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piano sociale di zona

Gallipoli – Si riunisce il 30 agosto alle ore 10 nella sala delle riunioni del Comune in via Pavia, la conferenza dei servizi  per l’ok definitivo al piano sociale di zona 2018-20 dell’Ambito territoriale sociale di Gallipoli, di cui fanno parte anche Alezio, Alliste, Melissano, Racale, Sannicola, Taviano, Tuglie. Il passaggio tecnico amministrativo, con il più che certo via libera, renderà il piano immediatamente esecutivo in tutte le sue parti e libererà risorse per gli interventi pari, per la prima annualità, a 5 milioni 490.126 euro di cui 1 milione 330.364 euro rivenienti dal precedente piano di zona come residui.

Questo Piano ha però alcune caratteristiche innovative tali da farsi apprezzare anche oltre lo stretto ambito del distretto gallipolino; le stesse organizzazioni sindacali del settore lo hanno giudicato “storico”. Sembra destinato infatti a fare scuola l’accordo tra l’Ambito sociale territoriale e la direzione generale dell’Asl di Lecce che ha partecipato con i suoi referenti alla stesura della nuova programmazione per il triennio appena cominciato. Insieme all’Ambito ed all’Asl si sono trovate le modalità per coinvolgere anche – oltre agli Enti locali direttamente interessati – gli organi periferici delle amministrazioni scolastica, giudiziaria e penitenziaria con l’obiettivo primario di rendere più incalzante ed efficace la lotta al disagio, sia esso manifestato in sede scolastica o tra le mura di casa, con un lavoro intrecciato di educatori, operatori e personale sociosanitario.

Silvia Coronese

L’impronta su cui si muoverà la fase che sta aprirsi è quella del’ex assessore (fino a metà agosto) Silvia Coronese. Il risultato finale del lavoro corale è la messa in rilievo dei servizi Adi (assistenza domiciliare integrata), Sad (case con anziani e disabili) e integrazione scolastica (disturbi comportamentali). “Abbiamo fatto un lavoro comune di grande rilievo, coordinato dalla responsabile dell’Ufficio di Piano, Maria Caiffa – commenta oggi la dottoressa Coronese, dopo aver passato il testimone al nuovo assessore Angelo Mita – anche sul versante della comunicazione, fondamentale per ottenere buoni risultati. Abbiamo chiamato in campo i parroci, spesso destinatari di richieste di aiuto, il centro ascolto, Cittadinanzattiva con la dottoressa Agata Coppola, il centro antiviolenza di Sannicola: la platea dei comunicatori diventa così più ampia e capillare, per raggiungere prima i destinatari finali”. La conseguente Carta dei servizi (con specificata nei dettagli tutta la “rosa” degli interventi possibili, dovrebbe essere pronta per dicembre. “E’ necessario – si legge infatti nell’accordo stretto con l’Asl – abbattere gli ostacoli che gli utenti incontrano lungo i percorsi burocratici”.

Diciassette assistenti sociali in più L’altra novità è rappresentata dai finanziamenti ottenuti partecipando al bando Pon Inclusione 2014-20, ottenendo nuovo risorse umane da impiegare da subito e fino al dicembre del 2019. Si tratta di un responsabile amministrativo e di ben 17 assistenti sociali prelevati da una graduatoria compilata dalla Regione (circa due anni sono durate le procedure). Il Programma operativo nazionale ha come obiettivo esplicito quello di sostenere “l’implementazione del sostegno all’inclusione attiva, quale politica di prevenzione e contrasto alle povertà”. Alla riunione di dopodomani sono attesi i componenti del coordinamento istituzionale Comuni ed altri Enti) e della cabina di regia territoriale (sindacati ed associazioni del Terzo settore); l’Asl di Lecce; la Provincia di Lecce, la Regione Puglia. Presidente della conferenza è il Sindaco Stefano Minerva.

 

 

 

 

Gallipoli – “Non ci sono le condizioni per poter collaborare con questa Amministrazione comunale”. “Inizia una protesta civile e democratica contro l’inagibilità democratica nel Comune di Gallipoli”: Cambiano le parole ma il messaggio è simile, sia che lo esprima un adirato presidente dell’associazione, Luigi De Tommasi, sia che lo invii un convinto capogruppo, Flavio Fasano. Al Consiglio del 22 prossimo due sedie quindi rimarranno vuote, quella di Fasano e l’altra del consigliere Giuseppe Cataldi. Non vogliono condividere responsabilità “pesanti”- a seguito di precedenti che risalgono al Consiglio comunale di marzo sul piano economico e finanziario sulla gestione dei rifiuti ed a quello successivo sul bilancio di previsione 2018-20 – con altri conti, riguardanti questa volta il conto consuntivo finale dell’anno 2017.

