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Nardò – Visite guidate a Museo diocesano, a chiese e luoghi di culto: l’appuntamento diventa settimanale. Fino a settembre infatti ogni sabato si potrà “viaggiare” nell’arte sacra custodita a Nardò grazie a un’iniziativa promossa dal Museo diocesano e organizzata dalla società  “Sia Servizi museali”. La notizia arriva pochi giorni dopo il successo di “Corti Aperte”, manifestazione tenutasi a Nardò il 10 giugno scorso che ha permesso a migliaia di visitatori, locali e non, di ammirare corti e immobili privati della città vecchia solitamente inaccessibili. E tra i gioielli aperti e fruibili gratuitamente quel giorno c’era anche il Museo diocesano retto da monsignor Giuliano Santantonio, direttore dell’Ufficio Beni culturali. Proprio in questi giorni il Museo ha festeggiato il suo primo anno di attività essendo stato inaugurato nel giugno 2017 alla presenza tra gli altri di monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione.

Questo il programma delle visite “del sabato”, patrocinate dal Comune di Nardò: ritrovo in piazza Pio XI alle 16.30 e visita al Museo diocesano, per poi passare alla Cattedrale Maria Santissima Assunta e alle opere di arte sacra provenienti dai 18 Comuni della diocesi Nardò-Gallipoli. Non mancherà poi la visita al Monastero di Santa Chiara per conoscere la figura di suor Chiara D’Amato, la “grande mistica del Mezzogiorno” nata a Seclì nel 1618 ed entrata diciottenne nel monastero delle Clarisse di Nardò. A lei sono state dedicate due stanze dell’edificio. Alle 18.30, infine, ritorno al Museo con all’interno della “Sala Roma” una degustazione di vini e prodotti locali. Per partecipare è obbligatorio prenotarsi scrivendo all’indirizzo email info@museodiocesanonardo.it oppure telefonando al numero 0833 571514.

Gallipoli – Anche quest’anno la nuova gestione del Museo diocesano Mons. Vittorio Fusco “non vi deluderà”, fanno sapere gli organizzatori, che in questi giorni stanno completando gli ultimi ritocchi sulla programmazione estiva. Oltre alla visita del museo, l’anno scorso è stata particolarmente apprezzata la “visita guidata esperienziale”, riproposta anche quest’anno. Ogni venerdì, da giugno a settembre, dal primo pomeriggio gli ospiti saranno impegnati in una visita guidata del museo e del centro storico alla scoperta di chiese, monumenti e palazzi, per poi far conoscere Gallipoli da un’altra prospettiva, con l’escursione in barca verso l’isola “S.Andrea” a cura del “Circolo della Vela”. Alle 18,30 è previsto il ritorno al Museo diocesano per degustare prodotti tipici salentini, sulle terrazze dell’ex seminario, sede ora del museo e la parte più alta di Gallipoli, da cui poter godere, al tramonto, dei panorami mozzafiato. Ampia la gamma degli appuntamenti per turisti e visitatori, come ad esempio il corso intensivo di marketing museale e valorizzazione dei beni culturali, con Mario Guglielminetti, o la presentazione di libri, tra cui “Itinerari matematici” della docente universitaria di analisi matematica a Bari Sandra Lucente, o, dal 13 giugno al 31 ottobre, la mostra “Matematica e bellezza. Fibonacci ed il numero aureo”, curata personalmente dal prof. Zichichi.

