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movida gallipoli

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GALLIPOLI. Doveva essere il Congresso nazionale del Silb (l’associazione italiana delle imprese di intrattenimento da ballo e spettacolo) e così è stato, in buona parte. La parte restante dei lavori svoltisi a Lecce a fine ottobre, invece l’ha assorbita completamente Gallipoli, la sua ultima estate rovente (le prime tre settimane di agosto, cioè), i provvedimenti successivi (i controlli antimafia prima di assegnare servizi a società e imprese, o consentire aperture e avvii di attività), la sicurezza della movida e la coesistenza difficile con altri tipi di turismo.

«Sì, se n’è parlato abbastanza ma, per la verità – chiarisce il segretario nazionale (e provinciale dell’associazione), il neretino Maurizio Pasca – è stato il Prefetto di Lecce a introdurre il caso Gallipoli, non noi». Parliamone allora, con un esponente che ha un punto di osservazione particolare e privilegiato. «Turismo giovanile sì o no? Certo che sì, ma ben regolamentato e gestito – risponde Pasca – altrimenti entrano in gioco altre dinamiche: i bar devono fare i bar, le discoteche devono fare le discoteche, gli stabilimenti balneari devono fare gli stabilimenti balneari, magari creando una comune cabina di regia».

Esistono, del resto, modelli in cui tutto ciò pare funzionare. «Certo, nessun modello può essere replicato così com’è – spiega il capo del sindacato – ma io penso che Gallipoli potrebbe essere la Ibiza del Salento. Ci sono stato due anni fa per alcuni giorni: lì il 90% dei turisti è giovane e tutti, Amministrazione locale, gestori, aziende turistiche lavorano insieme perché è la fonte primaria di reddito. Certo, durante i lavori congressuali di Lecce ho appreso (ne ha parlato l’assessore gallipolino ai Lavori pubblici, Felice Stasi, ndr) che a Gallipoli ci sono appena 17 vigili e le forze di polizia sono sempre le stesse: ma così non si può andare avanti. Si deve essere preparati, anche ad affrontare le emergenze. A Riccione ci sono 419 alberghi, altro che turismo “fai da te” con il bivacco in spiaggia…».

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halloween al Samsara - Roma

GALLIPOLI. Ferragosto? Al Samsara beach. Halloween? Sempre al Samsara, che per l’occasione (e non solo) si è trasferito a Roma. La tappa nella capitale, del 31 ottobre, è arrivata dopo quella di Firenze, di Macerata, di Frosinone e dopo quella di Pisa che ha inaugurato, agli inizi del mese scorso, il tour invernale del lido più famoso della “Città Bella”.

Le date in programma (pubblicizzate sulla pagina Facebook dello stabilimento-discoteca) arrivano, per ora, fino a gennaio, ma c’è da credere che continueranno, facendo così da ponte tra l’estate 2013 e la prossima stagione. Insomma, il Samsara, che è stato sotto le luci e anche le ombre della ribalta per tutta l’estate scorsa (viva ancora la vicenda degli happy hours vietati, poi ristabiliti, per problemi di sicurezza), sembra proprio voglia che i riflettori continuino ad essere puntati, senza soluzione di continuità, sulla bella Gallipoli.

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parcheggi mare gallipoli (1)

GALLIPOLI. Si sono dati appuntamento al 19 ottobre a Lecce per sottoscrivere tre protocolli di carattere provinciale e tutti tendenti al contrasto della criminalità organizzata, ma in realtà almeno due di questi sono stati ispirati dall’agosto terribile appena trascorso a Gallipoli, dove norme e interventi si sono scontrati con le resistenze consentite da procedure e regolamenti.

Presentare domanda di inizio di attività (la cosiddetta Scia) per aprire un parcheggio anche stagionale, un locale d’intrattenimento, uno stabilimento balneare, sale da gioco o impianti sportivi è troppo facile: finché le Istituzioni (Comune e Prefettura) verificano le credenziali e soprattutto,  incrociando i dati, l’assenza di ombre criminogene, la stagione è già passata e il “colpo” (in termini d’incassi) già fatto. Senza contare l’alto rischio di contenziosi giudiziari i cui esiti arrivano comunque “a babbo morto”, come suol dirsi. Questa novità – rappresentata da pochi articoli – era stata già accolta e sottoscrtta anche dall’Amministrazione comunale gallipolina, in prima linea sotto il fuoco di istanze di civiltà e di vivibilità ma anche sotto bordate di sotterfugi legali e scorciatoie procedurali.

Ecco allora una prima intesa che prescrive, prima di iniziare una di queste attività, la certificazione antimafia invece di una semplice autocertificazione. Di pari passo è andata la firma di un altro protocollo, sotto l’occhio attento del viceminsitro dell’Interno Filippo Bubbico, che mette in circolo le informazioni aggiornate sugli amministratori degli Enti locali (Prefettura) e su processi e condanne (Tribunale di Assise e Corte di Appello).

«Abbiamo adottato un approccio pragmatico per permettere al sistema di funzionare sollecitamente», ha commentato il prefetto Giuliana Perrotta, mettendo giustamente l’accento sul fattore tempo. Ma il rappresentante del Governo ha anche evidenziato la carenza di organici delle forze di polizia.  Su questo versante, proprio Gallipoli porta le stimmate di una inadeguata presenza di forze dell’ordine quando la città da 20mila presenze balza a oltre 200mila, con alcune zone superaffollate e in balia di gruppetti di balordi. Il 5 ottobre la Uil Polizia aveva anche tenuto un sit in di protesta, denunciando proprio l’evidente sproporzione tra i 31 agenti in servizio e le 200mila persone in città; nel 2003, quando le presenze estive erano a quota 80mila, gli agenti erano 42. Il viceministro Bubbico ha preso nota e ha promesso una soluzione.

