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pippi mellone

Nardò – L’assessore comunale Maria Grazia Sodero candidata alle elezioni politiche. Il collegio è quello di Nardò, in seconda posizione nel listino proporzionale per la Camera dei Deputati. A far molto rumore in città è però il partito col quale corre la fedelissima del sindaco Giuseppe Mellone: la Lega di Matteo Salvini (partito del quale è esponente anche il candidato del collegio uninominale alla Camera, Andrea Caroppo). Da settimane le voci si rincorrevano tra silenzi e colpi di scena ma oggi per le strade neretine sono apparsi i primi manifesti che ritraggono l’esponente della giunta Mellone accanto al simbolo del Carroccio. Trentanovenne, avvocato civilista, attualmente è alla prima esperienza amministrativa. Eletta con 220 voti alle Amministrative 2016 nella lista “Andare Oltre” (il movimento fondato da Mellone), è stata nominata assessore a Commercio e Sviluppo Economico. Qualche mese dopo, a seguito di un “mini-rimpasto”, le sono state assegnate le deleghe a Servizi Sociali e Pubblica Istruzione, tuttora nelle sue mani.

Lo storico antimeridionalismo della Lega non è passato inosservato agli avversari politici di Mellone e company. Apre le danze Lorenzo Siciliano, consigliere comunale Pd. «Questa candidatura non rappresenta solo il tratto distintivo di un ristretto branco di persone in cerca di notorietà – attacca l’esponente dei Democratici – che si dicono lontane dai Partiti, ma dei Partiti si servono per i propri scopi. È un ceffone in pieno viso a questa territorio, uno scippo indegno della storia e della cultura degli uomini e delle donne del Sud. Andare oltre il Salento, certo. Perché per il raggiungimento del potere si è disposti ad andare oltre ogni cosa. Oltre la propria terra, oltre la decenza, oltre la dignità di una generazione».

Interviene anche il movimento politico “Nardò Bene Comune”: «Mellone – scrivono dall’associazione presieduta da Antonio Manieri – manovra i suoi burattini a piacimento, spogliandoli della loro dignità. Essere assessore ai servizi sociali, donna, di Nardò, e mettere la faccia accanto al simbolo della Lega Nord e al nome di Salvini suscita non poco sgomento». «Mellone, la Sodero e tutti i “né né” – sono invece le parole di Lucio Tarricone del Centro studi “Salento Nuovo” – hanno evidentemente dimenticato le loro “sparate” contro i partiti. Hanno dimenticato che la Lega è anche quella dei “diamanti” di Belsito, che la Lega è quella di Fontana, candidato alla Presidenza della Regione Lombardia che ha rilasciato dichiarazioni razziste sulla “difesa” della “razza bianca”. La Sodero si candida con la Lega di quel Salvini che qualche anno fa diceva: “Che vadano affanculo i giovani del Mezzogiorno”». In un altro passaggio Tarricone ricorda poi un’intervista di Mellone del marzo 2017 in cui il sindaco di Nardò dichiarava di “non sentirsi rappresentato dagli slogan e dal modo di fare di Salvini né da Berlusconi negli anni passati. Le nostre battaglie – continuò Mellone in quell’intervista, rilasciata a “Nazione Futura” – in aiuto dei fratelli migranti e il nostro modo di fare politica sul territorio ci mettono agli antipodi della Lega Nord che, peraltro, oggi ha l’ambizione di diventare movimento nazionale ma rimane per statuto territoriale e razzista nei confronti dei meridionali”. «Meditate gente, meditate. E meditino anche Emiliano, la Capone, Pagliaro…», conclude Tarricone rivolgendosi ai tre politici che in fasi diverse hanno sostenuto, almeno finora, il giovane sindaco neretino.

Per l’ex sindaco Marcello Risi (anch’egli candidato alla Camera ma nell’uninominale, per la lista “Liberi e Uguali”) “chi vota Lega offende la nostra città e le nostre famiglie. Siamo il Salento che non si piegherà mai, con le sue meraviglie e con i suoi valori”.

Di “gesti politicamente scellerati di Mellone” parla l’avvocato Giuseppe Cozza, che vede anch’egli nel primo cittadino il regista più o meno occulto di questa candidatura leghista. Poi il penalista neretino si rivolge al centrosinistra locale, chiedendo a Pd e “Liberi e Uguali” di rinunciare alla guerra interna per fare fronte comune contro la Lega. «È necessario vincere il duello nell’uninominale – spiega Cozza – e solo una desistenza elettorale può conseguire tale effetto. Pd e LeU, limitatamente al collegio di Nardò, stipulino un formale atto di desistenza, con il ritiro di uno dei rispettivi candidati alla Camera dei Deputati e con l’ovvia compensazione in altro collegio. Come sa chi è avvezzo alla politica il discorso è molto semplice: se Pd e Liberi e Uguali vanno divisi, il collegio di cui Nardò fa parte sarà appannaggio della Lega, diversamente è contendibile. Ritengo doveroso che le due forze diano prova di maturità e si assumano le responsabilità del caso, ivi compresa la più grave, ossia l’aver favorito una vittoria della Lega». Mancano ancora tre giorni alla presentazione delle liste: l’appello di Cozza cadrà nel vuoto o sarà accolto?

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Nardò – Michele e Pippi uniti dalla dinamite. Il primo, Michele Emiliano, oggi è Presidente della Regione Puglia e quand’era sindaco della sua Bari (2004-2014) ordinò l’abbattimento dell’ecomostro di Punta Perotti sorto sul lungomare. Il secondo, Giuseppe Mellone, sindaco di Nardò dal 2016 ha annunciato l’abbattimento dell’”ecomostro” in contrada Incoronata – una delle più note “incompiute” del territorio – entro la fine del 2017. Per carità, il precedente che lega i due politici pugliesi è solo una curiosa coincidenza che nulla toglie né aggiunge alle ormai note intese sindaco-governatore. O forse meglio definirle “convergenze”, non quelle “parallele” di Aldo Moro col Pci ma quelle “armoniose” di Mellone col Pd. “Armoniosa convergenza” è stata infatti l’espressione usata di recente dal primo cittadino, politicamente nato a destra, per descrivere la sua liaison con Michele Emiliano.

