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Nardò – Spiagge prese d’assalto per i primi bagni di stagione e città assolata e deserta. Anche, e soprattutto, per le cerimonie del 25 Aprile. Ben tre le manifestazioni in programma: dal corteo organizzato dall’Amministrazione comunale in mattinata al raduno pomeridiano promosso dalle opposizioni con in l’assenza “eccellente” del sindaco Giuseppe Mellone dalle celebrazioni istituzionali. Anche quest’anno il Primo cittadino ha “passato la mano” al suo vice Oronzo Capoti. Eppure la sua presenza era stata annunciata sia dai manifesti che dall’ufficio stampa del Comune per quello che si sarebbe dovuto essere il suo primo 25 Aprile, una sorta di “evento nell’evento”.

La cerimonia del 29 per Ramelli Ad alimentare le polemiche anche la novità del giorno dopo (ovvero di giovedì 26) quando in città sono spuntati, sin dalla mattinata, i manifesti che annunciano per domenica 29 aprile la commemorazione di Sergio Ramelli, il giovane missino iscritto al Fronte della Gioventù assassinato nel 1975 da militanti della sinistra extraparlamentare. A questa commemorazione, patrocinata dal Comune, Mellone ha già fatto sapere che ci sarà.  «Domenica, ore 19.30, in memoria di Sergio Ramelli a 43 anni dal tragico assassinio. Fiaccolata in suo ricordo. Ritrovo al Largo della Stazione di via De Gasperi a Nardò. Ti aspetto. Pippi Mellone»: così recita l’invito apparso sui social.

Caduto l’invito alla “condivisione” Eppure, alla vigilia del 25 Aprile, era stato il presidente del Consiglio comunale Andrea Giuranna, anch’egli al suo primo 25 Aprile (un anno fa il suo ruolo era ricoperto dall’attuale assessore alla Cultura Ettore Tollemeto) ad invitare alla condivisione. «Spero vivamente – aveva detto Giuranna – che la cerimonia sia condivisa da tutti, nel rispetto dello spirito del 25 Aprile e delle istituzioni cittadine. Non a caso abbiamo voluto invitare formalmente gli ex sindaci e gli ex presidenti del Consiglio, che hanno rappresentato negli anni il Comune di Nardò, slegando così la Liberazione da appartenenze e confini politici». Invito rispedito al mittente: al tradizionale discorso in piazza Salandra ha, infatti, partecipato solo qualche consigliere comunale di maggioranza, la vicepresidente della Provincia Paola Mita e l’assessore comunale Mino Natalizio. Quanto a pubblico, al pomeriggio non va meglio agli avversari di Mellone. Ben sei le sigle che si sono date appuntamento in piazza alle 18.30: Pd, Liberi e uguali, Nardò liberal, Centro studi “Salento nuovo”, Nardò Bene Comune e Unione Democratici e Popolari. Una ventina i presenti, compresi consiglieri comunali di minoranza e promotori dell’iniziativa.

Le reazioni dell’opposizione Non tardano le reazioni, per ora della sola opposizione. Nella stessa serata di mercoledì 25 il consigliere comunale del Pd Lorenzo Siciliano ha parlato di “scorrettezza istituzionale senza precedenti”. «Per il secondo anno consecutivo da quando è stato proclamato – scrive Siciliano – il Sindaco Mellone diserta la manifestazione del 25 Aprile. Si astiene persino dal redigere un comunicato stampa con un messaggio alla comunità (il riferimento è a una nota sul 25 Aprile diffusa dal Comune prima della cerimonia contenente solo le dichiarazioni di Giuranna, ndr), mentre non si fa problemi nel concedere il patrocinio del Comune a iniziative di stampo fascista targate “Blocco studentesco” e Casapound». Toni non diversi quelli di Lucio Tarricone del Centro studi “Salento Nuovo”. «Il Sindaco Mellone lo scorso anno era in “gita”, quest’anno non sappiamo dove sia andato. Sappiamo che dopo aver, come suo solito, propagandato ai quattro venti la sua presenza alla cerimonia si è dileguato. E la sua assenza non è casuale. È voluta, calcolata. È una scelta politica. Chi si definisce “il Sindaco di tutti” – afferma Tarricone – dovrebbe dimostrare con i fatti di esserlo. Con questa gente non vi è possibilità di dialogo. E non potranno più far finta di niente nemmeno il presidente Emiliano e tutti i consiglieri regionali che lo sostengono».

 

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Nardò – Nessuno sforamento del patto di stabilità e nessun debito nascosto per evitare di superarlo, esponendo il Comune e se stessi a sanzioni: lo ha stabilito oggi la Corte dei conti di Bari che era entrata in campo per opera di un esposto firmato da coloro che poi sarebbero diventati Sindaco (Giuseppe Mellone) e vicesindaco (Oronzo Capoti) con principale obiettivo da colpire la Giunta di Marcello Risi. Sono quindi in regola i conti dell’anno 2012, ben sotto la soglia massima consentita dal “patto”.

La richiesta della Procura della Corte dei conti a carico di 16 persone Il caso era scoppiato, con dure valutazioni politiche e richiesta di dimissioni di consiglieri dell’epoca “implicati” e ancora a Palazzo Personé, nel 2012, poco dopo l’elezione a Sindaco di Risi dopo un mandato di Antonio Vaglio con commissariamento prefettizio finale. A dare fuoco alle polveri erano stati gli allora consiglieri di opposizione Mellone e Capoti. che chiesero alla Procura della Corte dei conti di accendere un faro sui numeri di quel bilancio. Nello stesso anno partì per Bari il rapporto di Risi. La Procura, nel dicembre scorso, aveva presentato il conto, con penalità a carico di 15 persone:  Giuseppe Leopizzi (segretario generale, circa 17mila euro), Maria Josè Castrignanò (dirigente, 8.217 euro), Antonio Tiene (presidente del Consiglio comunale, dimessosi nel 2015 e non ricandidato alle comunali 2016; 15.415 euro); i consiglieri comunali favorevoli col proprio voto al bilancio sotto accusa, molti dei quali non più in carica: gli allora Udc pro-Risi Pierpaolo Losavio (1.512 euro) e Totuccio Calabrese (2.646 euro), nel 2016 il primo non si è ricandidato mentre il secondo, candidato con Vaglio, non è stato eletto; Rocco Luci (1.512); 2.268 euro a Daniele Piccione (eletto nel 2016 nel Pd pro-Risi e oggi capogruppo dei Democratici in Consiglio comunale); 756 euro a Gianni Gaballo (nel 2016 candidato non rieletto in una lista pro-Risi), 1.890 euro di sanzione a Daniele Parisi e 2.268 euro ad Antonio Cavallo (entrambi nel 2016 candidati nel Pd e non rieletti); 2.268 euro a Roberto My (pro-Risi sia nel 2011 che nel 2016, oggi consigliere comunale di Art.1 subentrato a Palazzo Personé dopo le dimissioni di Marcello Risi nell’aprile scorso); 2.646 euro a Sergio Vaglio (non ricandidatosi nel 2016); 2268 euro per Andrea Frassanito (nel 2016 candidato non eletto con Vaglio), 2646 euro per Michele Muci (nel 2016 candidato non eletto in lista pro-Risi), 2.268 euro per Maria Antonietta Coppola (nel 2016 candidata non eletta in lista pro-Risi).