I tre presunti danni arrecati al Comune e all’Erario Presentatisi con un mucchio di documenti (pareri di revisori e dirigenti del settore, verbali densi di dichiarazioni e controrepliche, raffronti di piani economico finanziari non combacianti, come nel caso della Tari), Fasano e De Tommasi hanno annunciato la denuncia presentata alla Corte dei conti di Bari (procuratore regionale e presidente sezione regionale di controllo), Ispettorato per la Funzione pubblica di Roma, al Ministero economia e finanza di Roma, alla Guardia di finanza nucleo polizia tributaria di Lecce, “tre aspetti di danno erariale”. I presunti illeciti riguarderebbero appunto il piano economico finanziario per il servizio rifiuti 2018 di marzo scorso , il bilancio di previsione e l’organizzazione e il finanziamento della manifestazione del Carnevale 2018. “Questi in estrema sintesi i tre gravi aspetti emersi a carico di quei Consiglieri comunali – Sindaco compreso – che con il loro voto espresso in Consiglio comunale, ignorando volontariamente ogni e qualsiasi approfondimento su quanto i sottoscritti Consiglieri avevano formalmente eccepito – sostengono da GF – hanno realizzato un “falso contabile” e “danno erariale” con la complicità di funzionari e dirigenti nonché con la responsabilità dell’Organo di revisione”. “I documenti parlano chiaro – affermano Fasano e De Tommasi – ed è nostro dovere esporre tutto quanto affinché vengano adottati, con la dovuta urgenza che il caso richiede, i doverosi provvedimenti tesi ad eliminare il “danno” ed a perseguire chi si è reso dolosamente (perché avvertito in tempo!) responsabile di quanto causato alla comunità cittadina”.

Capitolo Rifiuti Oltre ad un “illegittimo” regime di proroghe (quattro), l’accusa è quella di una “incidenza di ben 1 milione 300mila euro in più all’anno (a far data dal 21 novembre 2017 posta come Tari a carico dei cittadini con vantaggio solo per la ditta esecutrice dell’appalto”. “Falsità” o errore grave sarebbe la non corrispondenza tra il piano economico presentato dalla società vincitrice dell’appalto dell’Aro di cui fa parte Gallipoli (pari a 5 milioni 80mila euro) e il piano economico del Comune (4 milioni 560mila euro). “Se fosse già entrato in funzione il nuovo appalto Aro, il costo sarebbe sceso appunto di 1 milione 300ila euro”, è stato spiegato. Circa i 28 addetti in più in attesa di sistemazione affidando loro servizi e incombenze particolari (quindi in aggiunta a quanto previsto dall’appalto, “sono passati due anni e non si è fatto niente: noi eravamo d’accordo e siamo d’accordo”.

Capitolo Bilancio 2018-20 La “peggior situazione in cui io, che ho una esperienza ormai quasi quarantennale, mi sia trovato” sarebbe costituita dal bilancio di previsione per quest’anno, ha rilevato Fasano che, insieme al presidente De Tommasi, non ha lesinato valutazioni negative circa il dirigente dell’ufficio che se ne occupa. La “mostruosità” sarebbe rappresentata dalle somme che ruotano intorno al Piano sociale di zona, qualcosa di “impossibile da non denunciare”: “Ben 356.954 euro di somme a destinazione vincolata (piano sociale di zona, ndr) sono state impropriamente destinate a “spese correnti” e ciò pone gravissimi dubbi sulla “fedeltà” di questo bilancio”. Il dirigente, durante il Consiglio comunale, ha fatto riferimento “ad una fase in cui stiamo chiudendo la programmazione 2014-16” con proroga nel 2017: “L’anno prossimo, con la programmazione 2018/2020 o forse appena verrà approvata, ci sarà l’entrata, una variazione complessiva derivante dall’approvazione del nuovo piano di zona 2018/2020 che mi dicono che è in cottura”, Il dirigente ha aggiunto che alcuni Comuni non stanno corrispondendo le somme dovute; c’è inoltre un Comune in dissesto (Melissano) Questa risposta ha convinto Sindaco e consiglieri di maggioranza ma non l’opposizione che adombra il reato di falsità in atti pubblici.

Capitolo Carnevale 2018  “Non abbiamo niente contro le associazioni, anzi; ma proprio perché le rispettiamo, vorremmo che tutto si svolgesse in modo trasparente e serio”: con questa premessa Fasano ha aperto un altro capitolo spinoso per il Comune, a suo dire. La tassa sulle affissioni “affidata” all’associazione per il Carnevale gallipolino sarebbe del tutto illegittima e “ad ogni modo, è impossibile delegare ad una associazione la riscossione di una tassa come quella per la pubblicità e il suolo pubblico: si volevano dare 40mila euro al Carnevale” Lo si poteva fare senza fare giri fuori dalle norme”.  “Succederà lo stesso per la festa di Santa Cristina”, ha chiosato De Tommasi. “Siamo di fronte ad una palese incapacità politica del Sindaco, degli assessori che si è scelto e dei variegati e saltellanti suoi consiglieri comunali. Ad una Amministrazione che si autodefiniva eccezionale, avremmo preferito una Amministrazione semplicemente normale”, la chiusa ironica infine di Fasano.