L’immobile di via Incoronata ha tre piani e un seminterrato per complessivi 1.400 metri quadri. L’opera nata negli anni Settanta e mai ultimata avrebbe dovuto ospitare il nuovo Palazzo di città. La Giunta comunale ne ha appena approvato la demolizione con un progetto redatto dall’architetto Elisabetta Ferrocino e dal geometra Salvatore Albanese. Costo totale dell’operazione: 150mila euro. «L’immobile oggi – fanno sapere da Palazzo Personè – rappresenta un problema dal punto di vista ambientale e della sicurezza, oltre che un “pugno nell’occhio” nel contesto urbano che nel frattempo si è formato intorno. All’interno dell’area si registrano furti, danneggiamenti e abbandoni di rifiuti. Una relazione dell’ingegnere Raffaele Dell’Anna ha stabilito l’inidoneità statica dell’immobile e la non economicità di azioni tese all’adeguamento e al recupero». I neretini hanno saputo di questo abbattimento da un comizio pubblico tenuto dal Sindaco in piazza Salandra lo scorso 25 giugno. Al posto del cemento, ha promesso Mellone, sorgerà un parco pubblico. Un’ipotesi – abbattimento e realizzazione di spazi verdi – per cui da anni fa il tifo “Italia Nostra”. Ma non mancano anche voci critiche come quella dell’ambientalista Massimo Vaglio, che l’immobile anziché abbatterlo preferirebbe donarlo a privati per ultimare l’opera, a costo zero per il Comune. Anche a Bari, dalle parti della spiaggia di Pane e Pomodoro, nacquero analoghe polemiche su Punta Perotti oltre un decennio fa. Meglio abbattere o finire i lavori? E fu così che Mellone ed Emiliano si ritrovarono uniti (anche) dal cemento. Il loro, almeno finora, a prova di dinamite.

Nardò – Poco dopo le 18 le urne delle primarie del Pd hanno lasciato il chiostro di S. Antonio in direzione federazione provinciale di Lecce. Lì in queste ore si deciderà se annullare il voto a causa dell’alto e decisivo numero di votanti di chiara provenienza del centrodestra neretino oppure ritenerlo valido ma fino alle 14,30, quando i rappresentanti delle mozioni facenti capo a Renzi e Orlando hanno abbandonato il seggio.

È l’epilogo di una giornata che doveva essere di democrazia finalizzata alla scelta del segretario nazionale del Pd e che invece si è trasformata in un caso di cui già se parlava a livello nazionale, per l’esplicito appoggio con annesso invito al voto fatto dal Sindaco Giuseppe Mellone all’indirizzo di Michele Emiliano e da quest’ultimo non rifiutato.
Seggio aperto alle otto secondo quanto stabilito. L’affluenza è alta da subito. Ma anche la tensione, dati i precedenti e date le contromisure messe in atto dal partito ufficiale, retto a Nardò da Rino Giuri. Durante la mattinata decine di persone si sono messe in fila per votare. La fila di destra è riservata agli iscritti del Pd, quella di sinistra ai non elettori del Pd; quella di sinistra è lunghissima, quella di destra no. È il primo esplicito segnale che l’invito pressante di Mellone e dei suoi – con raffiche di telefonate e contatti ai propri sostenitori – è arrivatpo a segno. Dopo l’accoglimento pubblico delle tesi della nuova Amministrazione sugli scarichi dei reflui depurati di Nardò e Porto Cesareo,  i melloniani vogliono votare Emiliano. E lo fanno vedere senza alcun problema. Consiglieri comunali di maggioranza e assessori si presentano al seggio per votare per il nuovo capo dei democratici ma vengono mandati via. È il caso dell’assessore all’Urbanistica Giulia Tedesco, alla quale viene impedito di votare. Idem Paolo Maccagnano, eletto nel centrosinistra e poi passato con Mellone con un altro gruppo consiliare. Maccagnano viene spintonato fuori dal seggio dal consigliere comunale pd Daniele Piccione, che rimarca con forza che si tratta di primarie di un partito che non è il suo. All’ingresso del seggio è ben presente un cartello che indica che non possono votare iscritti ad altre liste o movimenti politici. Il divieto, dicono dalle aree Renzi e Orlando, è esteso anche a candidati alle scorse elezioni comunali in liste diverse dal Pd, presentatori di liste, rappresentanti di lista o eletti in direttivi di movimenti e partiti diversi dal Pd,; tutti quei nomi sono stati raccolti per tempo dai dirigenti democratici locali.
La tensione prende anche loro. All’interno del seggio ci sono altri manifesti. È ancora affisso quello che il Pd locale ha diffuso alcune settimane fa, in cui si attacca il Sindaco Mellone con un “basta menzogne” per la questione condotta fognaria. Quel manifesto ne ha anche per il governatore poiché contiene la scritta “promesse impossibili di Emiliano”. Salvatore Russo (Pd area Emiliano) strappa e butta via quei manifesti. Va su tutte le furie il coordinatore del circolo Giuri: “Questo posto oggi è sede del Pd! Quel manifesto non andava assolutamente rimosso! Non conteneva alcuna indicazione di voto!”. Proseguono le polemiche e prosegue la fila dei non iscritti, inesauribile. A mezzogiorno hanno votato circa seicento elettori. Renziani e orlandiani sono preoccupatissimi: è evidente, dicono, che la stragrande maggioranza dei votanti è qui per Emiliano (che nelle primarie degli iscritti ha preso solo sei voti) inviati da Mellone. “Non sanno manco dove si trova la sezione del Pd”, dice amareggiato un dirigente dei Giovani Dem.
Fuori dal seggio, oltre a eletti e dirigenti di centrosinistra, continuano a stazionare i melloniani: i consiglieri comunali Fedele, Giuranna, De Mitri, il presidente del Consiglio Ettore Tollemeto. Arriva al seggio Vincenzo Renna, che alle comunali 2016 ha sostenuto Mellone presentando una lista a suo sostegno. Non vogliono farlo votare perciò.  Sostenitore di Emiliano, Renna litiga con loro e si rivolge alle forze dell’ordine, che dalla mattinata presidiano il seggio: riesce a votare. In tutta risposta l’ex sindaco Rino Dell’Anna (oggi Pd), chiede di mettere a verbale la richiesta di annullamento di tutto il voto neretino. La lite tra Renna e rappresentanti di seggio prosegue anche dopo, senza particolari conseguenze. La marea di votanti non si riduce nemmeno all’ora di pranzo. La fila è tanta. In una situazione normale, sarebbe un’ottima notizia per il Pd.
Alle 14,30 scatta il blocco del voto. Gli scrutatori dell’area Orlando si ritirano dal seggio e parlano di “irregolarità gravissime” perché ha votato in maniera massiccia e organizzata il centrodestra. I renziani stanno per fare altrettanto. Infine se ne vanno pure loro. Comunica Marcello Risi (ex sindaco, area Orlando): “L’area Orlando e l’area Renzi hanno chiesto l’annullamento delle operazioni di voto a Nardò. Ritirati tutti gli scrutatori espressione delle due aree. Gravissime irregolarità nei seggi per questa massiccia partecipazione del centrodestra a favore di Emiliano. Molti non aventi diritto hanno votato. Nei seggi e nei pressi dell’ingresso al seggio continua è stata la presenza di esponenti e amministratori della destra vicini al sindaco Mellone. Hanno votato dirigenti e candidati del centrodestra per scegliere il segretario del partito avversario”. “Questa è la loro idea di democrazia”, conclude un iscritto. (Ha collaborato Stefano Manca)

