giorno per un ombrellone”. Da qui la richiesta al sindaco di Ugento di mandare i suoi vigili urbani col metro per misurare la superficie dei lidi. «Vedrai sindaco quante belle sorprese. Altro che manifesti». Dello stesso tenore le altre note pervenute al giornale, compresa quella in cui si accenna addirittura alla spoliazione della sabbia dell’ultimo pezzo di spiaggia pubblica per ripascere e allargare sempre di più i lidi privati.

Voce al Direttore

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...