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migranti nardò

Nardò. «Sindaco, adesso dovrai darci una mano, parlare coi tuoi colleghi della Puglia e rassicurarli poiché in molti si agitano all’idea che un campo del genere possa nascere dalle loro parti». Con questo invito il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano ieri pomeriggio a Nardò si è rivolto al sindaco Giuseppe Mellone. La platea in via Lecce era quella delle grandi occasioni: l’inaugurazione del villaggio d’accoglienza a Boncuri. «Non un campo ma una vera e propria foresteria per lavoratori», ha precisato Emiliano ai cronisti. Il piazzale antistante è stato intitolato a Stefano Fumarulo, giovane dirigente regionale alle politiche per le migrazioni deceduto lo scorso 12 aprile. Presenti oltre al governatore Emiliano, al suo capo di gabinetto Claudio Stefanazzi e alla famiglia di Fumarulo, anche il Procuratore antimafia Cataldo Motta, il prefetto Claudio Palomba, l’assessore regionale Loredana Capone, il sindaco di Gallipoli Stefano Minerva, assessori e consiglieri comunali melloniani. La foresteria è situata sulla provinciale 19, nei pressi della zona industriale, proprio accanto alla Masseria Boncuri. «La nostra vocazione all’accoglienza – ha dichiarato Emiliano – ha dato vita a un’idea che la Regione svilupperà in tutta la Puglia e non solo a Nardò, ma che qui evidentemente è cominciata grazie all’energia del sindaco Mellone nell’attesa che le aziende agricole pugliesi siano in grado di gestire la loro manodopera con maggiore autonomia, visto che per ora non ci riescono per ragioni economiche, culturali e logistiche».

Il sindaco Mellone ha ringraziato Emiliano (“omaccione che mantiene le promesse”) e dopo aver ricordato la figura di Stefano Fumarulo ha ripercorso le tappe decennali dell’“accoglienza” neretina, passando dalle panchine della “villa” di via XX Settembre usate come posti letto al dormitorio “fai da te” dell’ex Pretura, fino alle lotti bracciantili proprio a Boncuri e alla baraccopoli di contrada Arene-Serrazze. «Oggi non troviamo una soluzione per l’estate 2017 – ha dichiarato Mellone ammettendo i ritardi, soprattutto burocratici, che hanno portato all’installazione dei container mentre quasi tutti i braccianti hanno lasciato Nardò e la Puglia – ma troviamo una soluzione definitiva per gli anni a venire. Oggi non scopriamo semplicemente una targa: questo villaggio è il simbolo del riscatto di un territorio». Poi l’affondo finale contro l’opposizione che a poche ore dalla cerimonia ha polemizzato per un taglio del nastro ritenuto propagandistico e fuori tempo: «Voglio dire con grande forza – ha tuonato Mellone – che chi oggi non gioisce è amico degli schiavisti!». Va detto che i container, che sono 80 per complessivi 320 alloggi e resteranno a Nardò fino al 30 settembre salvo nuove disposizioni, rappresentano oggi la miglior soluzione abitativa per i migranti mai vista finora sul territorio neretino. Anche se in questo momento i ragazzi africani a Boncuri sono poco meno di trenta…

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