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Museo

Nardò – C’è tanta solidarietà nei prossimi appuntamenti natalizi neretini. Il 3 gennaio la tradizionale “Befana tricolore” del movimento Andare Oltre, giunta alla nona edizione: in via Grassi dalle 17 alle 21 raccolta di giocattoli nuovi e usati, dolci e vestiti che verranno poi donati ai bambini della Comunità Clara di Taviano. Per il 3 e 4 gennaio sarà operativa la tenda della solidarietà allestita in corso Galliano: i ragazzi del gruppo scout Nardò 17 raccoglieranno calze, caramelle e cioccolatini per i bimbi del Comune di Cascia (il 5 gennaio la consegna).

Dal 4 al 7 gennaio (dalle ore 10.00 alle 13 e dalle 15.30 alle 22) “Santa Caterina d’amare” presso la marina neretina: la Pro loco Santa Caterina, in collaborazione con le attività commerciali del posto, allestirà degli stand con mercatini dell’artigianato e del baratto, e laboratori per bambini. Per la giornata di chiusura prevista anche una tombolata con la partecipazione straordinaria dell’intramontabile comico ed attore teatrale neretino Gregorio Caputo (foto). Il 6 gennaio la parrocchia di Santa Caterina d’Alessandria vedrà l’arrivo della Befana in piazza (alle ore 15.30) con la distribuzione di calze ai bambini e quello dei Magi al presepe vivente (dalle 17 alle 20).

Il prossimo 7 gennaio, nell’ambito del progetto “Chiese aperte – Winter edition”, la cooperativa sociale Ipso Facto di Galatone guiderà i curiosi in un suggestivo viaggio alla scoperta della Cattedrale di Nardò e del Museo diocesano. Ritrovo alle ore 17 in piazza Pio XI (costo di partecipazione € 5). Infine, durerà sino al 7 gennaio il concorso “Il presepe tra tradizione e attualità” presso il Chiostro dei Carmelitani, a cura del Centro turistico giovanile “Osanna”.

Porto Cesareo – Natura escursioni e guide; percorsi culturali in biblioteca (recentemente finanziata per diventare “di comunità” con fondi della Regione); appuntamento immancabile con sorprese con la Befana: le festività davanti al mare di Porto Cesareo continuano con gli ultimi appuntamenti. Il calendario degli eventi natalizi per domani – giovedì 4 gennaio – dalle 11 alle 13  visite guidate gratuite al Museo di Biologia marina “Pietro Parenzan”, che ha accolto molti visitatori in questi giorni appena trascorsi. Dalle ore 18.30  presso la Biblioteca di via Cilea, Leo Tenneriello, cantautore e scrittore, parlerà del suo ultimo libro “La bellezza del caos”. Letture a cura del gruppo de “I titubanti”.

A Torre Lapillo il 5 gennaio, è in programma “Aspettando la Befana”, un momento per creare la propria calza in modo che la buona vecchina si possa orientare meglio circa i doni da consegnare ai piccoli. Il 6 gennaio, a partire dale 15.30, la Befana aspetterà i bambini sotto la torre in piazza Nazario Sauro, per donare loro caramelle e dolcetti. Poi il 6 a partire dale 15.30, la Befana aspetterà i bambini sotto la torre in piazza Nazario Sauro, per donare loro caramelle e dolcetti. E un arrivederci all’anno prossimo. Infine la mostra temporanea “Dio Thot: la scoperta”  è aperta fino al 6 gennaio a Torre Chjianca; la mostra riguarda il primo step di un programma di mostre triennale che, negli anni, vedrà la collaborazione di diversi altri musei tra cui il Museo MArTA di Taranto e il Museo Egizio di Torino. Si tratta di una mostra documentaria con pannelli, video e altro materiale multimediale e divulgativo che vede la presenza di una “star”, appunto la statuetta del Dio Thot rinvenuta nei fondali di Porto Cesareo e ora esposta nel museo MArTA di Taranto.

