Home Tags Posts tagged with "Progetto"

Progetto

Salvatore Albano

Porto Cesareo – Il depuratore s’ha da fare. Anche se i primi passi risalgono all’ormai lontano 1979, la validità dell’opera non è in discussione. Lo ha deciso il Consiglio di Stato con una sentenza del 28 marzo scorso che ha ribalto quanto stabilito dal Tribunale amministrativo regionale (Tar) di Lecce circa la realizzazione dell’impianto in località “Masseria Bellanova”, al servizio del paese. L’opera resta valida, necessaria necessaria e in regola, compresa la sua localizzazione, che tante proteste e resistenze aveva generato da parte di quanti in quella zona avevano costruito la propria abitazione ed anche attività commerciali, e turistiche.

Un procedimento lungo quasi 40 anni I giudici di Palazzo dei Marescialli hanno ricostruito il lunghissimo percorso compiuto da questa progettazione, comprese varianti urbanistiche e continui stop e lunghe pause intermedie tra un processo (ricorsi al Tar nel ’94 r nel 2010) e l’altro. “La verifica sulla idoneità dell’opera nel sito prescelto e della sua funzionalizzazione, anche attraverso i necessari aggiornamenti strutturali, – hanno sottolineato i giudici amministrativi – si è articolata in vari e successivi momenti temporali”. Si richiamano quindi la deliberazione della Giunta regionale del 26 marzo 1990 con cui si approvò in via definitiva la variante urbanistica attraverso una puntuale ricognizione della localizzazione dell’intervento che legittimava la specifica scelta in termini urbanistici, conforme all’allora in vigore piano regolatore generale. L’opera, che prevede una fascia verde tutto intorno, era già allora definita improcrastinabile, visto il carattere turistico di Porto Cesareo. Nel 1993 la Giunta comunale di Porto Cesareo approvò il progetto di completamento dell’impianto.

Il Sindaco: “Tutti i cittadini saranno tutelati con controlli costanti” A rendere ancora più urgente l’impianto depurativo, aggiornato e migliorato, era poi intervenuta poi l’Unione europea che aveva avviato una procedura d’infrazione da carico della Regione Puglia proprio in tema di depuratori. Era il 2012. Il Comune aveva resistito ai numerosi ricorsi fino al’esito di questi giorni: i ricorsi ultimi non solo sono irricevibili “per una obiettiva tardività rispetto alle scelte urbanistiche risalenti nel tempo” ma anche le censure di merito sono state ritenute infondate. Ora l’Amministrazione comunale canta vittoria sia sotto il profilo amministrativo che giudiziario, nel mentre che vanno verso l’ultimazione i lavori per la rete fognaria e quelli per il collegamento col depuratore di Nardò e lo scarico di Torre Inserraglio. Il sindaco Salvatore Albano (foto), che rimarca “come a breve il territorio avrà una rete fognaria funzionante ed efficiente, dichiara: “Sono soddisfatto dei risultati raggiunti. Capisco le perplessità e le paure dei residenti in località “Il Poggio”, ma si tratta di un’opera molto importante per l’intero territorio e lo sviluppo turistico del nostro paese. Vigileremo dunque, affinché nessun cittadino si senta di serie B, affinché vi siano controllo e manutenzione continui sul depuratore che, per le sue caratteristiche, avrà un impatto ambientale minimo”.

 

 

 

 

 

Salve – Enogastronomia e tipicità come motori del turismo: questa l’idea di fondo del progetto “I cammini del cibo e del vino autentici”, cui il Comune di Salve ha aderito in qualità di partner dell’associazione “Borghi autentici d’Italia”. Lo scopo è far conoscere il territorio mettendo insieme tre pacchetti turistici da promuovere nei periodi aprile-maggio, giugno-luglio e settembre-ottobre, grazie al supporto di Bai Tour, il tour operator collegato al circuito di “Borghi autentici”. La scelta fatta a monte è stata quella di rivolgersi direttamente agli operatori locali, senza l’intermediazione di associazioni di categoria, per consentire una partecipazione quanto più ampia possibile.

Massimo Chirivì (foto), referente del progetto per Salve e consigliere con delega al Turismo, spiega: “Puntiamo ad avere dei pacchetti con offerte molto diversificate, per rispondere alle esigenze di ogni tipologia di turista. Il periodo su cui ci stiamo più impegnando è settembre-ottobre, in un’ottica di destagionalizzazione. Al momento abbiamo già avuto una quindicina di adesioni da parte di operatori locali e fra le attività che stiamo definendo ci sono: show cooking presso ristoranti o associazioni che si occupano di cucina, concerti d’organo (con l’organo più antico di Puglia), passeggiate nei centri storici e in aree di interesse archeologico, degustazioni di vini in cantina”.

