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Parco eolico

gianluigi parrotto casaranoCASARANO. Giovanissimi imprenditori in campo contro la crisi. Non è assolutamente vero che tutti i giovani italiani siano dei “bamboccioni”. Con buona pace dell’ex ministro Brunetta, c’è, infatti, chi a soli 18 anni ha fondato una propria azienda, in un periodo di congiuntura economica decisamente sfavorevole e in una zona, per giunta, drammaticamente colpita dalla crisi del Tac (il settore del tessile, abbigliamento, calzaturiero).

Si tratta di Gianluigi Parrotto, presidente dell’azienda “Gp renewable” che si occupa di produzione, progettazione e installazione di impianti eolici verticali, con un’altezza massima di cinque metri. Gli impianti in questione (di tali dimensioni per salvaguardare il territorio) sono rigorosamente “Made in Italy”, prodotti, infatti, a Riva del Garda in un capannone di proprietà del socio di Parrotto.

«In questo periodo – spiega Parrotto – sto per siglare delle collaborazioni con alcune università, tra le quali spero l’Università del Salento, per la progettazione di una nuova turbina eolica verticale, che, se tutto dovesse andare come mi auspico, sarà prodotta a Casarano, nella mia città».

Diplomato al “Majorana” di Brindisi lo scorso luglio, Parrotto ho avuto modo di studiare chimica dei materiali e toccare con mano i sacrifici di chi studia fuori sede, e lontano dal proprio nucleo familiare, già all’età di sedici anni.

Al contrario di altri colleghi di studio, però, prima ancora di diplomarsi, mentre frequentava il quinto anno di scuola superiore, Gianlugi Parrotto ha deciso di avviare la sua attività.

Intanto, nella prossima stagione agonistica la “Gp renewable” sarà lo sponsor ufficiale della società di tennistavolo “Casarano Bluestone” (fresca di promozione in  serie D1), ad ulteriore prova del legame di Parrotto con il proprio territorio.

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Tuglie. Il Tar ha detto no. Il Tribunale amministrativo regionale di Bari ha confermato il divieto già espresso dalla Regione Puglia all’installazione di tre parchi eolici sulle Serre salentine, di cui uno tra Parabita Tuglie e Neviano (11 torri) e l’altro nei territori di Tuglie-Neviano-Sannicola-Seclì e Galatone (16 torri), il terzo è nella Grecìa salentina).

La prima sezione del Tar di Bari ha stoppato così – e forse definitivamente – il progetto della società Nextwind che nei tre impianti di produzione di energia tramite il vento, prevedeva la costruzione di 42 torri alte ciascuna 150 metri e pale dal diametro di 90 metri. La società, con sede a Lecce, aveva chiesto ai giudici amministrativi di annullare, intanto sospendendola, la decisione del settore Ecologia della Regione di non concedere la procedura per la valutazione di impatto ambientale (Via) nelle tre aree indicate da Nextwind.

«Il nostro progetto è stato valutato con criteri soggettivi – aveva protestato la società all’indirizzo di via Capruzzi – è stato addotto in questo caso come motivo ostativo la non valutazione dell’impatto cumulativo su progetti, questa l’assuedità, ancora non realizzati». Nextwind aveva nella primavera scorsa annunciato la battaglia legale; così è stato. Soddisfazione per il pronunciamento del Tar di Bari ha espresso Italia Nostra, sezione Sud Salento, guidata dal presidente Marcello Seclì di Parabita.

Casarano. “Italia Nostra”, “Lega provinciale per la lotta contro i tumori” , comitato “Energia, ambiente e vita” e la sezione del Pdl di Casarano insieme per contrastare il parco eolico che dovrebbe sorgere sul territorio di Ugento ma ai confini con Casarano e Taurisano.

Con il passare dei giorni la protesta cresce nei paesi che in qualche modo saranno interessati alla realizzazione dell’opera. Si tratta di 18 pale alte 120 metri la cui realizzazione sarà a carico della società  “Erg Eolica Italia srl”, che ha firmato nel 2007  una convenzione con il Comune di Ugento. Già allora  un gruppo di cittadini di Casarano scrisse una lettera al sindaco, all’epoca Remigio Venuti, per promuovere iniziative contro l’installazione delle pale eoliche, ponendo in primo piano le ragioni del territorio.

Ora il progetto è stato depositato presso l’assessorato all’Ambiente della Regione Puglia, la Provincia di Lecce e i Comuni interessati. Fino al prossimo 4 febbraio  tutti, in forma singola o associata potranno presentare osservazioni. Si muovono le forze politiche.

L’ex capogruppo del Pdl, Giampiero Marrella si è rivolto nei giorni scorsi al commissario straordinario, Erminia Ocello, perché intervenga per garantire «un motivato parere in sede di conferenza dei servizi». Alle forze politiche locali, ha poi  chiesto «di sensibilizzare i propri rappresentanti del governo regionale».

Diramato negli ultimi giorni un comunicato della sezione dell’Udc a firma del vice segretario Pino Montedoro in cui si esprime chiaramente la volontà di opartecipare «a qualsiasi tavolo si presenterà per ribadire il nostro “No” al mega parco eolico, il nostro “No” alla devastazione del Salento».

