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Luigi Stamerra con il giudice di gara Lorenzo Veltri

Luigi Stamerra con il giudice di gara Lorenzo Veltri

Alliste entra nel libro del “Guinness World Record”. Luigi Stamerra e altri 277 pizzaioli provenienti da tutta Italia hanno battuto il record del maggior numero di panetti per pizza impastati, stesi e lanciati in aria contemporaneamente. L’evento si è tenuto a Napoli lo scorso 16 settembre, giudice ufficiale, Lorenzo Veltri de “Lo show dei record”, programma in onda su Italia 1. Il precedente record (263 panetti) era stato realizzato a Los Angeles. Stamerra, presidente dell’associazione “Pizzaioli Professionisti”, nata nel 2009, era insieme alla sua squadra composta da Michele Tarantino, Vito Rossini, Giacomo Diamante, Roberto Sciscioli, Francesco Manuto, Mario Capurso, Pino Fusco, Angelandrea Iaconeta, Lucia Murgo, Giovanni Giorgio, Giovanni Giannetta, Luca Rotondo, Giuseppe Carpano, Matteo Specchio, Saverio Varrecchia, Cosimo Diamante, Viviana Gatto, Rosa Carione, Giusy Laccone e Alessandro Pastoressa. «Questo risultato – ha detto Stamerra – dà visibilità non solo all’intero settore, ma anche ai nostri associati e va ad aggiungersi alle normali attività di ricerca e formazione che la nostra associazione porta avanti da tanti anni».

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Galatone. È stato Gianluca Potenza (nella foto il primo in basso da sinistra) ad aggiudicarsi, con la sua “Pizza salentina”, a base di pomodorini “schiattariciati” e pecorino leccese, il primo posto nella sfida finale del corso di formazione professionale promosso dalla Confcommercio di Lecce.  Oltre a Potenza, i neopizzaioli sono Andrea e Giammarco Ferrocino, anche loro di Galatone (rispettivamente gli ultimi due della prima fila), Enza Chirilli di Gallipoli, Diego Perrazzini di Casarano, Antonio Spennato di Ugento, Martina Vantaggiato di Lequile, Andrea Rizzo e Antonio Rollo entrambi  di Lecce.

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Matteo Maritati e Manuel Casalino "all'opera"

Alezio. Il ristorante è l’ultimo che ha aperto Gordon Ramsay a Londra; è in St. Paul in pieno centro, e si chiama “Bread Street Kitchen”. Lì dentro, da qualche giorno, se non si parla aletino, almeno c’è qualcuno che pensa aletino. Il 28 novembre si sono aperte le porte di un sogno ed è entrato Matteo Maritati, cuoco, 23 anni ma con una forza di volontà doppia. Dopo una partenza all’avventura ed un anno a Londra col fido amico Manuel Casalino, anch’egli di Alezio; dopo essersi fatto apprezzare allo “Shambles”, ristorante di italiani comaschi, eccolo spiccare il volo verso una scommessa più alta, ma certo non ardita, alla vasta corte dello chef più famoso e temuto.

«Avevo mandato su internet il mio curriculum ma a loro l’avevo portato di persona. “Non c’è posto, le faremo sapere”, mi avevano detto. Poi è arrivata la telefonata… io non avevo capito bene, non ci credevo! Mi hanno chiamato per la prova, dalle 9 alle 17, in una cucina a vista come piace a “lui”, associato ad un gruppo di under 28 per preparare in 90 minuti 150 pasti. Ed è andata bene». C’è da dire che, nel frattempo a Matteo erano giunte altre lusinghe sotto forma di chiamate: da un albergo a 5 stelle che cercava un pasticciere; da un ex braccio destro di Ramsay “ma non era quello che cercavo”.

«Ho comprato il mio set di coltelli e sono pronto – continua traboccando d’entusiasmo – è molto stimolante entrare in questo giro. Cosa mi aspetto? Che vada come spero, che questa esperienza mi forgi, per me è una scuola, più che un lavoro». Anche se gli orari sono tosti, il ritmo intenso, ma lui non si scompone: preferisce pensare che avrà due giorni liberi ed un altro in cui lavorerà solo per il pranzo o per la cena. «Così avrò più tempo per fare un buon corso di inglese», programma.

