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Casarano – Eccellenze della Puglia e del Salento protagoniste a Milano: succederà dal 22 al 24 settembre, per la quarta edizione di Mad Mood, nell’ambito della Milano Fashion Week. L’evento è una vetrina internazionale per designer e creativi della moda, che faranno sfilare le loro creazioni a Palazzo Turati. Madrina dell’evento sarà Patrizia Pellegrino, direttrice della rivista “La Mia Boutique”.

La Puglia si racconta oltre il turismo – Il progetto, nato da un’idea di Marianna Miceli, ha l’obiettivo di valorizzare il made in Italy e in particolare l’estro, la cura sartoriale e l’artigianalità che caratterizzano il settore moda pugliese. Non a caso, la Regione Puglia è partner del progetto, considerato un’opportunità per far conoscere il territorio puntando su risorse diverse dal turismo vacanziero. Inoltre, con Mad Mood si avvia il protocollo d’intesa tra Regione Puglia e Regione Lombardia per una cooperazione finalizzata a muovere flussi turistici variegati, anche di tipo professionale.

Si rinnova la partnership con Confindustria Lecce, che per bocca del presidente Giancarlo Negro dichiara: “Mad Mood Milano rappresenta una vetrina importante per il territorio e per gli stilisti, poiché in sole quattro edizioni ha raggiunto una visibilità notevole sia in Italia, sia all’estero, contribuendo a promuovere le eccellenze della moda nel mondo. Oggi più che mai la partita della competitività si gioca fra territori e sulla capacità di attivare circuiti virtuosi”.

Salento al centro, fra creatività e cultura – A far sfilare le proprie collezioni al Mad Mood ci sarà anche Jenny Monsellato (in foto), fashion designer di Casarano in passerella con le sue creazioni lunedì 24 alle ore 15. Accanto a lei, altri 11 designer salentini e pugliesi: Isabella di Matteo, Dali’ Couture, Fedra Couture, Vanè, Carmen Clemente, Istituto Cordella, Accademia Calcagnile, Rosso Rame, juliankee, Damaè gioielli e Salvatore Caputo Shoes. Fra loro, lunedì 24 una commissione presieduta dal presidente onorario della Camera della moda Mario Boselli e composta da Patrizia Pellegrino e Stefania Arnaldi sceglierà un vincitore, premiato con un riconoscimento al talento. Inoltre, durante le sfilate l’Accademia Calcagnile di Lecce presenterà una collezione interamente dedicata al drammaturgo di origini salentine Carmelo Bene, nell’ottica di raccontare la Puglia attraverso il binomio fra moda e radici culturali.

Taurisano – Il successo a volte passa per spazzole, phon e un paio di forbici, quando a muoverli c’è talento e creatività: così è stato per il giovane parrucchiere Valerio Seclì, 35 anni e originario di Taurisano, oggi direttore tecnico e artistico di un importante salone in pieno centro a Bologna. Un successo, quello di Valerio, confermato da due riconoscimenti arrivati nel giro di poche settimane: prima l’attestato di merito artistico conferito a Milano dall’Accademia “Tagliati per il successo”, e poi il “Pettine di platino” conquistato a Firenze al termine di una sfida tra i migliori acconciatori emergenti che arrivano da tutta Italia.

Dalla provincia alle grandi città, dalla gavetta con le pieghe porta a porta (“All’epoca prendevo cinquemila lire”, ricorda sorridendo) fino al lavoro dietro le quinte di sfilate e set pubblicitari, la costante nel lavoro di Valerio è la creatività: “Noi parrucchieri siamo tutti un po’ artisti. Io non faccio tinture o mèches, io ‘dipingo luce sui capelli’, è quello che dico alle mie clienti. Ora sono 17 anni che lavoro in questo settore e posso affermare che ogni giorno s’impara, e si crea, qualcosa di nuovo”.

Sogni nel cassetto e progetti – Per il giovane parrucchiere taurisanese, il percorso è cominciato dalla scuola di Antonio Melileo a Casarano, poi il grande salto con il trasferimento a Roma (dove ha lavorato per otto anni), e oggi Bologna. Altri sogni nel cassetto? “Aprire una catena di saloni tutta mia”, dice. Più nell’immediato, invece, c’è un’altra trasferta, questa volta in Sicilia, dove a fine agosto Valerio sarà fra i parrucchieri ufficiali di una sfilata di moda in programma a San Vito Lo Capo.