 

 

 

 

 

 

 

 

Nardò – Museo del Mare antico, il 30 dicembre alle 11 l’inaugurazione. Il contenitore culturale di via Marinai d’Italia apre così i battenti e si aggiunge alle strutture culturali esistenti. Al suo interno saranno esposti reperti di età romana provenienti da indagini archeologiche effettuate negli anni nel mare e lungo la costa neretina. Gli ambienti ospiteranno un nucleo dedicato all’esposizione e all’illustrazione del carico e della dotazione di bordo del relitto della nave romana di Punta dell’Aspide, riproduzioni dei particolari dello scafo e un totem multimediale. Un’altra area del museo sarà dedicata al sito romano del Frascone. I reperti archeologici esposti sono stati rinvenuti durante le campagne di scavo dirette dalla professoressa Rita Auriemma, responsabile scientifica del Museo. Cuore della struttura sarà invece il Laboratorio di restauro, le cui attività saranno coordinate dalla Soprintendenza. Definiti gli orari di apertura: martedì e venerdì dalle 16 alle 19 con possibilità di accesso su prenotazione fuori dagli orari indicati. La gestione provvisoria è stata affidata per circa due mesi a “R.eTe. – Ricerca e Territorio”, impresa culturale con la quale l’Amministrazione ha sottoscritto un protocollo d’intesa.
Diversi i commenti e gli annunci. «A gennaio – dichiara l’assessore all’Ambiente Mino Natalizio – verrà organizzato un convegno tematico con Soprintendenza e Regione Puglia. Il Museo del Mare antico contribuirà ad arricchire l’offerta dei contenitori culturali di Nardò, che consta del Museo della Civiltà contadina, del Museo della Preistoria, dell’Acquario del Salento, del Museo della Memoria e dell’Accoglienza, della mostra permanente dedicata a Vittorio Bodini, dalla Biblioteca “Vergari” e del Centro Servizi Culturali e Bibliotecari della Regione Puglia, ai quali si affiancano il Museo diocesano e il Museo archeologico dei ragazzi».
«Sono molto soddisfatto per l’obiettivo raggiunto – sono le parole del sindaco Giuseppe Mellone – e per la sinergia che si è creata con la Soprintendenza, che ha saputo cogliere il nostro entusiasmo e ha creato, con estrema disponibilità e rigore, le condizioni per l’apertura del Museo, struttura che era chiusa da oltre trent’anni e che oggi diventa un importante riferimento culturale per la città».
“Ma i meriti sono della precedente Amministrazione”. Sui meriti originari della struttura culturale mette l’accento invece il consigliere comunale del Pd Lorenzo Siciliano, per il quale i meriti per l’obiettivo raggiunto sono della passata Amministrazione comunale. «Domattina – scrive sui social Siciliano – vedrete fotografie, leggerete frasi retoriche e ovviamente nessun riferimento a chi ha reso possibile che quel contenitore culturale si presentasse in una condizione degna di ciò che ospita. Sarà l’ennesima appropriazione, dopo il trasferimento degli uffici comunali nella sede dell’ex tribunale, l’ammodernamento del Palazzetto del sport, l’inaugurazione del Museo della preistoria, dell’Acquario del Salento di Santa Maria al Bagno ecc, del lavoro svolto dalla precedente Amministrazione. Lavoro sul quale si getta fango, ma dal quale si traggono benefici mediatici e carrieristici».

Gallipoli – E’ tornata dall’8 dicembre scorso la quarta edizione, presso il Castello di Gallipoli, la mostra natalizia “Presepi d’autore”, che quest’anno ospiterà 12 opere provenienti dal “Museo della ceramica” di Grottaglie. Si rinnova così l’incontro tra culture e tradizioni attraverso l’esposizione delle opere premiate durante la “Mostra del Presepe”, rassegna trentennale dedicata all’arte del presepe in ceramica. La tradizione figula grottagliese, pienamente attestata già in età medievale, si caratterizza per la varietà morfologica, iconografica, decorativa e tecnica con la quale sono stati realizzati nel tempo oggetti per fini di utilità o solo ornamentali. Sempre in quel periodo, l’artigianato locale realizzava presepi in terracotta dipinta, composti da figurine e paesaggi piccolissimi: pastorelli di ogni forma e grandezza con il bambin Gesù, sempre paffutello e sorridente nelle braccia di Maria accanto a Giuseppe; i Re Magi e poi i cavalli, le pecorelle, le casette, gli angeli e i pastori fra i quali l’immancabile “sbantusu”, personaggio colto in pieno stupore alla vista della stella. Si conoscono i nomi di alcuni maestri attivi tra la fine del XIX secolo e gli inizi del XX fra cui Petraroli, Manigrasso, Micera, Esposito e i Peluso, illustri specialisti del presepe per diverse generazioni.