 

Porto Cesareo – Con il finanziamento ottenuto dalla Regione, anche un Apecar porterà in giro libri e cultura. Lo prevede il progetto che, classificandosi al 40mo posto della graduatoria utile, ha ottenuto 307mila euro; l’elaborato è stato redatto dagli amministratori comunali e dalle associazioni cittadine. I fondi provengono dal programma regionale “Community Library Smart in Puglia”, sostenuto dal Pro Fesr puglia 2014-2020-Azione 6.7 di Regione e Unione europea. I soldi sono destinati alla manutenzione straordinaria della struttura, con la realizzazione di un impianto fotovoltaico, fornitura di arredi e libri, un angolo per bambini, l’aggiunta di fioriere, la nascita di una biblioteca diffusa che metta in rete attrattori quali la Torre Lapillo e Torre Chianca come reading points, l’acquisto di un Ape Car per “far girare” la cultura, oltre a diversi servizi specie per i più piccoli. Un intervento a più voci: “Liber” e il coordinamento delle associazioni ambientaliste hanno manifestato la disponibilità a sostenere in modo fattivo il progetto con attività da realizzare nell’arco di cinque anni. “Il progetto che andrà a potenziare la nostra biblioteca comunale – il commento dell’assessore alla Cultura, Paola Cazzella – costruirà una rete culturale su tutto il territorio, che promuoverà la lettura nelle torri, sulle spiagge, in paese, abbracciando anche importanti tematiche ambientali come la marine litter. Un plauso alla Regione Puglia che ha deciso di investire in queste progettualità premiando la laboriosità dei Comuni. Un grazie a tutti coloro che hanno collaborato per la nostra progettualità, a tutti i partner (Area marina protetta, Cooap, Liber), alle associazioni che hanno preso parte agli incontri di progettazione partecipata (Agesci, Acattolica e altre) ai dipendenti comunali che hanno contribuito a questo risultato. E ora il lavoro continua”.

Al “lavoro di squadra iniziato qualche mese fa” plaude anche il Sindaco Salvatore Albano: “Lungimirante in questo caso il lavoro della Regione e dell’assessorato alla cultura che hanno saputo cogliere uno degli aspetti ancora carenti sul nostro territorio che è quello del coinvolgimento e della divulgazione, a partire dalla base, della cultura”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nardò – “Ciclonardò” quarta, Lecce quinta nella graduatoria regionale finale basata sull’avviso pubblico per la realizzazione di percorsi ciclabili e/o ciclo pedonali (Azione 4.4 del Por Puglia Fesr – Fse 2014/2020). Per questa strada, è il caso di dire, arrivano un milione 420mila euro per realizzare i 14 chilometri 400 metri di piste ciclabili previste nel progetto presentato dall’Amministrazione comunale che si è classificato in uno degli undici posti utili, occupati anche da Foggia, San Severo, Torricella, Manfredonia, Trinitapoli, Fasano, Monteleone di Puglia, Ugento, Castellaneta.

Primo obiettivo: diminuire il traffico sui percorsi casa-lavoro-scuole. L’obiettivo principale del progetto neretino è quello di “creare un primo corridoio ciclabile utile a drenare quote consistenti di traffico motorizzato verso gli spostamenti quotidiani in bicicletta per le motivazioni principali (casa-lavoro o casa-scuola), ma al tempo stesso facendo coincidere l’itinerario con quello ciclabile nazionale/regionale della Ciclovia dei Tre Mari ed incrociando in zona Pagani anche l’itinerario nazionale prioritario della Ciclovia dell’Acquedotto pugliese, quest’ultima finanziata dal Ministero Infrastrutture e trasporti e in corso di realizzazione. Nella parte extraurbana, “Ciclonardò” s’incontrerà con la linea di mobilità lenta (prevalentemente turistica) del progetto Salento Arco Jonico finanziato dal Ministero beni ambientali culturali e turistici.

Le intersezioni con la Ciclovia dell’Acquedotto e dei Tre Mari. Il progetto è stato elaborato da Cosimo Pellegrino e Vincenzo De Tuglie con il supporto di Francesca Cofano e Cosimo Chiffi (foto, animatore della Ciclovia dell’Acquedotto) e ha riguardato anche la predisposizione del primo “Schema generale della Rete Ciclabile del Comune di Nardò”. Rispetto alla rete extraurbana il Comune ha però in dote solo un primo tratto di pista ciclabile di circa 1 km lungo viale Caduti di Nassirya. Dei cinque tratti delineati, il primo interesserà viale De Gasperi e via XX Settembre connettendo la stazione ferroviaria di Nardò Città e la nuova sede comunale di via Falcone e Borsellino, con l’ingresso al centro storico da piazza Osanna. Qui il percorso si innesta in un’area a ciclabilità e pedonalità diffusa grazie alla nuova Ztl che dovrebbe essere estesa a tutto il centro storico. Il terzo tratto ciclabile percorre l’intera lunghezza di via XXV Luglio, dalla rotatoria di piazza Diaz fino all’ex ospedale, per proseguire lungo l’asse commerciale di via Bonfante e le vie Marinai d’Italia e corso Italia per connettersi alla pista ciclabile già esistente di viale Caduti di Nassirya (zona Pagani). Il quarto tratto è infine rappresentato dalla connessione con la strada litoranea e il parco naturale regionale di Portoselvaggio e Palude del Capitano lungo la viabilità esistente a basso traffico (via Masserei, strada La Riggia e via Croce dell’Alto). Il quinto tratto, infine, incrocia il tratto precedente in località Cenate (via Taverna), procede in direzione nord fino alla Masseria Nucci e prevede il ripristino funzionale a fini cicloescursionistici di un antico tracciato secondario della Via Sallentina.