 

Via XX Settembre

Via XX Settembre

NARDÒ. Nella giornata di domani, venerdì 16 dicembre, la scuola secondaria di I grado Dag Hammarskjold di via XX Settembre resterà chiusa. Lo ha deciso il sindaco Pippi Mellone a seguito della comunicazione della dirigenza scolastica del Polo n. 3 relativa alla interruzione di energia elettrica dalle ore 7:30 alle 15 a causa di alcuni interventi sugli impianti. La mancanza di energia elettrica, infatti, non permetterà l’attivazione dei servizi igienici. Al fine di preservare l’incolumità e la salute della popolazione scolastica, il primo cittadino ha provveduto all’ordinanza di chiusura dell’istituto per la giornata di domani.

NARDÒ. Imprenditori e amministrazioni comunali di Nardò e Galatone insieme, per un “ultimatum” al Consorzio Asi, l’ente (ex “Sirsi”) che gestisce la zona industriale dei due centri. L’incontro nella sede della “Nuova Fise” della scorsa settimana ha messo a confronto i sindaci Livio Nisi di Galatone (già presidente dell’associazione in passato) e Pippi Mellone di Nardò (intervenuto insieme agli assessori De Tuglie e Sodero) e i titolari delle aziende (una settantina) dell’agglomerato produttivo guidati dalla presidente Angela Simone. Attenzione rivolta soprattutto al problema acqua potabile, la cui mancanza non sembra addirittura avere cause ben definite: da un report del 2008 risulta che il Consorzio abbia versato ben 16 milioni all’Acquedotto pugliese per la realizzazione degli impianti necessari, che però ancora non ci sono. Ora gli imprenditori si chiedono dove siano finiti quei soldi. «A noi risulta – ha fatto sapere Nisi – che il tronco dell’Aqp sia fermo in alcuni campi nei pressi della zona industriale. Mancano appena 50 metri di collegamento con la centrale di rimessa all’interno della zona». Una beffa, se si pensa alle tante difficoltà che l’assenza di acqua potabile comporta: «Alcune attività non riescono ad ottenere le certificazioni ambientali necessarie, perché l’acqua dei pozzi artesiani installati – spiega la presidente Simone, della “Simone rottami” – non si può considerare potabile. Ci sono quindi costi aggiuntivi per i controlli esterni. Noi abbiamo rinunciato ad alcuni progetti per le difficoltà di gestione, e negli ultimi anni abbiamo perso il 10% delle aziende attive nell’area”.

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depuratore Attuale scarico a raso a Torre InserraglioNARDÒ. Dal 27 è slittato al 3 novembre l’incontro a Bari tra gli amministratori regionali e quelli comunali di Nardò e Porto Cesareo. Ma il tema rimane lo stesso scottante: quale recapito finale per i reflui depurati di Nardò e Porto Cesareo. E sì, perchè dopo l’incontro della “pace” tra i due Comuni del 18 scorso, Nardò ha dato alla fine via libera al collegamento del depuratore di Porto Cesareo a quello proprio (ipotesi in tempi recenti di dura contestazione neanche presa in esame); anzi nella recente manifestazione pubblica “contro lo scarico a mare” il Sindaco Giuseppe Mellone ha definito il collettamento una “richiesta sacrosanta” da parte del vicino Comune, fino a qualche tempo fa frazione neretina. Senza tale opera, i lavori da 10 milioni per realizzare la rete fognaria e idrica a Porto Cesareo, partiti a fine 2015, non avrebbero senso, anzi dovrebbero essere addirittura interrotti. Il Comune di Porto Cesareo darà l’appoggio politico al tentativo di bloccare definitivamente l’ipotesi della condotta con scarico a mare, ma anche qui lo stesso Mellone ha introdotto un elemento nuovo rispetti alle posizioni precedenti: se condotta ci deve essere, per i periodi in cui non c’è bisogno dei reflui depurati in agricoltura (come sostengono da tempo gli esperti ed i tecnici in materia), meglio che sia sotto costa, perchè portarla a 2 km al largo vuol dire nascondere cosa si scarica veramente nel nostro mare”.