 

 

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Nardò – Segnalazioni di nuove e inedite povertà con conseguenti interventi da introdurre; suggerimenti per aggiustare meglio la mira su alcuni servizi o per ridurne altri in presenza di utenti in numero decrescente; monitorare tematiche e “terapie” in modo da renderle più efficaci: l’Ambito Sociale 3 di Nardò – che comprende i Comuni di Nardò (capofila), Copertino, Galatone, Leverano, Porto Cesareo e Seclì – apre il tavolo dell’ascolto e della concertazione lunedì prossimo con l’obiettivo ultimo di predisporre il piano sociale 2018-20. Agli incontri plenari e a quelli tematici sono chiamati a partecipare gli operatori sociali pubblici e quelli privati come gruppi, associazioni, volontari, che agiscono per migliorare la qualità della vita delle persone con fragilità, l’inclusione sociale dei soggetti svantaggiati, la lotta alla  discriminazione e alla violenza di genere.

L’appuntamento è per lunedì 16 presso l’Ufficio di Piano di via Falcone e Borsellino (ex Tribunale) con un preciso calendario di incontri: dalle ore 10 alle 13 le organizzazioni sindacali ed enti di patronato; dalle 14 alle ore 16 tavoli di concertazione in sessione plenaria con Terzo settore e istituzioni pubbliche; dalle 16 alle 18,30 tavoli tematici per aree di intervento. Al centro come oggetto di discussione le aree socio-educativa (servizi educativi per l’infanzia, minori, famiglie, contrasto alla violenza di genere), socio-assistenziale (welfare d’accesso, povertà, immigrazione, inclusione lavorativa) e socio-sanitaria (anziani, disabilità, salute mentale, contrasto alle dipendenze), quali aree prioritarie di intervento su cui confrontarsi. Ci si può iscrivere attraverso la scheda di adesione/manifestazione di interesse (scaricabile dal sito http://pianodizona.nardo.puglia.it/) che deve pervenire tramite e-mail agli indirizzi ambito3@comune.nardo.le.it o pec ambito3@pecnardo.it, entro e non oltre le ore 12 del giorno precedente il tavolo di concertazione.

“È necessario, oltre che molto utile – dice l’assessore al Welfare del Comune di Nardò e presidente del coordinamento istituzionale dell’Ambito 3, Maria Grazia Sodero (foto) – che i contributi dei soggetti a vario titolo interessati siano numerosi e adeguati, nella prospettiva della costruzione di un Piano che sia davvero il migliore strumento possibile di programmazione della offerta dei servizi. Abbiamo bisogno di mettere insieme le caratteristiche del territorio, la storia dei servizi, i bisogni espressi e non espressi, che provengono dalla comunità locale e di misurarli con le risorse disponibili, al fine di rispondere efficacemente ai bisogni delle famiglie dell’Ambito”.

Giuseppe Mellone

Nardò – Sei milioni di euro per interventi di “Rigenerazione urbana sostenibile” per i Comuni di Nardò, Porto Cesareo e Leverano, con l’Ente neretino capofila: sono arrivati grazie a programmi dell’Unione europea, in particolare con l’Asse prioritario XII Sviluppo Urbano Sostenibile Azione 12.1 del Por Fesr e Fse anni 2014-2020.

L’aumento dei fondi da parte della Regione Ieri la Giunta regionale ha aumentati i fondi a favore di queste operazioni di risanamento aprendo le porte alle proposte ammissibili per il loro valore progettuale ma non finanziate con la prima graduatoria utile. “Abbiamo mantenuto un impegno preciso: aumentare le risorse disponibili per allargare il numero dei soggetti beneficiari e per dar sostegno a tanti progetti innovativi e virtuosi”: lo afferma l’assessore alla Pianificazione territoriale Alfonso Pisicchio a proposito della variazione di bilancio deliberata dalla Giunta regionale per aumentare i fondi disponibili del bando sulla Rigenerazione urbana. “Con questa variazione – spiega l’assessore – dall’iniziale dotazione di 115 milioni di euro siamo passati a complessivi 175, grazie ad altri 60 milioni a valere sull’azione del Patto per il Sud “Rigenerazione urbana sostenibile”. Una vera boccata di ossigeno che ci permetterà di scorrere la graduatoria, ancora provvisoria, scaturita dall’esame delle 83 proposte progettuali pervenute e per un valore complessivo di 300 milioni di euro”.