In chiusura della riunione leccese è stato rinnovato il protocollo sugli appalti pubblici, adeguato al nuovo Codice antimafia:  l’informativa antimafia della Prefettura sarà obbligatoria anche per gli appalti sopra i 250mila euro, mentre la normativa nazionale fissa la soglia sensibile a 5 milioni.

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francesco errico sindaco gallipoliGALLIPOLI. Pochi articoli ma tali da bloccare sul nascere (e non dopo) attività sul territorio comunale in mano alla criminalità organizzata. È il protocollo proposto dalla Prefettura a vari governi locali e che il Comune di Gallipoli ha fatto proprio “senza esitazione alcuna”, come ha voluto sottolineare il Sindaco Francesco Errico (foto), dopo i momenti di palese tensione tra Palazzo Balsamo e Palazzo del governo nel clou dell’estate appena trascorsa e in cui le Istituzioni e le forze di polizie sono apparse non del tutto adeguate e collaborative.

Il protocollo d’intesa prevede che vengano applicate le direttive antimafia previste per contratti superiori ai 150mila euro anche ad attività stagionali, soggette finora solo al regime del silenzio-assenso o alla dichiarazione di inizio attività (Scia). Il rischio, molto reale, di infiltrazioni illecite a Gallipoli era emerso durante la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica del luglio scorso.

Una tale intesa sulle procedure dovrebbe porre al riparo il Comune dal pericolo di contenziosi, come accade spesso di fronte ad iniziative già avviate con la sola Scia e che poi devono essere bloccate con strascichi giudiziari: clamoroso, in questo senso, il caso dei parcheggi stagionali, dapprima aperti e poi precipitosamente chiusi per presunte presenze indesiderate nella cooperativa che li gestiva; la stessa società ha quindi aperto un contenzioso giudiziario per smentire le presunte influenze malavitose nella sua gestione, come indicate dalla Prefettura e come recepite dal Comune che ha agito di conseguenza.

Evitare contenziosi e svolgere una efficace opera di prevenzione, gli obiettivi che saranno adesso a portata di mano grazie ad una “collaborazione senza riserve del Comune”: «Abbiamo prontamente accettato, senza la minima esitazione, l’invito della Prefettura di Lecce volto a rafforzare e ad implementare la tutela della legalità e procedure chiare e trasparenti, perché tale modus operadi ha sempre rappresentato per questa Amministrazione la via maestra», conclude Errico.

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GALLIPOLI.  Se all’estero è Londra, in Italia il primato spetterebbe alla “Città Bella”: per la rivista di moda “Glamour” (n. 260 di ottobre 2013), si tratta della città dov’è più semplice incontrare un nuovo amore o, nel peggiore dei casi, fare una di quelle conquiste che risollevano l’autostima. Il motivo per cui la Perla dello Ionio si trova in testa alla classifica delle mete hot, è presto spiegato: “Ha molti locali cool ma low cost”, si legge sul noto mensile. La movida assicurata e a basso costo, dunque, faciliterebbe gli approcci amorosi. Sarà davvero così?

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Dopo il reportage “Guida al Salento, la nuova riviera romagnola”, diffuso dal magazine “Vice” circa tre settimane fa, il blogger Quit the Doner (che intanto ha vinto un premio per il miglior articolo sul web, nell’ambito del “Blogfest” a Rimini) è tornato con un servizio dedicato, stavolta, alla cittadina in cui il turismo è letteralmente esploso nella stagione appena conclusa: Gallipoli.

Nel suo reportage corredato da numerose fotografie, il blogger traccia una sorta di fenomenologia dei beach party a Baia Verde, sul litorale sud della “Città Bella”. Quello delle feste in spiaggia sarebbe un vero e proprio “sistema pensato per stupire – scrive Quit the Doner, intrufolatosi in uno dei tanti happy hours – eppure nulla sorprende veramente. Si tratta di una macchina ben oliata che in cambio di denaro e adesione promette di fornire un certo piacere immediatamente condivisibile su Facebook”. Poi l'”imbucato” passa a fornire un ritratto dettagliato dei principali attori del sistema, che definisce “leader”: lo speaker, il dj, gli uomini con gli occhiali a specchio e le donne immagine sul tetto dello stabilimento. A tal proposito, a didascalia di alcune foto, si legge: “Il fisico è l’unico passaporto con valore legale nella repubblica del Beach Party, dove la prima cosa che si nota è che tutti sono diversi e tutti perfettamente uguali agli altri”.

Ovviamente, il blogger non manca di riservare un capitolo al tema dell’ordine pubblico, riportando le affermazioni di un dottore della guardia medica, e conclude: “È un vero peccato vedere come questo Paese non sia mai in grado di valorizzare le proprie eccellenze”.

Il testo integrale del reportage può essere scaricato e consultato in formato pdf: reportage da Gallipoli. La fonte è Linkiesta.it, anche per le foto a seguire.

Samsara

Samsara

GALLIPOLI. Finita l’estate è arrivato il tempo dei bilanci per i gestori dei lidi gallipolini, passati attraverso un temporale tra vertici in Prefettura con i magistrati antimafia, il blocco degli happy hours nei lidi per ristabilire un po’ d’ordine, accettato in un primo momento dal rappresentate di Assobalneari Mauro Della Valle e dai vari gestori per poi fare un cambio di rotta e ricominciare ma in versione più moderata. Con i loro rappresentanti hanno chiesto a gran voce una maggiore presenza delle forze di polizia  e una lotta seria agli ambulanti abusivi per la prossima stagione.