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NARDÒ. A mezz’asta le bandiere istituzionali di Palazzo Personè, a Nardò, per ricordare la scomparsa di Stefano Cucchi. Lo ha deciso il sindaco Pippi Mellone per onorare la memoria del giovane romano a pochi giorni dall’anniversario della sua morte. Cucchi morì il 22 ottobre del 2009, ad una settimana dal suo arresto, in circostanze tuttora al vaglio dell’autorità giudiziaria. “I risultati della perizia – spiega Mellone – hanno riportato alla ribalta mediatica il caso di Stefano Cucchi, purtroppo ancora drammaticamente attuale. A pochi giorni dal settimo anniversario della sua morte, noi vogliamo onorarne la memoria con un gesto piccolo, ma significativo”.  Secondo il sindaco neretino “non possiamo rinunciare a una più che legittima domanda di verità e giustizia. Abbiamo il diritto di sapere come e perché è morto Stefano Cucchi, un fondamentale traguardo di verità che non intacchi minimamente la fiducia che riponiamo nella giustizia e nelle istituzioni italiane. Una battaglia che facciamo e che continueremo a fare anche per il nostro Gregorio Durante, un altro cittadino morto tra le mani dello Stato in circostanze non del tutto note”. Durante aveva 34 anni quando, la mattina del 31 dicembre 2011, venne trovato morto nel carcere di Trani.

 

Da sinistra il Sindaco Pippi Mellone, Cristian Casili e il consigliere Marcello Risi

Da sinistra il Sindaco Pippi Mellone, Cristian Casili e il consigliere
Marcello Risi

NARDÒ. Un dato comune tra i vari protagonisti su questa intrigata vicenda della destinazione delle acque di fogna depurate c’è: hanno tutti fretta. Chi per evitare l’arrivo di un commissario inviato dal Ministero dell’Ambiente; chi per cominciare i lavori che si è visto assegnare (Acquedotto pugliese); chi per trovare soluzioni non solo praticabili ma anche accettabili in tempi certi e vicini; chi non vuole sentire ragioni e reclama la soluzione promessa dal Protocollo d’intesa poi revocato, Porto Cesareo in primis: 17mila abitazioni, tutte con pozzi neri; d’estate tutte occupate mentre nelle altre stagioni ci sono circa 6mila abitanti. Da questo Comune si susseguono voci che parlano di un incarico legale già affidato ad avvocato leccese. «Porto Cesareo protesta? Ma hanno voluto l’autonomia da Nardò – ha affermato il Sindaco Mellone a Telerama – e da allora devono pensare loro ai loro problemi e risolverli; noi pensiamo ai nostri». Riemergono in queste parole vecchie ruggini mai sopite, come quella – poco si è fatto in questa direzione: in una nota l’ex assessore Mino Natalizio ha richiamato quella ferita, ancora aperta del’Area marina protetta da estendere fino a Portoselvaggio con i cesarini che fanno orecchie da mercante da sempre. «

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sindaco-ed-ex-sindaco-nardoNARDÒ. Il tempo dei bilanci è lontano ma l’elenco delle iniziative nate nell’“era Mellone” è già lungo e corposo. Vuoi per inesperienza, vuoi per la fretta di dimostrare il proprio valore, vuoi per le urgenze, qualche scivolone però è stato compiuto. Il più clamoroso è la nomina nello staff del Sindaco del dottor Angelo Calabretti, presentato con toni entusiastici alla città con una nota ufficiale e poi revocato dopo 14 ore perchè indagato per turbativa d’asta nell’ambito di un’inchiesta antimafia. «Non lo sapevo», si è difeso Mellone. Altra questione: la nomina di portavoce e addetto stampa. Qui conta il precedente. L’ex sindaco Marcello Risi nominò appena eletto il suo addetto stampa e, tre anni dopo, anche una portavoce. Mellone, all’epoca consigliere comunale di opposizione, definì la figura del portavoce in aggiunta all’addetto stampa “un duplicato, motivo per cui non si comprendono le ragioni della nuova assunzione”. Ora sono arrivati con lui in Comune le due figure e sin da subito. In tema di comunicazione, ha indicato ai dirigenti comunali i giornali su cui fare pubblicità e quelli no; l’indirizzo politico proprio della Giunta è ben altro. Questione Giudice di pace: il 13 luglio il Sindaco incontra gli amministratori dei Comuni limitrofi per stabilire la ripartizione delle spese e mantenere così l’ufficio giudiziario; alla fine si dice, con un comunicato, molto fiducioso sull’esito finale e in grado di vincere le perplessità venute dal Comune di Copertino. Ma dal Ministero della Giustizia arriva la batosta: l’ufficio verrà chiuso. Per ironia della sorte la decisione ufficiale è datata proprio quei giorni in cui Mellone, che evidentemente ne era all’oscuro, riuniva gli altri Sindaci. L’ultimo scivolone, in ordine di tempo, è la convocazione del primo Consiglio comunale convocato per il 30 luglio alle 11. La campanella però non è mai suonata perché il 29 i consiglieri di minoranza Siciliano, Risi, Piccione, Falangone, Bianco e Maccagnano hanno evidenziato l’illegittimità della convocazione. Da regolamento, i consiglieri devono ricevere la notifica di convocazione almeno cinque giorni prima del Consiglio stesso, termini in questo caso non rispettati. Quindi, Consiglio riconvocato per il 6 agosto, con pesanti politi. Secondo il Sindaco i sei consiglieri di minoranza si sarebbero volutamente sottratti alla notifica dell’atto “nonostante le luci delle case accese, telefoni che squillavano”. Una ricostruzione che ha portato l’ex primo cittadino Marcello Risi a querelare il neosindaco. «Mellone mi accusa, sapendo di dire il falso», ha dichiarato tra l’altro Risi, che racconta di essere stato nel suo studio “per almeno 12 ore; tutti quelli che mi volevano incontrare lo hanno potuto fare”.

