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Piano urbanistico generale

ARADEO – Un incontro-dibattito con Amministrazione comunale ed esperti su potenzialità e criticità del Piano urbanistico generale, da approvare possibilmente in tempi brevi, si terrà nel pomeriggio di giovedì 5 ottobre nel salone della Biblioteca comunale. In programma il saluto del sindaco Luigi Arcuti e gli interventi del consigliere delegato all’urbanistica Franco Papadia e dei progettisti, gli ingegneri Claudio Conversano ed Antonio Greco. Obiettivo: ascoltare “con attenzione” osservazioni, proposte e critiche di cittadini, tecnici ed associazioni per puntare poi ad una rapida revisione ed approvazione del nuovo Piano, atteso da anni. «Questa Amministrazione intende affrontare con responsabilità tutto il processo di approvazione del Pug, senza procedere, come in passato, alla nomina di nuovi tecnici progettisti, ma raccogliendo le proposte del territorio e proponendo i necessari aggiustamenti all’attuale previsione del Piano per adeguarlo alle nuove necessità del paese. È evidente – afferma Papadia – che lo sviluppo disorganico del territorio è dovuto anche alla carenza di una pianificazione più moderna ed attuale, oltre che al mancato rispetto delle caratteristiche “idrogeomorfologiche” dei luoghi e ad altre peculiarità del paese». A tutt’oggi lo strumento urbanistico generale di cui il Comune è dotato è il Programma di fabbricazione approvato nel 1979, un piano che compirà quarant’anni a breve. Da qui l’urgenza del nuovo Pug.

roberto falconieri sindaco melissanoMELISSANO. L’iter di approvazione del Piano urbanistico generale del Comune di Melissano subisce un rallentamento. Con la delibera di Giunta n. 2159 del 19 novembre 2013, la Regione ha dichiarato, al momento, “non compatibile” il Pug con la legge regionale n. 20 del 2001, la norma madre che detta le regole paesaggistiche in Puglia. Nella delibera si evidenziano alcuni aspetti su cui i tecnici del Comune dovranno intervenire per ottenere l’eventuale via libera da parte del servizio Urbanistica (nella foto il sindaco Roberto Falconieri).

Il Pug era stato approvato dal Consiglio comunale esattamente un anno fa, il 19 dicembre del 2012, con nove voti favorevoli e tre astenuti (Ferruccio Caputo, Luca Cortese e Michele Parata Michele della minoranza). Poi, secondo quanto stabilito dalla legge, per 60 giorni consecutivi, gli elaborati sono stati depositati presso la segreteria comunale, a disposizione del pubblico. Sono state 36 le controsservazioni presentate dai cittadini (professionisti del settore e non), poi analizzate e dibattute nella seduta consiliare del 13 marzo di quest’anno.

Gran parte delle controdeduzioni sono state accolte, alcune integralmente, altre solo in modo parziale. Dopo aver recepito le modifiche, i tecnici comunali hanno presentato gli elaborati in Regione a fine giugno, con notifica protocollata il 4 luglio. Da questa data, trascorso il periodo di 150 giorni, il Pug di Melissano sarebbe stato approvato per via del principio del silenzio-assenso.

Non è avvenuto così perché la delibera regionale datata 19 novembre interrompe i termini e indica a tecnici a progettisti i punti da integrare con nuovi documenti e con i pareri mancanti delle autorità competenti. Di quest’argomento si è discusso brevemente anche in apertura del Consiglio comunale del 30 novembre. Caputo, capogruppo di “Progetto Melissano”, ha espresso “rammarico” per lo stop all’iter d’approvazione del Pug, auspicando una rapida conclusione del procedimento seppur presenti “qualche forzatura”.

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La costa di Torre Suda

Racale. «Il Pug? Non verrà approvato. È solo un argomento tirato fuori per la campagna elettorale». Il consigliere comunale di opposizione Donato Metallo, candidato sindaco per Pd, “Io amo Racale”, Comitato dei cittadini di Torre Suda e Italia dei valori, replica alle parole del vicesindaco Francesco Cimino riportate nello scorso numero di “Piazzasalento” e commenta quanto deliberato nell’ultimo Consiglio comunale in merito al Piano urbanistico generale della città.

