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Montesano

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Nociglia – Sabato 30 dalle 15 alle 20 e domenica 1 luglio dalle 9 alle 13 presso il locali del Castello baronale di Nociglia incontri di informazione e comunicazione pugglici per prendere visione del progetto della futura zincheria che dovrebbe sorgere nella zona industriale di Nociglia, “delle criticità connesse con tale installazione e per condividere idee e suggerimenti in merito a tale problematica”: l’iniziativa è a cura del comitato No Zincheria sorto lo scorso 26 maggio.

Si tratta di un comitato spontaneo di cittadini “finalizzato ad impedire la realizzazione, nelle immediate vicinanze del Parco agricolo multifunzionale dei Paduli”, della fabbrica “per il trattamento di superfici metalliche mediante processi elettrolitici o chimici con vasche di trattamentio di volume non superiore a 30 metri cubi”.Si legge questo nella comunicazione della Provincia di Lecce del 2 maggio scorso indirizzata al Comune di Nociglia, All’Arpa Puglia, all’Asl di Lecce e, per conoscenza alla società Cp Zinc di Lecce. La Provincia deve verificare se la procedura è soggetta a valutazione di impatto ambientale.

La zincheria a caldo è ritenuta dal comitato una “industria insalubre e potenzialmente dannosa per l’intero territorio dei Comuni delle Terre di Mezzo”; preoccupazioni ed allarmi sarebbero giunte infatti anche da paesi vicini a Nociglia, come San Cassiano, Botrugno, Supersano, Surano e Montesano.

Scopo dichiarato del comitato è quello di “promuovere ogni iniziativa utile e necessaria volta a tutelare l’ambiente, la salute e la qualità della vita dei cittadini, agendo in particolare attraverso campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica e di tutti gli Organi Istituzionali che abbiano il potere di intervenire in maniera diretta o indiretta sulla questione”. Chi ne volesse sapere di più può scrivere a comitato.nozincheria.nociglia@ gmail. 

Claudio Palomba

Acquarica del Capo – Non accenna a sbloccarsi la situazione dei dieci addetti delle ditte che gestiscono il servizio rifiuti ad Acquarica, Montesano e Palmariggi, senza stipendio da due mesi. Alla prima denuncia dei sindacati che segnalavano il fatto e prevenivano eventuali azioni di protesta, del 20 maggio scorso, nulla sembra essere cambiato. “Ancora senza salari e con due mensilità di arretrato. I lavoratori delle ditte Muccio srl (di Taurisano, ndr), Coop. Sud-Soc. Coop. arl, Icom srl – che svolgono l’attività di raccolta e “spazzamento” presso i tre Comuni hanno proclamato lo stato di agitazione. La situazione non è più sostenibile – rimarca con una nota Paolo Taurino, coordinatore provinciale del settore Igiene ambientale della Cgil – la mensilità di aprile, che ai sensi del contratto nazionale di lavoro doveva essere pagata entro il 15 maggio, non è stata ancora erogata. E non abbiamo notizie utili circa la data dell’eventuale corresponsione. Questa grave inadempienza ha messo in seria difficoltà economica le famiglie degli addetti che, in maggioranza monoreddito, non hanno più risorse per soddisfare gli impegni personali. Dalle dichiarazioni del sindaco di Acquarica del Capo, espresse con toni perentori in occasione dell’assemblea dello scorso 24 maggio, si evince che tale situazione non può essere addebitata alla sua Amministrazione, poiché sempre in linea con gli obblighi derivanti dal Contratto con le aziende affidatarie».