L'AREA La zona intorno alla provinciale Taurisano Ugento su cui dovrebbe sorgere il parco eolico che prevede 18 pale eoliche alte 120 metri da 2,5 megawatt. La società "Erg eolica Italia srl" ha presentato alla Regione Puglia la richiesta di valutazione di impatto ambientale lo scorso 1 dicembre. Entro sessanta giorni le osservazioni di Comuni, associazioni, privati cittadini

Taurisano. «Manifesteremo nelle sedi competenti la nostra ferma opposizione al parco eolico, non per contrarietà preconcetta verso tali impianti, (siamo favorevoli alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili) ma perché riteniamo che gli stessi devono essere adeguatamente programmati, utilizzati ed autorizzati per permettere esclusivamente il miglioramento del grado di vivibilità del territorio».

Risponde così l’assessore all’Ambiente Francesco Damiano all’interpellanza del consigliere di Rifondazione comunista Salvatore Rocca che nel merito del progetto del parco eolico nel territorio di Ugento al limite del feudo di Casarano e Taurisano contesta non solo l’opportunità e il percorso ma anche l’intera politica ambientale della Provincia e del Comune.

La storia del parco eolico è nota e ha occupato la cronaca dei giornali negli ultimi anni.
Il progetto, che prevede 18 pale eoliche alte 120 metri da 2,5 megawatt l’una, fu approvato dal Comune di Ugento che firmò una convenzione con la “Erg eolica Italia srl”. Successivamente ci fu un ricorso al Tar da parte del Comune di Casarano e di alcuni proprietari di terreni di quel comune. Il ricorso fu accettato e il Tar annullò la delibera. Il Comune di Ugento fece ricorso al Consiglio di Stato che ha annullato la decisione del Tar. Dalle carte risulta che oltre le 18 pale, il parco eolico dovrà ospitare anche due elettrodotti, uno di 18,3 chilometri tra Ruffano e Galatina e l’altro di 2,75 chilometri tra Ruffano e Casarano.

A questo punto si pone l’interpellanza del consigliere Rocca che chiede al suo Comune di prendere «con estrema urgenza un provvedimento che possa impedire ad Ugento di alterare il nostro paesaggio già violentato nei fondi Tore e Fumusa»
La mobilitazione aumenta, si moltiplicano gli interventi delle associazioni ambienaliste e di singoli cittadini sulle reti sociali, I paesi interessati al parco eolico (oltre Taurisano ci sono Casarano, Ruffano, Ugento, Collepasso, Galatina, Cutrofiano) si mobilitano con la formazione di comitati decisi a portare avanti le ragioni di  una energia che non violenti il paesaggio  salentino.

Intanto  la società “Erg eolica italia srl” lo scorso 1 dicembre ha presentato alla Regione Puglia la richiesta di valutazione di impatto ambientale. Se entro  60 giorni non ci saranno contestazioni, la via alla realizzazione del parco eolico è praticamente spianata.

Parabita. Il parco eolico da 11 torri progettato dalla Nextwind di Lecce sulla collina del Terrisi nei comuni di Parabita e Neviano non si farà.

La decisione è del servizio ecologia alle dipendenze dell’Assessorato regionale all’Ambiente, assunta sulla scorta dell’istruttoria amministrativo-istituzionale espletata dagli Uffici Programmazione, Politiche energetiche e dell’istruttoria tecnica del Comitato regionale per la Via di viale Capruzzi.

Tra i motivi ostativi addotti dalla Regione Puglia il principale riguarda l’interferenza di questo progetto con altri parchi già autorizzati o in esercizio (per il determinarsi del cosiddetto “impatto cumulativo”).

La stessa Nextwind infatti aveva proposto la realizzazione di un altro parco eolico (poi bocciato in prima istanza dalla Regione) che tra Tuglie, Galatone, Seclì, Neviano e Sannicola prevedeva l’installazione di altre 16 torri eoliche, come quelle per la collina dei Terrisi alte 150 metri con pale del diametro di 90 metri.

A suo tempo le amministrazioni comunali di Parabita e Neviano, del resto come avevano fatto molte associazioni ambientaliste attive per la difesa del territorio, su tutte la sezione Sud Salento di Italia Nostra che ha sede a Parabita, avevano motivato il loro “no” al parco eolico. Diniego che si poggiava su dati oggettivi e dei quali la Regione non ha potuto che tenere conto.

Oltre che per l’interferenza con altri piani e progetti in itinere, il parco eolico della Nextwind è stato bocciato per l’impatto visivo, paesaggistico, su flora, fauna ed ecosistemi prodotto su uno dei posto più suggestivi dell’intero Salento.

«L’area in cui è prevista l’installazione degli 11 aerogeneratori – si legge a conclusione nella delibera regionale –  ricade nei Comuni di Neviano e Parabita, in un territorio posto nell’ambito paesaggistico delle Serre Salentine caratterizzata da un’armatura urbana costituita da un fitto reticolo di centri di piccole dimensioni con presenza di una matrice ulivetata che caratterizza in maniera determinante il paesaggio agrario».

Dal punto di vista paesaggistico, la zona è ricca di masserie fortificate, di “pajare” e muretti a secco che caratterizzano fortemente la connotazione rurale del territorio, dandone ampio valore. Il luogo, tra l’altro, è già devastato da antenne di telefonia mobile ed altri “comuni” moderni deturpamenti.

Per questo, come sottolinea la disposizione regionale, giunta dopo una serie di polemiche e scontri anche legali, “l’installazione degli aerogeneratori determinerebbe criticità legate non solo agli aspetti ambientali, naturalistici e paesaggistici, ma anche alla significativa presenza di una diffusa presenza antropica”.

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