La linea di difesa di Risi «Il fantomatico sforamento del patto di stabilità nell’anno 2012 è assolutamente infondato in diritto e gravemente lacunoso nella ricostruzione dei fatti – aveva replicato l’ex Sindaco Risi – la mia amministrazione si è limitata a riconoscere, dopo un faticosissimo lavoro istruttorio, milioni di euro di debiti fuori bilancio ereditati dall’Amministrazione del dott. Antonio Vaglio e dal commissario di governo e occultati con diversi escamotage prima dal Sindaco che mi ha preceduto e poi dal commissario che ha retto il Comune fino al maggio 2011”. «Con la memoria che depositeremo – aveva preannunciato Risi – dimostreremo che i gravissimi fatti sui quali la Procura della Corte di conti dovrebbe senza indugio indagare (il mio primo esposto è datato 2012) sono quelli relativi agli anni 2009 e 2010 e ai mesi del 2011 a gestione commissariale. Spero che venga presto fissata l’udienza. A quel punto racconterò in dettaglio alla Corte quello che è accaduto al Comune di Nardò prima del mio insediamento e nessuno potrà più fare finta di non sapere».

Comune condannato a pagare le parcelle degli accusati: 15mila euro circa Non ci sono al momento repliche e commenti sulla sentenza della Corte dei conti pugliese. Dal documento dei magistrati si evince che non sono state messe in atto manovre dolose finalizzate a non conteggiare circa 800mila euro di debito fuori bilancio. Nel caso in cui fossero stati riconosciuti e pagati entro il 2012, ugualmente il Patto di stabilità non sarebbe stato infranto. Dato conclusivo: a seguito della sentenza, il Comune è stato condannato a pagare le parcelle dei legali nominati dagli accusati a propria difesa. Si tratta di circa 15mila euro.

 

 

 

Nardò – Presieduti dal vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli, monsignor Fernando Filograna, si sono svolti questa mattina alle 10, nella cattedrale di Nardò, dove ricopriva l’incarico di presidente del Capitolo, i funerali di don Gino Gregorio di Gesù (foto). Nato il 16 gennaio 1931 a Nardò, ha studiato presso il Seminario vescovile di Nardò, completando la formazione teologica presso il Seminario regionale San Pio X a Chieti.

Ordinato sacerdote il 29 giugno del 1954 dal vescovo Corrado Ursi, don Gino ha ricoperto numerosi incarichi, tra cui quello di direttore diocesano dell’Ufficio Matrimoni, di docente di religione negli Istituti superiori di Casarano e Nardò, e di assistente diocesano di Azione cattolica. E’ stato anche vicario parrocchiale presso la Chiesa del Carmine di Nardò.

“Nei suoi 64 anni di ministero –come si legge nella nota della diocesi che ne ha annunciato la scomparsa – ha lasciato un segno indelebile nel cuore di numerosi laici e presbiteri. Nell’ultimo periodo don Gino ha affrontato con dignità l’esperienza del dolore, affidando sempre al Signore la sua sofferenza come offerta per il bene della santa Chiesa.”

Alezio – Fascino d’altri tempi e imponenza architettonica: sono le masserie fortificate le prossime protagoniste dell’escursione del 1° maggio organizzata da Trekking Natura Cultura. “Caseddhi, colombaie e torri d’Arneo” tracciano il percorso dei trekkers, con partenza dalla Masseria Carignano Grande, in territorio di Nardò, sino alla Torre Cesarea. Tra scorci di mare e macchia mediterranea, queste antiche cotruzioni, testimoni di storie millenarie, ancora conservano chiesette e cappelle per il culto. L’itinerario studiato (della lunghezza di 28 km) è un percorso culturale e naturalistico all’ombra di ulivi secolari e di “castelli fortificati”, con Masserie Carignano, Brusca, Sciogli, Console, Giudice Giorgio, Nucci, Trappetto e Torre Cesarea.
Il ritrovo è previsto alle ore
7.45 da Parco Don Tonino Bello; alle ore 8.15 in via Masseria Carignano a Nardò, presso il cimitero. Per info e prenotazioni (entro il 29 aprile): 3489549964 (Quota partecipazione: 5 euro soci, 10 euro non soci. Il ritorno da Porto Cesareo a Nardò sarà garantito con pullman messo a disposizione dell’associazione).

Nardò – Tristemente nota alle cronache, locali e non, è ormai la vicenda che ha visto come protagonista una donna residente a Nardò e di origini settentrionali, ed il suo bambino, dichiarato morto dalla stessa che poi si era messa a raccogliere denari per il “funerale”. Davanti a questo caso pietoso (successivo ad un altro simile, in cui ai parenti mancavano le risorse per dare una degna sepoltura al caro estinto), il parroco aveva subito aperto le porte della chiesa. Ma in questo caso di vero non c’era niente, tranne il bisogno della donna di denaro. Da qui il sotterfugio balzato agli onori dei media, tra lo sgomento ed anche la collera dell’opinione pubblica.