Quando stava per finire l’Alberghiero, aveva cominciato a girare tra Villa Prandico, il Costa Brada, un resort a Porto Cesareo, quasi sempre in compagnia di Manuel. Ed ora si sodalizio si rompe? «Ma no, Manuel è andato in un altro ristorante e poi abbiamo casa in comune», rassicura Matteo; in quell’abitazione a Teddington, periferia londinese, sono approdati altri “tre amici”, due di Gallipoli e uno di Taviano.

«A tutti consiglio di venire – rilancia l’aspirante chef d’alta quota – qui ci sono tante possibilità, anche contratti settimanali, per provare. E poi qui, a differenza delle nostre parti, c’è serietà, correttezza, puntualità e considerazione dal datore di lavoro; se si stabilisce una cosa quella è. Certo, per noi all’inizio è stata dura, i primi due mesi, si dormiva su di un divano letto a 400 pound al mese, nel salotto di uno sconosciuto… ma adesso, chiunque volesse venire, pure per una settimana di vacanza, ci siamo noi. Coraggio, ne vale la pena. Noi abbiamo resistito e ora Londra è nostra!». E chissà che dietro a questi inviti-appelli non si nasconda anche un pizzico di nostalgia di un ragazzo lanciato a mille, ma sempre di 23 anni.

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Gallipoli. Da pizzaiolo a campione di “pizze in aria”, a imprenditore internazionale. Stiamo parlando di Massimiliano Stamerra, 36 anni di Racale, un diploma di chef all’istituto alberghiero di Santa Cesarea Terme alle spalle e un entusiasmo trascinante.

Proprietario della pizzeria “Capri” a Gallipoli, Stamerra cerca di trasmettere ai dipendenti la passione e la serietà per il lavoro (“che ultimamente attira di meno i giovani a causa degli orari difficili e dei sacrifici che comporta”) e tiene contemporaneamente dei corsi di “pizza acrobatica”, dimostrando che con la forza di volontà e un pizzico di fantasia si può arrivare ovunque.

«La passione per il mio lavoro mi ha spinto a cercare stimoli sempre nuovi – racconta Stamerra – e così un giorno mi è venuta l’idea di lanciare in aria l’impasto per le pizze a tempo di musica, dando vita in questo modo a un’altra grande passione, quella del free style acrobatico o meglio della “pizza acrobatica”, che mi ha fatto vincere numerose gare in Italia e all’estero»

I riconoscimenti sono arrivati numerosi: 2 medaglie d’oro in Indonesia e una d’argento a Salsomaggiore Terme nel 2007; medaglia d’oro a Las vegas nel 2008; oro anche in Francia e campione mondiale di free style a squadre nel 2009; “Mister pizzaiolo”(come viene chiamato dagli amici), non si ferma qui e oltre a sfornare pizze continua a “sfornare” idee. Infatti è proprio durante queste manifestazioni che nasce quella di aprire delle pizzerie in quei posti, per portare all’estero la tradizione e cultura e tenere dei corsi di free style acrobatico.

E sembra che il sogno stia per realizzarsi, nel prossimo ottobre Stamerra aprirà una pizzeria in Indonesia, per la precisione a Bali, e successivamente un’altra a New York, proprio vicino al ponte di Brooklyn. «Prossimamente potrete vedermi in un’esibizione di “pizza acrobatica” a Gallipoli, in piazza Tellini il 18 luglio – conclude Massimliano – alla quale tengo particolarmente perché per la prima volta parteciperanno, oltre a dei ragazzi di Lecce, 4 gallipolini (Alessandro De Florio, Maria Grazia Misciali, Anna Reho e Alice Russo) e 3 ragazzi di Racale (Lucia Rizzo, Daniele Caputo e Lucia Cazzato).

Anna De Matteis

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...