Nardò – Da Nardò a Roma con un unico obiettivo: diventare il più bello d’Italia. Lui è Gianni Ruvolo, 30 anni, istruttore presso una palestra di Galatone, che sarà uno dei finalisti pugliesi nel concorso “Il più bello d’Italia”, che si terrà domenica 10 dicembre presso la storica discoteca “Piper” di Roma. Laureato in Servizi giuridici e prossimo alla seconda laurea in Giurisprudenza, Gianni ha iniziato ad avvicinarsi al modo della moda solo un anno fa, quando ha avuto l’occasione di partecipare ad alcune sfilate ad Avetrana e ad Altamura (dove ho vinto “Mister Lecce”), e ad Enna, al concorso “Mister Sicilia” dove rappresentava la Puglia e dove ha fatto sua la fascia di “Italian fashion model”. Fino ad arrivare a “Il più bello d’Italia”, dove ha dovuto superare prima le selezioni regionali, rientrando tra i primi sei. “Questo è il concorso che anni fa ha vinto anche Gabriel Garko e al quale tengo particolarmente – afferma il concorrente salentino – perché è il più importante concorso italiano maschile ormai da anni. Per me sarebbe un’ottima possibilità per prendere poi parte ad altri programmi Mediaset e del digitale terrestre, e sarebbe un ottimo trampolino di lancio anche nel mondo cinematografico; comunque, essere stato selezionato per la finalissima è già per me un trionfo. Mi piacerebbe darmi un lasso di tempo da 6 mesi ad un anno per tentare di entrare nel mondo dello spettacolo e poi vedere come andrà; se non dovesse andare come spero, continuerò tranquillamente la mia vita con il lavoro che già sto facendo e spero un giorno anche di sfruttare le mie lauree, magari come insegnante”.  Gianni Ruvolo ha intanto già partecipato ad un cortometraggio, “Lo scrigno degli angeli”, di Luciano Marinelli,  che parteciperà ad un cinefestival a marzo 2018; ed è stato scelto come attore nella serie televisiva “Cravatta rosso sangue” che sarà prodotta in collaborazione con Telerama e con Apulia film commission prossimamente.

 

Foto di gruppo per i nuovi “diplomati”

Foto di gruppo per i nuovi “diplomati”

CASARANO. Il sogno del Politecnico del Made in Italy diventa realtà. Sono stati consegnati nei giorni scorsi i diplomi ai primi 15 allievi del corso “Modellista calzature”. L’occasione è stata propizia per confrontarsi su un tema delicato come il rilancio del settore moda nel Salento, alla presenza, tra gli altri, della vice presidente del Senato Valeria Fedeli e dell’assessore regionale al Lavoro e alla Formazione professionale Sebastiano Leo. «Mai era successo – commenta il vicepresidente della Scuola Michele Zonno – che delle aziende casaranesi si mettessero insieme per formare i nuovi protagonisti del “Made in Italy”. Non vogliamo, però, limitarci al pur importante risultato di aver formato 15 professionisti: vogliamo formare centinaia di ragazzi e per far questo abbiamo bisogno del supporto delle istituzioni. Ci aspettiamo che la Regione riconosca in questa scuola uno dei perni per la strategicità e la centralità del settore». In tal senso Fedeli e Leo hanno assicurato la loro vicinanza al Politecnico e il loro impegno per far sì che l’ambizioso progetto, tenacemente voluto da Giuseppe Baiardo, Luciano Barbetta e Zonno, si consolidi. Non poteva mancare un pubblico encomio, tributato proprio da Zonno, agli imprenditori che hanno “fatto scuola”, come Cosimo Romano, Martino Nicolazzo, presenti all’incontro, e il compianto Antonio Filograna. A “diplomarsi” sono stati Mirko Accogli, Marco Fattizzo, Antonio Martina, Andrea Orlando, Antonio Picci, Benedetta Prontera, Simone Sarcinella, Anna Grazia Torsello e Marialuisa Torsello di Casarano, Sara Casarano e Nico Esposito di Matino, Giovanni Trianni di Alliste, Andrea Rossetti di Palmariggi, Matteo Antonio Fattizzo di Lecce e Simone Marini di Surbo. «Tra di noi – commenta Andrea Rossetti, modellista nell’azienda casaranese De Niro Boot Co – si è instaurato un rapporto di grande collaborazione, che ha permesso la circolazione del know how e delle buone prassi». «Avere la possibilità di frequentare una scuola del genere praticamente da casa – dichiara la casaranese Anna Grazia Torsello – è stata un’occasione da prendere al volo. Il Politecnico mi ha dato la possibilità di crescere molto, dal punto di vista professionale e umano. Un’esperienza che consiglio».

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