Ad essere attirati dalla bizzarra storia, basata sulla speculazione dei buoni sentimenti della gente di una comunità, sono stati anche gli animatori del tg satirico ormai famoso in Italia. Così oggi è arrivato in città l’inviato delle “Iene”, il programma trasmesso in prima serata da Canale 5 delle reti Mediaset. Il conduttore ed inviato Matteo Viviani (foto mentre circola in città), con operatrice al seguito, ha girato in lungo e in largo, per trovare le “tracce” della ideatrice e protagonista del fatto (che ha poi chiesto perdono a tutti), da via Pilanuova, dove abita, al parroco della Chiesa del Sacro Cuore, teatro involontario della vicenda, e poi via via altri posti, anche alla ricerca di elementi che potessero chiarire ulteriormente il fine ultimo dei soldi raccolti in maniera così fraudolenta, Tra le voci circolate, anche quella di un caso di ludopatia di cui sarebbe vittima la donna. “Stiamo ascoltando tutti coloro i quali conoscono o quanto meno hanno avuto a che fare con la signora – conferma Viviani – poiché si dice che la stessa possa aver sperperato il denaro delle offerte consegnatele in macchinette slot o in altri modi comunque diversi da quelli da lei dichiarati”. L’inviato delle “Iene” è rimasto in città fino a sera.

A. T. 

 

Nardò – Con un mese di ritardo riecco il grande duathlon a Portoselvaggio. L’ondata di maltempo di fine marzo aveva indotto gli organizzatori a posticipare la quarta edizione del “Supersprint e Kids mtb”, in programma il 25 aprile nel parco regionale fiore all’occhiello della città di Nardò. La gara messa in piedi dal comitato regionale Fitri Puglia guidato dal presidente Claudio Meliota sarà ad alto tasso spettacolare e si snoderà su due differenti percorsi: off road (2,5 km di corsa, 10 km di mountain bike e 1 km di corsa) e kids (da 200 a 800 metri di podismo, da 1 a 3 km di mountain bike e da 100 a 400 metri di podismo).

Il programma prevede dalle ore 8 alle 11.30 il raduno degli atleti – provenienti da tutta la Puglia e oltre – e la consegna dei pettorali presso la Masseria Torre Nova (nella foto); partenza della gara riservata ai più piccoli alle ore 10, tra le 11 e le 11.30 le due batteria degli adulti youth, alle ore 12 l’atteso supersprint. Tanti premi in palio per il duathlon neretino, un appuntamento a cui la Fitri Puglia tiene molto e che permette di godere di scenari paesaggistici mozzafiato. Per la quarta edizione del “Supersprint e Kids mtb” hanno collaborato Gianni Casaluce, il presidente della Consulta dello Sport Tony De Paola, il consigliere comunale delegato allo Sport Antonio Tondo e il movimento organizzato dei tifosi dell’Ac Nardò “Neretini 2017”.

Nardò – I Punti di primo intervento risultano sotto utilizzati (“tutti ampiamente sotto la soglia minima dei 6mila accessi l’anno); sono apetrti solo 12 ore al giorno; l’80-90% delle prestazioni effettuate risultano di bassa e bassissima urgenza (codici bianchi e verde): sono queste le ragioni di fondo che portano la Regione (pressata dai conti e dal Ministero) ed anche  l’Asl Lecce, ovviamente, a riorganizzare un servizio sanitario di prossimità che avrà il nome di Servizio distrettuale di primo intervento (Sdpi in sigla). “Il Servizio distrettuale di primo intervento sarà il perno attorno al quale ruoteranno cinque diverse attività: l’ambulatorio medico di primo intervento, il servizio specialistico di supporto, il servizio di diagnostica strumentale, l’ambulatorio infermieristico e la postazione medicalizzata del 118 (attiva h 24)”, afferma la dirigenza dell’Asl in una nota in cui anticipa “la migliore risposta ai bisogni degli utenti” che verrà sottoposta alla Conferenza dei Sindaci ed all’attenzione, in particolare, di quelli maggiormente interessati (già sede di Ppi), cioè Campi, Nardò (foto), Poggiardo.

“Il valore aggiunto del piano della Asl – si aggiunge a chiarimento – sta nella valorizzazione e potenziamento dei servizi ambulatoriali e diagnostici, sia di laboratorio sia strumentali, presenti nei Pta (con in programma l’aumento del 30-40 per cento del numero e delle ore di specialistica e l’acquisto di nuove apparecchiature) e nel loro inserimento, a pieno titolo, nel percorso diagnostico terapeutico disegnato con il Servizio distrettuale di primo intervento, il quale seguirà la procedura in uso dei codici di priorità (U, B e D). L’utente, che potrà accedere direttamente o su invio del medico curante, entrerà in contatto con il personale di Triage chiamato a codificare il bisogno e a canalizzarlo secondo l’urgenza, o nel percorso territoriale oppure in quello ospedaliero, per i codici gialli e rossi, attivando il consueto protocollo del sistema 118”.

“La riconversione dei Ppi – conclude la direzione dell’Asl Lecce – diverrà così occasione per costruire un nuovo modello di gestione della continuità assistenziale sul territorio, rafforzata dall’integrazione più forte con il sistema 118 e che, nei piani della Direzione Generale, sarà esteso anche agli altri Pta, a partire da Lecce e per finire a Maglie e Gagliano del Capo.

 

 

Nardò – Tre seggi a testa a Cgil e Uil, uno alla Cisl. Così hanno deciso i dipendenti del Comune di Nardò che hanno votato per eleggere i propri Rappresentanti sindacali unitari all’interno dell’ente. Si sono infatti tenute dal 17 al 19 aprile le elezioni degli Rsu del pubblico impiego, che resteranno in carica per i prossimi tre anni. I dipendenti comunali chiamati al voto a Nardò erano 115; i votanti effettivi sono stati 102, cifra che evidenzia un’affluenza molto alta. A spuntarla per la Cgil sono stati Maria Grazia Bove (28 voti), Daniele De Braco (11) e Ciro Lamanuzzi (5); l’unico seggio Cisl è andato all’uscente Giuseppina Cacudi (13 voti); i tre Rsu “targati” Uil sono invece Tommaso Spagna (14 voti), Luigi De Benedittis (12) e Antonio Romeo (11). La Cgil con 51 voti complessivi si conferma il primo sindacato nel pubblico impiego, confermando anche a Nardò il trend nazionale; seguono Uil (37 voti complessivi) e Cisl (13). Per quanto riguarda Cgil e Cisl, tre anni fa il voto neretino tra i dipendenti comunali non diede esiti molto differenti (52 voti e 4 seggi alla Cgil, 23 voti e un seggio alla Cisl). Balzo in avanti invece della Uil, che nel 2015 con 18 voti conquistò un solo seggio e ora ne “prende” tre.