La proposta di Nardò: al centro un immobile in abbandono della Curia Nardò, come noto, ha inserito nella sua proposta il complesso dell’ex Antoniano (foto), dopo aver stretto un accordo con la Diocesi di Nardò-Gallipoli, proprietaria del complesso. L’immobile occupa un lotto compreso tra le vie Pitagora, Leonardo Da Vinci e Generale Cantore, e rappresenta un elemento architettonico rilevante, anche in considerazione del contesto urbano, ma è da tempo dismesso e in stato di completo abbandono. Grazie a queste risorse ed all’azione di recupero e riqualificazione prevista, l’ex Antoniano potrà essere uno snodo importante per la riqualificazione del quartiere e per l’offerta dei servizi relativi ai fabbisogni individuati dal Piano sociale di zona per  l’inclusione sociale e per il contrasto alla povertàIn una nota il Comune prende spunto da quest’ultimo risultato per richiamare gli interventi di “rigenerazione” fin qui avviati come la riqualificazione dell’area intorno alla chiesa dell’Incoronata (demolizione del “nuovo” palazzo di città e realizzazione del parco pubblico con fondi di bilancio comunale); realizzazione della rete di piste ciclabili previste dal progetto CicloNardò (finanziato con 1 milione e 420 mila euro), l’intervento di riqualificazione quasi ultimato della villetta di via Papa Giovanni XXIII, nei pressi di Parco Raho; la realizzazione del nuovo campo di calcetto in via Grazia Deledda di zona Penta.

Il Sindaco: “Guariamo una ferita di quel quartiere” “Questo finanziamento – afferma il sindaco Giuseppe Mellone (foto sopra) – ci permette di recuperare un edificio abbandonato, che è una ferita per quel quartiere, di colmare bisogni ed esigenze sociali di quell’area e di tutta la comunità, di dare un aspetto nuovo al quartiere stesso. Il recupero dell’ex Antoniano, infatti, è molto di più di un’azione tesa a restituire dignità architettonica, strutturale e funzionale a un profilo della città quasi dimenticato. In questo frangente devo ringraziare anche pubblicamente Sua Eccellenza mons. Fernando Filograna per l’enorme disponibilità a condividere questo percorso. Così come ringrazio Nicola D’Alessandro per il coordinamento del progetto, i componenti del mio staff, i tre tecnici coinvolti, Gregorio Raho, Daniele De Fabrizio e Antonio Vetrugno, il dirigente del settore Cosimo Pellegrino, per aver portato a casa un altro importante risultato”. “Il tema della rigenerazione urbana – dice l’assessore all’Urbanistica Ettore Tollemeto – è la grande scommessa della rinascita della nostra città, una scommessa che stiamo vincendo con scelte e percorsi lungimiranti”.

 

tribunale casaranoCasarano. Si ridisegnano le politiche sociali del territorio. È in corso di elaborazione il terzo Piano sociale di zona 2014-2016 con il coinvolgimento delle organizzazioni del “terzo settore” chiamate a raccolta per fornire il proprio contributo. A questo scopo, il coordinamento istituzionale dell’Ambito territoriale di Casarano (nella foto la sede di viale Stazione) ha avviato il percorso di progettazione territoriale sociale e socio–sanitaria, “condivisa e partecipata”, con tutti i soggetti del terzo settore, pubblici e privati, e liberi cittadini dei comuni di Casarano, Collepasso, Matino, Parabita, Ruffano, Supersano e Taurisano. I tavoli tematici sono stati convocati per mercoledì 6 e giovedì 7 novembre. «Tali appuntamenti – spiegano i membri del gruppo tecnico dell’ufficio di Piano – costituiscono un’importante esperienza di democrazia partecipata per dare risposte adeguate agli effettivi bisogni della comunità, tenendo conto degli obiettivi di servizio, fissati dal nuovo Piano sociale regionale 2013-2015 e relativi alle macro aree “socio–sanitaria”, “socio– assistenziale” e “socio–educativa”.

Le riunioni proseguiranno venerdì 8 e lunedì 11 novembre, alle 8.30, rispettivamente nel Distretto socio sanitario di via Spagna ed in Municipio. Successivamente, dal 12 al 15 novembre, si procederà con la stesura dello schema del Piano. Il 18 si terrà la conferenza di concertazione generale e, alle 16, nell’aula consiliare, si riunirà il coordinamento istituzionale per l’adozione del Piano. Dal 19 al 30 novembre i Consigli comunali dei Comuni dell’Ambito dovranno, poi, approvare la relativa convenzione. Infine, sarà convocata la conferenza dei servizi per l’approvazione ed il finanziamento del Piano, con la partecipazione della Regione, della Asl e della Provincia.

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Gli uffici comunali di via Pavia

Gallipoli. Tempo di progettazione partecipata per l’Ambito di zona di Gallipoli. Sono già iniziati gli incontri con una assemblea cittadina che si è tenuta l’8 ottobre scorso nella sala riunioni di via Pavia, per arrivare alla stesura di un Piano sociale di zona che rispecchi e rispetti le esigenze del territorio.