In Comune grande soddisfazione. “Con CicloNardò avviciniamo la nostra città a una dimensione simile a quella delle città di molti Paesi europei, dove una fetta sempre più larga degli spostamenti quotidiani avviene in bicicletta o a piedi, con un sostanziale contributo al miglioramento della salute delle persone e della qualità dell’aria”, è il commento del Sindaco Giuseppe Mellone. “La città giustamente può essere contenta di prospettive di cambiamento che sono inedite e della capacità strategica di questa amministrazione che continua a raccogliere risorse preziose da fonti esterne”, conclude il primo cittadino. Soddisfatti anche l’assessore ai Lavori pubblici e vicesindaco  Oronzo Capoti (“l’intervento sulle piste ciclabili ci offre la possibilità di apportare miglioramenti molto importanti alla sede stradale e agli arredi urbani, peraltro sulle direttrici più utilizzate della nostra città”) e l’assessore alla Mobilità Ettore Tollemeto (foto, “Ci siamo portati avanti col lavoro, visto che stiamo per completare l’installazione dei varchi e quindi la zona a traffico limitato permanente del centro storico, cioè di fatto il primo tassello di Ciclonardò”.

 

Salve – Avvicinare bambini e ragazzi ai principi della Costituzione è l’obiettivo di un progetto trasversale che – nato da un’idea della giornalista Valeria Coi e finanziato dal Comune – sta coinvolgendo i diversi istituti scolastici di Salve. “La nostra Costituzione, da 70 anni il nostro patto per la vita” è il titolo di questo percorso che viene portato avanti durante le ore di lezione, in collaborazione con gli insegnanti, e si struttura in maniera verticale, per rivolgersi a più fasce d’età.

I bambini della scuola dell’infanzia sperimentano i valori della Costituzione attraverso giochi di empatia, che insegnano il rispetto per l’altro: nel gioco dello specchio, ad esempio, tutti sono chiamati a fare gli stessi movimenti, scoprendosi uguali nell’impegno e nello sforzo affrontati per compiere quel gesto; oppure, nel gioco del saluto s’impara l’uguaglianza salutandosi senza parlare, con gesti universali che superano le barriere linguistiche. Le classi della scuola primaria, invece, hanno studiato i primi dodici articoli della Costituzione e li rappresentano attraverso vignette ispirate allo slogan “Se chiamo un diritto, risponde un dovere”.

Con i ragazzi della scuola media, infine, si lavora sullo spettacolo “Una giornata fondamentale”, scritto da Lola Giuranna (attrice dell’associazione “Filarmonica città di Gallipoli”, che coordina il laboratorio teatrale): come spiega Valeria Coi, si punta a far capire cosa significa concretamente applicare i principi della Costituzione nella vita quotidiana, perché una conoscenza teorica e slegata dalla realtà non basta. Anche il sindaco Vincenzo Passaseo si sta prestando a vestire i panni dell’attore ed è impegnato nelle prove insieme ai ragazzi, per recitare con loro nel ruolo del preside di una scuola. Il progetto si concluderà mercoledì 27 dicembre con una manifestazione in programma a Palazzo Ramirez, nell’anniversario dei 70 anni dalla promulgazione della Costituzione. Nel corso dell’evento interverranno tutte le classi coinvolte, andrà in scena lo spettacolo teatrale e saranno letti i principi della Carta costituzionale.

 

Nardò – Prima in tutta l’area del Sud Italia in quanto a letture di libri. Lo ha certificato, concludendo un bando del Ministero dei beni e delle attività culturali e turismo cui il Comune aveva nei mesi scorsi partecipato. Il Centro per il libro e la lettura del Mibact ha pubblicato l’elenco dei Comuni vincitori: Nardò l’ha spuntata su altri 184 Comuni tra i 15mila e i centomila abitanti, concorrenti nell’ambito dell’iniziativa “Città che legge”, sviluppata in collaborazione con Anci, che intende valorizzazione e sostenere il lavoro che le Amministrazioni comunali svolgono per favorire la diffusione della lettura. Nelle altre aree geografiche al primo posto Nichelino (Torino) ‘e Fano (centro).

Oltre ad una bella immagine, Nardò porta a casa un finanziamento di 20 mila euro, mentre altri 10 mila, che saranno messi a disposizione dal bilancio comunale come quota di cofinanziamento, saranno utilizzati anche per libri e implementazione  del centro servizi culturali e bibliotecari. Il progetto era stato chiamato “L’arte di raccontare: i guardiani del tempio”, un percorso formativo “in grado di insegnare come leggere ad alta voce e utile a riscoprire l’eterna bellezza dei libri”, come si legge in una nota del Comune. Tema centrale l’albero genealogico e i legami familiari, le vite nelle case, i piccoli fatti memorabili visti dalla parte della gente comune, sullo sfondo dei grandi eventi della storia di Nardò. “Il percorso produrrà una performance originale – si sottolinea – che coinvolgerà la città e i suoi abitanti, un vero e proprio spettacolo diffuso: aprendo le porte delle proprie case e svelando le proprie piccole epopee familiari e il proprio vissuto”. Ad affiancare il “lavoro” degli abitanti saranno presenti attori/narratori professionisti che per un giorno intero si metteranno a disposizione per insegnare la propria arte ai non professionisti. Tra le attività connesse, il laboratorio di “lettura ad alta voce” per imparare le tecniche che rendono più efficace la lettura a voce alta, rivolto a operatori culturali, librai, docenti delle scuole e operatori della neonata rete museale. “I guardiani del tempo” si concluderà con un evento finale: il reading in cui le coppie (minore e adulto) che hanno partecipato al laboratorio, saranno affiancate da un attore/narratore professionista. Si premieranno anche i migliori video di letture ad alta voce.