«Non è stato presentato nulla di concreto – sottolinea l’esponente politico – ma solo dei documenti che hanno carattere generale, come la Carta dei vincoli e la Vas (Valutazione ambientale strategica), che accompagnano ma non dettano l’esecuzione del progetto». Opinione, dunque, totalmente opposta a quella di Cimino, il quale ha assicurato che con la delibera di Consiglio si è concluso l’iter di competenza comunale e che la strada per l’approvazione è ormai spianata.

«Il Pug – rimarca Metallo – è l’argomento che viene tirato fuori ad ogni campagna elettorale: lo è stato nella precedente, sta accadendo anche adesso. Così come cinque anni fa, però, l’Amministrazione fa promesse a tutti i cittadini che però non può mantenere. È una carta che l’Amministrazione si gioca per ottenere il consenso elettorale». Metallo risponde anche a quanto affermato da Cimino in merito allo sblocco dell’edificabilità nelle zone B5 della marina di Torre Suda: «È un’ulteriore prova che il Pug è lontano dall’essere pronto, altrimenti non ci sarebbe stato il bisogno di intervenire in quelle zone separatamente».

Sulla delibera che, dopo 30 anni, fa chiarezza sulla situazione di Torre Suda e apre la strada all’edificabilità, esprime soddisfazione il coordinamento dei tecnici di Racale, che insieme all’Amministrazione comunale e all’Ufficio tecnico di via Fiumi Marina ha lavorato per giungere ad una soluzione condivisa. «C’è stata l’intenzione di risolvere il problema dei cittadini – affermano dal coordinamento – che dal 1979 non potevano edificare in quelle zone. Ci siamo trovati d’accordo nella soluzione predisposta dall’ingegnere Del Piano, responsabile dell’Ufficio tecnico comunale, perché ha risolto i problemi sia delle zone già urbanizzate ma non edificate, sia di quelle ancora da urbanizzare». Per il gruppo di professionisti, però, la vera soluzione alle problematiche urbanistiche di Torre Suda e di tutto il territorio comunale è il Pug, la cui adozione è sempre più vista, da parte di cittadini, tecnici e classe politica, come qualcosa di non più rinviabile.

PT

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A Torre Suda negli ultimi trent'anni si è avuta una urbanizzazione cresciuta in assenza di un Piano urbanistico generale

Racale. Interviene l’assessore all’Urbanistica del Comune di Racale, Francesco Cimino, che specifica i modi e i tempi d’attuazione della proposta di cui si è fatto portavoce nella seduta del Consiglio comunale del 30 agosto scorso, relativa alla perimetrazione di 21 ettari di territorio, ricadenti nella marina di Torre Suda e classificati come zone B5.

Respinte al mittente le critiche avanzate dal comitato tecnico dei professionisti di Racale (Ctr) che gli aveva rimproverato “poca collaborazione” e che aveva avanzato qualche dubbio sulla legittimità del provvedimento.

«A Torre Suda c’è una situazione di stallo da almeno trent’anni – spiega Cimino -. Ormai la marina è completamente urbanizzata, anche per i ritardi che si sono susseguiti nel tempo per la mancata approvazione di un Piano urbanistico generale vero e proprio».

La legge prevedeva che per costruire sui lotti in questione, in assenza di un piano urbanistico, era necessario un intervento legislativo ad hoc, i cosiddetti “piani particolareggiati”.

Nel frattempo, i cittadini hanno preferito fare da sé. Chi voleva far valere i propri diritti, presentava ricorso al Tar. Il che comportava un esborso in denaro per le spese legali. Altri hanno preferito costruire ugualmente, anche senza licenza edilizia, sanando, in seguito, grazie ai condoni che si sono susseguiti nel tempo.