«Evidentemente dopo aver negli ultimi tempi evidenziato diverse problematiche – dichiara Antonio Romeo, neoeletto rsu Uil – siamo stati ascoltati dai dipendenti comunali chiamati al voto. Adesso l’Amministrazione dovrà sedersi al tavolo senza sottrarsi al confronto. Mancanza di personale, sovraccarico di lavoro, polizia locale al collasso, organigramma non soddisfacente: sono questi i problemi urgenti da affrontare». Esulta anche la Cgil leccese: «Nelle Funzioni Locali la Fp-Cgil diventa il primo sindacato, grazie alla conquista del 32% dei voti. Importanti affermazioni in Comuni come Lecce, Nardò (oltre il 50% dei voti) e Casarano». (nella foto da sinistra Cacudi, Romeo, Lamanuzzi)

Nardò – Il commerciante destinatario di un tentativo di estorsione (“500 euro entro stasera”) è andato in aula ed ha confermato quanto dichiarato ai carabinieri (Compagnia di Gallipoli e stazione di Nardò); il destinatario della pistolettata passata a pochi millimetri dall’aorta ha ribadito di non aver riconosciuto lo sparatore. Anche senza questa prova,  il Tribunale di Lecce ha inflitto 17 anni e tre mesi di reclusione a 67enne Francesco Russo di Nardò per il tentato omicidio di Giovanni Calignano (29 anni) e per la tentata estorsione al commerciante del centro cittadino neretino. Nel diverbio tra la “vittima” del racket e gli esecutori era piombato Calignano con la sua Fiat Croma; era sceso dall’auto per avvicinarsi alla Passat a borde della quale c’erano Russo e Angelo Caci, 50 anni di Gela (Caltanissetta). Tutto era sembrato finire lì, invece poco dopo sarebbe scattata la resa dei conti ( nella foto, carabinieri sul luogo dell’attentato).

Caci è stato condannato a 6 anni; quattro anni sono stati inflitti a Giampiero Russo, 27 anni; Giuseppe Calignano di 30 anni; Rocco Falsaperla di Gela, 47enne. Nel corso del dibattimento è caduta per tutti l ‘aggravante del metodo mafioso. Condannata anche una donna di nazionalità cubana per favoreggiamento (2 anni e 2 mesi); aveva nascosto i due Russo e Caci mentyre erano ricercati dai carabinieri.

Nessuno si è costituito parte civile nel processo, neanche il 29enne Calignano, reo agli occhi degli sparatori di essersi immischiato in una vicenda e in un “territorio” che probabilmente non gli competeva. Da rilevare anche la notevole distanza tra le pene richieste dal pubblico ministero (30 anni per Angelo Caci, 24 per Francesco Russo, 10 per Giuseppe Calignano e per Falsaperla). Scontato il ricorso al Tribunale di Corte d’Appello. L’agguato col colpo di pistola sparato mirando al petto di Calignano, era stato teso alle 11 del 16 maggio 2016.

 

Nardò – Porta al guinzaglio un cane guidando la bicicletta e aggredisce, con pesanti minacce, le Guardie zoofile che lo fermano per multarlo. È accaduto domenica 22 aprile sulla litoranea tra Santa Maria al Bagno e Santa Caterina di Nardò. Protagonista un pregiudicato del posto al quale, nel corso di  un normale controllo, una pattuglia delle Guardie zoofile ha fatto presente l’irregolarità della sua condotta: il soggetto in questione trainava con un primo cane con il guinzaglio da una bicicletta mentre un secondo cane, sempre di sua proprietà, lo seguiva senza guinzaglio. «Obbligare un cane a correre in maniera innaturale, senza poter scegliere di fermarsi qualora ne abbia la necessità, potrebbe configurare il reato di maltrattamento di animali. Inoltre – affermano le Guardie intervenute – il regolamento comunale e il Codice della strada prevedono una pesante sanzione amministrativa per chi viola tale norma». Chi è intervenuto per sanzionare l’uomo è stato, però aggredito verbalmente con minacce e offese. Il proprietario dei cani dovrà ora rispondere dinanzi all’Autorità giudiziaria di oltraggio e minacce a Pubblico ufficiale e di maltrattamento di animali. Per lui anche una sanzione amministrativa da 177 euro.

Nardò – Compie cent’anni e la città la festeggia. Oggi infatti nella sua casa di via della Costituzione, in zona 167, Cesaria Minisgallo ha festeggiato il traguardo del secolo di vita insieme al figlio e a un gruppo di familiari e vicini di casa. Anche le istituzioni erano presenti all’appuntamento e per il Comune a portare gli auguri e consegnare una targa ricordo sono stati Maria Grazia Sodero e Andrea Giuranna, rispettivamente assessore ai servizi sociali e Presidente del consiglio comunale. Nonna Cesaria, lucida e in buona salute, ha ringraziato e augurato a tutti di raggiungere il secolo di vita, come accaduto a lei in questa giornata. Nata a Neviano ma residente a Nardò da ottant’anni, Cesaria ha tre figli, sette nipoti e un lungo elenco di pronipoti. A proposito di nipoti, una di loro non vive in Italia e ha affidato alla rete un messaggio. «Tanti auguri cara nonna per i tuoi 100 anni – è la frase apparsa sulla bacheca Facebook del Comune tra i tanti messaggi d’auguri dei neretini – e che Dio ti benedica e ti conceda una lunga salute ancora. Anche se oggi non ero presente, l’emozione dei tuoi cento giovani anni è arrivata anche qui in Germania… Con affetto, ti abbraccio forte cara nonna “Saia”. Tua nipote Giusy insieme a Salvo, Christian e Cheyenne».

Nardò – 25 Aprile, diverse le manifestazioni promosse in città da istituzioni, partiti, e associazioni per celebrare la Liberazione. Per quanto riguarda il corteo organizzato dal Comune, alle 10 partenza da piazza Cesare Battisti e deposizione di corone d’alloro a largo Caduti Guardia di finanza, piazza Umberto e piazza Salandra (foto). Qui interverranno il presidente del Consiglio comunale Andrea Giuranna e il Sindaco Giuseppe Mellone.