“Ancora una volta – commenta soddisfatto il Sindaco Giuseppe Mellone – viene premiata la nostra capacità progettuale, che ci consente di utilizzare risorse importanti e di lavorare su un grande tema come quello della lettura. Non è un fatto di poco conto che in una platea così vasta come quella dei Comuni del Meridione, il nostro progetto sia risultato il migliore. Non vediamo l’ora di trasformare l’idea progettuale in fatti concreti”.

 

AlbamediterraneaGALLIPOLI. Parte la nuova avventura di “Alba mediterranea”, associazione di promozione sociale. È stato presentato nei giorni scorsi il progetto “Alba mediterranea Sailing team-messaggeri di legalità” che vede come partner il consorzio Emmanuel, il Centro servizi volontariato Salento e Assonautica regionale. Obiettivo del progetto la diffusione della legalità tra i giovani “attraverso l’impegno civico e la partecipazione attiva nelle problematiche sociali, la cooperazione in attività di sostegno alle fasce deboli, la promozione di attività che avvicinino i giovani alle stituzioni” La diffusione della cultura della legalità avviene attraverso la velaterapia in tutto il territorio pugliese; le basi nautiche sono quelle di San Foca, Otranto, Leuca, Gallipoli, Porto Cesareo e Brindisi. Giovani a rischio di devianza o svantaggiati sarano trasformati in equipaggi di barche a vela e diventeranno messaggeri di legalità.  I beneficiari diretti del progetto sono 35 giovani dai 16 ai 21, ma accanto a loro ne saranno coinvolti altri 65, dai 18 ai 25, che vivono o hanno vissuto situazioni a rischio di devianza, anche con disabilità fisiche e psichiche non gravi. Beneficiari indiretti i 3mila alunni delle scuole pugliesi  dove avranno luogo incontri di sensibilizzazione alla legalità. Il nucleo centrale del progetto è rappresentato dalla partecipazione a 5 regate veliche  anche internazionali tra cui: Brindisi-Corfù (a giugno); Bari Herceg Novi- Est 105; Gallipoli Triofeo del Rivellino; Gallipoli Trofeo Rotary cup governor, e altre in partenza dalla Puglia.
Info: www.albamediterranea.eu; segreteria organizzativa via Sicilia 21 Lecce  tel fax 320.9014211 martedì e giovedì ore 10-12; alba.mediterranea@libero.it

I beni immateriali costituiscono tutto quello che non si vede, ma che si sente che c’è nelle tradizioni, nei racconti, nelle abitudini di una comunità. Vanno recuperati, censiti e custoditi come i beni materiali (Piazza del Popolo)

Presicce coinvolta in un progetto universitario sperimentale per la valorizzazione dei beni immateriali. Testimonianze, ricordi, accadimenti legati a dei particolari luoghi saranno censiti in una guida tutta nuova. Il gruppo di lavoro, guidato dalla docente Ada Manfreda, ha già recuperato del materiale e ora è in fase di rielaborazione; presto ci sarà un sopralluogo in paese.
«Il nostro gruppo di lavoro, costituito da EspérO-SpinOFF dell’Università del Salento, sta conducendo una ricerca per il Progetto “Apulia”, progetto con cui abbiamo partecipato ad un bando Miur e che pertanto stiamo realizzando il sostegno e il contributo del medesimo ministero, insieme ad un gruppo di spinoff e start-up presenti in tutta la regione Puglia – afferma Ada Manfreda».  «Il progetto – continua – riguarda,  infatti, nel suo complesso tutta la Regione, della parte inerente il Salento ce ne occupiamo noi. Il progetto di ricerca mira al censimento e alla valorizzazione delle risorse che costituiscono il patrimonio immateriale delle comunità».

Sono tre le aree sperimentali individuate nel Salento in cui condurre questa ricerca: un’area nella Grecìa Salentina, selezionando i Comuni di Carpignano Salentino, Martano, Martignano e Sternatia; un’area sulla costa Otranto-Leuca, con i Comuni di Ortelle, Vignacastrisi, Santa Cesarea e Castro; un’area sulla costa ionica, con i Comuni di Salve, Presicce e Patù. «La ricerca prevede una fase di interviste narrative a testimoni della comunità e una fase di ascolto, coinvolgimento e attivazione delle realtà associative presenti nella stessa – continua Manfreda -. È nostra intenzione poter conoscere le peculiarità delle comunità interessate dal progetto, affinché le possiamo inserire e mettere in valore nel “racconto” della comunità che andremo a costruire alla fine della ricerca». E conclude la responsabile: «Questo “racconto-drammaturgia” intenderà proporre un percorso di fruizione del territorio a partire dalle persone che lo abitano e lo animano e dalle realtà associative e produttive che vi operano, attraverso cui far fare esperienza ad un visitatore-turista per immergerlo nella quotidianità dei luoghi». Infine si tratta di rafforzare l’identità e il senso di appartenenza al proprio territorio.