“Al Museo diocesano di Gallipoli ci siamo stati il 17 aprile dello scorso anno e devo dire che è piaciuto molto sia a me che ai ragazzi. In ogni stanza c’è da vedere, e bella è anche la vista salendo su con l’ascensore”: così ha scritto una professoressa di Cicciano in gita a Gallipoli con i suoi alunni; e poi ancora Annalisa da Mantova “un gioiellino nel cuore di Gallipoli di grande impatto i manichini con gli abiti delle confraternite. Ricchezza di paramenti sacri”. In poco meno di due anni di nuova gestione, si contano a centinaia le recensioni positive sul museo diocesano di Gallipoli “Mons.Vittorio Fusco”: aperto ufficialmente il 12 luglio 2004, è ubicato nell’antico palazzo del seminario adiacente alla cattedrale di Sant’Agata. La struttura si sviluppa su tre piani, occupando una superficie di oltre 900 mq. e conservando l’aspetto originario arricchito da decorazioni barocche. Tra argenterie varie, oreficerie liturgiche, paramenti, mitrie, pastorali, croci pettorali, ritratti, campane in bronzo, stemmi dei vescovi dell’antichissima diocesi gallipolitana dipinti su ceramica, tele del Catalano provenienti dalla cattedrale, raccoglie quasi 600 manufatti provenienti anche dalla curia e dal palazzo vescovile, oggi accorpato alla parrocchia di S.Agata. La cappella sita al primo piano ospita le due statue in argento e oro dei protettori Sant’Agata e San Sebastiano, fusi a Napoli e originariamente di proprietà del Comune. Insomma un pezzo di storia nella storia della città e del Salento, che ancora ha tanto da dire e da dare, non solo ai turisti e ai visitatori, assicurano gli attuali gestori del museo.

 

Nardò – Sembra facile fare un cortometraggio – oggi uno dei modi più efficaci per comunicare un’idea, un messaggio o un prodotto – ma non lo è. Da questa constatazione nasce il Laboratorio di scrittura e sceneggiatura, promosso dalla società Sia-Servizi museali, che gestisce il Museo diocesano di Nardò (e anche di Gallipoli). Docenti o “tutor” saranno Fausto Romano e Marta de Nitto Personé ed ha lo scopo di ideare, scrivere e realizzare un corto-spot con i partecipanti che saranno selezionati attraverso un colloquio motivazionale. Il laboratorio si svilupperà nel Museo Diocesano di Nardò, in quattro incontri da tre ore l’uno distribuiti nei weekend del 28-29 aprile e del 5-6 maggio. Nei primi due incontri i tutor forniranno ai partecipanti i principali strumenti della narrazione: la linea della storia, i cerchi del protagonista, il triangolo della scelta, il quadrato del valore. Poi i partecipanti lavoreranno su un’idea per il corto. Le idee più originali saranno sviluppate nel terzo incontro, quando i partecipanti impareranno le regole di base per scrivere un soggetto e una sceneggiatura. Il lavoro migliore sarà trasformato in cortometraggio nel corso del quarto incontro.

Chi sono i tutor. Fausto Romano, attore, scrittore e regista, priginario di Galatina, è autore di due romanzi: “Grazie per aver viaggiato con noi” (Lupo Editore, 2013) e “Anche i pesci hanno il mal di mare” (Alter Ego Edizioni, 2016). Suoi i cortometraggi “Cratta”, coprodotto da Apulia Film Commission e vincitore di numerosi premi, e “La giraffa senza gamba” vincitore del bando MigrArti del MiBact e presentato alla 74ma Mostra del Cinema di Venezia. Marta De Nitto Personé, di Lecce, esperta di comunicazione cinematografica e pubblicitaria, ha lavorato in Communication & Pr di agenzie e aziende internazionali, conseguendo nello stesso periodo il diploma di sceneggiatura del Kino di Roma, in collaborazione con la scuola Holden.

 

Nardò – Opere d’arte “ritrovate” che avranno degna collocazione nel Museo Diocesano di Nardò, in piazza Pio XI. Per l’occasione il prossimo 28 dicembre alle 19 si terrà un incontro nella Sala “Roma” dell’ex Seminario (sempre in piazza Pio XI). Previsti nel corso della serata interventi di monsignor Giuliano Santantonio (direttore del Museo Diocesano), monsignor Fernando Filograna (vescovo Nardò-Gallipoli), Maria Piccarreta (soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Lecce, Brindisi e Taranto) e Caterina Ragusa (storica dell’arte). Due le relazioni che saranno presentate. La prima sarà tenuta dallo storico dell’arte Paolo Giuri, neretino, che illustrerà gli affreschi recuperati dalla Soprintendenza negli anni ’50 del secolo scorso e provenienti dalla chiesa di Santa Maria dell’Umiltà di Parabita, esposti a Roma nella sede rappresentativa della Regione Puglia.