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Municipio di Nard palazzo Person gi Castello-AcquavivaNardò – Non si era ancora spento l’eco di un nuovo comunicato grondante soddisfazione e fiducia del neo Sindaco Giuseppe Mellone sul mantenimento dell’ufficio del Giudice di pace, che ecco arrivare una tegola evidentemente imprevista per Palazzo Personè: tutte le attività di quell’ufficio sono state spostate il 20 scorso a Lecce. Lo ha deciso il presidente del Tribunale ordinario del capoluogo, dottor Francesco Giardino, con una lettera del 13 scorso, per ironia della sorte lo stesso giorno dell’incontro di Mellone con gli amministratori di Galatone, Copertino, Leverano, Porto Cesareo, il consigliere regionale Andrea Caroppo, i rappresentanti della Camera forense neretina Maurizio Sanasi e Angelo Zacchino (presidente), Massimo de Marco, delegato dalla senatrice Daniela Donno e candidato Sindaco alle recenti elezioni comunali per il M5S. In quella sede l’amministrazione comunale neretina aveva stretto in sostanza un patto: il  45% delle spese di funzionamento del Giudice di pace in testa al Comune di Nardò, il resante 55% a carico degli altri Enti. Solo Copetino aveva espresso, in quella sede come affermato da un comunicato ufficiale del Comune neretino, qualche “titubanza”. “Ma ora ci sarà tempo per limare le posizioni”, era stato il commento di Mellone. Sul tavolo c’era peraltro la lo slittamento al 27 agosto del’attività dell’ufficio giudiziario.

Niente da fare, lavoro sprecato si direbbe, visto che a Lecce le decisioni sono andate in tutt’altra direzione. Il Sindaco Mellone annuncia ricorso al Tar e promette di non mollare. Ma la partita per adesso è persa.

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manifesti elettorali NARDO'Nardò. Ma l’elettorato neretino ha davvero bocciato i vecchi partiti “sporchi e cattivi”? Se guardiamo a Pd e Cor, si direbbe di no. Il primo risulta infatti la lista più suffragata: 3.163 preferenze e 15.52% dei consensi. I fittiani di Cor (a sostegno di Antonio Vaglio) raccolgono 2.694 voti e il 13.22%, salvo poi sfaldarsi al ballottaggio, dove il partito si divide nel sostegno a Risi e Mellone. Per trovare una civica dobbiamo arrivare al terzo posto. Si tratta della risiana “Nardò Liberal” (1.756 voti, 8,62%): civica però fino a un certo punto, poiché considerata una “protesi” del Pd. Ha retto, e bene, anche “Forza Italia”, partito che in molti davano per spacciato. Invece i berluscones azzeccano la strategia: si candidano con Mellone accettando il diktat di quest’ultimo di rinunciare al simbolo di partito e trasformandosi in “Forza Nardò”; raccolgono 800 voti e portano a casa due consiglieri comunali e un assessorato. Non ha retto l’ondata “antipartito” invece “Nardò Unica”, lista risiana coordinata dall’ex parlamentare Gregorio Dell’Anna (non candidato). Si spegne la fiamma dei Fratelli d’Italia: anche per loro nessun seggio. Sfiorano l’impresa i Cinque Stelle, che per una manciata di voti non eleggono un consigliere. L’Udc non aveva invece problemi di performance elettorali perché il proprio simbolo non era presente sulla scheda, non essendo riuscito a presentare una sua lista. Qui la debacle è completa: da primo partito risiano nel 2011 (cinque consiglieri comunali eletti all’epoca) alla mancata presentazione della lista nel 2016. Una caporetto ineguagliabile per lo scudocrociato. La valanga antipartito, in un modo o nell’altro, è arrivata: qualcuno ha retto “camuffandosi”, altri l’hanno cavalcata, altri hanno dovuto invece cedere il passo a un ricambio generazionale che ha portato in Giunta e Consiglio trentenni e quarantenni “agguerriti”.

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Pippi Mellone

Pippi Mellone

Nardò – Tra i primi atti simbolici c’è stato quello di far togliere il televisore dalla sua stanza; poi ha “cancellato” con tanto di timbro un articolo dalla sua pagina social; adesso ha tagliato gli abbonamenti a due giornali quotidiani. Infine, ciliegina sulla torta, con una direttiva ai dirigenti comunali ha indicato gli unici due quotidiani su cui “esclusivamente” fare inserzioni pubblicitarie del Comune. Appena due righe e mezzo queste ultime – a firma del Sindaco Giuseppe Mellone che di comunicazione ha dimostrato di intendersene – che hanno però suscitato una immediata reazione da parte dei consiglieri comunali di opposizione Marcello Risi, Carlo Falangone, Daniele Piccione, Lorenzo Siciliano, Paolo Maccagnano.

