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Mino Borraccino

CASARANO. Si parlerà del Sistema sanitario pugliese, e dunque anche dell’ospedale “Ferrari” di Casarano, nell’incontro di lunedì 16 ottobre presso la Federazione regionale di Sinistra italiana a Bari. Ne da notizia Mino Borraccino, presidente della commissione Affari generali della Regione, commentando l’occupazione avvenuta questa mattina presso il reparto di Chirurgia pediatrica per impedire  il trasferimento degli arredi al “Vito Fazzi” di Lecce. «Siamo solidali con i cittadini di Casarano e con il comitato pro ospedale che in queste ore hanno occupato il “Ferrari”. Riteniamo profondamente giuste le ragioni che hanno portato a questo gesto esasperato», afferma il consigliere regionale tarantino, da sempre vicino alle rivendicazioni dell’ospedale di Casarano così come delle altre strutture declassate dal Piano di riordino voluto dalla Regione Puglia. Anche da Borraccino, così come dal comitato Pro Ferrari, giunge l’invito a “riaprire il tavolo di discussione con le comunità pugliesi, con le associazioni, e rivedere quanto prima la programmazione degli ospedali sul territorio”. All’incontro programmato in via Abbrescia 13 nel capoluogo saranno presenti sindacati, ordini professionali e comitati di lotta per la difesa degli ospedali insieme all’ex assessore regionale alla Sanità Tommaso Fiore.

Su quanto avvenuto in mattinata a Casarano interviene anche Ignazio Zullo, presidente del gruppo regionale di Direzione Italia, il quale evidenzia come il presidente Emiliano voglia la “partecipazione” dei cittadini su temi come la Tap e la “ignori” per il riordino ospedaliero, in questo caso “senza neppure aspettare il 20 febbraio quando il Tar si esprimerà nel merito del ricorso presentato dal sindaco di Casarano contro il declassamento”.

Intanto la direzione sanitaria del “Ferrari” ha provveduto a verbalizzare quanto accaduto stamattina nel reparto di Chirurgia pediatrica evidenziando che il prelievo degli arredi da una stanza del reparto non è potuto avvenire per l’occupazione da parte del sindaco Gianni Stefàno, di alcuni consigliere e assessori comunali e del presidente del comitato Pro Ferrari Claudio Casciaro. «La direzione medica, nella persona della dott.sa Gabriella Cretì, su ordine del direttore sanitario dott. Antonio Sanguedolce, ha richiesto l’intervento dei carabinieri della Stazione di Casarano. È intervenuto il comandante Amgelo Carbone il quale ha provveduto ad identificare gli otto occupanti” è scritto nel verbale.

 

TUGLIE. Una villa storica “svenduta” e per giunta “sempre in stato di completo abbandono”. A chiedere “chiarezza” sul futuro di Villa Luisa, a Tuglie, e l’accertamento delle responsabilità è il consigliere regionale Mino Borracino, presidente della commissione “affari generali e personale” che ha indirizzato un’interrogazione all’assessore al Turismo e alla Cultura, Loredana Capone.

«La vicenda appare a tutti gli effetti un ennesimo esempio di cattiva amministrazione, di incuria del patrimonio culturale e architettonico e di coinvolgimento di interessi privati non proprio trasparenti», afferma il consigliere di Sinistra italiana.   La villa, situata sulla parte alta di Tuglie, dopo anni di abbandono venne affidata in concessione dalla Provincia di Lecce, tra il 2004 e il 2005, alla società Villa Luisa srl (società partecipata al 100% da Italgest Immobiliare, oggi dichiarata fallita) per il suo recupero e la sua valorizzazione con un  project financing (con capitale pubblico – privato) trentennale. Il progetto da oltre 11 milioni di euro prevedeva  la ristrutturazione e l’ampliamento, nonché la gestione del complesso per la “realizzazione di una struttura di tipo alberghiero anche per lo sport e tempo libero, centro benessere e di rieducazione alimentare, parcheggio multipiano interrato”.  Nel luglio del 2010 i lavori furono sospesi e, nel 2011, il presidente della Provincia Gabellone dichiarò decaduta la concessione per inadempienze contrattuali (a quel momento gli investimenti sarebbero stati pari a tre milioni di euro).

«Ma nel 2012 – spiega Borraccino – Villa Luisa Srl, concessionaria inadempiente e quindi dichiarata decaduta dalla concessione, si rendeva disponibile ad una definizione transattiva della vicenda, anche mediante l’acquisto dell’immobile. Sicché, nel 2013, il Consiglio provinciale di Lecce, su proposta della Giunta, inseriva “Villa Luisa” nel piano delle alienazioni per il triennio 2013/15 e in data 4 agosto dello stesso anno la società Villa Luisa S.r.l. si dichiarava disponibile ad acquisire il bene previo pagamento di un importo pari ad € 2.500.000». Non poche furono le polemiche su tale prezzo anche alla luce della relazione di stima dell’11 maggio 2012 dell’Agenzia del Territorio di Lecce che aveva fissato il valore in € 7.300.000. Sulla vicenda si sono aperti anche i fascicoli della Corte dei Conti per verificare eventuali “irregolarità contabili e finanziarie”.

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