Lo storico e giornalista Giovanni Greco si soffermerà invece sulla tela del Battesimo di Gesù, di recente restaurata dall’Impresa Leopizzi e proveniente dalla chiesa copertinese delle Clarisse. Greco tratterà anche del cappuccino Angelo da Copertino, al secolo Giacomo Maria Tumolo, la cui attività si ricollega al filone della grande pittura barocca romana postcaravaggesca che nel decennio 1658-68 contaminò questo frate, poi chiamato a Roma da Fabio Chigi (poi Alessandro VII) per rivestire la carica di conservatore delle pitture vaticane.

Il Museo Diocesano di Nardò, inaugurato lo scorso 7 giugno, chiude quindi il 2017 ospitando uno degli eventi più importanti per la storia dell’arte, apprestandosi a diventare a pieno titolo uno degli “scrigni” pugliesi più autorevoli.

Dormitio VirginisALEZIO. Abbraccia la comunicazione in tutte le sue sfaccettature l’attività di Springo Studio, il gruppo di giovani menti creative ma con già alle spalle collaborazioni importanti e riconoscimenti di livello nazionale e internazionale. Un tempo la “comunicazione”, nell’accezione di trasmissione del linguaggio evangelico, era affidata all’arte sacra. E stavolta il collettivo esperto nell’ambito della videoproduzione formato da Federico Mudoni, Andrea Barba, Paolo Manco, Luca Paolo Vasa e Gino Stanca punta in alto mirando alla riproduzione in 3D del bassorilievo raffigurante la “Dormitio Virginis” (foto), opera della seconda metà del XIV secolo, fino a poco tempo fa allocata nella chiesa delle Anime del Purgatorio a Nardò e ora custodita, dopo il restauro, nel Museo diocesano.

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NARDÒÈ dedicato alla memoria di monsignor Aldo Garzia il museo diocesano inaugurato questa sera a Nardò. Tra la cattedrale dell’Assunta e l’adiacente seminario di piazza Pio XI, sede del museo, le cerimonie in programma, a partire dalla messa delle 18 presieduta da monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontifico Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione. A seguire, sempre in cattedrale, sarà monsignor Giuliano Santantonio, direttore dell’ufficio Beni culturali della curia e del museo, ad introdurre il convegno di presentazione: saranno presenti il governatore Michele Emiliano, l’architetto Maria Piccarreta, il sindaco Giuseppe Mellone e lo stesso mons. Fisichella.Subito dopo l’intervento di mons. Filograna il museo aprirà le sue porte svelando gli immensi tesori d’arte che custodisce. L’allestimento è avvenuto su iniziativa della diocesi di Nardò-Gallipoli con il contributo della Conferenza episcopale italiana, dell’Unione europea e della Regione Puglia. La sezione di Nardò del museo diocesano (che apre 13 anni dopo quella di Gallipoli) porta il nome del vescovo che tanto si spese per la creazione ed il funzionamento dell’Ufficio diocesano per i beni culturali, “embrione di quella realtà che oggi può annoverare nella sua struttura musei e biblioteche e che si occupa del funzionamento operativo delle procedure di restauro e conservazione dei Beni culturali”, come si legge nel comunicato diffuso dall’ufficio stampa della diocesi. Sia il vescovo Vittorio Fusco che il vescovo Domenico Caliandro, assistiti operativamente da monsignor Antonio Giuri, responsabile fino a poco tempo fa degli affari amministrativi della diocesi, hanno poi contribuito e spinto per la realizzazione di questo polo culturale di enorme interesse. La svolta decisiva l’ha data il vescovo Fernando Filograna, attentissimo alle tematiche culturali, assistito da don Luca Albanese, attuale responsabile per gli affari amministrativi, e da monsignor Giuliano Santantonio, direttore di ufficio e del museo. La struttura, che occupa il primo piano dell’antico Seminario, nel cuore del centro storico di Nardò, ospita statue, suppellettili e paramenti sacri, preziose tele, alcune delle quali recuperate nel corso degli anni, insieme a libri antichi, trafugati e poi ritrovati grazie alle ricerche certosine dei due direttori dell’ufficio che si sono avvicendati negli anni, don Santino Bove Balestra, negli anni ’90 e monsignor Giuliano Santantonio, dal 2000 ad oggi. «I veri musei sono quei posti dove il Tempo si trasforma in Spazio” –  dichiara il vescovo Filograna, citando lo scrittore turco Orhan Pamuk, premio Nobel per la letteratura nel 2006. «Sono rimasto ammirato  – conclude il vescovo – dalla professionalità e dalla passione di quanti hanno prima sognato e poi realizzato, tassello dopo tassello, questa sezione del Museo diocesano. Sono infatti tante le persone coinvolte, le donne e gli uomini che hanno creduto in questa modalità di comunicazione dei  valori del Vangelo e della Tradizione  in maniera tangibile, mediante la raccolta e l’esposizione di opere un tempo nascoste che diventano per la prima volta fruibili da parte di chi vorrà visitare con la mente e con il cuore tale Museo».

