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Nardò – “Sfruttazero” mette la “quarta” e sfreccia verso la stabilizzazione in agricoltura: sono 20mila le piantine di pomodoro già pronte sul terreno che quest’anno l’associazione “Diritti a Sud” utilizzerà per dar vita alla sua salsa di pomodoro, prodotta senza sfruttamento del lavoro da un gruppo di precari, immigrati e studenti, dalla piantumazione fino all’imbottigliamento. Anche per questa quarta stagione di raccolta i compagni di viaggio del sodalizio neretino saranno i baresi di “Solidaria” che parallelamente, il 29 aprile, hanno dato inizio al lavoro sui campi nel cuore del capoluogo: entrambe le realtà sono affiliate alla rete “Fuorimercato”, presente in tutta Italia con esperienze di autoproduzione, filiera alternativa e commercio solidale.

“Vorremmo riuscire a creare, con un oro a lungo termine che magari in futuro riguarderà anche altri tipi di colture – dice la presidente Rosa Vaglio (foto) – un insediamento stabile in agricoltura. L’anno scorso le piantine a Nardò erano circa 17mila, quest’anno sono 20mila, con un’importante aumento delle varietà autoctone. Se all’inizio abbiamo usato una varietà ibrida trovabile in qualsiasi vivaio d’Italia – spiega la Vaglio – quest’anno abbiamo incrementato la piantumazione di tre salentine: il fiaschetto, il regina e il pomodoro di Aradeo”. Un esperimento che – forte del successo dello scorso anno – in questa già torrida estate entrerà pienamente a regime: “La salsa venuta fuori da queste tre varietà – racconta la presidente dell’associazione – è risultata davvero ottima e ha soddisfatto molti dei nostri acquirenti. Inoltre queste varietà hanno anche una resistenza al caldo più adatta al nostro clima”.

Un’esperienza che oltre ad essere conosciuta in tutta Europa (tante le ordinazioni da tutta Italia e da tutto il continente)ha fatto anche salire in cattedra gli attivisti di Diritti a Sud, all’inizio del mese ospitati dall’Università di Modena e Reggio Emilia per portare agli studenti l’esperienza Sfruttazero. L’associazione continuerà anche il suo lavoro di “controllo” delle condizioni dei braccianti migranti che in estate arriveranno per lavorare nei campi intorno alla città: “Continuiamo la nostra collaborazione con il Centro italiano rifugiati – conclude la Vaglio – e anche quest’anno seguiremo i ragazzi e faremo sentire la nostra presenza”.

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