Sono previsti, nella settimana che va dal 22 al 29 ottobre, incontri con le organizzazioni sindacali e con le associazioni del terzo settore nelle seguenti aree tematiche: povertà emergenti-welfare di accesso; minori-famiglie-contrasto alla violenza; anziani-disabili; immigrazione-inclusione sociale; devianze-salute mentale-contrasto dipendenze.

Intanto sulla dirittura d’arrivo alcuni progetti: per l’ Assistenza indiretta personalizzata, per  un impegno di  325mila euro,   35 persone usufruiranno di 800 euro mensili per un anno. Sarà attivato lo Sportello immigrati che assicurerà assistenza legale e di mediazione linguistica con l’istituzione di due sedi, una a Taviano e l’altra ad Alezio. Ma ci sarà anche uno Sportello itinerante presso tutti i Comuni dell’Ambito  che oltre Gallipoli, Alezio e Taviano, già citati, sono Tuglie, Sannicola, Alliste, Melissano e Racale.

A Sannicola a breve sarà inaugurato un Centro  antiviolenza su donne e bambini per la cui gestione è stata già formata una équipe multidisciplinare integrata.

Pubblicati dalla Regione due bandi, uno  a sostengo dei bambini e adolescenti e l’altro a favore di persone con disabilità e anziani non autosufficienti. Si tratta di “Buoni servizio di conciliazione” per accesso ai servizi per l’infanzia e l’adolescenza nel primo caso e per l’utilizzo di strutture e servizi rivolti a persone anziane e disabili nel secondo.

Sono buoni economici spendibili da chi si trova nelle condizioni specificate nei bandi a sportello pubblicati nel Bollettino ufficiale della Regione Puglia e nel sito www.ambitosoacialegallipoli.it.           

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Il Distretto sociosanitario di Gallipoli

Gallipoli. Attenzione ai bisogni delle fasce più deboli, capacità di coordinamento degli interventi, ottimizzazione delle risorse è quanto viene fuori dalla relazione  diffusa dall’ Ufficio di Piano dell’ambito sociale di Gallipoli che comprende anche i comuni di Alezio, Alliste, Melissano, Racale, Sannicola, Taviano, Tuglie, nel periodo di gestione commissariale, dal 1 luglio 2011 al 20 maggio di quest’anno. Una necessaria e indispensabile rendicontazione che, mentre fa il punto sulla situazione e su quanto realizzato, apre a scenari e impegni nel prossimo futuro.

Gli interventi, in relazione alle varie aree (famiglie, minori, diversamente abili e anziani) sono nati dalla lettura attenta dei bisogni del territorio attraverso una concertazione con i sindaci e gli assessori dei comuni interessati, con il responsabile del distretto e quelli degli uffici di Piano e i gruppi di lavoro.

Questa proficua concertazione si è tradotta in interventi a favore di minori per 920mila euro (ricoveri in strutture, prima dote, assistenza educativa domiciliare); a favore degli anziani (circa 700mila euro tra  assistenza domiciliare e assistenza domiciliare integrata per anziani disabili; in aiuto ai diveramente abili (180mila euro impiegati per l’abbattimento delle barriere architettoniche, trasporti e borse lavoro).  Sono stati impegnati, inoltre,  600mila euro per l’assegno di cura, e 47.529 euro a favore di 110 nuclei familiari in condizioni di indigenza. Attenzione anche verso gli immigrati e per le politiche a loro favore per cui sono stati utilzzati 67mila euro.

Si è proceduto, in quest’ultimo periodo, alla riprogrammazione ed all’approvazione da parte del Coordinamento istituzionale  dei servizi già deliberati oltre alla pianificazione di nuovi servizi per un importo di  657.563 euro.

Complessivamente, quindi, sono stati realizzati interventi consistenti per più di 2 milioni e mezzo di euro. Risultato da sottolineare, se a giugno dello scorso anno risultavano giacenti e non utilizzati circa 6 milioni di euro.

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Casarano. STESSA LEGGE MA PASSO DIVERSO Nella foto la nuova sede del distretto sociosanitario di Casarano in via Francia, cui fanno capo i cittadini di altri sei paesi del circondario. Il Piano di zona, rispetto a quello di Gallipoli che registra un arretrato clamoroso, è a buon punto ed almeno la metà dei servizi sociali previsti e fi nanziati è stata realizzata, con benefi ci indiscussi e importanti per quanti si trovano in difficoltà economica, fisica, psichica ed ambientale

Casarano. Oltre la metà dei servizi già avviati e circa il 60% delle risorse impegnate. Questi i numeri del Piano di zona per i servizi sociali dell’Ambito di Casarano chiamato a dare risposte alle tante richieste che giungono da un territorio vasto, con una popolazione di circa 75mila abitanti con oltre 27mila famiglie.