Ma questa non è certo finita. Rocco Greco, uno dei soci del noto lido “Samsara” ne parla: «Dopo un calo sensibile di affluenti al nostro lido, verificatosi nei giorni successivi al 23 agosto a causa del blocco delle happy hours e della vendita di alcolici, la situazione è tornata nella norma, la gente c’è ancora ed è tanta, tenendo anche conto  delle tante partenze di fine agosto e delle giornate nuvolose. Comunque, tenendo presente le richieste del Prefetto, abbiamo aumentato i controlli, compresi quelli sulla vendita degli alcolici e stando attenti a non superare un certo volume per la musica, mentre per il resto ci atteniamo all’ordinanza balneare stabilita dalla Regione Puglia». Il lido, attualmente frequentato da famiglie e stranieri, comunque non  chiuderà se non a fine ottobre: «Abbiamo diverse convenzioni con alberghi del posto e i clienti di sicuro non ci mancheranno. Per il futuro vorremmo organizzare dei pacchetti di concerto con alberghi, ristoranti, Pro loco per guidare i nostri clienti durante il soggiorno».

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turisti nel centro storico

turisti nel centro storico

GALLIPOLI. Quando il grosso dell’estate sembrava ormai passato, per fortuna senza grosse irreparabili conseguenze, è arrivata la convocazione d’urgenza in Prefettura. è stato così che quel 23 agosto ha fatto da detonatore ad una situazione agrodolce, in cui l’amaro è diventato poi predominante, tra ritardi incomprensibili, accordi fatti e stracciati, interventi frustrati e litigi, persino, tra Istituzioni. Con contorno di bagarre politica. Ma un dato ora sembra acquisito: le masse di turismo giovanile non sono facilmente gestibili da nesuna parte, a Gallipoli come a Rimini, a Riccione come in Versilia.

I PUGNI SUL TAVOLO Perché sbattere i pugni sul tavolo a Ferragosto ormai lontano? Se lo sono chiesto in tanti. Un vertice ai massimi livelli in Prefettura, con la presenza non casuale del procuratore distrettuale antimafia, Cataldo Motta, le forze di polizia, gli amministratori locali e i rappresentanti di lidi, discoteche e locali di intrattenimento: per fare che? «Per fare una valutazione su quello che sta accadendo dopo le sollecitazioni degli ultimi giorni – ha risposto ai giornalisti la prefetto Giuliana Perrotta – non per prevenire o prendere contromisure: quel lavoro lo abbiamo fatto a partire dalla fine della primavera scorsa». Allora qualcosa non deve aver funzionato a dovere, evidentemente, se il prefetto ha lasciato balenare il metodo-Porto Cesareo (con una serie di lidi chiusi ad inizio estate per violazioni di vario tipo) ed ha calcato la mano su forniture di alcolici a minorenni, numero di presenze di molto eccedente a quello fissato nelle autorizzazioni, al ruolo delle guardie giurate che avrebbero dovuto essere un argine allo spaccio di droghe e invece…, tanto da richiedere ai gestori l’elenco completo dei “buttafuori” impiegati nel servizio di sicurezza. Ma perché l’allarme è suonato solo a fine agosto? Il piano della “sicurezza partecipata”, in cui ognuno fa il proprio compito, ha retto fino a luglio: «Poi in agosto i cordoni sono stati allentati e i limiti sono stati superati: c’è stata una generalizzata illegalità da parte degli operatori dei mondo del divertimento». Ma non un locale è stato chiuso, né una autorizzazione sospesa.

PATTI FATTI E DISFATTI I risultati del maxivertice sono noti: niente più aperitivi pomeridiani iperalcolici (tipo quelli offerti a Riccione: otto bevute a 5 euro…), blocco delle feste danzanti notturne. «I lidi tornano a fare solo servizi balneari», annuncia soddisfatto il Sindaco Errico. Sarà stato il timore di interventi drastici a far dire ad Assobalneari e soci che andava bene così (“decisione doverosa perché gli imprenditori sono dalla parte dello Stato”, parole del presidente Mauro Della Valle). Peccato che lo stop agli happy hours è durato appena 48 ore. Assemblea il 26 agosto e i gestori dei lidi tornano sui loro passi, dopo averci ragionato su “a mente fredda”: utilizzando l’ordinanza regionale sugli orari per attività ludicoricreative, dalle 16 alle 20 tornano gli aperitivi perchè le spiagge senza di loro “perdono colori e umori”, diranno. Il Prefetto li richiama per spiegazioni e per ammonirli ancora una volta. Fatto sta che il “niente alcolici dopo le 18” pattuito in Prefettura è tornato in archivio, anche se dal Comune di Gallipoli ci si affanna a dire che non c’è stato “nessun passo indietro” e si restituiscono al mittente le accuse di “ambiguità e doppiezze”. «Solo lavorando insieme si potranno ottenere risultati; noi da soli con i nostri mezzi non ce la possiamo fare davanti ad un flusso così imponente», rimarca Errico.

