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Nardò – Oggi è la Giornata nazionale del Paesaggio, istituita dal Ministero dei beni ambientali culturali e turistici nel 2016 con l’obiettivo di richiamare il paesaggio quale valore identitario del Paese per tutte le generazioni. Il Comune di Nardò vi ha aderito “proprio con lo scopo di sensibilizzare i cittadini ai temi della difesa del paesaggio e dell’identità culturale” e ha annunciato la propria adesione al flash mob virtuale organizzato dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio delle province di Lecce, Brindisi e Taranto inserendo sulla homepage del proprio sito web e sugli account istituzionali sui social network una fotografia di un proprio paesaggio e il banner dell’iniziativa. L’immagine scelta dal Comune di Nardò è uno scatto di Torre dell’Alto (foto), realizzato da Mino Natalizio, assessore all’Ambiente. Anche il Museo della Preistoria di Nardò e Archeoclub Terra d’Arneo hanno aderito alla Giornata Nazionale del Paesaggio. “Occasioni come questa – dichiara Natalizio – devono servire a far comprendere a tutti, istituzioni, scuole, mezzi di informazione, associazioni, imprese, il bisogno assoluto di essere parte attiva nella difesa del paesaggio. Un elemento caratterizzante del territorio e della nostra identità che abbiamo il dovere di preservare nelle forme in cui lo abbiamo ricevuto. Non a caso, la nostra Costituzione ci dice, all’art. 9, che la Repubblica tutela il paesaggio, assegnando la massima dignità normativa a un impegno che tutti noi dobbiamo condividere. Nardò ha scelto questa foto di Torre dell’Alto che esalta tutta la bellezza del contesto, ma nello stesso tempo fa intravedere la sua fragilità, il fatto di essere esposto, aggredibile, richiamandoci quindi al dovere della sua tutela”.

Nella decisione dell’Amministrazione comunale di aderire alla Giornata del paesaggio vi vede un qualcosa di poco coerente il consigliere pd (opposizione) Lorenzo Siciliano, a proposito della lottizzazione della “Sarparea” di Torre S. Isidoro. “Scagliarsi contro un piano di lottizzazione, condurre una battaglia al fianco degli ambientalisti e dei cittadini, domandare “chi ci guadagna con questo progetto” che prevede un resort e 45 villette, diventare Sindaco grazie ai voti degli ambientalisti che ti hanno accordato la loro fiducia; poi approvare, dopo pochi mesi, quello stesso piano di lottizzazione e dire che quella enorme quantità di denaro porterà ricchezza alle imprese locali: mi chiedo se questa gente è proprio così o lo faccia apposta. Se davvero sono così imbevuti di spirito di onnipotenza da pensare che una comunità intera abbia improvvisamente dimenticato l’aberrante approvazione di un folle piano di lottizzazione che porta la firma della Giunta e del Sindaco e che permetterà di cementificare decine di ettari di uliveto monumentale, sfregiando un patrimonio paesaggistico dall’incommensurabile valore ambientale e storico”.