Questi “piani particolareggiati”, secondo l’interpretazione di alcune pronunce amministrative sull’argomento, richiamate dal firmatario della proposta del 30 agosto, non sono più necessari. «D’ora in poi si potrà ottenere la licenza edilizia senza passare dal Tar» argomenta Cimino, il quale precisa che il lavoro di perimetrazione delle zone B5 «è ancora in fase di completamento e che l’atto presentato non vìola alcuna normativa urbanistica».

Il responsabile del settore, l’ingegner Renato Del Piano, si è riservato qualche settimana di tempo per rivedere ed integrare la mappatura del territorio.

«Due giorni prima del Consiglio  – continua l’assessore – ho partecipato ad un incontro informale  con i tecnici che sapevano, quindi, in che direzione ci stavamo muovendo. Nel frattempo, è stato lo stesso Del Piano a rapportarsi con alcuni esponenti del Ctr. Pur essendo un comitato di professionisti non istituzionalizzato, saremo noi a convocarli. . Tutta questa polemica – conclude Cimino – mi fa pensare che sia mossa dalle ambizioni politiche di qualcuno di loro».

                                       MM

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Racale. A distanza di più di trent’anni dall’approvazione del Pdf (Programma di fabbricazione), lo strumento che indicava i come, i dove e i perchè dello sviluppo urbanistico della città, ad oggi il Comune di Racale è uno dei rari enti che non ha ancora approvato un proprio Piano urbanistico generale, previsto dalla nuova legge regionale del 2001 che ha da ultimo riformato il settore; prima dei recenti Pug, c’erano i Piani regolatori generali (Prg).

Il piano d’attuazione del Pdf di Racale del 1981 fu bocciato dalla Regione nell’88 e mai più approvato. Nel frattempo però, le modifiche del territorio sono andate avanti per conto loro nel corso di questi decenni, grazie anche a tre condoni edilizi, con effetti oggi difficilmente ricondubili ad una corretta e moderna pianificazione.

Il caso più spinoso è quello riguardante un’area di ben 21 ettari nella marina di Torre Suda, classificata zona B5 (in rosa nella cartina accanto) cioè di completamento edilizio. Questo territorio ha subito, nel corso degli anni, una selvaggia cementificazione abusiva, in parte sanata dai condoni dal 1985 al 2003. Il risultato è la presenza di ampie zone edificate dotate di opere di urbanizzazione primaria, in aggiunta a piccole zone inedificate e “intercluse”, cioè circondate da costruzioni in regola o condonate.   La situazione è complicata e continua a preoccupare un po’ tutti, amministratori comunali, cittadini, tecnici, da poco riuniti nel Ctr, coordinamento tecnici di Racale, che consorzia alcune decine tra ingegneri, architetti e altri professionisti.

Con la deliberazione del Consiglio comunale del 30 agosto scorso, approvata con 12 voti favorevoli ed un astenuto (il consigliere Franco Manni), il relatore Francesco Cimino, assessore all’Urbanistica, ha individuato uno “strumento alternativo” per dare una sistemazione  ai 21 ettari in questione.

Richiamando orientamenti giurisprudenziali in materia, l’assessore Cimino ha proposto che le aree “intercluse” di modeste dimensioni ma provviste di opere di urbanizzazione primaria, verranno regolarizzate previo pagamento degli standards (ossia la quota per verde pubblico, parcheggi o altre opere d’interesse collettivo presenti nei dintorni) e sulla base della normativa vigente. Per aree più grandi, in cui si possono potenziare le opere primarie già esistenti, la licenza edilizia verrà rilasciata previa sottoscrizione di una convenzione con il proprietario del fondo. Sono stati quindi  perimetrati alcuni lotti interessati (numeri 1, 2, 3, 4) nella zona B5.

Questo orientamento è stato seccamente contestato dai tecnici del Coordinamento cittadino, che avanzano dubbi sulla forma e sulla sostanza del provvedimento.