PREFETTURA VERSUS COMUNE Avanti con la concertazione. C’è invece alta tensione. Il carico da undici lo mette Rai1: alcuni minuti di “Estate in diretta” del 26 agosto contengono un servizio dal titolo “Ma cosa succede a Gallipoli?”, dove si lancia  la risibile equazione aperitivo uguale stupro e si parla di “situazione non più sotto controllo”, alludendo ad un episodio di violenza sessuale che non troverà alcun riscontro. La mazzata è pesante e le polveri riprendono fuoco. Il Prefetto accusa il Sindaco di “troppa improvvisazione” e di “programmazione inadeguata”; il primo cittadino ribatte sciorinando i provvedimenti (tra cui l’assunzione di 17 vigili stagionali e servizi fino all’alba) e sottolineando “il numero irrisorio di forze dell’ordine”. I rinforzi richiesti non si sono visti. «Lo stesso Prefetto ci additò come esempio quando scoppiò il caso di Porto Cesareo…», ricorda Errico.

LA LEZIONE E LE PROMESSE Senza chiudere le porte al turismo giovanile, il Sindaco di Gallipoli annuncia a “Quotidiano”, a partire da settembre, il censimento delle case-vacanza col coinvolgimento di agenzie e privati: sarà guerra agli affitti abusivi. Poi la litoranea fino al canale dei Samari sarà chiusa al traffico, che sarà limitato alla Baia verde. Soprattutto, i lidi balneari torneranno, dopo diversi anni, ad essere lidi e basta; chi vorrà ballare andrà nelle discoteche. Il 2013 passa comunque in archivio come l’estate in cui almeno il problema dei decibel è stato contenuto: «Il bilancio complessivo è molto positivo, se si pensa alle difficoltà di tante altre località. Andrà meglio se daremo regole certe e tutti insieme le faremo rispettare». Parola di Sindaco, che non lo dice ma il riferimento non è solo alle responsabilità diversificate che non devono venire meno. C’è stato, durante tutta la stagione un filo nero, forte e ramificato, che rimanda alla malaeconomia. Il reperimento di parcheggi temporanei (primo atto comunale il 9 maggio), abortito misteriosamente la dice lunga; la chiusura di quelli autorizzati per mancanza dei requisiti antimafia ad opera della Prefettura è l’altro campanello d’allarme. Tra le cose che si sono viste, anche la bomba del 20 agosto ad una pescheria. C’è da tener presente anche questo.

prefettoGALLIPOLI. Dopo il ripensamento dei gestori degli stabilimenti balneari che, a 48 ore dal vertice per la sicurezza (svoltosi presso la Prefettura di Lecce il 23 agosto), hanno reintrodotto gli happy hours nei lidi gallipolini, il Prefetto Giuliana Perrotta ha convocato stamattina i rappresentanti di Assobalneari per chiedere spiegazioni sul cambio di rotta.

Il presidente provinciale Mauro Della Valle e il presidente regionale Francesco Di Mattina hanno risposto che intendono “mantenere fermo, nel rispetto dell’ordinanza balneare regionale, il principio che gli stabilimenti balneari non sconfinino in attività di puro intrattenimento musicale, tenendo fede al loro fondamentale obiettivo che è l’accoglienza ed assistenza dei bagnanti”.

Gli stessi hanno assicurato che sensibilizzeranno gli operatori a esercitare maggiori controlli all’interno delle strutture, a non superare un tot di decibel nelle feste sia pomeridiane che serali, infine a programmare, in collaborazione con l’Amministrazione comunale, le misure di sicurezza per la prossima stagione estiva.

 

giornale gallipoli

GALLIPOLI. Non è che ci si può confortare con i mali altrui, ma vedere un’altra “capitale” delle vacanze di massa alle prese con alcuni nodi estivi fa quantomeno riflettere e sprovincializza un problema che, evidentemente, non è soltanto locale. “Francesco, leggo e ti penso”, ha scritto il Sindaco di Riccione al suo omologo di Gallipoli. Con quale spirito è facile immaginarsi. Ecco l’apertura di una pagina del quotidiano “La Voce” di Riccione. A distribuire questi “inviti” sono pierre piuttosto disinvolti, che già consegnano a 13-15enni biglietti gratis per entrare in discoteche di Riccione, Rimini e persino Bologna e San Marino. Ai più grandicelli c’è bisogno di proposte più “forti”…  Si ribellano gli albergatori, si ribellano i commercianti del centralissimo viale Ceccarini, teatro con  protagonisti poco desiderabili. Ragazze in tanga e ragazzi a torso nudo, strombazzamenti notturni, auto dormitorio, manifesti pubblicitari dappertutto. Lì sono riusciti però a liberare le spiagge dai saccopelisti  e dai venditori abusivi, dicono coloro che invocano “prima che sia troppo tardi” regole anche per tutto il resto. Altrimenti sarà serrata.

spiagge gallipoli

GALLIPOLI. “Ripensamento? In realtà i gestori dei lidi hanno deciso di fare riferimento all’ordinanza balneare della Regione Puglia. Mi sono sentito col Prefetto e abbiamo dato il nostro assenso, purché nei beach party ci sia moderazione. Resta però il blocco delle feste notturne, così come stabilito in Prefettura”. Così, dopo appena 48 ore dallo stop “concordato” in Prefettura a Lecce venerdì scorso, per iniziativa di Assobalneari  e – soprattutto – dei gestori dei lidi gallipolini le carte in tavola cambiano, ma non tanto a sentire il Sindaco Francesco Errico. Il quale richiama tutti quanti a essere “più sereni “ nei giudizi e a considerare i vari aspetti di un problema come questo. Tra cui, probabilmente, anche quello di mantenere il blocco degli happy hours  e di vedersi  poi sospendere l’ordinanza dai giudici amministrativi:  in attesa della sentenza di merito, il problema si sarebbe risolto da sé…