Nel tempo, l’antica tradizione della città ha elaborato nuove forme artistiche che non hanno comunque dimenticato il modello presepiale tradizionale. I presepi selezionati per la mostra di Gallipoli offrono una sintesi della concezione del presepe in ceramica e si potranno apprezzare presepi monoblocco o a figure mobili, complessi o di dimensioni ridotte, decorati su piatti o su pannelli, ma anche elementi scultorei dal modellato plastico imponente e vigoroso, ricchi di personaggi descritti analiticamente in cui forme e colori attestano la continua ricerca e la sperimentazione delle nuove tecniche ceramiche.
La mostra è curata da Daniela De Vincentis, responsabile del Museo della Ceramica di Grottaglie in collaborazione con “Orione comunicazione”, con la direzione artistica dell’architetto Raffaela Zizzari di Sannicola e il coordinamento di Luigi Orione Amato di Maglie, ed ha il patrocinio del comune di Gallipoli e Grottaglie. La mostra sarà aperta tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 17. Resterà chiusa soltanto in 3 giorni: 11, 18 dicembre e 8 gennaio.

 

Nardò – “Visti i risultati, era doveroso venire incontro alla richiesta del’associazione che gestisce il museo, che attira tanti visitatori e suscita molto interesse tra i turisti”: questo il commento dell’assessore alla Cultura Mino Natalizio che ha relazionato in Giunta circa l’esigenza di nuovi spazi avanzata da ultimo nel giugno scorso a firma del presidente dell’associazione Amici Museo di Porta falsa, Riccardo Quaranta. Alla base vi è un protocollo d’intesa dell’aprile 2015 per la gestione del giacimento culturale da parte del’associazione che lo ha creato e che ha donato di recente circa 500 altri attrezzi e oggetti che aspettano solo di essere messi in bella mostra (attualmente sono depositati nell’ex Istituto agrario cittadino). La soluzione è stata agevolata anche dal trasferimento di alcuni uffici comunali da Palazzo Personé al nuovo Palazzo di città, nell’ex tribunale di via Falcone e Borsellino. Il locale individuato – già Ufficio tributi – e che sarà passato alle cure dell’associazione si trova a pianoterra del Castello Acquaviva d’Aragona ed è facilmente collegabile con il Museo esistente. Nelle cinque sezioni in cui si articola il Museo contadino si stima siano passati nello scorso anno circa diecimila visitatori.

10426572_10155380882015103_4356162839157933750_n10957720_1544168912498601_5500748593058932014_nNardò. Applicando le più recenti conquiste nei settori della restituzione per immagini, scansione laser e tecniche di modellazione basate sulla fotogrammetria digitale, un gruppo di ricercatori  dell’Information Technologies Lab del Cnr Ibam di Lecce coordinato da Francesco Gabellone (Nardò), con Ivan Ferrari (Alezio), Francesco Giuri (Nardò; nella foto insieme) e Maria Chiffi (Nardò), hanno restituito in forma tridimensionale quasi cento oggetti di corredo della tomba di Kha, ricollocati poi virtualmente nel loro contesto originario per diventare gli elementi base di una narrazione. C’è quindi il loro contributo nel Museo egizio di Torino (foto in alto), riaperto dopo i lavori di ampliamenti avviati cinque anni fa. Ai 6.500 reperti già presenti nell’importante museo, aino stati messi in mostra altri 26mila pezzi finora custoditi nel magazzini. Gabellone, Ferrari, Giuri e Chiffi hanno dal canto loro fatto “rivivere” gli oggetti dell’antichissima tomba e le loro relazioni con Kha e la sua consorte Merit. I visitatori potranno così osservare anche, frazie alle tecniche dell’archeologia virtuale, i contesti dell’epoca.   Sono stati realizzati tre filmati in computer grafica: la tomba della regina Nefertari, la cappella di Maia e la tomba di Kha, scoperti dall’italiano Ernesto Schiaparelli nel 1906, “contesti archeologici di straordinaria importanza per lo studio e la conoscenza dell’arte e della cultura dell’antico Egitto”, come rilevano i quattro esperti.