L’atto di Mellone viene definito “nullo per difetto di competenza”, cioè toccherebbe agli stessi dirigenti individuare di volta in volta gli organi di stampa  a cui rivolgersi. Ma sarebbe inefficace e sbagliato anche per ”violazione dei principi costituzionali che tutelano la libertà di stampa, nonché delle norme in materia di appalti”.  “Il sindaco pretende l’esclusione di tutte le testate ad eccezione di due (evidentemente considerate “amiche”) – rilevano i cinque consiglieri – l’obiettivo è quello di “punire” tutti i giornali che mantengono un profilo di informazione equilibrato, a beneficio esclusivo delle testate che stanno offrendo una informazione sbilanciata (a volte in maniera imbarazzante) a favore della nuova amministrazione”. Per Risi e gli altri “la nuova amministrazione non fa proprio nulla per nascondere i suoi tratti illiberali e antidemocratici”.

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Municipio di Nard palazzo Person gi Castello-AcquavivaNardò – Raffica di patrocini gratuiti e “collaborazione” a tutte le scuole di danza che ne hanno fatto richiesta. Lo ha deciso la Giunta comunale neritina in una delle prime sedute svoltasi ieri. Per “collaborazione s’intende l’esenzione del pagamento della Tosap (occupazione suolo pubblico) e della tassa di affissione. Ok quindi alla nona edizione del “Festivaldanza del Salento”; “Step up talent show”; “Fawi professional dance”; “Night for stars” settima edizione; “Academy dance planet” saggio finale, “New Michael dance” saggio finale.

Questa la linea che intende seguire l’Amministrazione neretina, come del resto annunciato tra le polemiche giorni fa.  “L’amministrazione – chiarisce il Sindaco Giuseppe Mellone – ha assicurato il sostegno tecnico a queste attività ma non ha concesso contributi economici, così come aveva annunciato”. Per il futuro si prefigura un regolamento “che garantirà un’aderenza di ogni iniziativa – si sottolinea – agli obiettivi programmatici dell’amministrazione comunale”. “Quest’anno i tempi tecnici non ci hanno consentito di applicare la nostra idea per le manifestazioni – rileva Mellone – tant’è che abbiamo dato mandato agli uffici di assicurare il massimo sostegno alle iniziative già programmate: i cambiamenti necessitano di tempo”.

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Municipio di Nard palazzo Person gi Castello-AcquavivaNardò. Un addetto stampa (interno, tra i dipendenti del Comune e non più con incarico ad un esterno) e un portavoce del Sindaco: il 7 scorso sono stati pubblicati un “avviso interno” e un decreto sindacale – il Sindaco Giuseppe Mellone ha definito la struttura ufficiale per la comunicazione. Mentre per l’addetto stampa ci sono sette giorni affinchè gli eventuali interessati si segnalino alla dirigente della quinta Area funzionale, per il portavoce la nomina, di diretta competenza del Sindaco, ha riguardato Agostino Indennitate, che già nei giorni successivi all’insediamento ha firmato le note provenienti dal Comune. Al portavoce sarà riconosciuto il trattamento economico del contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale non dirigente degli Enti locali, sarà part time e resterà in carica per tutta la durata dell’Amministrazione Mellone.

Due provvedimenti di routine dunque, anche perché il Comune di Nardò “non è in condizioni di Ente strutturalmente deficitario ed ha rispettato le disposizioni legate al patto di stabilità interno”, come si legge nel decreto di Mellone; cioè ha i conti a posto e certe spese se le può permettere.

Tutto normale dunque, se in città non ci fosse ancora un clima post elettorale piuttosto rovente che non risparmia nessuno e si alimenta di botta e risposta. Ecco infatti qualcuno che, dall’opposizione evidentemente, riprende e segnala quanto affermato per iscritto dall’attuale Sindaco quando il suo predecessore, Marcello Risi, fece analoghe scelte, a parte la differenza del contratto del portavoce di livello dirigenziale e la durata trimestrale rinnovabile del portavoce). “Nei primissimi giorni di Amministrazione Risi – scrivevano Mellone e Gianluca Fedele, rispettivamente consigliere comunale e presidente di “Andare oltre” a fine aprile 2014 (oggi Fedele è consigliere) – ci scagliammo contro la nomina dell’addetta stampa, il primo atto della Giunta (la delibera nr.19 del 21 luglio 2011), avvenuto praticamente a pochi minuti dall’insediamento. Oggi l’arrivo di un’altra figura nello staff del sindaco, il portavoce, di cui onestamente nessuno sentiva la mancanza, tranne, evidentemente, il sindaco. Figura che appare come un duplicato della prima – era il commento dei due firmatari della nota – motivo per cui non si comprendono le ragioni della nuova assunzione. C’è da scommettere che il contratto, a tempo determinato, sia servito soprattutto a sedare le ire degli stessi componenti della maggioranza sul piede di guerra, ma c’è da scommettere che presto la sua nomina diverrà a tempo indeterminato”.

NARDÒ. All’indomani dell’elezione del sindaco, naturalmente, partono i giochi per definire la giunta Mellone. Già prima del ballottaggio, nel faccia a faccia televisivo di Telerama, Mellone ha dichiarato che guarda con interesse anche ad esponenti della società civile. Ma il nuovo Consiglio comunale rimane comunque luogo nel quale “pescare” personalità da piazzare in Giunta. Il primo nome che da giorni gira in città è quello di Antonio Vaglio, al primo turno candidato sindaco del Polo dei Moderati. Dopo non essere arrivato al ballottaggio, Vaglio ha sostenuto Mellone ed ora sarebbe in corsa per la carica di Presidente del Consiglio comunale. Se invece alcuni degli eletti melloniani entrano in Giunta, altri ne arriveranno a sostituirli in consiglio comunale. La civica vincente di maggior peso, “Andare Oltre”, conta cinque eletti. Se uno di loro diventa assessore, in Consiglio comunale entra Antonio Romano. Altra lista melloniana di rilievo è “Libra”, che in Consiglio comunale ha già Oronzo Capoti e Fabrizio Durante. L’eventuale nomina di uno dei due nell’organo esecutivo farebbe approdare nella massima assise cittadina il terzo della lista, Sergio Manca (foto).
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Il sindaco Pippi Mellone