Dirigenti, operai, impiegati TMI

Lo staff della Tmi e, in basso, le cappe aspiranti

Cappe TMINardò. Per la seconda volta al Quirinale. La Tmi srl, azienda con sede nella zona industriale neretina impegnata nella progettazione di cappe aspiranti e impianti di distribuzione, sanificazione e qualificazione dell’aria, sta infatti in questi giorni portando a termine il lavoro nelle cucine del segretariato del Colle presidenziale, per la realizzazione di un controsoffitto aspirante.
L’azienda amministrata dalla famiglia Filoni di Galatone,  da anni esporta in tutta Italia e non solo gli impianti di aerazione realizzati nello stabilimento locale, portando i propri prodotti in ristoranti, alberghi e locali di tutta Italia, ma anche in diverse sedi istituzionali.

I “controsoffitti aspiranti” made in Salento si possono trovare, infatti, anche nelle mense del Ministero degli Esteri e del Ministero della Difesa, oltre che in varie importanti scuole di specializzazione alberghiera e in alcune attività in Albania, Romania, Lussemburgo, Svizzera e Croazia. Esame superato quello di qualche mese fa, quando gli operai della Tmi hanno realizzato un piccolo intervento al Quirinale, guadagnandosi la riconvocazione per questi giorni, durante i quali stanno applicando “KlimaKucina” (così si chiama il sistema di ricambio d’aria e aspirazione ideato dalla ditta) nelle stanze del Palazzo da pochi giorni abitato da Sergio Mattarella.

«Dal posto dove stiamo lavorando – dice Arturo Agioli, uno dei tre operai tuttora a Roma – si vede l’enorme piazzale del Quirinale e il Palazzo della Consulta. Quello che stiamo facendo è un lavoro complesso, che richiede tempo, ma che stiamo svolgendo con grande tranquillità, anche grazie al fatto che non abbiamo alcun tipo di disturbo».
«Con il brand KlimaKucina – dicono dall’azienda – la Tmi si posiziona come partner di riferimento nel settore della ristorazione collettiva, risolvendo con grande professionalità  tutte le problematiche presenti nella gestione dei flussi d’aria nelle cucine industriali».

by -
0 1384

Piazza_di_UgentoUGENTO. Sarà presentato sabato 17 gennaio alle ore 11  nel corso di una conferenza stampa presso “8piuhotel” il progetto “Ugento Città della Musica”, promosso dall’assessorato allo Spettacolo e Politiche giovanili, in collaborazione con l’associazione di promozione sociale “Mauro Carratta”. Interverranno: Elisa Greco, referente  della proposta progettuale; Graziano Greco, vicesindaco del Comune di Ugento; Enrico Antonazzo, consulente legale dell’associazione; Maria Rita e Fernando Carratta, fondatori dell’associazione “Mauro Carratta”.

Il progetto, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento della Gioventù e del Servizio civile nazionale, nell’ambito dell’avviso pubblico “Giovani per il sociale”, mira a promuovere la cultura musicale sul territorio, a favorire le condizioni per accrescere le competenze e stimolare la creatività dei giovani, ad attivare processi di formazione innovativi guardando ai nuovi mestieri nell’ambito della musica. Il progetto vede tra i suoi partner anche l’Istituto comprensivo di Ugento.

municipio uffici taurisano (1)

TAURISANO. Arriva un’opportunità di lavoro, e di formazione, per quattro giovani con un’età compresa tra i 18 e i 28 anni: entro il 4 novembre, chi è in possesso dei requisiti richiesti può presentare la propria candidatura per il progetto di servizio civile nazionale “Balla coi lupi”.

I volontari, che verranno selezionati in seguito alla valutazione dei titoli e allo svolgimento di un colloquio, per un anno (con retribuzione mensile di 433,80 euro) si occuperanno di dare assistenza scolastica ed extrascolastica ai minori affidati ai servizi sociali. Proprio in virtù del delicato ruolo che i quattro giovani andranno a ricoprire, il Comune, che ha presentato il progetto approvato dalla Regione Puglia, fa sapere che prediligerà i candidati con un percorso di studi nell’ambito sociale o psicopedagogico. Per un solo volontario, invece, è richiesto il requisito della bassa scolarità.

Le domande possono essere presentate presso l’Ufficio servizi alla persona del Comune, tramite Pec (posta elettronica certificata) o con una raccomandata postale con ricevuta di ritorno.  Il tutto entro le ore 14 del 4 novembre.

Per maggiori informazioni, ci si può rivolgere all’Ufficio comunale sopraindicato, o consultare il sito www.comune.taurisano.le.it.

