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matteo renzi

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Nardò – Il segretario nazionale del Pd, Matteo Renzi, sarà in città domani. Non sarà un incontro pubblico, come previsto in un primo momento, ma di partito considerato che i democratici neretini hanno a che fare con problemi inediti, tra cui il feroce contrasto tra il circolo e il presidente della Regione Michele Emiliano e le sue reiterate convergenze col Sindaco di destra, Giuseppe Mellone, che si mobilitò in suo favore nelle scorse primarie. Ci sarà un gruppo di dem neretini ad accompagnarlo nell’ormai noto tour in treno: il consigliere comunale Lorenzo Siciliano lo raggiungerà a Recanati, mentre il resto della delegazione di Nardò salirà sul treno a Brindisi. Giunti a Lecce Renzi sarà accompagnato a Maglie per visitare la casa di Aldo Moro; poi la tappa “riservata” a Nardò. E’ stato anche fissato l’incontro con i cittadini: appuntamento per gli interessati il 3 febbraio in piazza Salandra.

NARDÒ. Matteo Renzi a Nardò il 20 ottobre. Nulla di ufficiale ma la notizia circola in queste ore e sempre con maggiore insistenza in ambienti vicini al Pd neretino, da cui non arrivano smentite. Non sarebbe la prima volta l’arrivo dell’ex premier in città: il 31 agosto 2012 l’allora sindaco di Firenze non ancora Presidente del Consiglio incontrò i neretini in piazza delle Erbe, dove vi giunse accompagnato dall’allora Sindaco Marcello Risi dopo che i due si erano salutati a Palazzo Personè. A organizzare quell’appuntamento fu un giovanissimo attivista dem oggi consigliere comunale: Lorenzo Siciliano. Proprio Siciliano, dopo aver rivisto Renzi di recente a Lecce, ha anticipato nelle scorse settimane che presto il leader del Pd sarebbe tornato a Nardò. Arrivare il 20 ottobre significa arrivare in città (la tappa neretina sarebbe l’unica nel Leccese) in pieno clima congresso provinciale, previsto per il 24. Il capo del Pd avrebbe perciò l’occasione di tirare la volata a Ippazio Morciano, candidato alla guida della segreteria per la mozione Renzi-Orlando, che nella corsa se la deve vedere con l’uomo di Michele Emiliano, Stefano Minerva, Sindaco di Gallipoli. Una scelta, quella di Nardò, non casuale dunque. Qualche dettaglio del programma: l’incontro potrebbe tenersi nel Chiostro di Sant’Antonio e l’uomo di punta del Pd nazionale potrebbe arrivare a Nardò accompagnato dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini.

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Lettera aperta al Premier Matteo Renzi (e al Ministro Giannini e ai referenti dell’Istruzione in Italia) 

Gent.mo Presidente Renzi,

mi chiamo Daniele Manni, sono un docente di Lecce, innamorato e appassionato del proprio ruolo (non riesco a chiamarlo lavoro) e, pare, sono fra i 50 finalisti al mondo candidati al titolo internazionale di Premio Nobel per l’Insegnamento, il “Global Teacher Prize” della Varkey Gems Foundation. In Europa siamo solo in nove e due in Italia (quasi il 30%), anche se so perfettamente di essere solo stato fortunato perché c’è stato qualcuno che si è preso la briga di segnalare il mio operato alla Fondazione, quindi, dietro questa punta di iceberg, sono certo si nascondono centinaia di colleghi altrettanto meritevoli di questo “titolo”, i quali lavorano, sperimentano e innovano ogni giorno, nel silenzio delle loro aule, fianco a fianco con i loro fortunati studenti.

Ho deciso di scriverle perché oggi sono “qualcuno” e questo mio quarto d’ora di notorietà durerà appena un mese, fino a quando non diverrò un banale “ex” finalista e le mie parole avranno certo un peso diverso.

Cosa le chiedo? Niente di più di quanto lei non stia ripetendo negli ultimi giorni, ossia più considerazione in Italia per la professione docente, più “ritmo” nella scuola. Solo che, oltre ad ascoltare e ad apprezzare i suoi nobili intenti, mi piacerebbe che in questo nuovo anno vedessimo azioni concrete, un po’ come facciamo noi “bravi” insegnanti “da Nobel” con i nostri alunni, agendo e creando risultati e non solo annunciando cambiamento e innovazione. E di azioni concrete per riqualificare il nostro ruolo nella società italiana me ne vengono in mente due.

La prima, a rischio di sembrare banale, è quella di rendere semplicemente “dignitoso” lo stipendio che ci viene riconosciuto, perché oggi, dignitoso, non lo è affatto. Se, pur essendo i peggio pagati e ricevendo poca o nulla stima dalla società civile, riceviamo lode e attenzione internazionale e la nostra opera quotidiana rende la scuola italiana una delle “istituzioni” più apprezzate dalla cittadinanza (al terzo posto, dopo Papa Francesco e le Forze dell’Ordine*), chiedo a Lei e al governo che rappresenta, cosa potrebbe essere la Scuola italiana se il corpo docente ricevesse più credito e dignità? Come pensa che la società possa apprezzare una figura così importante per la vita ed il presente (non solo il futuro) dei nostri figli se lo Stato è il primo a ridicolizzarne il lavoro con un riconoscimento inadeguato? Comprendo benissimo che questo è un momento certo non facile per mettere sul tavolo un piano di aumenti per la categoria, ma qualche primo, piccolo segnale non sarebbe affatto una mossa errata. Se si sta chiedendo se questo mio è un tentativo per ottenere ciò che in tanti non sono riusciti negli ultimi vent’anni, la risposta è …sì.

La seconda possibile azione è quella di ideare e realizzare iniziative concrete atte a valorizzare la professione, approfittando anche di ogni possibile occasione per enfatizzare, rendere pubbliche e diffondere le opere meritorie e le persone meritevoli nella scuola, ogni qualvolta se ne presenta l’opportunità. Vuole qualche esempio? La Varkey Gems Foundation ha come mission quella di alzare il livello di considerazione dell’insegnamento e si è inventato un premio da 1 milione di dollari per accendere i riflettori di tutto il mondo su questa straordinaria professione (sempre che il governo ed il ministero italiano abbiano, anch’essi, questa mission). E’ vero, loro sono ricchi e hanno i soldi, ma quanta ricchezzaabbiamo noi italiani in termini di creatività ed inventiva? E non sta certo a me suggerire modi e metodi efficaci.

Concludo augurando a noi docenti che lei possa prendere minimamente in considerazione quanto le ho scritto e a Lei, ai suoi cari e a tutto il suo staff un 2015 proficuo, sereno e ricco di sorrisi.

Con grande rispetto e fiducia

Daniele Manni

 

*Rapporto 2014 della Demos di pochi giorni fa:  www.demos.it/a01077.php

Voce al Direttore

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