«Manca uno studio approfondito a monte – spiega l’architetto Daniele Manni del Ctr – e inoltre anche la delibera del 30 agosto, a nostro avviso, è contraria ad una serie di normative in materia urbanistica, e non solo. Un procedimento siffatto – aggiunge Manni – è annullabile dal giudice e anche noi progettisti potremmo risponderne di tasca nostra».

Ma qualcosa sembra muoversi per superare una situazione di stallo: «Apprendiamo adesso con favore che il dirigente del settore, l’ing. Renato Del Piano, sta rivedendo l’elaborato. Noi – conclude Manni – siamo pronti ad un confronto costruttivo, che sinora ci è sempre stato negato dagli amministratori».

                                        MM

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Tante “zone 30” segneranno il percorso che permetterà alla città di essere a misura di cittadini piccoli. Lo promuove il progetto “Cicloattivi@scuola”

Alliste. Tutti a scuola col “Piedibus”! Toccherà a 110 bambini frequentanti le seconde e terze classi della scuola primaria, nell’ambito del progetto “cicloattivi@scuola”.

L’Istituto comprensivo “I. Calvino” di Alliste è, infatti, una delle 50 scuole destinatarie di un finanziamento regionale di 3.000 euro, a seguito della partecipazione ad un bando per la presentazione di iniziative di sensibilizzazione alla mobilità sicura e sostenibile.

La diffusione di percorsi sicuri casa-scuola a piedi o in bici è lo scopo principale del progetto che, elaborato dall’Istituto scolastico, rientra nella più vasta area degli interventi di “traffic calming” attuati dall’Amministrazione comunale al fine di rendere Alliste “una città a misura di cittadini”, come si legge sulla cartellonistica stradale che segnala le “zone 30”, aree a bassa velocità inaugurate nel gennaio scorso.

«Questo per noi – spiega il sindaco, avv. Antonio Ermenegildo Renna – sarà un banco di prova per una serie di attività strutturali previste dal Pug (Piano urbanistico generale) che vanno proprio verso la direzione di creare un centro urbano anche a misura di bambino. Sono state realizzate alcune “zone 30” proprio lungo i percorsi che dovrebbero ospitare il “Piedibus”: nei pressi delle scuole è stata sollevata l’intera carreggiata, ulteriormente segnalata dal cambio di colore; nei pressi delle uscite dell’istituto scolastico sono state infine installate alcune tettoie antipioggia».

Il Comune, attraverso il coinvolgimento dell’Ufficio tecnico, realizzerà entro la fine del 2011 alcuni piccoli interventi di adeguamento lungo i percorsi individuati, quali la predisposizione o adeguamento della segnaletica orizzontale e di quella verticale, con inserzioni di cartelli indicanti gli orari del “Piedibus”. Non solo: metterà a disposizione il servizio di polizia municipale e quello di protezione civile che si occuperanno di accompagnare il cammino dei bambini.

Un cammino che si esplicherà tra marzo e dicembre del prossimo anno, al termine del quale i baby passeggeri del “Piedibus” riceveranno il “Patentino del buon pedone”, come previsto da un progetto di educazione stradale già avviato dall’istituto scolastico e che mira ad educare i bambini a muoversi in città nel rispetto delle regole.

Così i bambini “patentati” diventeranno un esempio per gli adulti, sollecitati in questo modo ad una guida più responsabile e ad un uso più intelligente dell’automobile. I risultati che tutti si aspettano saranno una diminuzione del traffico, dovuto alla mobilità scolastica, e quindi dell’inquinamento.

L’avvio del progetto, come è naturale, sarà preceduto da opportuni momenti di formazione e pubblicizzazione a cura delle risorse umane impegnate: l’insegnante Pasqualina Alemanno, che coordinerà le attività del gruppo operativo in collaborazione con altri tre insegnanti volontari, l’esperto in comunicazione Marco Mazzeo e l’esperta in formazione Valeria Tanese.

Voce al Direttore

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Una buona fetta dell'impegnativa torta chiamata turismi (balneare, religioso, culturale, giovanile, ambientale, crocieristico...) è stata riservata l'altra sera a Gallipoli, durante un'assemblea plenaria, al...