In mattinata in piazza Salandra è prevista anche un’altra distinta manifestazione, dal titolo “Sempre liberi da ogni fascismo!”. A organizzarla la sezione neretina dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani d’Italia), che dalle 10 animerà un presidio antifascista: a tale raduno hanno aderito il locale circolo Arci di via Matteotti, l’associazione “Diritti a Sud” e l’Unione degli studenti.

Un terzo ritrovo in piazza Salandra è fissato per le 18.30, quando a festeggiare il 25 Aprile saranno sei sigle di partiti e movimenti riconducibili all’attuale opposizione cittadina, consiliare ed extraconsiliare: Centro studi “Salento Nuovo”, Articolo 1, Pd, Nardò Bene Comune, Nardò Liberal e Unione democratici popolari.

Una tale frammentazione, anche davanti ad una festa nazionale, ricorda le recenti commemorazioni per Renata Fonte, quando per onorare la giovane assessora comunale ed esponente dell’allora partito repubblicano assassinata nel 1984, sono state organizzate due manifestazioni separate. Altra nota di cronaca da segnalare: si tratterà del primo 25 Aprile del Sindaco Mellone. Nel 2016 l’attuale primo cittadino non si era ancora insediato (vinse le elezioni due mesi dopo) e nel 2017 era fuori città: l’anno scorso fu infatti il vicesindaco Oronzo Capoti a presenziare alle celebrazioni.

Nardò – Domani, domenica 22 aprile, tutti in sella delle moto per il Moto Tour “Alla scoperta dell’Arneo”. L’iniziativa è organizzata dall’associazione Moto Club Salentum Terrae in collaborazione con il Gal (Gruppo di azione locale) Terra d’Arneo, presieduto da Cosimo Durante (foto). Si tratta di un percorso a più tappe che vede il coinvolgimento di alcuni luoghi significativi del comprensorio del Gal, “presentati in un itinerario che ne svela l’essenza autentica e che valorizza le produzioni di eccellenza ed il paesaggio rurale, dall’entroterra alla costa”, come si legge nella nota illustrativa.

“Ampio spazio sarà dato – prosegue la nota – alle produzioni vitivinicole, fiore all’occhiello del territorio, ed alle produzioni casearie, espressione più genuina delle masserie d’Arneo. Il tour continuerà con la visita alla Torre Santa Caterina di Nardò, sede di un piccolo museo archeologico di recente apertura e si concluderà presso il Museo messapico di Alezio, nuovo Comune dell’area del Gal “Terra d’Arneo” per la programmazione comunitaria 2014/2020.

I partecipanti si raduneranno alle ore 10 in piazza Roma a Leverano, dove saranno accolti dall’Amministrazione comunale e dall’associazione Pro loco; nel programma la visita del centro storico e della Torre Federiciana.

Galatone – Viola il divieto di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dall’ex compagna e viene arrestato. La misura cautelare adottata dal Gip del Tribunale di Lecce è stata applicata nei confronti del 43enne Mauro Perrone, di Nardò, già noto alle forze dell’ordine. L’uomo ha ripetutamente disatteso l’obbligo che gli era stato imposto al fine di tutelare la sua ex già sottoposta a reiterate minacce e appostamenti. Dopo le formalità di rito in caserma, Perrone è stato condotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari.

Nardò – Come ormai da diversi anni, anche la città di Nardò ha avuto un ruolo da protagonista dal 15 al 18 aprile a Verona, nella 52esima edizione di “Vinitaly”, la più grande manifestazione dedicata al mondo del vino, con l’azienda vitivinicola “Cantine Bonsegna”, dell’imprenditore neretino Alessandro Bonsegna. Con all’attivo più di 150mila bottiglie all’anno, Cantine Bonsegna imbottigliano dal 2000 e dal 1964 il loro fiore all’occhiello è il “negroamaro primitivo”. “Siamo alla nostra sedicesima partecipazione al Vinitaly – commenta Bonsegna – il nostro modesto stand è ben inserito all’intero del padiglione della Puglia, che con il passare del tempo è riuscito pian piano ad incorporare al suo interno circa 200 stand, provenienti dall’intera regione”.

“Cantine Bonsegna, ogni anno che passa, nonostante le difficoltà del caso ed i sacrifici, prende parte alla manifestazione con grande entusiasmo e con la voglia di farsi conoscere al di fuori del nostro territorio, e con prodotti della nostra terra. La nostra clientela nelle prime edizioni non eccelleva per numero, ma con il passare del tempo è cresciuta sempre più, arrivando a toccare anche diverse parti del mondo, come il Canada ad esempio”, afferma Bonsegna mettendo in risalto tutti i risultati ottenuti, anche se “i riconoscimenti, pur prestigiosi e graditi, rimangono fini a se stessi. La gratificazione derivante dal lavoro svolto, dalla passione e l’impegno messi in campo, sono alla base di tutto”, conclude.
AT

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Nardò – Appuntamento conclusivo per gli “Incontri all’ora del tè” a Nardò, la rassegna organizzata dalla libreria “I Volatori”, con Musicaos Editore, il B&B “Antica Dimora”, con il coordinamento di Loredana Giliberto. Sabato 21 aprile alle ore 17,30 verrà presentato il romanzo “La corsa” (Musicaos) di Giuseppe Sebastiano Castelluzzo, il quale dialogherà con Loredana Giliberto, coordinatrice della rassegna. Gli anni giovanili, gli studi universitari a Siena per seguire il proprio sogno di riscatto e diventare medico; la passione per la cultura enologica, che rinsalda il legame con la propria terra e il Salento; gli incontri e i personaggi che hanno portato un ragazzo pieno di speranze a diventare un uomo: questi gli ingredienti del romanzo di Castelluzzo.

La rassegna “Incontri all’ora del tè”, cominciata a settembre, ha visto la partecipazione di Antonio Di Muzio, Mino Pica, Valentina Perrone, Elisabetta Liguori, Ada Fiore, la redazione e gli autori della rivista “A Levante”, Raffaele Pappadà, Patrizia Caffiero, Claudia Di Palma, Giorgio Doveri, Simona Toma.

