Home Tags Posts tagged with "OPERAZIONE CONTATTO"

OPERAZIONE CONTATTO

Si è costituito l’ultimo soggetto coinvolto nell’operazione “Contatto” che, all’alba dello scorso 5 settembre, ha sgominato il clan “Coluccia” portando all’arresto di 47 persone tra Sogliano Cavour e dintorni. Il 30enne Cristian Carluccio era in Germania, per lavoro, al momento dell’esecuzione dei provvedimenti cautelari ma venuto a sapere di essere ricercato ha preferito costituirsi. Per lui le accuse sono quelle di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti con l’aggravante mafiosa. Dopo la notifica del provvedimento l’uomo è stato posto agli arresti domiciliari nella sua casa di Frigole.

LECCE. È un clan vecchio stampo, che spaccia droga e usa tante armi, quello sgominato  dall’operazione “Contatto” dei carabinieri. Malgrado il considerevole “giro” dell’associazione, e i tanti colpi attribuiti dagli inquirenti, resta il fatto che nessuna tra le vittime delle estorsioni abbia sporto denuncia. Anche quanti sono stati convocati dalle forze dell’ordine in merito all’“improvviso” ritrovamento di autovetture rubate, avrebbero addirittura fornito false indicazioni in ordine a circostanze e modalità, segno evidente della grande forza di intimidazione con la quale il sodalizio era riuscito a penetrare nel territorio. 

Sotto choc c’è Sogliano Cavour , la “base operativa” dove – secondo gli inquirenti – la locale popolazione ne riconosce la capacità delinquenziale e la forza intimidatrice. C’è l’ex vicesindaco tra i 19 coinvolti nel paese nella maxi retata che ha portato a 47 provvedimenti di custodia cautelare per soggetti riconducibili al clan “Coluccia” (sacra corona unita). Concorso esterno in associazione mafiosa e corruzione le accuse mosse all’esponente politico, che “Articolo Uno Mdp” ha oggi stesso ritenuto opportuno sospendere. C’è ora da capire se tale “alto” coinvolgimento possa aver condizionato l’operato dell’intera Amministrazione. “Acquisiremo maggiori elementi”, ha già dichiarato il prefetto Claudio Palomba in merito all’ipotesi – tutta da verificare – di un eventuale “Parabita bis”, città dove l’intera Amministrazione è stata sciolta per l’arresto dell’ex vicesindaco.    

Ma l’area di azione del clan, ben ramificato nei comuni tra Galatina, Otranto, Cavallino, Melpignano, Corigliano d’Otranto, Soleto, Muro Leccese, Castrì e Martano, potrebbe allargarsi ancora e coinvolgere altre città ed altri nomi. A ciò portano, infatti, le intercettazioni a disposizione dei carabinieri.

Se il traffico di stupefacenti appare l’attività prevalente del sodalizio, a permettere (almeno in parte) anche il sostentamento dei sodali detenuti in carcere concorrevano i proventi delle estorsioni e dei furti. Ma l’organizzazione sarebbe stata in grado anche di influenzare e talvolta corrompere pubblici amministratori che, anche in cambio della “protezione” e del sostegno dell’organizzazione, apparivano pronti a garantire agevolazioni economiche per gli affiliati.

Nel fascicolo d’indagine tutti i tratti caratteristici di un’associazione di tipo mafioso ai cui esponenti la stessa popolazione locale era solita rivolgersi per “dirimere”, anche con l’uso della forza, questioni private: la segretezza del vincolo, un costante stato di omertà e solidarietà, la forza d’intimidazione del vincolo associativo, il rispetto per il vincolo gerarchico, il metodo mafioso nelle ritorsioni, il mantenimento dei detenuti affiliati e delle loro famiglie sono tutti aspetti emersi e abbondantemente documentati durante questa attività d’indagine.

Per i soggetti esterni coinvolti, non solo commercianti e imprenditori, si parla di favoreggiamento se non di vera e propria “collaborazione”. Prova ne sono i “buoni rapporti” instaurati con alcuni appartenenti alle istituzioni pubbliche, tra cui un vigile urbano di Sogliano Cavour (sospeso per tre mesi), un militare dei Carabinieri (già sospeso per sei mesi) che aveva, tra l’altro, la predisposizione a favorire il gruppo in caso di controlli e contestazioni di violazioni al Codice della strada, ed un agente della polizia penitenziaria oggi a Lecce ma all’epoca dei fatti in servizio a Genova.

by -
0 2190

MAGLIE. Sono 59 le persone indagate dai carabinieri nell’ambito dell’operazione “Contatto” che ha portato, alle prime luci dell’alba, all’arresto di 47 soggetti. Ad essere coinvolti sono anche un ex assessore (di Sogliano Cavour) posto ai domiciliari, un appuntato dei carabinieri, un vigile urbano di Sogliano ed un poliziotto penitenziario in servizio nel carcere di Lecce. L’indagine, condotta dal febbraio 2013 sino al giugno del 2016 dal Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia dei Carabinieri di Maglie ha consentito di svelare molteplici infiltrazioni, a vari livelli, entrando nei gangli dell’associazione mafiosa facente parte del clan “Coluccia” di Noha-Galatina ma con interessi e ramificazioni in molti altri comuni della provincia quali Sogliano Cavour (19 i coinvolti), Galatina (6), Cutrofiano (7), Corigliano d’Otranto (4), Castrignano de’ Greci, Melpignano, Soleto, Sternatia, Cursi (2), Castrì di Lecce, Martano, Otranto, Calimera, Muro Leccese e Cavallino. Sin dalla scorsa notte i militari del Comando provinciale dei carabinieri di Lecce, in collaborazione con il Nucleo investigativo del Comando provinciale di Mialno e della Comapgnia di Tolmezzo, hanno portato in esecuzione 47 provvedimenti cautelati: 20 in carcere, 17 agli arresti domiciliari, 7 misure coercitive dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e tre interdizioni temporanee dai pubblici uffici.  In azione anche il Nucleo elicotteri carabinieri di bari palese e due unità del Nucleo cinofili di Modugno. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione di tipo mafioso, estorsione, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione abusiva di armi, ricettazione, rapina, furto aggravato, porto abusivo di armi, detenzione e spaccio di stupefacenti, abuso d’ufficio, usura, favoreggiamento personale, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale, corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio, rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, truffa, minaccia aggravata e lesioni personali con l’aggravante delle modalità mafiose.

Voce al Direttore

by -
L'ecotassa, per quelle comunità che non avessero raggiunto le soglie minime indicate nella raccolta differenziata dei rifiuti prodotti in casa, era fissata a partire...