Il sindaco Pippi Mellone

NARDÒ. A girare tra gli ambienti frequentati dai politici di Nardò, alla fine si ha netta l’impressione che Risi e i suoi siano caduti in un trappolone. Con tutte le scarpe. Certo, le urne conservano anche per i più esperti frequentatori di elezioni, sempre un qualcosa di enigmatico, per cui fra i tanti che si presentano come artefici di una manovra che ha realizzato l’impossibile – sorpassare il Sindaco uscente avanti di oltre duemila voti e dieci punti percentuali in due settimane – certamente qualcuno c’è che millanta capacità di altri. Soprattutto di Fitto, il Raffaele che da politico di vecchia scuola, respira tattica e disegna strategie a volte imperscrutabili. In questo caso al capo nazionale dei Corservatori e riformisti è riuscito di tenere insieme tutti in chiave anti Pd e renzi (non così a Gallipoli): Fi di Vitali, già con Mellone al primo turno dopo aver affondato il candidato Maglio; il grosso del Cor locale col segretario Maurizio Sanasi; l’Udc, l’ex Sindaco Vaglio, il M5S, anche se non ufficialmente. Meglio un grillino che un renziano, la linea: qui, che i grillini non erano più in gara, meglio Mellone. A costo di spaccare il partito neretino che con Mino Frasca e pochi altri (Mirella Bianco, Alessandro Presta, Lucio Calabrese) l’hanno pensata diversamente ed hanno supportato, invano, l’uscente e quasi sicuro rientrante. Continua a leggere sull’edizione cartacea di Piazzasalento, oppure ricevi il nostro giornale direttamente a casa tua o nella tua casella di posta!

 

Pippi Mellone e Stefano Minerva negli studi televisivi di Telerama

Pippi Mellone e Stefano Minerva negli studi televisivi di Telerama

Pippi Mellone festeggia con Rocco Luchina

Pippi Mellone festeggia con Rocco Luchina

NARDÒ. 21 giugno 2016, ore 19,30. Il neosindaco Pippi Mellone, 32 anni il prossimo 12 agosto, scende la scalinata di Palazzo di Città circondato da amici e fedelissimi. C’è appena stata la proclamazione ufficiale del nuovo primo cittadino, il più giovane che la città di Nardò abbia mai avuto. Nel Salento sul piano anagrafico “se la gioca” con Lorenzo Ria, che diventò sindaco della sua Taviano a 25 anni, nel 1980. E Donato Metallo, primo cittadino di Racale eletto 31enne nel 2012. Oppure, freschissimo di elezione anche lui, il 31enne Stefano Minerva neosindaco di Gallipoli.

Sindaco, partiamo dalle emergenze ambientali: la condotta fognaria
Ho già contattato il consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle Cristian Casili. Nei prossimi giorni ci sarà una commissione regionale ad hoc con un’audizione del sottoscritto. Abbiamo assolutamente intenzione di bloccare qualsiasi opera che preveda la realizzazione di una condotta con scarico a mare.
Evitare lo sbocco a mare: come si fa?
Attraverso il riutilizzo totale dei reflui in agricoltura. Andremo nella direzione diametralmente opposta a soluzioni che non prevedano il riutilizzo totale dei reflui. Nessun tipo di scarico in mare, senza se e senza ma.
Altra emergenza complessa: bonificare Castellino.
È un’altra delle nostre priorità. Individueremo i fondi per intervenire immediatamente e poi rivalerci sui responsabili.
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NARDÒ. I voti personali sono stati 8.366, oltre il 40% sia pure di poco (40,3). Un bottino apprezzabile (e lui lo ha apprezzato) per chi si sottopone al giudizio elettorale dopo cinque anni di governo cittadino. Le sue liste civiche e di partito – che si sono rivelate piuttosto robuste tranne “Nardò Unica” – sono andate oltre: 8.610 suffragi e il 42,25%. Ma a lui non dispiace di essere andato sotto di 244 lunghezze. Anzi si coccola tutti e avverte: «Adesso stiamo attenti, non dobbiamo fare errori al ballottaggio». Marcello Risi lo sa bene: era secondo nella precedente competizione e riuscì a sovvertire i pronostici. Ma allora lo scarto era di appena 300 voti, ben diverso da quello di oggi. «No, no: questo ballottaggio è insidio- so», ripete. E chi lo conosce giura che già si è rimesso al lavoro. Innanzitutto, per riportare gli ottomila e passa alle urne il 19: «Siamo una coalizione compatta e matura, che i cittadini hanno ritenuto affidabile ed hanno nuovamente investito su di noi – dice – per cui noi non dobbiamo deluderli: sin dai prossimi giorni dobbiamo impegnarci a fare ancora meglio». Tra l’altro si potrebbe ancora crescere. Sono bastate le espressioni di stima nei confronti “del dottor Vaglio”, di cui Risi è stato vicesindaco in anni passati, e la disponibilità a verificare convergenze su alcuni punti programmatici per far dire al già tre volte Sindaco, tuttora amareggiato per la sconfitta: «Ho appreso e gradito le dichiarazioni del Sindaco uscente, Marcello Risi, e non nascondo che hanno sortito, in me, un effetto positivo. Se, da parte di uno dei candidati, su precisi punti programmatici che segnino una svolta nel destino della città, ci saranno le necessarie convergenze, sono pronto ad aprire un serio confronto». Non prima naturalmente di aver consultato la sua coalizione. Non sarà facile per Vaglio convincerla: dei cinque consiglieri che il Polo dei moderati porterebbe in Consiglio nel caso di vittoria di Risi, quattro hanno come riferimento Mino Frasca (Cor). Ma è presto per questi calcoli, anche se di sicuro un contatto tra i due nei prossimi giorni ci sarà.Anche per questo Risi torna a guardare alla sua formazione vincente e alle nuove condizioni del Comune: dei 5 milioni di debiti fuori bilancio degli inizi del suo mandato, non c’è più ombra: «L’ultima coda l’abbiamo pagata l’anno scorso: adesso si corre».