 

Nardò – Due classi, due agronomi, quattro insegnanti e circa quaranta bambini. Sono i numeri della terza edizione del progetto “L’orto a scuola” realizzato dall’istituto comprensivo Polo 2 “Renata Fonte” di via Pilanuova, guidato dalla dirigente scolastica Mariagiuditta Leaci. L’iniziativa è partita a dicembre con lezioni teoriche e pratiche tenute dall’agronomo Bruno Vaglio e dall’agrotecnico Antonio Orlando agli scolari delle classi primarie II e V C. Le aiuole della scuola si sono così “trasformate” in un orto zeppo di insalate ed erbe aromatiche. I bambini hanno imparato a lavorare la terra e curare le piante, davanti alle quali erano presenti cartelli con la data di semina. Lo scorso 28 marzo l’attesa festa del raccolto, come nella migliore tradizione contadina: i baby agricoltori hanno portato a casa lattughe, scarole, insalate, salvia e altri ortaggi, felice risultato di mesi di lavoro “nei campi”.
Non sono mancate anche nozioni sulle buone pratiche per evitare l’uso di pesticidi in agricoltura… con tanto di interrogazione a sorpresa. «Abbiamo imparato che i lombrichi servono a liberare la terra», ripetono in coro, ferratissimi. «Per non usare gli insetticidi – precisa un altro scolaro – abbiamo usato anche le cipolle perché tengono lontani gli insetti dannosi». Su questo punto Vaglio e Orlando insistono molto. «Si cerca di insegnare ai bambini – spiegano i due professionisti – a usare al meglio le risorse naturali. Chi viene a vedere queste piante così “in forma” pensa ci sia dietro l’uso di concime. Invece no, è stato solo preparato bene il terreno. Acqua, luce del sole, temperatura: è questo il “concime”».

«Si tratta di un bilancio positivo – dichiara la dirigente scolastica Mariagiuditta Leaci a iniziativa conclusa – a cui hanno contribuito le docenti Anna Maria Nuzzi, Maria Rosaria De Carlo, Daniela Strafella e Maria Rosaria Trifoglio, i bambini delle classi a tempo pieno II e V C, l’agronomo Bruno Vaglio e l’agrotecnico Antonio Orlando. Realizzare l’orto a scuola – prosegue – è stato un modo efficace per far apprendere i principi di educazione ambientale e alimentare nel rispetto della natura, dei suoi ritmi e dei cicli, ma anche per insegnare materie scolastiche “classiche” come scienze, matematica, geografia, storia attraverso un approccio insolito e coinvolgente: all’aperto e a diretto contatto con la terra». Sguardo ora rivolto al futuro, mentre altre classi hanno già manifestato la volontà di sposare l’iniziativa. «Questo progetto è divenuto uno dei pilastri della nostra offerta formativa – conclude la dirigente – e grazie alla collaborazione con associazioni del territorio l’istituto entrerà a far parte di una rete di scuole salentine che vivono l’esperienza dell’orto a scuola». Pertanto la semina si estenderà ed è già pronta la prossima missione: le patate e il fragoleto.

Nardò – Passa dagli arresti domiciliari alla detenzione in carcere il 24enne Emanuele Dell’Anna di Nardò. Dopo essere stato riconosciuto colpevole dei reati di rapina e violazione di domicilio, commessi a Novara il 14 gennaio del 2016, il giovane (domiciliato a Galatone) è stato arrestato dai carabinieri di Nardò sulla base di un ordine dell’ufficio esecuzioni penali della Procura di Torino, dovendo espiare una pena detentiva di quattro anni. Dopo le formalità di prassi in caserma, Dell’Anna è stato condotto presso la Casa circondariale di Lecce.

Nardò – L’Unione europea tra presente e futuro usando uno strumento poco conosciuto: il Comitato europeo delle Regioni: questo il tema e l’obiettivo della conferenza “Reflecting on Europe-Riflettere sull’Europa” in programma venerdì 20 aprile alle 9.30 al Teatro comunale e promossa dal Comitato europeo delle Regioni. L’incontro-dibattito, moderato dal giornalista Michele De Feudis, dopo i saluti del sindaco di Nardò Giuseppe Mellone, vedrà tra i relatori i deputati Elvira Savino, Matteo Luigi Bianchi e Mauro D’Attis, il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone (di Tuglie), il presidente della Provincia di Rovigo Marco Trombini, il già parlamentare europeo e sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone, il presidente di Confindustria Lecce Giancarlo Negro e il segretario generale di Confintesa Francesco Prudenzano.

Sensibilizzare i territori sui temi della cittadinanza attiva europea, stimolare pubblici confronti sull’Europa: questi gli scopi di un’iniziativa finalizzata a dialogare con le popolazioni locali del Vecchio continente e delle sue istituzioni. La scelta di Nardò come sede per ospitare l’evento è nata su proposta della vicepresidente della Provincia di Lecce, la neretina Paola Mita (foto). “Il Comitato delle Region, anche se da noi poco conosciuto, è un organo consultivo del Parlamento europeo – afferma Paola Mita – ed allora abbiamo pensato a questo momento (cui ne seguirà un altro a maggio) in cui ascoltare cittadini e Istituzioni circa aspettative, riflessioni, suggerimenti e preoccupazioni da consegnare agli organi dell’Ue”. Della partita saranno anche gruppi di studenti degli Istituti di istruzione superiore della città.

Aradeo – In comune hanno l’amore per un’elettronica dalle sonorità scure e avvolgenti, e un pizzico di romanticismo. Giudi, artista boema ma trapiantata nel Salento e Inude, trio elettronico proveniente da Nardò, nei prossimi giorni saranno insieme per un mini tour in Repubblica Ceca. Tre le date che li vedranno suonare sullo stesso palco: giovedì 19 aprile saranno al Fléda Club di Brno, venerdì 20 li attende il live al Vlkova 26 di Praga e sabato 21 al Cafè Papìrna di Plzeň. Lunedì 23 gli Inude saranno impegnati invece in un djset al Coming soon bar di Praga. Un ritorno in terra ceca per entrambi i progetti musicali: il percorso musicale di Jitka Moulisová, in arte Giudi, è partito da Rokycany fino a raggiungere Aradeo, dove l’artista si è stabilita. Nel Salento è ambientato il video di ‘Seaside’, il singolo con cui Giudi ha lanciato il suo progetto solista e l’ep “Reborn To Be” a giugno scorso, al quale ha collaborato il produttore americano Brent Kolatalo, che ha collaborato con artisti come Lana Del Rey, Kanye West o Kendrick Lamar. Con all’attivo anni di live assieme alla sua band ISUA e anche la tv – la finale di X-Factor assieme al trio Joy$ – Giudi nel 2017 è stata nominata “scoperta dell’anno” in Repubblica Ceca, secondo il magazine iReport. Gli Inude, progetto elettronico composto da Giacomo Greco (programming, voce, chitarra, synth), Flavio Paglialunga (voce, percussioni, piano, synth) e Francesco Bove (dubmaster), tornano in Repubblica Ceca dopo meno di due anni: con il loro ep d’esordio “Love is in the eyes of the Animals”, traghettato dal singolo “Man down”, dopo oltre 50 date in tutto lo stivale, hanno portato il loro tour in Slovacchia, Ungheria e, appunto, Repubblica Ceca.