– I GESTORI DEI LIDI CI RIPENSANO Tutto sembra nato da una contestazione al vertice di Assobalneari che in Prefettura il 23 agosto – forse per evitare guai più seri ai propri iscritti come il ritiro delle concessioni e la chiusura delle attività per comportamenti fuori legge – si era impegnato per lo stop degli aperitivi molto alcolici (col sospetto non provato che siano stati serviti anche a minorenni) e delle feste danzanti tra sera e notte. “Così non va bene – devono aver detto al loro presidente Mauro Della Valle – praticamente è la nostra morte. Rinunciamo semmai alle feste ma non agli happy hours”. E Della Valle, “a mente fresca”, come ha dichiarato ai giornali lunedì scorso, ha dovuto prenderne atto escogitando questa nuova soluzione, alla fine di una riunione piuttosto animata all’hotel  Vittoria con i concessionari degli arenili.

– BAGNI E BASTA.  ANZI NO “Ci siamo accorti che gli umori e i colori delle spiagge in queste ore (senza happy hours, ndr) sono stati fortemente compromessi”, ha dichiarato il presidente Della Valle, accogliendo l’esigenza fattagli presente dai suoi associati di “cambiare rotta”. Lo stesso rappresentante dei gestori degli stabilimenti balneari aveva invece detto alla fine della riunione in Prefettura: “Una decisione doverosa (quella del  ritorno alle specifiche attività di balneazione,  ndr) perché gli imprenditori sono dalla parte dello Stato e delle Istituzioni”.

– IL PUGNO SUL TAVOLO C’è da dire però che la riunione a Lecce del 23 agosto, giudicata da più parti assai tardiva, aveva messo sul tavolo questioni molto spinose e delicatissime, soprattutto per i concessionari di lidi e i titolari di discoteche: immediati impegni erano stati chiesti dal Prefetto Giuliana Perrotta per “creare un argine ai fenomeni dell’uso di sostanze alcoliche nella fascia pomeridiana nel lidi balneari; alle condotte illecite nei locali di pubblico intrattenimento; alla violazione dei limiti di capienza propri delle strutture, alla degenerazione del divertimento in ano dei diritti di quiete e sicurezza”. E per far capire a tutti che non si stesse scherzando, il Prefetto aveva richiamato i casi dei lidi chiusi a Porto Cesareo e il rispetto dei minori come “valore non negoziabile” con chiaro riferimento al divieto di dare loro alcolici; inoltre aveva chiesto l’elenco dei “buttafuori” impiegati dai lidi nel servizio di sicurezza, sotto l’occhio vigile di Cataldo Motta, Procuratore antimafia.

– UNO DEI NODI Da Baia verde alla Conca d’oro (zona di Lido San Giovanni), in tanti si sono posti una domanda, da cittadini che ad una richiesta di aiuto, in casi davvero a rischio, si sono sentiti rispondere ai centralini di polizia carabinieri: “Non possiamo farci nulla, non ci sono uomini”. Abbandonati: si sono sentiti abbandonati in tanti in questo scorcio centrale di agosto. Gli stessi  gestori di lidi e locali pubblici si lamentano: “Il numero di carabinieri e poliziotti sul territorio è stato del tutto inadeguato rispetto alle esigenze che le presenze turistiche imponevano. Tale fenomeno non è stato certo nuovo; lo si era avuto anche nel 2011 e nel 2010”, credendo poco all’effetto sorpresa palesato da qualche parte. Pure il Comune ha fatto le sue pressioni, ma invano: è rimasto con i suoi vigili, sia pure quasi raddoppiati e pagati con i soldi delle multe. Così, la “capitale del turismo giovanile” è rimasta con gli stessi organici di forze di polizia che si registrano in città a gennaio. Anzi, solo sabato 24 si sono notate due auto dell’Anticrimine vicino al Commissariato, mentre l’anno scorso la squadra di poliziotti era giunta a Gallipoli a inizio estate.

– CONTROLLI PAROLA MAGICA Vada per l’ordinanza regionale che tiene aperti gli stabilimenti dalle 16 alle 20 per attività ricreative e ludiche. “Ma con moderazione” ribadisce il Sindaco Errico. Che vuol dire? Ci si fida dopo quello che sembra essere successo e che ha dato la stura a trasmissioni su Rai1 dal titolo “Che succede a Gallipoli?”? Risponde il capo dell’Amministrazione comunale, che comunque rivendica il fatto di aver risolto il problema dell’inquinamento acustico, rispetto all’anno passato: “Non dovendo più seguire le feste notturne, useremo quelle risorse per i controlli sugli alcolici, l’abusivismo e la capienza lecita nei singoli locali e stabilimenti”.

GALLIPOLI. Nella puntata di “Estate in diretta”, andata in onda ieri 26 agosto su Rai1, dal minuto 17:30 il dibattito tra i conduttori e gli ospiti si sposta sul “caso Gallipoli” a cui è dedicato un piccolo servizio dal titolo “Gallipoli: divieto di aperitivo”.  “Aperitivo e stupro: un abbinamento allucinante. Gallipoli non si merita questa macchia”, qualcuno commenta in studio. Voi come la pensate? Rivedete la puntata seguendo il link e poi diteci la vostra.

Rai Replay.