Cave-AcquaricaACQUARICA DEL CAPO. Ma che fine ha fatto il progetto per la “riqualificazione e recupero delle cave di Acquarica? È quanto si domandano tutti coloro che pensavano che una vasta area di cave (foto), che tra Acquarica e Taurisano abbraccia una superficie di 300 ettari, sarebbe stata strappata all’incoscienza di chi per anni l’aveva utilizzata per smaltire rifiuti di ogni genere per essere riqualificata e recuperata degnamente. L’idea di un “programma unitario” tra Acquarica e Taurisano per la tutela e valorizzazione delle cave venne alla luce ufficialmente il 29 novembre 2001, quando il Consiglio comunale di Acquarica approvò all’unanimità un protocollo d’intesa col comune di Taurisano che affidava ad un team di grandi esperti il compito di redigere uno studio di prefattibilità. Coordinato dall’architetto Corrado Cazzato, che era stato il promotore dell’idea, e Alberto Torsello, il gruppo composto da Bruno Dolcetta (direttore del dipartimento di Urbanistica Università di Venzezia), Roberto Masiero, Paolo Torsello, Slyano Vecchi e Vincenzo Verardi, predispose uno studio di fattibilità che prevedeva un intervento a 360 gradi.

Partendo dalla produzione di energia da fonti alternative, il progetto puntava al recupero dell’area attraverso una serie di interventi che andavano dalla realizzazione di un museo che conservasse la memoria storica di questa zona fino alla realizzazione di spazi per festival musicali e spettacoli. Il tutto coinvolgendo università e centri di ricerca affidando la gestione ad una società mista a maggioranza pubblica in cui i numerosissimi piccoli proprietari del terreno fossero soci. Il 14 settembre 2005 il Comune di Taurisano dava dei suggerimenti per la redazione del lavoro degli esperti e a dicembre lo studio di prefattibilità veniva presentato ufficialmente a Taurisano con un convegno al quale partecipò l’assessore regionale Angela Barbanente. Da allora del progetto non se n’è più parlato ed oggi sono in molti a chiedere all’Amministrazione comunale di riprendere un discorso interrotto.

Vittorio Zacchino

Vittorio Zacchino

GALATONE. Verrà presto istituito in città il parco letterario “Antonio De Ferrariis”: un insieme di itinerari e di attività culturali – ricerche, convegni e mostre soprattutto sull’autore al quale il parco sarà dedicato – favoriranno lo studio, la riscoperta e la tutela del patrimonio letterario (e non solo) galateo.

La Giunta comunale ha, di recente, commissionato a tre professionisti l’elaborazione di un dettagliato progetto a riguardo. «La memoria e la tradizione non vanno solo riscoperti. È necessario – afferma il sindaco Livio Nisi – collegare tutto alla ricchezza letteraria di un luogo, affinché cultura e territorio coincidano». Da qui la scelta di istituire quanto prima un parco letterario da intitolare ad Antonio De Ferrariis (umanista nato a Galatone e, per questo, meglio conosciuto come “il Galateo”) che, a dire degli amministratori, “rappresenterà una sicura occasione di sviluppo economico”. Gli esperti individuati sono Vittorio Zacchino (foto), noto storico e cultore del De Ferrariis, Sandra Dall’Oco e Martina Colazzo, rispettivamente ricercatrice e dottoranda di ricerca in Filologia medievale e umanistica presso l’Università del Salento.

by -
2 1429

lungomare Marconi auto in sosta

GALLIPOLI. Ci potrebbero essere novità interessanti in arrivo per lungomare Marconi, lungomare di nome ma non di fatto date le sue attuali condizioni che, in particolare, sconsigliano una qualsiasi passeggiata. A maggio tramite “Piazzasalento” un abitante, della zona, Fabio Dimo, aveva lanciato una proposta: allargare la carreggiata chiedendo il terreno necessario alle Ferrovie Sud-Est. È di qesti giorni il sopralluogo effettuato da tecnici delle Fse e del Comune per valutare la possibilità di un simile intervento. In precedenza vi era stato a Bari un incontro tra l’amministratore delegato ing. Fiorillo e alcuni amministratori comunali.

L’assenso di massima della società ferroviaria pubblica c’è; naturalmente la realizzazione del progetto comunale sarà a spese interamente dell’Ente locale.

by -
0 1138

Vincenzo Mariello GallipoliGALLIPOLI. Molti dei problemi emersi durante quest’ultima estate potrebbero trovare soluzione nell’elaborazione del piano delle coste, che alla ripresa dell’attività amministrativa “normale” dovrà avere un notevole impulso, se non altro per i termini indicati dalla normativa regionale.

La verifica dei requisiti degli stabilimenti balneari (tra cui la larghezza del tratto sabbioso, che deve essere di almeno 15 metri per poter ottenere o mantenere la concessione); il coinvolgimento del territorio che dalle Serre arriva al mare, pensato dai progettisti come un “unicum” non separabile; il ripristino dei canali naturali e degli sbocchi a mare; la previsione di nuove attività da inserire nell’elaborato finale: questi ed altri gli argomenti da esaminare e definire, guardando anche al piano paesaggistico in elaborazione attualmente alla Regione tra non poche perplessità.