 

 

Nardò – Si terrà, come annunciato, il 20 aprile il primo degli incontri con i direttori generale delle sei Asl pugliesi, cui seguirà – secondo il cronoprogramma della Giunta regionale – la conferenza dei Sindaci di Puglia (in più sessioni) per poi concludere il dossier Punti di primo intervento da “riordinare” e sostituire col servizio 118, con una riunione finale della Giunta. Alle 15 del 20 aprile presso il Dipartimento regionale delle Politiche per la salute (via Gentile 52, Bari) comincia dunque l’esame della deliberazione del governo pugliese datata 10 aprile, con cui si è avviato il procedimento di chiusura dei Ppi. Intanto continuano le critiche e le proposte alternative, come quelle venute da Nardò ad opera di esponenti di Leu e del Pd sull’operato del presidente ed assessore alla Sanità. Michele Emiliano.

Adesso a prendere la parola, sempre con riferimenti al Pta di Nardò, è il consigliere regionale Ernesto Abaterusso (foto), di Patù. “È preoccupante la politica di smantellamento che si sta portando avanti nel campo della sanità, senza che a questa sia dato uno benché minimo straccio di prospettiva. Un grave errore – afferma Abaterusso (Leu) – oltre che una sconfitta del buon senso. Bene ha fatto dunque il direttore generale della Asl di Lecce Narracci, all’indomani della delibera di Giunta regionale del 10 aprile con il quale si è dato il via libera alla chiusura di 39 punti di primo intervento, a dichiarare che per Nardò occorre un “trattamento particolare”. Ne prendiamo atto. Al contempo però chiediamo a Narracci di spiegare meglio cosa intende con “trattamento particolare”. Dal consigliere regionale parte quindi l’invito a relazionare “in Consiglio regionale sui programmi che ha per la città seconda città più grande della provincia di Lecce. Sarebbe certamente una buona occasione per intavolare un confronto e una discussione seria che tengano conto tanto delle reali esigenze del territorio quanto delle risposte da offrire”. “Faccia altrettanto Mellone”, è il secondo invito di Abaterusso – dica il Sindaco di Nardò come intende, al di là degli annunci roboanti e dei progetti fantomatici, far fare alla sanità neretina quel balzo in avanti tanto atteso”. Abaterusso conclude richiamando e rilanciando una sua proposta: “Oggi torno a riproporre la costruzione del nuovo ospedale del Salento (quello di cui si parla da anni, da realizzare nell’area Melpignano-Maglie, ndr) nell’area compresa tra Nardò, Copertino e Galatina. Su questo Mellone farebbe bene a uscire dal silenzio assordante in cui si è trincerato – conclude il consigliere regionale – e a dire cosa pensa. Sono convinto che sia questa la vera sfida per dare alle domande di cura e di assistenza dei cittadini le giuste risposte e garantire al Salento quel rispetto e quelle attenzioni che merita. Il resto è solo un gettare fumo negli occhi dei cittadini”.

 

Nardò – Sono partite oggi e proseguiranno fino a domenica 22 aprile a Nardò le riprese di “U Muschittìeri”, il cortometraggio del regista Vito Palumbo sull’infanzia di Giovanni Falcone. Il centro storico è stato scelto come set per tracciare la genesi di una delle figure più importanti della storia del nostro Paese, a cui si intrecciano le paure e i pensieri del bambino raccontato per primo dallo scrittore palermitano Angelo Di Liberto nel suo libro “Il bambino Giovanni Falcone. Un ricordo d’infanzia”. Ad interpretare il piccolo Giovanni Falcone sarà Gabriele Provenzano, già presente nella Mafia uccide solo d’estate 2, accanto a lui, nei panni di Maria Falcone, la piccola Daria Civilleri. Nei ruoli dei genitori di Giovanni, Arturo e Luisa, David Coco (L’uomo di vetro, Il cacciatore) e Simona Cavallari (Il capo dei Capi, Squadra antimafia – Palermo oggi).

In questi giorni saranno chiuse al traffico via De Pandi, location scelta per le riprese, via Immacolatella e via San Lorenzo (sarà consentito l’accesso ai residenti). Oltre a Nardò la troupe sarà anche a Lecce e Martano. “Non è una novità che Nardò piaccia al cinema – dice l’assessore alla Cultura Ettore Tollemeto – e ovviamente siamo molto contenti di questo vista l’enorme forza che ha la settima arte. In questo caso siamo contenti un po’ di più per il valore simbolico di questo cortometraggio che racconta per la prima volta sul grande schermo un profilo poco conosciuto della vita di un grande italiano come Giovanni Falcone”. “Siamo una meta importante del cineturismo regionale – ricorda l’assessore al Turismo Giulia Puglia – e questo lavoro di Vito Palumbo rinforzerà il legame tra la nostra città e il cinema, tra Nardò e chi viaggia seguendo le rotte e i luoghi visti sul grande e sul piccolo schermo”.

“Non si deve essere necessariamente eroi per combattere il male – spiega Vito Palumbo, Premio speciale della giuria ai Nastri d’Argento 2015 con il suo corto Child K sull’olocausto dei disabili per mano nazista – anzi il mio intento è quello di smitizzare la figura di Giovanni Falcone. Potrebbe sembrare un obiettivo negativo, ma non lo è. Voglio raccontare una bellissima storia di umanità e coraggio, di un bambino normalissimo, come tutti gli altri, che lo riavvicini a noi e ci faccia credere che il “miracolo” può ripetersi”. Il corto è prodotto da Recplay di Roberta Putignano, Intergea di Donatella Altieri e Beagle Media di Vincenzo De Marco, in coproduzione con Raicinema e con il patrocinio morale della Fondazione Falcone e del Comune di Palermo. Hanno firmato la sceneggiatura il regista Palumbo, Angelo Di Liberto, Giuseppe Triarico, Giuseppe Isoni e Andrea Brusa. La fotografia è affidata al maestro Daniele Ciprì.