“ Le nuove forme di comunicazione museale, basate sulla narrazione dinamica e l’informazione multimodale – scrivono i padri di questa innovativa forma di condivisione culturale –  hanno fortemente modificato le logiche espositive e le modalità stesse di fruizione dei contenuti culturali da parte del pubblico. Al tempo stesso l’impulso delle nuove tecnologie ha imposto prepotentemente nuove forme ibride di comunicazione. Da recenti studi risulta evidente che tutti quei musei che hanno caratterizzato la propria offerta culturale attraverso le tecnologie digitali e la partecipazione attiva del pubblico, hanno ottenuto i maggiori successi in termini di affluenza e, con molta probabilità, una maggiore comprensione delle informazioni culturali comunicate”.

museo acquario santa maria  - sopralluogo 6 ott 2014 (2)SANTA MARIA AL BAGNO. Tutto pronto per la presentazione, il 30 gennaio alle 17,30, del museo-acquario di Santa Maria al Bagno (nella foto, durante un sopralluogo). Il progetto, cui l’amministrazione lavora da due anni insieme all’Università del Salento, la Provincia, il Comune greco di Cefalonia e l’Università di Patrasso, è pronto per essere inaugurato. L’iniziativa corre infatti parallelamente alla realizzazione di una struttura simile nella città ellenica, per un totale di 1 milione 400mila euro di fondi europei. «Non esistono realtà simili da Napoli in giù – dice l’assessore alla Cultura Mino Natalizio – la struttura sarà di grande rilevanza scientifica e contenitore suggestivo di un cocktail di attrazioni». L’acquario sarà ubicato in un’ex scuola materna della marina e ospiterà, oltre ad alcuni esemplari della fauna marina ionica, un campionario di relitti sommersi nelle acque salentine.
Dopo l’inaugurazione passerà qualche settimana per ultimare le preparazioni tecniche delle vasche, poi la struttura sarà aperta al pubblico: «Illustreremo le modalità di gestione secondo il business plan realizzato dagli enti coinvolti», conclude Natalizio.

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Giorgio Cataldini

Giorgio Cataldini

GALLIPOLI. Il professore Giorgio Cataldini è stato nominato direttore scientifico onorario  del Museo del Mare che ha sede nel palazzo comunale di via S. Angelo, al piano terra,  e si articola in varie sezioni: cetologica, di rettili marini, di invertebrati marini, ornitologica , acquari.

L’incarico al direttore è conferito honoris causa  a titolo gratuito. Il professore Cataldini è docente  di Scienze naturali, chimica, geografia e microbiologia presso  l’Istituto di istruzione secondaria superiore di Casarano, è stato componente  del gruppo di studio per la valorizzazione del beni culturali di Gallipoli, si è interessato , tra l’altro del riordino delle collezioni naturalistiche del museo civico ed è ideatore promotore del Museo del Mare di cui ha curato l’allestimento a titolo gratuito. La durata dell’incarico è 10 anni.

Museo del giunco

ACQUARICA DEL CAPO. Uno dei gioielli di Acquarica, rimasto poco valorizzato nel tempo, è sicuramente il Museo del giunco marino. La produzione di cestini con giunco marino è stata da sempre una caratteristica acquaricese, tanto che fino agli anni Sessanta in paese non c’era donna di casa che non lavorasse questa pianta filiforme realizzando cestini di ogni forma e grandezza. Una delle tradizioni, forse meno conosciute, ma che ha segnato la vita dell’intera comunità del paese.