Nardò – L’ultima nomina con un decreto riguardante il capo del suo Gabinetto da parte del Sindaco Giuseppe Mellone, non passa inosservata alle opposizioni consiliari. “Pensava forse che non ci saremmo accorti, perché in campagna elettorale. Noi come i neretini siamo sempre vigili ed attenti alle nefandezze compiute dal Sindaco più incoerente e camaleontico che la storia di questa Città ricordi”, scrivono i consiglieri comunali Lorenzo Siciliano, Daniele Piccione, Roberto My, Carlo Falangone e Giancarlo Marinaci. “Ecco il regalino alla cittadinanza targato Pippi Mellone. Un decreto a sua firma per ampliare il suo staff da quattro a cinque componenti- affermano i cinque consiglieri – non bastavano un addetto stampa, una vigilessa che si occupasse della sua segreteria, un portavoce dalla dubbia utilità che in questi mesi è balzato agli onori della cronaca per figuracce, un addetto stampa ed un addetto ai bandi comunitari. Ora è il turno del “capo di gabinetto””. Naturalmente anche Siciliano e colleghi rimarcano quella che ritengono una grossolana contraddizione (come fatto ieri già da Lucio Tarricone, presidente del Centro studi Salento nuovo): “E’ la quinta figura a disposizione del Sindaco pro tempore che prometteva taglio dei costi ed azzeramento dei privilegi e che oggi si è circondato da una schiera di “collaboratori”. E sarebbero stati sei, gli uomini del costosissimo staff – proseguono gli oppositori –  se l’opposizione non avesse prontamente assunto una netta posizione nei confronti della nomina di Angelo Calabretti (settantenne galatinese, già a processo per turbativa d’asta nell’ambito di un’inchiesta dell’antimafia)”. Ma al di là  degli orientamenti mutati, ai consiglieri di minoranza interessa anche un altro aspetto: “Lieviteranno, dunque, anche i costi a carico dei neretini. Già alle stelle, considerati i 200.000 euro in cinque anni sul groppone dei contribuenti per pagare uno staff che ieri rappresentava un esempio di spreco di denaro pubblico (l’accusa che muoveva Mellone al suo predecessore Marcello Risi, ndr) mentre oggi pare essere indispensabile e necessitato di un costante ampliamento”.

 

A sinistra il sindaco Riccardo Monsellato. Il consigliere Martino De Giorgi (a destra) mette in evidenza, tra le cose che non vanno, anche una comunicazione prevalentemente su Fb

A sinistra il sindaco Riccardo Monsellato. Il consigliere Martino De Giorgi (a destra) mette in evidenza, tra le cose che non vanno, anche una comunicazione prevalentemente su Fb

PRESICCE. Un incontro dell’Amministrazione con la popolazione per render conto di quanto fatto nei primi mesi si è tenuto a fine novembre. In quell’occasione è stato il sindaco, Riccardo Monsellato, a parlare per tutta la sua Giunta.
Nei suoi tanti fogli gli appunti delle cose realizzate, delle difficoltà affrontate e da affrontare e degli obiettivi da perseguire.
Il discorso non ha convinto e non è bastato agli oppositori che non hanno risparmiato le critiche. In particolare sull’ultimo numero del periodico a cura del gruppo “Per Presicce” campeggia in prima pagina la foto scattata durante un Consiglio comunale nascosta dalla scritta “Bocciati”. Nel pezzo a firma del consigliere Martino De Giorgi, si elencano le problematiche diffuse in paese: «Periferie poco curate, cattivi odori dai tombini, scarsa attenzione per gli spazi pubblici…». La lista continua e De Giorgi critica gli amministratori anche nel modo di comunicare con i cittadini, utilizzando prevalentemente i social network. E Facebook, infatti, è diventata la piazza principale nella quale criticare, attaccare e discutere animatamente.
Ad essere presi di mira in un recente post sono stati i conti del Comune. Il consigliere Anacleto Tamborrini, infatti, ha ricordato che il commissario Aprea “ha lodato il buon andamento della gestione della cosa pubblica”, mentre gli attuali amministratori si lamentano “della situazione economica disastrata cui versano i conti pubblici”.. «Per quanto riguarda la critica del gruppo di De Giorgi – fanno sapere dall’Amministrazione – molte delle cose elencate erano già risolte quando è uscito il giornale».

Per i conti è il sindaco che interviene, dando anche qualche numero: «È vero che il Commissario ha dato quella dichiarazione, ma dire che un comune è in equilibrio di bilancio, significa che l’Ente non è in dissesto, non che ha la possibilità di spendere come e quanto vuole – afferma -. Inoltre, il Comune di Presicce ha dovuto pagare per il 2014 debiti fuori bilancio per oltre 150mila euro. A questo si aggiunge anche il taglio di fondi da parte del governo di circa 130mila euro. Senza contare poi le sentenze concluse a sfavore del Comune. Con questi numeri è difficile governare, con grande difficoltà approviamo le delibere del bilancio, ma siamo sempre ottimisti e andiamo avanti per trovare soluzioni».

