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pista nardò

Comune, Regione  e azienda tedesca a Bari

Comune, Regione e azienda tedesca a Bari

NARDÒ. Il Proving Ground di Nardò – oggi “Nardò Technical Center” e dal 2012 di proprietà Porsche – noto come l’ “Anello” per la sua forma, è nato negli anni Settanta come “Pista Sasn” della Fiat, intorno alla masseria “Fattizze”, cuore dell’Arneo neritino. Dal 1975 fino al 1999 è rimasta di proprietà della casa automobilistica torinese, poi  l’intero complesso di 7 milioni di metri quadri viene venduto da Fiat alla Prototipo Test.Ing, società fondata nel 1991 a Trofarello (Torino), da sempre impegnata nella fornitura di servizi di ingegneria e sperimentazione a supporto dell’industria automobilistica, con crescenti esperienze in innovazione tecnologica. Nel 2001 la crisi: la drastica riduzione delle commesse Fiat mette in ginocchio la società che sfiora la chiusura e la Prototipo spa passa dalla famiglia Reviglio ad un gruppo internazionale assicurativo e bancario, che vede impegnati Allianz Group e Bpu Group e, nel 2005, nasce la “Nardò Technical Center srl” che resta proprietaria dell’impianto (tra cambi di vertice nella società ed articolate operazioni finanziarie, per l’ammontare di circa 18,5 milioni di euro interessata la “Italease Network spa” di Milano, società di leasing finanziario del Gruppo “Bancaitalease), fino al 2012.

Nel 2009 nuovo lo stato di crisi, proprio mentre la Ntc incassa l’ultima trance di un cospicuo finanziamento regionale: 9 milioni di euro scaturiti dal Piano d’investimento industriale relativo al Contratto di programma “Nardò Technical Center srl” (già Prototipo spa) approvato dalla Regione Puglia nel 2006 con fondi Por 2000-2006, per la realizzazione di una Pista Handling e per l’ampliamento della Pista dinamica auto – Pista antiskid. L’Accordo siglato fra la società e la Regione Puglia, inizialmente prevedeva un investimento iniziale di 23 milioni di cui dieci a fondo perduto per piste,  ricerca e sviluppo su inquinamento atmosferico, sicurezza stradale e del veicolo, nuovi asfalti (con partner di altissimo livello, quali università e centri di ricerca) e l’assunzione di 23 persone. L’intero programma fu poi fortemente ridimensionato. E nel gennaio 2008, dopo interrogazioni in Consiglio regionale, la vicenda finì sotto la lente di ingrandimento della Procura di Lecce. La fase ingarbugliata della crisi si conclude nel 2012 con l’acquisizione dell’intero impianto da parte di Porsche Engineering.

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