Se vi va, rispondete (in forma assolutamente anonima) al nostro sondaggio sull’utilità, nel lungo periodo, delle misure adottate contro il divertimento degenerato sui lidi di Gallipoli. Prima di rispondere, potete rileggere i nostri articoli sull’argomento:

http://www.piazzasalento.it/lidi-di-gallipoli-feste-e-abusi-il-dibattito-continua-15462

http://www.piazzasalento.it/contrasto-alla-illegalita-tagli-a-superalcolici-e-feste-15357

party in spiaggia gallipoli

GALLIPOLI. Dopo la riunione in Prefettura di venerdì 23 agosto, è trascorso fra nasi arricciati da un lato, espressioni soddisfatte dall’altro, il primo week-end di tagli a superalcoolici  e feste. Ma, come la delicatezza del tema lasciava prevedere, il dibattito in merito non si è esaurito: gli ultimi interventi sono quelli di Mauro Della Valle, presidente di Assobalneari Salento, e del consigliere regionale Antonio Buccoliero. In allegato, i rispettivi comunicati stampa che fanno luce sui presunti punti critici del turismo gallipolino.

comunicato stampa Assobalneari

comunicato stampa Antonio Buccoliero

Perché le misure restrittive sono state adottate solo ora? «Dopo giugno e luglio tutto sommato soddisfacenti, la situazione ci è sfuggita di mano», ha spiegato il sindaco Francesco Errico. La risposta completa del primo cittadino nell’articolo pubblicato online il 23 agosto: http://www.piazzasalento.it/contrasto-alla-illegalita-tagli-a-superalcolici-e-feste-15357

prefettura

foto della riunione in Prefettura di stamattina

GALLIPOLI. Già da questo pomeriggio niente più aperitivi superalcolici nei lidi balneari del litorale gallipolino. Sempre da questo pomeriggio – testimone anche il social network facebook – gran da fare per i gestori autorizzati a intrattenimenti musicali serali e notturni per smistare altrove gli appuntamenti già programmati: se ne terranno obiettivamente di meno, non potendosi più svolgere in contemporanea.

Per ottenere da subito questa “rivoluzione” dei costumi ormai imperanti da diverse estati, non c’è stato bisogno neppure di una ordinanza. Il Prefetto Giuliana Perrotta, durante la riunione di questa mattina a Lecce con vertici della Procura della Repubblica e dell’Antimafia, delle forze di polizia e delle associazioni di categoria, ha “chiesto” una virata decisa agli operatori economici e – forse per la pesantezza della situazione che avrebbe comportato comunque delle misure restrittive adeguate – ha visto convergere sui rimedi tutti quanti, Assobalneari compresa, ma anche Confcommercio, Confesercenti e i rappresentanti delle altre attività che si svolgono in funzione di questo tipo di turismo giovanile.

Perchè solo ora? Da un lato la Prefettura sembra abbia verificato il grandissimo consumo di alcool che c’è stato nel corso delle due settimane che vanno dal 5 al 18 agosto (“Mi riferiscono di bottiglie di superalcolici da dieci litri…”), oltre ad avere ulteriore contezza dei “pesantissimi interessi economici” che girano intorno ai luoghi del divertimento e dello spettacolo notturno. Dall’altro lato, ha colto tutti di sorpresa il boom – in un  periodo di dura crisi ancora senza sbocchi – di Gallipoli metà turistica, “che si è confermata tra le primissime in Italia”, come sottolinea il Sindaco Francesco Errico.

«Dopo giugno e luglio tutto sommato soddisfacenti, con i frutti degli accordi presi e la caduta del contenzioso per i decibel fuorilegge, in queste due settimane appena trascorse la situazione ci è sfuggita di mano – ammetta Errico – noi con appena dieci vigili impegnati nei turni di sera non potevamo fare di più». Da qui anche la rinnovata richiesta di una “sinergia forte” con le altre istituzioni e con le forze di polizia.

Nel pacchetto di questa stamattina c’è anche il controllo immediato di tutte le autorizzazioni rilasciate dal Comune, per accertare eventuali sforamenti e violazioni e, nel medio periodo, l’esame ed il varo del piano delle coste e del piano acustico per tutti il territorio gallipolino.

Il Prefetto ha voluto chiarire che non si tratta di musure contro la libertà d’impresa, semmai di correttivi che “ne allungano la vita” nello stesso momento in cui ci si fa carico degli interessi generali.

E per non farsi sentir dire “perchè solo ora” il Sindaco annuncia che si sta inquadrando così anche l’attività dell’estate 2014, partendo da un assunto che sarà il caso che nessuno dimentichi, da Gallipoli a Lecce e Bari: «Non si può prescindere da un dato di fatto: Gallipoli è una città che ha servizi calibrati per 20 mila abitanti ma poi deve fare fronte ad un carico antropico di 300mila turisti».

Il comunicato della Prefettura

il comunicato del Comune di Gallipoli

 

mare spiagge gallipoli

GALLIPOLI. La crisi invernale non aveva consentito rosee previsioni per questa stagione ed in effetti un calo c’è stato anche se i dati negativi non appaiono allarmanti. Soprattutto se si evita il confronto con l’anno d’oro, cioè quel 2011 che ha fatto registrare, a detta di tutti gli operatori, numeri altissimi al di sopra della media e difficili da ripetersi.

I numeri, in sostanza, non sarebbero troppo distanti da quelli dello scorso anno. Quello che cambia è piuttosto il target del turista e la lunghezza della vacanza.