Se il finanziamento complessivo ottenuto dalla Regione Puglia ammonta a 3 milioni e 400mila euro, ben oltre la metà di tale cifra risulta già impegnata mentre il resto dovrebbe esserlo nelle prossime annualità. Quattordici sono i servizi previsti dal Piano per il sostegno a famiglie, minori, anziani, disabili ed altre categorie sociali a rischio.

Già attive (con un impegno di spesa pari ad oltre 225mila euro) le azioni a favore dei minorenni entrati nel circuito penale, progetto rivolto a 20 ragazzi, di età compresa tra i 14 ed i 18 anni, e a 35 famiglie.

La “Prima dote per i nuovi nati” ha, inoltre, permesso di sostenere 262 famiglie (54 di Casarano, 34 di Collepasso, 66 di Matino, 24 di Parabita, 25 di Ruffano, 10 di Supersano e 59 di Taurisano) mentre l’assistenza domiciliare integrata per gli anziani ultrasettantacinquenni ha preso il via grazie ad un impegno di spesa di 212 mila euro con la gestione affidata alla cooperativa sociale “Orizzonti nuovi” di Casarano.

Sempre nel settore rivolto agli anziani manca ancora l’aggiudicazione definitiva per l’atteso servizio di Telesoccorso (105mila euro di spesa per 3 anni) che consentirà l’intervento immediato in favore dei soggetti non autosufficienti in caso di necessità insieme al controllo a distanza.

Si è conclusa anche l’istruttoria per l’attivazione del centro socio educativo diurno (impegno di spesa per 245.605 euro) affidato alla cooperativa sociale “Una mano per te” di Ruffano con l’avvio previsto per il prossimo gennaio.

In favore delle persone con disabilità, un apposito servizio già attivo con la cooperativa sociale “Mirabilia Dei Apulia” di Matino prevede tirocini formativi (della durata di 11 mesi) per complessivi 222mila euro. Nello stesso settore è attivo anche il servizio di assistenza domiciliare integrata per disabili (gestito dalla cooperativa Ciss di Tricase) per 178 mila euro rivolto a 22 utenti ai quali vengono fornite non solo prestazioni di tipo socio-sanitario ma  anche l’aiuto nello svolgimento delle normali attività quotidiane.

Già operativi risultano anche il Servizio sociale professionale (170mila euro) ed il Segretariato professionale (270mila euro) con la presenza di un assistente sociale in ognuno dei Comuni dell’Ambito di Casarano.

Mauro Stefano

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La sede del Distretto socio sanitario (foto di Emiliano Picciolo)

Gallipoli. L’Ufficio del Piano dell’Ambito territoriale di Gallipoli (sistema per la gestione dei servizi sociali che raggruppa, oltre a quello ionico anche i Comuni di Alezio, Alliste, Melissano, Racale, Sannicola, Taviano e Tuglie) ha provveduto ad erogare i contributi per la prima dote, vale a dire le somme in favore dei nuovi nati sino a 36 mesi.

L’Ufficio, sotto il coordinamento del segretario generale del Comune di Gallipoli,  Guido De Magistris, ha provveduto a sbloccare circa 181mila euro che sono già disponibili in favore degli 88 beneficiari finali, costituenti il numero di soggetti le cui istanze possono essere soddisfatte con le risorse al momento disponibili e come risultanti dalla relativa graduatoria approvata lo scorso mese di maggio. L’Ufficio del Piano sociale fa anche sapere che se verranno assegnate ulteriori risorse, “la platea dei beneficiari si amplierà sino alla concorrenza di quanto attribuito”.

«Altri interventi sono attesi a breve – si legge in una nota ufficiale – a conferma ulteriore del lavoro e dell’impegno profuso dall’Ufficio del Piano e dal suo coordinamento nelle attività in favore delle fasce sociali più deboli». Fin qui le comunicazioni del coordinamento di un piano dei servizi sociali che asapetta da tempo di entrare pienamenbte in funzione ed erogare quegbli aiuti previsti dalle leggi e finanziati con milioni di euro ancora da spendere, a causa di ritardi clamorosi accumulatisi negli anni, non certo negli ultimi mesi.

Il dottor De Magistris, che si è visto respingere le  dimissioni e riaffidare l’incarico ricoperto da meno di un anno, dovrebbe essere presto affiancato da un coordinamento delle amministrazioni locali, l’Unione dei Comuni il cui statuto sarà all’esame degli otto Consigli entro questo mese, secondo il cronoprogramma stabilito dai sindaci. Il nuovo organismo è stato pensato per avviare il piano una volta per tutte e per fare in modo che non si fermi più nell’erogazione dei circa 6 milioni di euro ancora da impiegare. Si tratta di avviare moltissimi dei servizi previsti, oltre quelli messi in campo e che hanno assorbito appena 900mila euro.

