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presepe vivente alliste

presepe vivente panoramica alliste foto di Emiliano Picciolo (2)ALLISTE. Dopo la consueta veglia di Natale, la fiaccolata della comunità di fedeli, in processione dalla chiesa parrocchiale, aprirà ufficialmente (alle 00.15 circa del 25 dicembre) la X edizione del presepe vivente “Sottofondo bianco…Stella in collina”, promossa dal comitato “Insieme per il presepe”, col patrocinio del Comune.
Un itinerario allestito sullo sfondo naturale di storici alberi di ulivo e muretti a secco, dove si scorge la presenza di statue bianche (e a rievocare il celebre presepe rupestre dei “pupi bianchi”) e di un ruscello che, originato sulla sommità della collina, sfocerà in un suggestivo laghetto.
Il percorso si snoderà attraverso la rappresentazione di alcuni tradizionali mestieri salentini: falegname, fabbro,  pescatore, produttori di sapone, formaggio e ricotta. Attenzione anche alla tradizione enogastronomica del Salento con l’immancabile degustazione di “pittule”, caldarroste, formaggi freschi, pasta fresca, tisane aromatiche e vino caldo, tutte specialità salentine.
Sul punto più alto della collina, farà da capolino una grande e luminosa stella cometa. Il calendario prevede sei giorni di apertura: 25-26-28 dicembre e 1-4-6 gennaio, dalle ore 18 alle 21:30. Alle 19 del 6, l’arrivo in corteo dei Re Magi.

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presepe vivente panoramica alliste foto di Emiliano Picciolo (2)

foto di Emiliano Picciolo

ALLISTE. Resta per tutto l’anno in disparte, il presepe rupestre, lì sulla collina della serra. Risalendo la strada che porta alla marina, si tende a tirar dritto e a non rivolgergli nemmeno un’occhiata. Invisibile fuori stagione, ma non a chi vuol fargli del male: spesso è stato teatro di atti vandalici, tra furti e danneggiamenti vari.

Eppure ogni volta è rinato, grazie a loro. I volontari del comitato “Insieme per il Presepe”, all’avvicinarsi delle festività natalizie, risanano le ferite subite dal paesaggio, preparandolo così ad ospitare la rappresentazione vivente della Natività (succede da otto anni), e curano anche gli animi dei visitatori se riescono a riportare la loro attenzione sul mondo di valori che ruota attorno al presepe.

Un lavoro magistrale, quello svolto dagli operatori del comitato. A parlare sono i fatti: record di presenze nei giorni d’apertura del Presepe vivente, ma soprattutto il gran numero di bambini e ragazzi che collaborano alla riuscita dello spettacolo religioso. «Tanti giovanissimi – fa sapere con orgoglio il presidente Valerio Marrocco – mi chiedono di partecipare come figuranti o di poter dare una mano nell’allestimento. Quest’anno anche le scuole hanno dimostrato interesse nei confronti del Presepe, e con ogni probabilità riserveremo loro delle serate».

Cresce anno dopo anno, dunque, l’entusiasmo verso una manifestazione che “rispolvera la religiosità, le antiche tradizioni e la solidarietà”, come ci tiene a sottolineare Marrocco. A segnalare il Presepe, ritorna la stella cometa visibile dalla statale 101 (all’altezza di Gallipoli). La sua scia luminosa si estenderà dal 25 dicembre al 6 gennaio: gli altri giorni d’apertura previsti sono il 26 e 29 dicembre, l’1 e il 5 gennaio.

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Una panoramica dalla passata edizione (foto di Emiliano Picciolo)

Alliste. Il 25, 26 e 30 dicembre, l’1 e il 6 gennaio, dalle 18 alle 22. Cinque giorni l’anno la povertà non spaventa e non suscita diffidenza, anzi ci si stringe intorno ad essa e al micromondo di cui è la nota dominante: il presepe vivente, ad Alliste realizzato dal comitato “Insieme per il Presepe”, di cui Valerio Marrocco è presidente) sulla collina della Serra, lungo la strada che porta alla marina di Capilungo.

Così, ogni anno, succede a tanti di superare l’imponente arco d’ingresso e d’incamminarsi per il sentiero dell’umiltà, delimitato da muretti a secco, in alcuni tratti impervio ma reso praticabile grazie a piccoli ponti in legno e ad alcune gradinate.  Passo dopo passo, si recupera un po’ di autenticità di quella “vita di prima”, fatta di poche e semplici cose, ad ogni incontro con i numerosi figuranti assorti, nelle loro casupole, a svolgere antichi mestieri, in gran parte attività manuali che richiedevano fatica e sacrificio. Anche per questo bambini e ragazzi si fermano ad osservare con quella curiosità stimolata dalle cose che non si conoscono,  chi intreccia “panareddhi”, lo “scarparu” e chi lavora con lo “scarpeddhu”. Le ragazze appaiono incredule davanti all’anziana donna che lavora al “talaru” o alla massaia che lava i panni con la cenere, sbalordite di fronte a quell’intruglio di farina, olio e soda che serve per preparare il sapone.

Ma lo stupore è reciproco: chi è avanti con l’età non solo ha nostalgia, ma si meraviglia di trovare, all’interno delle antiche botteghe, dei ragazzini come aiutanti. Tutte sensazioni amplificate dagli odori nell’aria: delle cipolle cotte alla brace, del pane fatto in casa, delle “pittule”.

Luminarie e musica addobbano e segnalano (assieme alla stella cometa sul punto più alto della collina, visibile già dal ponte nei pressi di Gallipoli) quel piccolo mondo, quasi a volerlo proteggere preservandone la serena semplicità da cui scaturì una grande Magia.

Roberta Rahinò

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...