«Agosto va da sé», dichiara la maggior parte degli operatori del settore turistico; i problemi si riscontrano infatti nei mesi di giugno e luglio.  Da molte receptions fanno sapere che le richieste di soggiorni lunghi sono molto poche rispetto alle passate stagioni a vantaggio di quelle per brevi permanenze, da due a quattro giorni. Cambia anche l’età media degli ospiti, pochissime famiglie e pochi stranieri in agosto e tanti giovanissimi e coppie giovani (“la Rimini del Sud” è stata definita in riviste specializzate) che preferiscono spostarsi spesso in vari luoghi nel corso della stessa vacanza. Altre indagini e ricerche a carattere nazionale parlano di Gallipoli come la meta preferita da single di ambo i sessi.

La situazione si presenta frammentata e varia in base alla tipologia delle strutture ricettive. I Bed and breakfast collocati nel centro storico, soprattutto i più consolidati,  sono quelli che avvertono meno il fenomeno, qualcuno addirittura, come il “Corte Patitari” parla di buone richieste per settembre.

Stesso discorso per i grandi alberghi del centro a quattro e cinque stelle come Hotel Bianco, dove riferiscono di un calo non evidente,  e Palazzo del Corso con una clientela adulta e spesso fidelizzata che non risente di difficoltà economiche legate alla situazione nazionale. Dall’hotel 33 Baroni confermano la tendenza al soggiorno più breve e un calo seppur minimo a luglio e per settembre. Anche la catena Caroli Hotels non ha particolari difficoltà poiché “grazie alle varie attività organizzate per il turismo sportivo, naturalistico e d’affari, si riesce ad avere numerose presenze in tutto l’arco dell’anno”, come afferma il direttore Attilio Caroli Caputo.

Chi invece avverte una diminuzione del movimento sono gli alberghi più piccoli e i bed and breakfast più decentrati, dove lo scorso anno già in giugno si registrava il pienone di prenotazioni per agosto, mentre in questa stagione si è arrivati a ridosso del periodo centrale con ancora delle disponibilità.

Anomala la situazione al campeggio “la Masseria”, dove i numeri di giugno e luglio superano quelli dello scorso anno mentre le presenze in agosto sono calate in modo vistoso per quanto riguarda i soggiorni in tenda. Bene anche qui invece le richieste per settembre, periodo in cui già si applicano le tariffe di bassa stagione.

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La spiaggia del litorale sud di Gallipoli (foto di Emiliano Picciolo)

Gallipoli. La storia si è ripetuta quasi pari pari come l’anno scorso e nello scontro tra decibel e quiete notturna, per colpa di alcuni, ci sono finiti di mezzo i gestori dei lidi balneari, di discobar e di altri esercizi pubblici simili e tipicamente estivi. Carabinieri, poliziotti e finanziari non hanno lesinato controlli, davanti alla mole di segnalazioni, richieste e ricorsi di cittadini espasperati per non poter godere pure loro delle meritate vacanze. Ed i controlli, come l’anno scorso, rischiamno di avere conseguenze pesanti per i gestori di esercizi pubblici che si ostinano a scolgere attività di intrattenimento musicale senza però avere la necessaria autorizzazione comunale.

Un discobar, in prossimità della Punta della suina o Scoju tundu quindi in pieno parco naturale, ha subito addirittura l’interruzione  della sua attività con  l’allontanamento dei clienti, piutosto sorpresi ed amareggiati dall’arrivo e dalle decisioni prese dalla Guuadia di finanza quando ha constatato la mancanza delle autorizzazioni per quel tipo di attività. Era un sabato di metà agosto ed il “Furore party” è saltato, con il sequestro della pista da ballo, dei privé e dell’incasso della serata, circa 12mila euro. Si è salvato solo il bar di quella struttura

Altri lidi sono stati controllati nei giorni successivi lungo il litorale della Baia verde. Esiti pesanti. multe e richieste di chiusura degli esercizi da parte degli uomini del Commissariato di polizia di Gallipoli, reparto Prevenzione del crimine. Già letti, purtroppo, i motivi delle sanzioni presenti e future: presenza di utenti ben superiore a quelle consentite, diffusione della musica anche molto oltre gli orari consentiti (ore 3) e disturbo alla quiete pubblica per l’alto volume registrato, anche se i poliziotti non hanno effettuato rilevamenti fonometrici.

Per tutti gli stabilimenti fuori regola multe da 1.032 euro l’una e segnalazione al Comune dei casi riscontrati per eventuali valòutazioni di ulteriori sanzioni quali la sospensione dell’attività, come avvenuto nel giugno scorso peraltro a seguito di violazioni riscontrate nell’estate precedente.

Saltata l’ordinanzna dell’ultima amministrazione comunale che fissava alle 1,30 la fine delle attività rumorose, resta dunque il problema tutto intero di come far convivere, nelle regole, la voglia di riposo e quella di divertimento notturno. Senza che nessuno rischi di vedere chiusa la propria attività.

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Gallipoli. C’è un altro aspetto della vita notturna di Gallipoli, più oscuro. Vissuto da giovani che  non hanno il senso della misura o che se ce l’hanno è per andarci oltre, molto oltre. il Pronto soccorso dell’ospedale in agosto si è  riempito ogni sera di ragazzi che hanno alzato il gomito fino alla crisi etilica. «Sono andata al Pronto soccorso per un mio problema – aracconta una testimone – e nel giro di un’ora sono arrivati una decina di ragazzi in condizioni pietose per il bere».

Le cronache riportano di controlli effettuati dalle forze dell’ordine: patenti ritirate, sanzioni e multe a causa di abusi non solo di alcol ma anche di stupefacenti. Ma sono gli alcolici che sembrano spopolare tra gli under 30. Si inizia a bere già nel pomeriggio, nei lidi happy hour e aperitivi.