Il rappresentante dei lavoratori critica anche la mancanza di risposte da parte dell’azienda che “addirittura inibisce ai lavoratori la possibilità di accesso ai locali della direzione aziendale”. «Questo balletto delle responsabilità si protrae da mesi ed è per questo che abbiamo formalmente richiesto il pagamento diretto dei salari tramite i Comuni di Acquarica del Capo e Montesano. Purtroppo tale richiesta si è infranta di fronte all’opposizione delle aziende ritardatarie che provocano in tal modo una discriminazione tra i loro stessi dipendenti, visto che nel cantiere di Melissano la proposta del sindacato è stata accolta dal Comune. Non ci resta che interessare il prefetto Claudio Palomba (foto) e le autorità di governo del ciclo dei rifiuti, per lo stato di assoluta criticità sociale oramai raggiunto in questi comuni del Sud Salento”.

 

 

Fp-Cgil Lecce

Il coordinatore provinciale Igiene Ambientale

Paolo Taurino

Montesano Salentino – A vederlo con quell’aria da missionario, si potrebbe pensare che è il “solito” visionario” anti modernità e per il “bel tempo andato”. A sentirlo parlare ti accorgi dello spessore che ha un laureato per davvero ed un artista non per caso. “Dipingo da sempre. Mio padre mi diceva ‘prima il pennello e poi la penna’”. Fino alla svolta più o meno intorno al 2012, davanti ad una inarrestabile produzione di rifiuti di ogni genere, con un’altrettanto irrefrenabile impennata dei costi di smaltimento (è tecnico comunale ad Alezio).

In tanti dicono “l’immondizia è una risorsa” Lui – Venanzio Marra, 45 anni, nessuna scuola artistica alle spalle, tanta istruzione tecnica in quel di Venezia – è andato oltre. dai materiali di scarto opere d’arte: “E’ il materiale che mi ispira il soggetto”, dice guardandosi intorno nel piccolo deposito-laboratorio nel giardino di casa e poi, poco distante, in un salone che una zia gli ha affidato. Segnali stradali quasi illeggibili, lattine, pezzi di legno e di tubi, coperchi, resti di lampade. Cosa dirà sua moglie a vederlo tornare con le mani piene di ogni ben di rifiuto? “Abbiamo fatto un patto – dice mentre sorride con gli occhi di un febbricitante – su questo mi deve lasciare stare…”. Ed ha ragione lui, se lo hanno inserito in un evento collaterale alla Biennale di Venezia e ad una esposizione simile a Montecarlo nel 2014. Vittorio Sgarbi ha una sua opera per sé. Ma il noto critico d’arte non va dove arriva Marra: “Gli scarti materiali rimandano agli scarti sociali, umani”, spiega a chi è digiuno di avanguardie del ‘900, di informale e pop art.

“Il suo sguardo – afferma il critico letterario Donato Margarito – si rivolge ad un cimitero di rovine e frammenti, non per sublimarle esteticamente, ma per farle resuscitare dall’oblio attraverso una significazione critica. Artista di periferia, lontano dalle grandi gallerie e dai mercanti d’arte, grazie al montaggio di materiali-spazzatura e rifiuti, costruisce una narrazione allegorica dalle profonde implicazioni esistenziali ed emancipative”. Nel libro che verrà presentato sabato 16 alle 18 nell’aula magna del  Comune di Monsesano, Margarito allarga la sua riflessione sull’arte contemporanea in un confronto serrato tra Marra con Danto, Cesare Brandi, Duchamp, Bauman, Aby Warburg, Lionello Venturi e Argan. Ai saluti istituzionali del Sindaco Silvana Serrano, seguiranno gli interventi del’architetto artista Marra, del presidente del suo Ordine professionale Rocco De Matteis e dell’autore del libro, Margarito appunto, docente di Lettere nelle Superiori, intitolato “Il Post informale in Venanzio Marra”.

Ma Marra è anche autore di numerose pubblicazioni di tutt’altro segno, più strettamente correlate ai suoi studi: si va da “Note sulle volte leccesi” a “Il completamento del Restauro di Palazzo Bitonti” di Montesano; da “San Nicola di Macugno” di Neviano, con Giovanni Giangreco, a “Calcare, monumenti per cuocere la pietra” con Erica Viva e Michele Ciccarelli.

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