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Fernando D'Aprile, direttore di PiazzasalentoIl Piano di zona di Gallipoli e di altri sette paesi arranca con un ritardo spaventoso e irrecuperabile. Si è formata negli anni una montagna di denari – 6 milioni di euro – destinata a portare sollievo ai meno fortunati, come si dice, o ai più disgraziati, com’è.

A Casarano (più sei centri), lo stesso piano scaturito dalla stessa legge madre – la 328 del 2000 – non è che corra incontro a disabili, allettati, persone sole e malmesse, ragazzi a rischio, ma almeno una buona metà di servizi è attiva e qualcuno respira un po’ meglio.

Le casse comunali di Palazzo Balsamo scoppiano di salute, con avanzi milionari, vuoi per i limiti alle spese imposti dal patto di stabilità, vuoi anche per gli introiti assicurati da multe e parchimetri e nonostante i tagli statali. A Palazzo dei domenicani, invece, un giorno sì e l’altro pure, si paventa la dichiarazione ufficiale di dissesto: troppe uscite rispetto alle entrate, ridotte anche qui per le difficoltà statali.

In entrambi i Comuni c’è ora un commissario a causa del fallimento delle classi dirigenti locali. E questa è la nota più preoccupante.

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Gallipoli. L’inchiesta di questo giornale sui gravissimi, straordinari, colpevoli  ritardi nell’applicazione del piano di aiuti sociali del distretto di Gallipoli (link 1link 2) sembra aver dato una accelerata all’affannosa ricerca di vie d’uscita degli otto Comuni che ne fanno parte.

Aver speso dal 2006  appena 900mila euro ed averne accantonati di fatto 6 milioni, davanti ad una popolazione di 75mila persone con un numero crescente di bisognosi reali, se non è scandaloso poco ci manca.  Ne sono benconsapevoli ormai anche gli amministratori dei Comuni di Gallipoli (di nuovo senza governo e con un nuovo commissario), Alezio, Alliste, Melissano, Racale, Sannicola, Taviano, Tuglie, che compongono il distretto sociosanitario. Alcuni di loro, per la verità, considerata la pesante incidenza sul buon funzionamento del piano sociale da parte della instabilità del Comune capofila, da tempo avevano avanzato l’idea di affidare la gestione del programma contro il disagio e la povertà ad un’altra struttura; si è parlato di consorzio, di aossciazioni tra enti locali…

«Alla fine – dice Roberto Falconieri, sindaco di Melissano – ci siamo orientati sull’Union e dei Comuni, che ha suoi organismi e non è soggetta alla crisi di questa o quella amministrazione». Si cambia passo, dunque, almeno sulla carta: «Il tempo perduto non si recupera più, è evidente – ammette Falconieri – per colpa delle nostre impreparazioni, del peso dei campanili, di altri elementi di debolezza, ma entro novembre tutti i Comuni dovranno aver approvato lo statuto della nascente Unione, per poi procedere subito alla nomina degli organismi e mettersi al lavoro».

In questa fase di passaggio sarà ancora il dottor De Magistris, segretario generale del Comune di Gallipoli, a tenere le fila di quanto c’è da fare, almeno fino al 31 marzo 2012: «E’ indispensabile in questo momento uno con la memoria storica della complicata materia», spiega il sindaco di Melissano.  E probabilmente il fatto che Gallipoli (capofila) sia retta adesso da un commissario stroardinario e non da un esponente politico, faciliterà il superamento del nodo-presidenza dell’Unione dei Comuni: si farà a rotazione, come è di regola in questi concessi.

Come si ricorderà, ci sono “impegnate” sulla carta e non spese somme per un totale di 6.278.805 di euro, destinate a varie forme di assistenza e di sostegno, dalle madri sole all’assistenza domiciliare integrata, dal segretariato sociale alla Educativa a famiglie e minori, dai disabili psichici a quelli fisici; e poi centri diurni, prevenzioni primarie e secondarie, affido familiare, sportello immigrazione, servizi ai tossicodipendenti, prima dote per i neonati, sostegni sociolavorativi. Insomma, è come immaginare una enorme ondata di sollievi ai più sfortunati e talvolta disperati, bloccata da una diga infame.

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Gallipoli. Dimissioni rientrate: Guido De Magistris, segretario generale del Comune di Gallipoli, ente capofila e in pratica responsabile del buon andamento del Piano sociale di zona, ha ritirato le dimissioni nella riunione del Coordinamento istituzionale svoltasi nel pomeriggio del 13 ottobre a Gallipoli.  Continuerà lui ad occuparsi del Piano, così come aveva fatto negli ultimi anni di amministrazione Venneri, dal 2008 alla cadura del giugno 2001. E, per ammissione di molti, le cose avevano cominciato finalmente a muoversi.