Tra le novità da prendere in considerazione anche le richieste di due aree marine in cui consentire l’allevamento di pesce, una a nord e una a sud della città e le richieste di insediare dei lidi sugli sogli del lungomare Galilei (l’associazione Gallipoli 2012 in una nota parla delle richieste infinite di un gallipolino che finora non ha ottenuto risposte). «Abbiamo in cantiere la riqualificazione di tutto il lungomare, dai magazzini del pesce a Torre S. Giovanni, anche per mettere fine all’attuale situazione piuttosto discutibile – dice Vincenzo Mariello (foto), consigliere delegato all’Urbanistica – e in quella sede saranno tenute presenti le varie istanze, comprese quelle per i lidi sulla scogliera, che vanno inseriti in un nuovo quadro di riferimento».       

uliviUGENTO. Che il Salento ami parlare inglese non è più una novità da molto tempo, basti pensare che un’eminente personalità del Regno Unito, l’attrice premio Oscar Helen Mirren, ha scelto una masseria a Tricase per le sue vacanze. Come lei, anche altri suoi connazionali illustri e meno sono rimasti contagiati dalla Salento fever ed è forse anche per questo motivo che Martin Bancroft, presidente dell’Epip (East peak innovation partnership) operante nello Yorkshire, ha accettato di buon grado l’invito del Gruppo azione locale capo di Leuca per passare qualche giorno tra mare e ulivi.

La visita di Bancroft è stata anche occasione per ribadire sempre di più le “larghe intese” tra turismo nord e sud europeo, nell’ambito di una mobilità che non ha e non deve avere confini. Il segreto è sempre e solo la collaborazione, che non deve mai mancare perché tutti possano sempre sentirsi a casa propria.

Ospite a Tricase del presidente del Gal, Rinaldo Rizzo, il rappresentante inglese ha toccato alcuni punti salienti del nostro turismo, si è infatti recato ad Ugento, dove ha visitato la Tenuta Bianco, a Castrignano all’Agriturismo Serine e poi all’albergo diffuso di Specchia. L’intera iniziativa si è svolta nell’ambito del Progetto di cooperazione transnazionale “European country inn – tourism development in rural areas” dedicato a promuovere i prodotti, le offerte turistiche e culturali delle aree rurali d’Europa, territori del buon vivere e della buona enogastronomia.

L’intero progetto si svolge in collaborazione con quindici Gal italiani (di cui sette pugliesi), un Gal rumeno, uno svedese e naturalmente l’Epip presieduto da Martin Bancroft. A ben guardare, si tratta anche di una visita ricambiata: lo scorso giugno, infatti, i rappresentanti dei Gal coinvolti sono stati ospitati a Manchester ad un evento che ha visto la presenza di autorità, turisti e buyers internazionali e durante il quale sono stati tenuti numerosi seminari e convegni riguardanti l’enogastronomia italiana.

Diverse saranno le iniziative che da qui al 2015 si svolgeranno nei paesi partecipanti per costituire una vera e propria rete di flussi turistici e di esperienze condivise e da promuovere insieme nei mercati internazionali.

La Reggia

La Reggia

GALATONE. I comuni di Galatone, Gallipoli, Nardò e Porto Cesareo, con il progetto “Luoghi blu: itinerari del mare nell’area Jonico-salentina”, partecipano congiuntamente al bando pubblico del Gruppo di azione costiera “Jonico salentino scarl” emanato per sostenere economicamente “interventi strutturali per la creazione di percorsi turistici e culturali e per lo sviluppo di servizi integrati territoriali”.

L’obiettivo dei quattro comuni è quello di ottenere dei finanziamenti da investire, poi, soprattutto nella riqualificazione delle aree pubbliche e degli immobili presenti nei vari tratti costieri rientranti nei propri territori. Per il tratto costiero di Galatone, dunque per la località “La Reggia” (foto), il progetto prevede un investimento di circa 50mila euro per la riqualificazione sia dei muretti a secco presenti sul lungomare sia dell’intero impianto di illuminazione, così come per la sistemazione degli accessi alla scogliera, quindi al mare, e per l’arredo urbano della zona. Ma non è tutto, giacché in un’area non ancora definita della marina galatonese è stato previsto anche un chiosco di promozione e assistenza turistica. Tutto ciò – è chiaro – si realizzerebbe solo se il progetto presentato di comune intesa tra i comuni di Galatone, Gallipoli (nella foto di destra la “Purità”), Nardò e Porto Cesareo dovesse essere finanziato.

bike sharing

ACQUARICA DEL CAPO. Si chiama Bike sharing ed è uno degli strumenti di mobilità sostenibile a disposizione dei comuni che sono orientati ad indirizzare i cittadini verso l’uso di mezzi di trasporto pubblici e non inquinanti. Adottato nelle grandi città, questo sistema di trasporto originale comincia a prendere piede anche nei piccoli centri, sostituendo addirittura con la bicicletta un collegamento tra diversi comuni che non viene garantito con mezzi pubblici. Praticamente viene realizzata una stazione con un certo numero di biciclette bloccate e utilizzabili solo attraverso una tessera o una chiave. Il servizio, che funziona 24 ore su 24, non è usufruibile da tutti ma richiede la registrazione di chi è interessato, in maniera che risulti chi è stato l’ultimo fruitore del mezzo e si scongiurino così i furti.