Si tratta di competenze tramandate da padre in figlio, di manualità e creatività coniugate insieme che hanno dato vita a prodotti artigianali di qualità anche per l’accuratezza con cui è trattata la materia prima. L’arte di intessere i giunchi non è scomparsa e ci sono i segni di ripresa di questo mestiere. Intanto un museo custodisce gelosamente i prodotti di questa antica attività artistico-artigianale. Il Museo si trova  nei locali di Palazzo Villani, in piazza dell’Amicizia, ed è visitabile da un po’ di tempo su richiesta.

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Foto ex Municipio in Piazza San Paolo - Secli

SECLÌ. La vecchia centralissima sede municipale di piazza San Paolo verrà a breve definitivamente  restaurata. L’incarico è già stato assegnato alla ditta Guida di Copertino e i lavori inizieranno a fine estate.

Il progetto è finanziato con fondi Gal (Gruppo di azione locale) Isola Salento, che comprende 19 Comuni di questa parte della provincia tra cui  Aradeo, per la somma 200mila euro. La struttura era già stata fatta oggetto di interventi di restauro una decina di anni fa, ma ha ancora  seri problemi di dissesto strutturale.

Verranno realizzati interventi per ripristinare la sua staticità con allargamento delle fondazioni e con tiranti precompressi che avranno la funzione di richiudere le lesioni che si sono aperte in varie parti della struttura.

Il progetto, avviato dalla precedente  Amministrazione, ha subito ritardi nell’ambito del Gal Isola Salento. Da qui anche i tempi lunghi per la sistemazione della Biblioteca comunale (un tempo ospitata nei locali dell’ex Municipio), che ha trovato ora una nuova definitiva collocazione negli ampi e luminosi locali a piano terra del Castello Sanseverino.

L’ex Municipio, restaurato,  sarà la sede del Museo delle Arti contadine nella sua parte superiore, mentre il pianoterra ospiterà sia la sede dei Vigili urbani  che  una sala in cui le aziende locali potranno esporre i loro prodotti durante le manifestazioni.

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Taurisano. Scoprire il proprio territorio attraverso un viaggio, non a bordo di veloci auto ma di vecchie e lente carrozze (oggi quasi tutte sostituite) delle Ferrovie del Sud est.  Lo hanno scoperto i ragazzi della III C  dell’Istituto comprensivo di Taurisano nel corso di un progetto portato a termine due anni fa: l’allestimento di una mostra permanente nelle sale della stazione ferroviaria Ugento-Taurisano con un originale progetto di riutilizzo “In viaggio col treno-Museiamo”. “Viaggiando sulle orme del passato”, il titolo della mostra, sintesi di un percorso attraverso il Salento “con le valigie  colme di ricordi”. I ragazzi guidati dai loro docenti Valeria Baglivo e Marilena De Pietro, hanno toccato con mano quanto possa essere ricco di notizie, esperienze, ricordi e suggestioni letterarie un viaggio sui binari della ferrovia locale.

Trovano spazio sulla ricerca cronache recenti e passate, l’inaugurazione della stazione di Gagliano del Capo il 16 ottobre del 1911, le dispute per il nome delle stazioni, la cronologia dell’apertura delle varie tratte ( Novoli- Nardò il 27 maggio 1907; Nardò-Casarano  il 16 ottobre 1910; Casarano-Gagliano il 4 novembre1911); tutte le tappe di un percorso iniziato con la legge del 25 aprile del 1932 n. 459 quando le Ferrovie dello Stato diedero in concessione  le linee salentine alla società per  le Ferrovie del Sud Est. La rete era suddivisa in sette linee in contatto tra di loro. La ricerca dei ragazzi arriva fino alle ultime soluzioni, quelle che prevedono l’uso di treno+bus+bici per continuare, in sella alle due ruote, a percorrere le piste ciclabili una delle quali passa proprio dalla stazione di Taurisano.

I ragazzi della III C

Lo stand dell’Anmi

Gallipoli. Chiude la prima “Settimana della Cultura del Mare” e lascia alla città il “Museo del Mare”, situato a pianterreno della sede municipale di Palazzo Balsamo, con accesso da via Sant’Angelo. Il giacimento culturale è stato ideato e curato dal biologo marino Giorgio Cataldini: è un nuovo fiore all’occhiello che bisognerà adesso far vivere come si deve, cominciando col tenerlo aperto.