«Ma il Piano di zona ha risentito pesantemente dalla instabilità politica del Comune di Gallipoli», dicono gli amministratori di Sannicola, tra i pochi ad aver alzato la voce davanti ai ritardi che si andavano accumulando. «Nonostante gli sforzi del coordinamento istituzionale – afferma Danilo Scorrano, assessore alle Politiche sociali di Sannicola – abbiamo pesantemente patito dei cambi ravvicinati di sindaci, assessori. Gallipoli è passata da Venneri a Barba, poi dopo undici mesi al commissario straordinario; quindi a Venneri, poi al Venneri bis ed infine di nuovo al commissario.

«Per questo noi avevamo spinto per creare un soggetto autunomo che portasse avanti le politiche sociali al di là di questa o quella crisi comunale, ma non siamo stati ascoltati. Nella pratica, non si è formato neanche l’Ufficio del Piano, per cui erano previsti anche concorsi esterni per trovare le giuste professionalità».

«Se è per questo, non abbiamo mai fatto neppure le équipe integrate previste  dalla legge 328 per le aree famiglia e minori e violenza su donne e bambini, che dovevano comprendere personale di Asl, Comuni ed esterni. Alla fine – rincarano la dose gli operatori del settore – al di là di colloqui e controlli non abbiamo fatto, nessun concreto servizio di sostegno è stato erogato in questi anni».

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QUANDO IL CAPOFILA SI FERMA Mentre si procede, con le consultazioni dei vari soggetti operanti sul territorio, a preparare il terzo piano di zona dei servizi sociali, il bilancio del pregresso parla di un ritardo grave: il primo piano, che doveva cominciare nel 2006, è ancora da completare; il secondo, che dovrebbe essere già finito, deve invece ancora iniziare. Qui la sede del Distretto

Gallipoli. Le cifre sono da capogiro, al pari dei problemi che vivono coloro che con quei soldi potrebbero trovare un qualche sollievo, come le madri sole, le famiglie con disabili in casa, persone con problemi psichici e loro congiunti, i poveri. Ma a dare le vertigini sono soprattutto i ritardi del Piano sociale di zona (così si chiama lo strumento fondamentale per fronteggiare sofferenze e disagi) che ha Gallipoli capofila e a seguire sette paesi: Alezio, Alliste, Melissano, Racale, Sannicola, Taviano, Tuglie, per un totale di poco più di 75mila abitanti.

Le cifre, appunto: la somma spendibile complessiva per il Piano di zona 2010-2012 non ancora concretamente partito è di 12.831.145 euro. Avete capito bene: quasi 13 milioni di euro. Di questi tempi, con condizioni generali cioè che acuiscono i malesseri. Le somme non spese, si legge nell’ultimo prospetto redatto dal dirigente dell’Ufficio del Piano di Gallipoli, dottor Guido De Magistris, giugno scorso, ammontano a 1.134.205 euro.  Ma ad entrare nei meccnismi burocratico-amministrativi, si scopre una lacuna ben più grande. Si trova in un’altra scheda della rendicontazione ufficiale dell’annualità 2010.

Su di un totale di 35 servizi da attivare, ne risultano funzionanti soltanto otto per una spesa di appena 902.860 euro. Per gli altri 27 ci sono da spendere 6.278.805,61 euro, che risultano “impegnati” entro il dicembre 2010 ma che ad oggi sono ancora sulla carta. In altre parola, si sa a cosa sono destinati però le procedure per utilizzarli per davvero non sono state ultimate e in parecchi casi neppure iniziate. Se si fa eccezione per due servizi generali, delegati ad altre autorità (affido-adozione e ascolto famiglie), tutto il resto spetta al Comune capofila. Compreso il bonus “prima dote” per la nascita di figli in nuclei con numerosi componenti: nel vicino ambito di Casarano, solo pr fare un esempio, questo servizio per dare un aiuto a famiglie in difficoltà è già stato attivato.

«Nel lontano 2000 la ministra Livia Turco – ricorda la dottoressa Beatrice Sances, dirigente del Consultorio familiare di Gallipoli – pensò bene di riorganizzare tutte le leggi riguardanti le politiche sociali in un unico testo, col nobile intento di rendere più organici ed efficaci gli interventi, con il territorio non più visto per compartimenti stagni, i tossicodipendenti da una parte, i disabili dall’altra, i minori a rischio dall’altra ancora… Il piano di zona doveva essere un piano regolatore di tutti i bisogni sociali di un territorio, coincidente con i distretti sociosanitari».

Amara la constatazione che non basta una buona legge, come la 328 di undici anni fa recepita a livello europeo, per produrre buone pratiche, tra cui la continuità dei servizi alla persona.

Voce al Direttore

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