 

 

ARTIGIANATO ARTISTICOGALLIPOLI. Inizierà sabato 4 febbraio, al Museo diocesano di Gallipoli, il primo dei sei appuntamenti del laboratorio di artigianato artistico curato dal maestro Daniele Andrioli. Gli incontri didattici, pensati sia per gli esperti d’arte sia per gli amatori, offriranno la possibilità di imparare a lavorare la cartapesta, la terracotta e l’argilla per realizzare manufatti della tradizione leccese e napoletana. La quota d’iscrizione è di 99 euro e verrà messo a disposizione tutto il necessario. Gli appuntamenti sono fissati per 4 e 18 febbraio, 4 e 25 marzo, 8 e 29 aprile dalle 16,30 alle 18,30.

Museo diocesano di Gallipoli

Museo diocesano di Gallipoli

GALLIPOLI. Natale è ormai le porte e fervono i preparatavi. La comunità della basilica di Sant’Agata nel centro storico, ha già definito il programma che inizierà il  23 dicembre: un presepe artistico a grandezza naturale potrà essere visitato a piedi. Il presepe “Andiamo fino a Betlemme sarà allestito nel locale parrocchiale in via A. De Pace ampio 140 metri quadri; la sua realizzazione è frutto della collaborazione di artigiani esperti della lavorazione del legno, della cartapesta e delle pietre, senza dimenticare la collaborazione delle famiglie del centro storico. La raffigurazione artistica sarà inaugurata nella sala conferenze del Museo diocesano “Mons. Fusco” e, dal 24 dicembre al 2 febbraio, sarà aperto dalle 10 alle 12,30 e dalle 16 alle 23. Mercoledì 28 dicembre alle ore 20 andrà in scena “Una nuova costellazione!”, uno spettacolo che attraverso la musica, la danza e la recitazione offre una riflessione sul significato autentico del Natale. La direzione musicale è del maestro Enrico Tricarico; luogo dell’incontro la Concattedrale di Gallipoli.

Liliana Putino

Liliana Putino

GALLIPOLI. Sarà presentato venerdì 18 novembre, alle 17,30, presso il Museo Diocesano di Gallipoli, il nuovo “corso base di comunicazione efficace e public speaking”, a cura di Liliana Putino. Obiettivo degli incontri, promossi da Sia Servizi Museali, sarà quello di imparare l’arte di parlare in pubblico e, più semplicemente, migliorare il rapporto con gli altri e con se stesso. Il primo appuntamento sarà informativo e ad ingresso gratuito. Liliana Putino, curatrice del corso, è laureata in Filosofia e laureanda in Scienze e Tecniche Psicologiche, ha insegnato Propedeutica e Recitazione a Lecce, Brindisi e Bari (Teatro Abeliano). Frequenta la Scuola di Counseling Filoenergetico. E’ Presidente della cooperativa Gli Indisciplinati – Beni culturali abitati, gestore della Biblioteca Comunale, del Museo dell’emigrazione e del Giardino dell’arte e dei sensi di Racale ed è socia fondatrice, direttrice di corsi e attrice della compagnia Temenos Recinti Teatrali. Ha frequentato il corso “Intraprenditori live” a Bologna e il programma “F.l.y., find the leader in you”, un percorso di crescita e sviluppo personale, con particolare attenzione al personal leadership training, presso il centro hrd net di Lecce. Per info e prenotazioni al corso: 0833.264110 / info@museodiocesanogallipoli.it