«Tornando a casa, dopo il pomeriggio a mare – racconta Lorena – ho trovato un’auto parcheggiata sul ciglio della strada e in curva, con entrambi gli sportelli davanti aperti:  fuori, due ragazzi stavano vomitando; poi sono rientrati in auto barcollando». La sera si continua a bere nei locali, anzi, prima di entrare già si è ubriachi. «I ragazzi comprano le bottiglie di alcolici o preparano loro stessi dei miscugli – afferma un commerciante – costa di meno fare così. L’altra sera in un colpo solo hanno comprato 15 bottiglie di vodka». Un altro racconta: «Il mio bar rimane aperto fino a tardi e sono tanti i ragazzi che vengono dopo l’una a chiedermi di comprare delle bottiglie intere di alcolici. Quelli che vanno per la maggiore sono wodka e wisky, ma vendo anche tantissime birre».

La mattina si vedono i resti di ciò che è stato, così come lamentano tutti coloro che abitano in quelle zone in cui ritrovi notturni e bevute extra la fanno da padroni. I bar così come gli altri esercizi commerciali non dovrebbero vendere bottiglie di vetro dopo una certa ora e dovrebbero servire da bere solo in bicchieri di plastica per mantenere decoro ed ordine pubblico. A confermare l’esorbitante vendita di alcolici sono anche i proprietari degli alimentari. «D’estate il bancone degli alcolici quasi si svuota nel giro di poco tempo – afferma un negoziante – ed è inutile chiedere l’età».

Chi non vuole imbattersi nei controlli, si ingegna per eluderli. «Mi è capitato di aver bevuto un po’ troppo e di non poter evitare il controllo dei carabinieri – racconta Luigi, da Lecce – e così, con i miei amici ho deciso di andare via dopo la pattuglia. Ci siamo addormentati sulla spiaggia e al risveglio siamo tranquillamente ripartiti».

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Tende sugli arenili nei pressi della Baia verde: alla prima alba si comincia a dormire

Gallipoli. Poliedrica Gallipoli. Ricca di luce, di fascino e di mistero, soprattutto di notte. Al calar del sole, la città bella scopre l’altra sua veste. Si popola di giovani che la vogliono trasgressiva, sregolata, frenetica, ma anche romantica, accogliente.

Per tutti, sempre sveglia. La perla dello Ionio, più che altre località salentine esercita la sua attrazione per la vita notturna che con la sua ricca offerta riesce ad adattarsi alla voglia di divertimento di chiunque.

«Bellissimo perdersi dopo cena tra le stradine del centro storico – afferma Barbara Zanin, veneta, mentre passeggia mano nella mano con il ragazzo – con i negozietti ricchi di colore e con queste luci che danno fascino ai palazzi». Una signora seduta sull’uscio di casa nel centro storico si vede passare davanti i turisti che passeggiano alla scoperta della città o alla ricerca di un ristorantino per assaggiare le specialità di pesce. «Ogni sera è così – afferma in dialetto, quasi rassegnata all’invasione – qua siamo abituati». Abbandonando il centro storico, con i tavolini lungo le riviewre affacciati sul mare, sull’Isola di Sant’Andrea e sul Pizzo, corso Roma è un tripudio di luci, bancarelle, negozi aperti, gelaterie e persone e auto che si muovono come formiche. I bar lungo la strada sono il punto di ritrovo per chi vuole proseguire la serata in discoteca: qui sciamano i pierre che forniscono pass, omaggi donna e socnti vari.

Colme di gente le discoteche

«Gallipoli è come Barcellona – dice convinto Leandro Borgia – non si stanca mai. Io sono del Capo di Leuca, vengo spesso qui perché so di trovare quello che voglio: vita, movimento, bei locali e tanta gente diversa».

Di tutt’altro gusto, forte e a tratti violento, la frenesia che si respira sulla litoranea dopo il Lido San Giovanni, dove i lidi, spopolati al tramonto, ritornano a vivere poche ore dopo e fino  al buioa notte fonda. Così, come di giorno, la litoranea – ora buia – è presa d’assalto. Per chi viene da fuori, raggiungere Gallipoli e parcheggiare al sicuro l’auto è un’impresa. «Sono arrivato verso mezzanotte – afferma Giovanni di Corsano – ma per entrare in città ho impiegato circa un’ora. Ho trovato parcheggio proprio all’inizio della litoranea, ora mi sposto a piedi».

C’è chi s’incanala per la strada, sperando di aver fortuna e lasciare l’auto a pochi passi dalla discoteca o dal lido. I più audaci, invece, provano a percorrere il tragitto fino alla meta a piedi, ben consci delle difficoltà: auto parcheggiate, in movimento, il flusso di ragazzi che va contromano, le ondate di bici e scooter. Tutto illuminato solo dai fari delle auto. Una pattuglia delle forze dell’ordine, allo svincolo per Baia Verde effettua controlli. Lontano da tutto e da tutti, dalle discoteche pienissimee dai lidi frequentatissimi, frotte di ragazzi si preparano la< loro notte sotto le stelle, per stare insieme, amoreggiare, ridere e magari bere un poco. «I falò non si possono fare – dice Gregorio di Matino – però mi concedo almeno una volta all’anno lo spettacolo di guardare il cielo da qui, le sensazioni sono indescrivibili: milioni di stelle sopra di noi, il rumore del mare e una bella compagnia accanto. E che vuoi di più?».

Ilaria Lia

Voce al Direttore

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...