Un progetto di bike sharing sta per entrare in funzione grazie ad un progetto finanziato con 250mila euro dal ministero dell’Ambiente per collegare tra loro i comuni di Acquarica, Presicce, Taurisano e Ugento.

«Praticamente in ogni comune ci sarà una stazione con dieci biciclette –  ha dichiarato Francesco Ferraro, sindaco di Acquarica, comune capofila del progetto –  cinque biciclette sono elettriche con pedalata assistita e cinque normali. Le biciclette elettriche saranno ricaricate con l’energia prodotta dai pannelli solari installati in ogni stazione e i quattro comuni saranno collegati da un percorso che consente al turista, ma anche a qualunque cittadino, di seguire una strada che attraversa le bellezze caratteristiche di ognuno dei centri abitati e nel caso di Ugento anche di arrivare alla frazione Gemini ed alle marine di Torre Sam Giovanni, Torre Mozza e Lido Marini» I lavori sono ormai nella fase finale,

«Subito dopo passeremo ad individuare un unico gestore per i quattro comuni. Dopo di che il servizio diventerà operativo», ha concluso il Sindaco.

by -
0 1432

Falchi e Virtus in festa

UGENTO. Appena il tempo di smaltire i festeggiamenti per la promozione e si riparte con il nuovo progetto, che a ben guardare è più una nuova identità. Come anticipato dal presidente Andrea Cacciatore (foto) all’indomani della conquista della serie B1 sul campo, i Falchi Ugento & Virtus Taviano cambiano di nuovo pelle, reinventandosi in un nuovo concetto di fusione allargata, stavolta, ad altre identità pallavolistiche salentine.

È sempre Cacciatore a spiegare che si passa dal rappresentare una singola realtà cittadina ad un’area geografica, il Salento, che i numeri dicono essere quella più ampia e importante. Saranno quattro, quindi, le società che si riuniranno sotto il nome di Falchi Salento: gli ormai ex Falchi Ugento&Virtus Taviano (con presidente Cacciatore), la Pallavolo Ugento Femminile (ripescata in B2, guidata da Claudio Pizzolante), la Gap Volley Presicce che milita in serie C (con a capo Francesco Luca) e la Virtus Taviano femminile di serie C (presidente Emanuele Ria).

Un contributo determinante arriverà dal settore giovanile dei Falchi Ugento in quello che sarà lo scopo principale della nuova società, ovvero quello di curare le categorie da dove proverranno i campioni di domani. Tutte queste identità, pur conservando la loro autonomia e i piazzamenti conquistati nel campionato scorso, convergeranno all’interno di un unico progetto, i Falchi Salento appunto, condividendo il budget.

Una sfida che non intimorisce Cacciatore e soci: l’obiettivo è quello di far rimanere a Ugento la pallavolo che conta, ad altissimi livelli, a tutti i costi. L’estate servirà a consolidare e a definire il progetto, in attesa che i campi emettano i loro primi verdetti.

di Laura Primiceri

by -
0 925

L’ ingresso del liceo classico

Casarano.  Da quando sono caduti tanti muri, il plurale nella cultura italiana è diventato d’obbligo: non “io” o la “mia”  ma “noi” e la “nostra”,  comprendendo quindi una pluralità di culture, di lingue, di tradizioni che costituiscono una vera e propria risorsa.

Lo hanno capito docenti e studenti dell’Istituto di istruzione superiore di Casarano con gli indirizzi classico, scienze umane e liceo linguistico. I ragazzi di quest’ultimo indirizzo, coordinati dai docenti Pietro Palumbo e Gabriella Cervellera, stanno lavorando alla realizzazione di un “Laboratorio di intercultura” nell’ambito del Contratto integrativo regionale finanziato dal Miur e dall’Ufficio scolastico regionale.

Nel progetto sono coinvolti 20 alunni di nazionalità italiana, albanese e rumena che saranno promotori di  attività che coinvolgeranno tutto l’Istituto, aperte anche al territorio. Il nucleo delle attività del gruppo è l’utilizzo cooperativo delle tecnologie informatiche perché  sono proprio queste che rendono possibili interazioni  impensabili fino a qualche anno fa e permettono lo sviluppo della creatività, l’ampliamento dell’ambito della comunicazione, la costruzione di un sapere collettivo, la condivisione di percorsi culturali al di là delle distanze geografiche.

I 20 studenti sono già al lavoro programmando iniziative di scambio interculturale (libri, musica, abitudini alimentari).

La ricerca che stanno  realizzando approderà sul sito dell’istituto e culminerà nella produzione di un Dvd.

Il progetto, che prevede 16 incontri pomeridiani di tre ore ciascuno, per un totale di 48 ore, terminerà il 18 gennaio 2012 con una manifestazione in cui saranno illustrati i prodotti e i risultati del lavoro fatto.

Voce al Direttore

by -
Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...