Santa Caterina (Nardò) – Una rotonda sul mare, canta Fred Bongusto. Qui la rotonda è quella di lungomare Cantù a Santa Caterina (foto), costruita negli anni Sessanta e oggi parzialmente crollata. Oggetto di polemiche è adesso la somma stanziata dal Comune il 13 aprile scorso per i lavori di ricostruzione: 40mila euro. Troppi secondo la minoranza di Palazzo Personè e secondo il consigliere comunale del Pd Lorenzo Siciliano, che ha depositato un’interrogazione per chiedere spiegazioni circa il prezzo più che raddoppiato rispetto al preventivo fissato in Commissione lavori pubblici (circa 19.500 euro). «Siamo per la sicurezza dei cittadini e per la tutela della bellezza delle nostre marine, ma sull’impiego dei denari pubblici vogliamo vederci chiaro», ha dichiarato Siciliano.

Il crollo di parte del suggestivo marciapiede che si affaccia sulla scogliera ai piedi di Torre dell’Alto risale al 2017 ma è stato segnalato con insistenza durante le ultime festività pasquali, giornate in cui la zona – che nel frattempo era stata messa in sicurezza – è stata meta di migliaia di visitatori. «La situazione è nota da diversi mesi. Gli uffici e il Sindaco – ha risposto il primo cittadino Giuseppe Mellone proprio nel giorno di Pasquetta – si scontrano con l’incredibile lentezza della burocrazia italiana. È stato redatto il progetto, acquisito un preventivo, stanziate le somme in bilancio. E qui è iniziata la trafila dei pareri necessari a un intervento (si badi bene!) di semplice ripristino».

Passa qualche settimana e la polemica dai “tempi dei lavori” si sposta ai “costi dei lavori”. In rete c’è chi contesta l’entità della somma erogata con scherzose autocandidature (“per 20mila euro i lavori li faccio io”) e c’è anche chi invece ne suggerisce la demolizione totale con il ripristino della scogliera originaria. In barba ai versi di Fred Bongusto.

Nardò – Fibra ottica, approvvigionamento idrico, depuratore carente: sono queste le carenze tra le più più pesanti che registrano gli imprenditori che operano nella zona industriale di Nardò e Galatone, come spesso riferito e documentato su “Piazzasalento” con riferimento alle iniziative prese da Assoimprese e dalla presidente Angela Simone. Ora la precaria situazione operativa viene ripresa e rilanciata. “Da troppo tempo le imprese della zona industriale di Nardò e Galatone sono costrette a gestire autonomamente servizi e problematiche senza nessun ausilio da parte delle Amministrazioni pubbliche. Dimenticata, abbandonata e trascurata sotto ogni aspetto, questa realtà rischia di essere esclusa dal mercato, sminuita e poco conosciuta all’esterno, perdendo così opportunità di crescita importanti”: parte da questa denuncia l’intervento in Regione del consigliere regionale Cristian Casili (capogruppo del M5S, foto), che ha depositato una richiesta di audizione dei rappresentanti delle parti coinvolte in Commissione Attività produttive a Bari.

“Diverse sono le criticità segnalate dagli imprenditori – afferma in una nota Casili – tra le quali la mancanza di acqua potabile; il manto stradale dissestato e le strade illuminate solo per alcuni tratti; l’assenza di manutenzione e pulizia delle strade e del verde pubblico; la mancanza di isole ecologiche per la raccolta differenziata dei rifiuti; nessuna segnaletica idonea per indicare gli impianti”. I risvolti della situazione attuale sono davvero sconcertanti: ““La mancanza di servizi igienico-sanitari – rileva Casili – dovuti alla mancata erogazione di acqua potabile non consente alle aziende di ottemperare agli standard normativi e, cosa ancor più grave, di ottenere ulteriori certificazioni che garantirebbero una maggiore competitività sul mercato”.

Uno scenario “paradossale” per il consigliere regionale con riferimento, tra l’altro, anche al fatto che “le aziende versano regolarmente gli oneri di urbanizzazione, tasse e contributi vari, senza averne alcun corrispettivo in termini di servizi primari offerti. “Anzi, il Consorzio Asi di Lecce per qualsiasi azione compiuta dalle imprese – conclude Casili – pretende un “Contributo di Infrastrutturazione” esorbitante e sproporzionato che, per le piccole medie imprese insediate nel distretto, già vessate da una tassazione eccessiva, appare iniquo. Nel corso dell’audizione chiederemo chiarimenti su questo “contributo di infrastrutturazione”, di cui chiederemo conto circa la congruità rispetto allo stato in cui versa l’intera area”.

Nardò – Si è svolto nella mattinata di domenica 15 aprile, presso il centro sportivo “Vacanze serene”, il torneo di calcetto “Nardò Cup”, rivolto ai ragazzi under 21. Organizzato dal consigliere comunale delegato allo Sport Antonio Tondo e dal presidente della consulta dello Sport Tony De Paola, il torneo ha coinvolto 80 ragazzi – provenienti da Nardò e paesi limitrofi – che hanno composto le otto squadre partecipanti. Trofeo al cielo per il “Paris San Gerardo” che in finale ha piegato l’Aston Birra. Miglior giocatore del torneo Federico Qualtieri, palma di miglior portiere a Lorenzo Dell’Anna. Hanno diretto gli incontri gli arbitri Antonio Re e Fernando Falangone. Ad allietare la mattinata il deejay Matteo Filieri e la fotografa Chiara Ligorio.

«È stata una mattinata all’insegna del divertimento – ha commentato Tondo – e siamo felici per il coinvolgimento di un cospicuo numero di ragazzi. Proseguiremo nella organizzazione di iniziative della medesima impronta col fine di coinvolgere ragazzi e adulti in svariate discipline sportive». «Quando così tanti ragazzi si divertono – ha aggiunto De Paola – per noi organizzatori è l’apice della gioia. Non intendiamo fermarci qui: ci sono numerosi eventi in scaletta, fra cui “Bici in Festa” del prossimo 2 giugno, la pedalata che coinvolge le famiglie neretine per le vie della nostra città».

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...