Giuseppe “Pippi” Mellone è cresciuto e tanto anche. Nel 2011 non riuscì neanche ad entrare in Consiglio: nonostante i ricorsi, restò fuori, con le sue 463 preferenze nella civica “Piazza pulita”, con giovani di destra. Ci riuscì a varcare l’agognata soglia solo dopo le dimissioni di un esponente della minoranza. Ma deve essersela segnata: in questi cinque anni in particolare non c’è stata iniziativa con cui coinvolgere gente senza che ci fosse lui dietro le quinte e anche davanti. Ha lavorato intensamente nel sociale, come gli riconoscono anche gli avversari: il suo attivismo non conosce limiti, tra incontri, feste, gare sportive, eventi solidali e comunicati. Così è cresciuto e, con lui, è venuto su un gruppo di giovani come lui che oggi ha trent’anni: «Ringrazio gli oltre 6.200 elettori che hanno scelto il più giovane sindaco della Storia della Città. Con me sindaco la Città rinascerà!»: è il suo straripante entusiasmo che trabocca, maiuscole comprese, dopo la prima tornata elettorale e dopo aver mandato a casa ”il tre volte sindaco Antonio Vaglio che aveva fatto scendere in campo a suo sostegno onorevoli ed ex ministri”. Del resto, come dargli torto? Le sue otto liste – con una almeno a fare numero – hanno raggiunto quota 5.475; lui le ha portate a 6.247, con 772 voti personali e il 30,09. «Abbiamo prima smembrato la coalizione Maglio, poi sconfitto quella Vaglio ed ora tocca a Risi. Adesso o mai più!», proclama per galvanizzare le truppe, battendo e ribattendo sul tasto della giovinezza al potere. E del “corrotto sistema dei partiti”, tanto da indurre Forza Italia a rinunciare al suo simbolo, quando ha chiesto di entrare nel suo schieramento, e di optare per un pur sempre ben riconoscibile “Forza Nardò”. «Il nostro programma elettorale prevede una completa revisione della macchina amministrativa e delle relative spese, portando ad una maggiore concorrenza tra le aziende che forniscono servizi alla comunità neretina. Con questo sistema, unito ad un monitoraggio delle risorse e dei beni immobili – promette – porteremo a termine un ambizioso piano di riassetto economico del Comune. Ma non solo: lanceremo un piano di attrazione degli investimenti per sviluppare un modello di economia circolare, attirando imprese pronte a trasformare i rifiuti in risorse, con un beneficio per il Pil locale stimato attorno al 7%». Si riparte. Pronto alla scalata.

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Mino Natalizio (Noi X Nard) (2)Nardò. Tra le numerose scaramucce favorite dal clima pre-elettorale, un botta e risposta è risultato particolarmente concreto e anche chiarificatore. È stato quello tra il consigliere di minoranza Pippi Mellone (candidato Sindaco alle prossime consultazioni) e l’assessore ai Beni culturali Mino Natalizio. Il primo ha accusato l’amministratore di una serie di negligenze che, di fatto, avrebbero reso inutilizzabili alcune strutture pubbliche e non avrebbe messo a frutto un bene confiscato. Lunga e dettagliata la replica dell’assessore Natalizio (foto) “per evitare di creare confusione tra i cittadini”. Vero che l’autorità giudiziaria ha assegnato al Comune un immobile di Santa Maria al Bagno, confiscato al proprietario ma è anche vero – rileva Natalizio – che è in corso una vertenza giudiziaria intorno a quell’immobile” tra Stato e proprietario originario “per cui sarebbe da imprudenti realizzare lavori e affidarlo in gestione”. Inoltre, il bando per la gestione di Torrenova, approvato dal Consiglio comunale, “sarà pubblicato a breve”. Il Museo della memoria, dato da Mellone per chiuso, ha invece registrato “da gennaio ad oggi 2.261 presenze”. Il recupero di Torre S. Isidoro, presentato da Al Bano, ha ottenuto solo da poco tempo il parere obbligatorio della Soprintendenza.

L’ufficializzazione dell’accordo per le prossime amministrative tra “Grande Nar- dò” (in piedi il segretario Paolo Arturo Macagnano) e il candidato Sindaco Pippi Mellone

L’ufficializzazione dell’accordo per le prossime amministrative tra “Grande Nar- dò” (in piedi il segretario Paolo Arturo Macagnano) e il candidato Sindaco Pippi Mellone

Nardò. Anche i moderati guardano all’Alleanza per il Cambiamento di Pippi Mellone, che si rafforza con l’arrivo del movimento politico “Grande Nardò”, la sesta lista che sarà in campo a giugno dalla parte del giovane avvocato, candidato sindaco. Sabato 12 marzo, la conferenza ufficiale della scelta del gruppo civico nel corso della quale il segretario cittadino Paolo Arturo Maccagnano, Carlo Pranzo, Giuseppe Zacà (negli anni ’80 consigliere comunale e assessore per il Pli e anima “liberale” del gruppo), rappresentanti del raggruppamento civico – che secondo gli osservatori potrebbe “valere” un migliaio di voti potenziali – hanno annunciato la scelta di appoggiare Mellone.

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Una buona fetta dell'impegnativa torta chiamata turismi (balneare, religioso, culturale, giovanile, ambientale, crocieristico...) è stata riservata l'altra sera a Gallipoli, durante un'assemblea plenaria, al...