TUGLIE. Il confronto tra maggioranza e opposizione non si placa. Il gruppo di Bene Comune (nella foto al centro Antonio Vincenti) interroga, in un manifesto pubblico, l’amministrazione sui cantieri di cittadinanza, sul lavoro minimo di cittadinanza e sull’assenza di Tuglie tra i Comuni che saranno serviti dalla banda larga. «Bene Comune – si legge nel manifesto – vuole vedere i passi concreti di questa vecchia maggioranza che perde pezzi autorevoli e significativi in seno alla rappresentanza consiliare, gioca a rimpiattino e gira a vuoto senza preoccuparsi dei problemi veri dei cittadini».

«Ritenevamo non valesse la pena rispondere ad attacchi sterili – si legge nel manifesto di replica di “Insieme per Tuglie” – poiché crediamo fortemente che il luogo di confronto sia solo ed esclusivamente il Consiglio comunale. I cantieri di cittadinanza e il lavoro minimo sono interventi che non risultano ancora avviati dalla Regione. In merito alla banda larga, invece, il comune di Tuglie, nella graduatoria regionale, risulta al 161º posto mentre gli interventi finanziati sono fino alla 148 posto». Intanto, la maggioranza guidata dal sindaco Massimo Stamerra (a sinistra) perde un consigliere.

Salvatore Selce (a destra), già assessore nella precedente amministrazione, si è, infatti, dichiarato indipendente nell’ultimo Consiglio. Resta sempre nelle fila della maggioranza, ma d’ora in poi voterà secondo coscienza. La scelta è maturata dopo un lungo periodo e, in particolare, alla bocciatura di una sua mozione presentata per la variazione di bilancio per i lavori di ristrutturazione del campo sportivo. «La proposta che ho presentato – afferma Selce – non è stata presa in considerazione e nemmeno messa al voto. Mi sembra davvero molto strano questo comportamento da parte di un centro destra che a livello nazionale lamenta come le decisioni vengano imposte dal vertice, mentre a livello locale agisce nello stesso mondo. La maggioranza – conclude Selce – non ha aperto il dialogo nè con il sottoscritto nè con l’opposizione per la stesura del regolamento di pari opportunità”.

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Il sindaco Casarano e la capogruppo di minoranza Sonia Giaffreda

Il sindaco Casarano e la capogruppo di minoranza Sonia Giaffreda

SECLÌ. C’era attesa nel Consiglio comunale di venerdì 28 novembre, con all’ordine del giorno l’assestamento di Bilancio per l’anno in corso, per verificare la posizione dei tre consiglieri di minoranza,  Sonia Giaffreda, Antonio Pepe e Ivan D’Amico, dopo che nei giorni scorsi erano stati affissi nel paese  manifesti dal titolo esplicativo “E vai con le tasse”, a firma del loro gruppo di origine “Insieme per una nuova Seclì”. In aula, tuttavia, i tre si sono limitati ad informare circa la loro astensione al voto “essendo già stati assenti nel Consiglio comunale del 25 ottobre in cui fu approvato il Bilancio”.

Già nelle precedenti sedute consiliari,  comunque, il tema delle tasse non aveva acceso grandi contestazioni circa l’operato della maggioranza guidata dal sindaco Antonio Casarano: il 5 settembre, senza opposizioni o proposte alternative, era stato, infatti, approvato il regolamento Iuc per la nuova  tassa dei rifiuti mentre il 30 settembre, il Consiglio diede il via libera, all’unanimità, alla proposta della maggioranza di ridurre del 50% le onerose tariffe dei commercianti e applicare riduzioni scaglionate fino al 40% per le famiglie. Il 25 ottobre la maggioranza ha infine approvato il Bilancio di previsione 2014, con i tre consiglieri di opposizione assenti dopo aver dichiarato di “non essere stati messi in condizione di svolgere il ruolo di controllo e verifica” per finire all’ultima Assise, senza alcuna discussione sulla delibera di assestamento del Bilancio proposta dalla maggioranza e la semplice astensione dell’opposizione. Nella stessa seduta è stato approvato all’unanimità il “Piano comunale degli interventi per il diritto allo studio”: da quest’anno i pasti per i 28 bambini di scuola dell’Infanzia verranno forniti dalla ditta esterna “La Fenice” di Galatone. Invariato il costo per le famiglie.

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