La “Settimana”, promossa dal Comune con l’ausilio essenziale di numerose associazioni cittadine, al debutto non ha deluso. Mostre su imbarcazioni e vecchi sistemi di pesca, libri a tema, stand d’arte, artigianato, gastronomia ed espositivi dei numerosi sodalizi,  gare di cucina per dilettanti, gare sportive, concerti serali. E convegni, alcuni dei quali su argomenti di grande attualità.

Il convegno sul diportismo e  l’incontro-dibattito sulla pesca  sono stati sicuramente tra questi. Sono emerse alcune notizie interessanti. Pochi giorni fa è stata stipulata la convenzione tra il Gruppo di azione costiera (Gac) ionico-salentino, comprendente i Comuni di Gallipoli, Nardò, Porto Cesareo e Galatone e la Regione Puglia, atto che di fatto garantisce la piena operatività della nuova struttura intercomunale e che ha quasi pronto il progetto di un sistema che, applicato al motore del peschereccio, pur mantenendo la stessa forza motrice riduce del 30% il consumo di carburante. Allo studio vi è anche la costituzione di una Consulta permanente del mare con l’attivazione di protocolli di intesa con Comuni, Capitaneria di Porto, rappresentanti di tutti gli operatori marittimi e dei pescatori.

Ma si ripresenta anche l’esigenza, con richiesta al Sindaco Francesco Errico, di realizzare un piano portualità in modo che si possa affrontare e risolvere il problema vecchio della marineria e quello del turismo nautico.

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Matino. A Lecce ci sono le sue radici e la prima parte della formazione artistica, ma è a Milano che la carriera del maestro Fernando De Filippi prende forma.

A 19 anni concluso il liceo si trasferisce prima a Parigi e poi definitivamente a Milano dove vive tutt’ora. Studia e si diploma nella prestigiosa accademia di Brera, presso cui diventerà prima docente e poi direttore nel 1991, per quasi 20 anni, testimoniando i cambiamenti artistici dovuti anche all’uso dei nuovi media. La sua prima esposizione personale si è svolta nella sua città, alla galleria “Il sedile” di Lecce, ma negli anni successivi le sue opere hanno girato il mondo, sono state oltre cento personali le esposizioni in Italia e all’estero da Milano, Roma, Firenze, Lecce a Parigi, Bruxelles, Belgrado, Varsavia e New York.

Il maestro, arrivato a Matino per affari, non si è tirato indietro e ha raccontato la sua esperienza artistica, visitando le sale del museo d’arte contemporanea di Matino MacMa), intitolato all’artista matinese Luigi Gabrieli, sorto nelle scuderie dei Marchesi Del Tufo.

Fu proprio Gabrieli uno dei suoi primi maestri della Regia scuola artistica di Lecce. «A livello iniziale ha sicuramente influito sulla mia produzione – dice De Filippi – ci permetteva di guardare oltre la salentinità, perché con lui si faceva anche comunicazione, allo stesso modo Bonini che insieme a Gabrieli ha completato il percorso di conoscenza negli ultimi due anni di scuola».

De Filippi era presente anche il 29 maggio scorso, all’inaugurazione del museo MacMa, voluto e realizzato dall’Amministrazione Primiceri e dall’assessore ai Beni culturali Antonio Costantino. Il museo è stato più volte visitato dal maestro De Filippi che afferma: «Questa è una delle maggiori collezioni per quantità e qualità dell’arte visualee. Non credo esista una raccolta di questo particolare aspetto, oltre alle opere di Gabrieli, ce ne sono altre molto importanti che testimoniano un momento della ricerca artistica soprattutto degli anni ‘70 che è la poesia visiva».

Motivo di orgoglio quindi per Matino che si è dotato di un gioiello simile: sono oltre 450 le opere esposte, tutte donazioni provenienti da artisti come lo stesso Luigi Gabrieli, Mirella Bentivoglio, Emilio Isgrò, e tanti altri nomi importanti, che hanno caratterizzato il periodo della poesia visuale, particolare tecnica che tende a gettare un ponte tra scrittura e pittura.

Maria A. Quintana

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...