GALLIPOLI. «Il Museo diocesano vive anche d’inverno»: per quanti continuano ad essere preoccupati davanti alla prospettiva di un centro storico desolantemente dormiente nei prossimi mesi, è una buona notizia quella che viene data dall’amministrazione della “Sia srl”, la società di Parabita specializzata nella gestione di beni culturali. Inaugurato i primi di luglio, del prezioso contenitore si può stilare un primo bilancio, che è positivo e con prospettive incoraggianti, visto l’andamento in crescendo. Molti visitatori stranieri, in gran parte francesi e tedeschi, si sono aggirati meravigliati tra le sale e tra paramenti liturgici, reliquiari, i dipinti, gli argenti (“i tesori della Cattedrale di S. Agata”), la cartapesta, epigrafi, campane; ogni oggetto magistralmente restaurato in precedenza, sotto l’occhio attento del direttore, don Giuliano Santantonio (di Racale), parroco della Cattedrale di Nardò. «Incrementare uno sviluppo culturale a Gallipoli vuol dire, di conseguenza, accrescere lo sviluppo socio-economico della città – rimarca l’architetto Gaetano Leopizzi, direttore amministrativo della “SIA srl” – e nella “società della conoscenza”, in primis nelle nazioni industriali avanzate, sono proprio le reti culturali che creano sviluppo locale, basti pensare alla Silicon Valley o a Tel Aviv, che sta per diventare la prima città al mondo per numero di start-up. Solo puntando sulla cultura si può destagionalizzare, puntando ad un turismo sostenibile e non episodico».

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Museo diocesano di Gallipoli

Museo diocesano di Gallipoli

GALLIPOLI. Finalmente riaperto – agli inizi solo la sera, da qualche giorno ance di mattina – il museo diocesano di Gallipoli (foto). Era stato inaugurato il 1° luglio alla presenza del vescovo, mons. Fernando Filograna, del sindaco Stefano Minerva, dell’assessore regionale Loredana Capone e della soprintendente alle Belle arti di Lecce, Maria Piccarreta, poi però era rimasto chiuso per ultimi interventi anti umidità. Il museo è stato intitolato a mons. Vittorio Fusco, autorevole teologo e biblista; per sua volontà, è stato sepolto proprio nella cattedrale di S.Agata, assieme ad altri vescovi dell’antica diocesi di Gallipoli. Ora il contenitore culturale, fresco di restauri e manutenzione straordinaria in gran parte offerti dall’impresa “Leopizzi 1750 srl” di Parabita, è in gestione alla società specializzata in gestione di beni culturali “Sia srl” sempre di Parabita. Dice il direttore Gaetano Leopizzi: «Ne vogliamo fare un centro di cultura vivo e aperto alla città ed alle sue espressioni». Si è già iniziato con la presentazione di libri (il prossimo il 7 agosto alle 21,30 con “Da grande voglio fare il Meridione” del poeta e semiologo Matteo Greco) in una sala del museo che si sviluppa in tre piani e dispone di un’ampia terrazza dalla vista mozzafiato, trovandosi sul punto più alto di Gallipoli vecchia.

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INGRESSO MUSEO DIOCESANOGALLIPOLI. Finalmente riaperto – per ora solo la sera- il museo diocesano di Gallipoli. Inaugurato il 1° luglio alla presenza del vescovo, mons. Fernando Filograna, del sindaco Stefano Minerva, dell’assessore regionale Loredana Capone e della soprintendente alle belle arti di Lecce, Maria Piccarreta. E’ stato intitolato a mons. Vittorio Fusco, prematuramente scomparso, autorevole teologo e biblista: ben noto il suo attaccamento alla città, per sua volontà, è stato sepolto proprio nella cattedrale di S.Agata, assieme ad altri vescovi dell’antica  diocesi di Gallipoli -ultimo in ordine di tempo (1935) mons. Gaetano Muller-. Prima della chiusura, il museo era affidato alla storica associazione “Gallipoli Nostra”: ora, assieme ai restauri, eseguiti dall’impresa “Leopizzi 1750 s.r.l.” di Parabita, la gestione del museo è passata alla società “SIA s.r.l.”, anche questa di Parabita.

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...